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    Predefinito Vegetariani, rapporto sul mondo dei "sani"

    Inchiesta/Quasi tre milioni di italiani hanno scelto questo stile di vita

    Essere vegetariani è una scelta che può essere dettata da varie
    motivazioni, ma generalmente sono la componente etica e quella salutistica
    a dominare. Il vegetarismo è un mondo popolato da persone che semplicemente non mangiano carne o da altre che controllano l'assenza di un filo di pelle animale dall'asola della giacca. Personalmente non sono vegetariano e, a questo proposito, ho una mia teoria, frutto di funambolici compromessi etici. Ne parliamo alla fine. Adesso andiamo a conoscere dalle radici questo mondo variegato, non privo di dubbi e incertezze, iniziato da oltre duemila anni fa. Il termine vegetarismo deriva da "vegetus" che vuol dire "sano". Questo aggettivo lascia già intendere che tale filosofia di vita
    non solo può essere abbracciata senza alcuna preoccupazione sanitaria,
    dovuta alla mancanza di proteine o elementi essenziali contenuti nella
    carne, ma che addirittura il vegetarismo rende la vita, appunto, più sana
    garantendo una minore incidenza di malattie gravi, come quelle che mietono
    milioni di vite nel mondo e che sono ai primi posti tra le cause di morte
    tra i paesi più industrializzati: affezioni cardiovascolari e alcuni tipi
    di cancro. Il rischio d'infarto per chi mangia carne in Italia è
    sicuramente più elevato rispetto a chi ha una dieta priva di proteine di
    derivazione carnea e si riduce più nettamente in coloro che si privano di
    tutte le proteine di origine animale, comprese quelle derivate dal latte,
    dai latticini e dalle uova. Anche certi tipi di cancro quale il carcinoma
    del colon, aumentano statisticamente con l'introduzione (specialmente se in
    eccesso) di grassi e proteine derivati dalla carne degli animali. D'altro
    canto, come vedremo più avanti, chi si assoggetta ad una dieta che esclude
    qualsiasi fonte di derivazione animale, avrà meno infarti ma rischia di più
    su altri versanti, dimostrando, ancora una volta, che l'estremismo non
    paga. Che si possa vivere a lungo in piena salute (e forse con maggiore
    salute) essendo vegetariani ormai è un dato di fatto e ce lo dimostrano,
    nei secoli, uomini famosi. Geroge Bernard Shaw, il grande letterato e
    drammaturgo inglese, divenne vegetariano a 25 anni contro il parere dei
    medici che gli avevano preventivato una morte certa, e a breve, se avesse
    continuato con questo suo insano costume di vita. Molti anni dopo
    constatando che la profezia non si era avverata, qualcuno gli chiese come
    mai non tornasse da quei medici per dimostrare loro che si erano
    sbagliati.- Lo darei volentieri,- rispose Sahw.- Ma purtroppo sono tutti
    morti.- Lui visse in perfetta salute e morì all'età di 94 anni.
    Naturalmente Sahw non è il solo ad avere tratto beneficio
    dall'alimentazione vegetariana. In epoca storica, basta ricordare alcuni
    nomi eccellenti: Empedocle (filosofo, medico e poeta greco) visse ben 62
    anni dal 485 al 423 a.C., quando l'età media era di 30 anni. Lasciò scritte
    queste parole:- E' una grande vergogna spargere il sangue e divorare le
    belle membra di animali ai quali è stata violentemente tolta la vita.-
    Pitagora, celeberrimo matematico e filosofo greco visse circa 90 anni (e
    parliamo del 500 a.C.) con un regime alimentare che prevedeva talvolta
    astinenza dal cibo e sempre somma frugalità associata al vegetarismo. In
    tempi più tardi troviamo, tra i numerosi vegetariani, Seneca, grande
    filosofo latino, che visse 70 anni e solo il suicidio impostogli da Nerone
    (almeno così ci tramanda Tacito) gli impedì di vivere non sappiamo quanti
    altri anni senza mangiare carne. Facendo un balzo nel futuro, tralasciando
    personaggi come Socrate, Esiodo, Diogene, Zarathustra, Plutarco, S,
    Francesco d'Assisi, ecc., arriviamo a Leonardo da Vinci che visse 67 anni
    lasciando scritto che - arriverà il giorno in cui l'uccisione di un animale
    sarà paragonata a quella di un uomo.- In tempi ancora più moderni troviamo
    la "grande anima" Mohandas K.Ghandi, vissuto quasi 80 anni prima di essere
    ucciso da un fanatico religioso durante una preghiera. Il Mahatma ha
    scritto:- L'uomo non è nato come animale carnivoro, bensì per vivere della
    frutta e della verdura che la terra gli offre.- Ancora più vicino a noi
    Einstein, Schweitzer per arrivare a persone di fama anche nel mondo dello
    spettacolo. Da Brad Pitt, Dustin Hofman, da Brooke Shield a Kim Basinger,
    da Red Ronnie a Jovanotti. Accanto all'indiscutibile punto di forza della
    salute e al superamento del pensiero cartesiano, secondo cui gli animali
    sono macchine da sfruttare, il vegetarismo ha una valenza ancora superiore
    dal punto di vista biologico e etico. Vedremo infatti come un ettaro di
    terra ci possa fornire 8 tonnellate di grano, ma solo 320 kg di carne. Ecco
    spalancarsi un'enorme finestra sul problema della fame del mondo.

