"Libero", domenica 14 dicembre 2003, p.12
Maestra butta il Crocefisso nel cestino
a.. L'oltraggioso gesto giustificato con il rispetto dovuto agli allievi
di religione non cattolica -
di Miska Ruggeri
Milano - Ofena, atto secondo. Molto piu' grave, eppure silenziato. Se
infatti nel paesino marsicano la semplice possibilita' che il Crocifisso
fosse tolto per via giudiziaria da un'aula della scuola materna ed
elementare "Antonio Silveri" aveva scatenato l'Italia cattolica fino alla
marcia indietro del tribunale e allo scorno di Adel Smith, gli oltraggi
(ancora da verificare nel dettaglio)di Settimo Torinese non hanno ancora
mobilitato quasi nessuno. Cosa incredibile se consideriamo l'entita' dei
fatti.
Nella scuola elementare una maestra, "coram discipulis", che poi avrebbero
raccontato l'episodio ai genitori, avrebbe staccato il Crocifisso dal muro
gettandolo poi, con malcelato disprezzo, nel cestino destinato ai rifiuti.
Presunta motivazione: in classe ci sono anche allievi extracomunitari, di
religione diversa dal cristianesimo, e quindi per rispetto nei loro
confronti e' quanto mai opportuno eliminare ogni simbolo di fede.
Ma non basta. A dar man forte all'insegnante sarebbe intervenuta anche una
collega-ultra'. Recuperato il Crocifisso dalla spazzatura, almeno così si
racconta nella cittadina dell'hinterland torinese, lo avrebbe riattaccato al
chiodo con il viso rivolto verso la parete. Dall'oltraggio alla derisione,
insomma.
Reazioni, pero', zero. O quasi. La preside ha ammesso soltanto la rimozione,
sottolineando come nessun genitore sia andato a protestare e affibbiando la
patata bollente all'eventuale indagine delle autorita' scolastiche. Le
autorita' ecclesiastiche hanno gettato acqua sul fuoco. Dei politici locali,
solo Mariano Nicolosi ha alzato, invano, la voce in Consiglio comunale. Così
i soli a farsi sentire sono stati il parroco di San Pietro in Vincoli a
Settimo Torinese, Don Pino, il quotidiano "La Padania" con un articolo di
Giulio Ferrari, e i Volontari Verdi di Massimo Intonti ("Episodio
agghiacciante. Non accettiamo che l'emblema rappresentante duemila anni
della nostra civilta' possa essere impunemente oltraggiato da chi, con il
pretesto del rispetto nei confronti degli stranieri, rivela un malsano odio
per la propria gente") che fanno riferimento all'esponente leghista Mario
Borghezio.
"Si tratta" - ci dice al telefono l'europarlamentare padano - "di un fatto
di inaudita gravita', che deve essere interpretato come un segnale d'allarme
per tutti noi. In che mani sono i nostri figli? Queste insegnanti
khomeiniste-comuniste sono degne delle scuole di Pol Pot. Bisogna fare
qualcosa: oltre ad altre iniziative di solidarieta' con i cattolici che si
sentono offesi, per lunedì, visto che oggi [sabato 13 dicembre, N.d.R.] le
scuole elementari di Via Piave sono rimaste, non so perche', chiuse, abbiamo
gia' organizzato un volantinaggio. Io andro' lì di persona". Una
manifestazione all'insegna dello slogan "Maestre comuniste, giu' le mani dal
Crocifisso".




Rispondi Citando
