Egregio Signor Direttore,
ringrazio innanzitutto il Suo quotidiano per l'opportunità che mi offre nell'esprimere una piccola riflessione sul panorama politico del nostro Paese.
In questi giorni le cronache sono per lo più dedicate agli ennesimi organizzati attacchi al Governo ma più in generale al Presidente del Consiglio dei Ministri a proposito del Decreto che postpone l'oscuramente nella piattaforma terrestre di Rete 4 e il divieto di trasmettere la pubblicità su Rai 3.
Per la verità non sono per nulla stupito dalla confusa e stridente reazione dell'Opposizione, d'altronde fa il suo mestiere si potrebbe dire, ma ciò che colpisce è ancora una volta il metodo che essa sceglie nel confrontarsi, un metodo che certo non rispecchia quei presupposti che l'ex Partito Comunista si è dato quando una decina d'anni fa decise di aderire ai quei principi fondamentali della democrazia, e che definisco una scelta obbligata dopo il fallimento del Comunismo e il crollo dell'Unione Sovietica.
A questo punto è opportuno fare un'analisi storica e che certo creerà qualche mal di pancia a questi signori da poco approdati nella sfera democratica a parole e poco nei fatti.
Ritengo infatti, che il processo di democratizzazione avvenuto all'interno del PCI-PDS-DS non si sia ancora definitivamente compiuto se gli strumenti stessi con i quali costoro operano erano e restano da 50 anni gli stessi.
Bisogna a tal punto ricordare che il sistema con il quale oggi denigrano, assalgono, deridono e cercano di delegittimare l'avversario è rimasto lo stesso che 50 anni fa usarono nei confronti di un Padre Nobile della Nostra Patria, della Democrazia e della Libertà: Alcide De Gasperi.
Già allora, si preferiva al confronto lo scontro, all'opposizione costruttiva la delegittimazione e la mistificazione della verità e tutto ciò certo non giovava e non giova ora alla causa della democrazia.
Alcide De Gasperi veniva definito come il servo degli Americani, il nemico della Democrazia e dei Lavoratori, e spesso fu accusato dagli allora dirigenti del PCI (Togliatti, Secchia e Longo) di favorire i propri interessi dalla posizione di Capo del Governo.
Ed è quello che è sempre accaduto nei confronti di qualsiasi Presidente del Consiglio che si sia succeduto fino ad ora, tranne che dal 1996 al 2001.
E' esattamente ciò che ora accade nei confronti di Silvio Berlusconi.
Sono passati 50 anni, il mondo è cambiato, il Comunismo si è sbriciolato dinanzi all'irrefrenabile desiderio degli esseri umani di vivere in un mondo libero, ma i metodi restano dunque gli stessi.
Ancora una volta, come allora, ci troviamo dinanzi a delle persone che dispensano a destra e a manca lezioni di democrazia, moralismo e verità, il tutto condito da un'irrefrenabile desiderio di potere e da un'esaltazione del delirio di onnipotenza.
Così come allora, anche oggi a distanza di 50 anni, una grande fetta della sinistra nostrana non accetta il verdetto della democrazia, non accetta che una gran parte del Popolo Italiano si sia espresso nelle urne, non accetta in sintesi la stessa essenza della democrazia, cioè la volontà dell'unico sovrano detentore del potere, la gente.
D'altronde sono proprio loro che definiscono in maniera subdola e ridicola come ignoranti coloro che non votano per loro.. a testimonianza della loro stessa inferiorità democratica.
Anche oggi come allora, assistiamo al sistematico tentativo di ribaltare la realtà e la verità, di addossare agli altri le proprie colpe, di attribuire agli altri i propri difetti. Oggi come allora si accusa chi liberamente aderisce ad un partito diverso dal loro, di essere schiavi del 'Capo', di essere delle marionette al servizio di questo o di quello, ma sarebbe opportuno che qualcuno andasse a rivisitare le foto dell'album di Famiglia, si andasse a rivedere la vecchia ma pur sempre attuale pellicola del film del grande Giovannino Guareschi su chi è abituato ad obbedire silenziosamente e passivamente al 'Capo'.