    Oscar Grazioli
    Libero 3 gennaio 2004


    P.S.
    Mi pare che l'articolo sia incompleto !

  2. #2
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    Predefinito

    a) vorrei sapere quali sono i rischi dei vegan a cui Grazioli accenna. Che io sappia la dieta vegan è nutrizionalmente completa con l'eccezione della vitamina B12, che può essere assunta tramite integratori.
    Certo può essere che a lungo andare una dieta vegana possa causare problemi di salute - nulla è escluso - ma per il momento non esistono dati che suffraghino questa ipotesi.

    b) dire in giro che Red Ronnie e Jovanotti siano vegani non è certo una buona pubblicità, anzi.

  3. #3
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    Predefinito

    Originally posted by enrique lister
    a) vorrei sapere quali sono i rischi dei vegan a cui Grazioli accenna. Che io sappia la dieta vegan è nutrizionalmente completa con l'eccezione della vitamina B12, che può essere assunta tramite integratori.
    Certo può essere che a lungo andare una dieta vegana possa causare problemi di salute - nulla è escluso - ma per il momento non esistono dati che suffraghino questa ipotesi.

    b) dire in giro che Red Ronnie e Jovanotti siano vegani non è certo una buona pubblicità, anzi.

    Sì, in effetti anch'io vorrei saper quali sono i rischi dei vegan ai quali il buon Grazioli accenna nell'articolo. Resterà forse un mistero(eheheh). Tra l'altro accenna anche al fatto del perchè lui non è vegetariano, ma anche quì poi non c'è spiegazione. Ho i dubbi che l'articolo estrapolato da Libero(trovato su una mailing list) sia davvero incompleto !

    Per quanto riguarda Red Ronnie adesso che avevo imparato a tollerarlo.. .è un pò che manca con il suo Roxy bar ... il secondo che di recente (un anno fa ?) mi è capitato di vedere in televisione, ha affermato di aver ricominciato a mangiare pesce(non è comunque mai stato vegan). Per lui invece: tolleranza zero !

    Ciao e buon anno !!!

  4. #4
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    Predefinito Vegetariani, rapporto sul mondo dei "sani"

    Infatti ecco perchè... erano ben Tre articoli !


    Inchiesta1/Quasi tre milioni di italiani hanno scelto questo stile di vita

    Vegetariani, rapporto sul mondo dei "sani"

    Di Oscar Grazioli


    Essere vegetariani è una scelta che può essere dettata da varie motivazioni, ma generalmente sono la componente etica e quella salutistica a dominare. Il vegetarismo è un mondo popolato da persone che semplicemente non mangiano carne o da altre che controllano l'assenza di un filo di pelle animale dall'asola della giacca. Personalmente non sono vegetariano e, a questo proposito, ho una mia teoria, frutto di funambolici compromessi etici. Ne parliamo alla fine. Adesso andiamo a conoscere dalle radici questo mondo variegato, non privo di dubbi e incertezze, iniziato da oltre duemila anni fa. Il termine vegetarismo deriva da "vegetus" che vuol dire "sano". Questo aggettivo lascia già intendere che tale filosofia di vita non solo può essere abbracciata senza alcuna preoccupazione sanitaria, dovuta alla mancanza di proteine o elementi essenziali contenuti nella carne, ma che addirittura il vegetarismo rende la vita, appunto, più sana garantendo una minore incidenza di malattie gravi, come quelle che mietono milioni di vite nel mondo e che sono ai primi posti tra le cause di morte tra i paesi più industrializzati: affezioni cardiovascolari e alcuni tipi di cancro. Il rischio d'infarto per chi mangia carne in Italia è sicuramente più elevato rispetto a chi ha una dieta priva di proteine di derivazione carnea e si riduce più nettamente in coloro che si privano di tutte le proteine di origine animale, comprese quelle derivate dal latte, dai latticini e dalle uova. Anche certi tipi di cancro quale il carcinoma del colon, aumentano statisticamente con l'introduzione (specialmente se in eccesso) di grassi e proteine derivati dalla carne degli animali. D'altro canto, come vedremo più avanti, chi si assoggetta ad una dieta che esclude qualsiasi fonte di derivazione animale, avrà meno infarti ma rischia di più su altri versanti, dimostrando, ancora una volta, che l'estremismo non paga. Che si possa vivere a lungo in piena salute (e forse con maggiore salute) essendo vegetariani ormai è un dato di fatto e ce lo dimostrano, nei secoli, uomini famosi. Geroge Bernard Shaw, il grande letterato e drammaturgo inglese, divenne vegetariano a 25 anni contro il parere dei medici che gli avevano preventivato una morte certa, e a breve, se avesse continuato con questo suo insano costume di vita. Molti anni dopo constatando che la profezia non si era avverata, qualcuno gli chiese come mai non tornasse da quei medici per dimostrare loro che si erano sbagliati.- Lo darei volentieri,- rispose Sahw.- Ma purtroppo sono tutti morti.- Lui visse in perfetta salute e morì all'età di 94 anni. Naturalmente Sahw non è il solo ad avere tratto beneficio dall'alimentazione vegetariana. In epoca storica, basta ricordare alcuni nomi eccellenti: Empedocle (filosofo, medico e poeta greco) visse ben 62 anni dal 485 al 423 a.C., quando l'età media era di 30 anni. Lasciò scritte queste parole:- E' una grande vergogna spargere il sangue e divorare le belle membra di animali ai quali è stata violentemente tolta la vita.- Pitagora, celeberrimo matematico e filosofo greco visse circa 90 anni (e parliamo del 500 a.C.) con un regime alimentare che prevedeva talvolta astinenza dal cibo e sempre somma frugalità associata al vegetarismo. In tempi più tardi troviamo, tra i numerosi vegetariani, Seneca, grande filosofo latino, che visse 70 anni e solo il suicidio impostogli da Nerone (almeno così ci tramanda Tacito) gli impedì di vivere non sappiamo quanti altri anni senza mangiare carne. Facendo un balzo nel futuro, tralasciando personaggi come Socrate, Esiodo, Diogene, Zarathustra, Plutarco, S, Francesco d'Assisi, ecc., arriviamo a Leonardo da Vinci che visse 67 anni lasciando scritto che - arriverà il giorno in cui l'uccisione di un animale sarà paragonata a quella di un uomo.- In tempi ancora più moderni troviamo la "grande anima" Mohandas K.Ghandi, vissuto quasi 80 anni prima di essere ucciso da un fanatico religioso durante una preghiera. Il Mahatma ha scritto:- L'uomo non è nato come animale carnivoro, bensì per vivere della frutta e della verdura che la terra gli offre.- Ancora più vicino a noi Einstein, Schweitzer per arrivare a persone di fama anche nel mondo dello spettacolo. Da Brad Pitt, Dustin Hofman, da Brooke Shield a Kim Basinger, da Red Ronnie a Jovanotti. Accanto all'indiscutibile punto di forza della salute e al superamento del pensiero cartesiano, secondo cui gli animali sono macchine da sfruttare, il vegetarismo ha una valenza ancora superiore dal punto di vista biologico e etico. Vedremo infatti come un ettaro di terra ci possa fornire 8 tonnellate di grano, ma solo 320 kg di carne. Ecco spalancarsi un'enorme finestra sul problema della fame del mondo.