Oggi si accusa Forza Italia o l'UDC di non essere dei partiti democratici, allora si accusava la DC nello stesso e identico modo, si accusava Alcide De Gasperi di esserne il Padre-Padrone. Che faccia tosta bisogna avere per poter formulare una simile accusa denigrando migliaia e migliaia di persone.
Mezzo secolo fa, con la protezione dell'Unione Sovietica, costoro azzardavano ben di più, credevano che l'instaurazione di una 'democrazia popolare' nel nostro paese potesse avvenire esclusivamente attraverso l'ora X, cioè attraverso la rivoluzione armata, non avendo avuto il supporto della gente nelle urne.
A tal proposito sarebbe opportuno ricordare che nell'Emilia, nella Romagna, nella Toscana, furono moltissimi i comunisti che all'indomani della Guerra nascosero senza consegnarle le armi che sarebbero state utili 'alla presa del potere'.
A proposito dell'obbedienza, andrebbero inoltre ricordate le stazioni radio clandestine che venivano utilizzate fino a non moltri lustri fa nelle campagne dalla rete segreta 'gladio rossa' per ricevere gli ordini impartiti dal Capo moscovita..
Quanta confusione dunque, quanto odio è stato seminato verso il nemico che non è mai stato visto come un'avversario.
Bisognerebbe inoltre ricordare a coloro che impartiscono oggi lezioni di democrazia, gli eccidi perpetrati proprio in quegli anni in nome di una 'democrazia' che era concepita solo per loro.
Non ci ricordiamo più i Martiri delle Foibe? Gli eccidi compiuti nel Triangolo Rosso? Gli omicidi operati in stile SS o da Fasci di Combattimento da parte della Volante Rossa?
No, questa per alcuni non è storia, anzi qualcuno ha preferito spesso negarne non solo l'evidenza e la veridicità, ma oggi ne nega persino l'esistenza accusando spesso chi è moderato di essere ossessionato dal pericolo comunista che non esiste più.
Ebbene, che il pericolo comunista non esista più è dato dal fatto che non esiste più la protezione di Mamma Russia, ma cosa sarebbe se l'URSS fosse ancora in vita?
Ma la cosa per certi versi tragica e nello stesso tempo comica è il fatto che molti oggi si offendano nel sentirsi definire comunista. Ma come, non si ricordano la loro storia d'origine? Le loro azioni? D'altronde non vedo nulla di male nel dover definire comunista chi ha cambiato nome ma non ha cambiato nè il modo di pensare, nè il modo d'agire. Il fatto è che forse oggi si vergognano un pochino della loro storia, e preferiscono deviare il corso della storia accusando gli altri. Altro metodo comunista.
O accusano gli altri di essere ossessionati dal comunismo quando i primi ad essere perennemente ossessionati sono loro, prima da De Gasperi e la DC, oggi da Berlusconi e dalla Casa delle Libertà.
Cambiano dunque i nomi, i soggetti ma non i metodi.
Io appartengo ad una corrente culturale cattolica e liberale che ha contribuito negli anni a costruire non solo la democrazia nel nostro Paese, ma che ha contrinuito a costruire quel progetto di unità europea che fino al 1991 è stato fortemente osteggiato da una parte della sinistra Italiana che l'ha sempre considerata la 'costola' europea dell'"Impero Americano".
Io resto dunque ancorato a quei principi che la storia (non io) hanno premiato, a quelle figure come De Gasperi, Adenauer, Kohl e che oggi sono rappresentate da Berlusconi, Aznar, Blair, Raffarin e persino a Fini che ha avuto il coraggio di condannare le pagine più buie del suo passato. Cosa che una parte della Sinistra Italiana non ha ancora fatto.
Quindi, fino a che non arriverà una forte e ferma condanna del passato comunista, loro resteranno ancorati a Stalin, Breznev, Andropov e Togliatti e la condanna che la storia ha inferto loro.
Consigliere Provinciale
Responsabile Nazionale Affari Europei F.I.




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