    Inchiesta/2 Un addio generale alla carne risolverebbe il problema della fame del mondo

    I vegetariani ci fanno risparmiare

    In termini di economia globale sfamare uno di loro costa 10 volte meno rispetto a chi segue una dieta vegetariana.


    Di Oscar Grazioli


    Abbiamo scritto, nella prima puntata di questa inchiesta, delle ragioni morali che spingono gli uomini ad abbracciare il vegetarismo, quale scelta di vita. Abbiamo riportato come, da Pitagora a Leonardo, da Seneca a Einstein, migliaia di uomini e donne del passato e del presente hanno scelto di rispettare gli animali rifiutando di cibarsi delle loro carni. Ciò di cui ci occuperemo ora è di un altro formidabile assist che il vegetarismo offre a chi abbraccia la sua filosofia. L'alimentazione umana dovrebbe essere un diritto per tutti. E' un concetto che pare scontato. Eppure milioni di persone nel mondo muoiono di fame ed altri milioni soffrono le gravissime conseguenze della malnutrizione. Personalmente sono convinto (e con me lo sono diversi ricercatori) che in Africa si muoia perchè non c'è niente da mangiare e quell'Aids che ormai da vent'anni vogliono farci credere sia (era o sarà) il flagello dell'umanità, sia uno starnuto nei confronti della povertà, della fame e delle loro conseguenze. Un grosso problema è rappresentato certamente da un'iniqua ripartizione dei beni, ma, se facciamo due conti, ci accorgiamo che il problema va visto anche da un'altra angolazione. Se dividiamo il terreno fertile per il numero degli esseri umani avremo che ognuno di noi dispone di un pezzo di campo. Se in quel pezzo di campo io coltivo soia avrò 2,5 tonnellate di proteine vegetali per ettaro, ma se lo coltivo per farne mangiare i prodotti ad un intermediario che mi fornisce la carne, ad esempio il bovino, ricaverò 0,2 tonnellate di proteine. La vacca, il vitellone, il maiale o il pollo che oggi grazie alla genetica e alle tecniche di allevamento, raggiungono comunque elevatissimi indici di conversione, devono spendere energia per crescere e mantenere se stessi. L'energia del mais o del frumento anzichè essere direttamente fruita dal consumatore viene dispersa per crescere e mantenere chi domani ci darà la carne, ma oggi consuma enormi quantità di calorie che potremmo utilizzare noi direttamente. Se solo si pensa che occorrono circa 20 chili di cereali per ottenere un chilogrammo di carne ci si può rendere conto di quanto inefficiente sia la dieta carnivora. Al quarto Congresso Mondiale di Loma Linda (Los Angeles), dove ogni quattro anni i maggiori esperti di medicina e nutrizione vegetariana al mondo di incontrano e si riuniscono in un convegno di altissimo valore scientifico ma anche quello etico del vegetarismo. Il 15% della popolazione mondiale consuma il 56% delle risorse mondiali. A fronte di un eccessivo dispendio di proteine vegetali per nutrire animali destinati all'alimentazione dei paesi ricchi e "sviluppati", milioni di persone muoiono ogni giorno di fame. In vent'anni centomila chilometri quadrati di foresta amazzonica sono stati abbattuti per creare nuovi pascoli, che col passare del tempo diventeranno sterili, comportando ogni anno la perdita di terre per desertificazione. A questo va aggiunto il problema del consumo delle acque e dell'inquinamento dei fiumi e dei laghi causato dagli allevamenti intensivi. Malgrado questi dati, la scelta vegetariana non è stata presa in considerazione nè al vertice sulla fame del mondo, tenutosi a Roma l'anno scorso, nè a quello sullo sviluppo sostenibile tenutosi a Johannesburg. Certamente la cultura occidentale, specialmente quella americana,, ha fortemente influenzato le abitudini dietetiche umane. I mastodontici Mcdonald's che trionfano in qualsiasi città occidentale, ma anche la "terapia" della bistecca per chi (come il sottoscritto) è nato nell'immediato dopoguerra, hanno inculcato nell'uomo l'idea che la carne fa la forza, che senza la bistecca non si fa buon sangue. Da qui tutta una serie di stereotipi che, ancora oggi, ci portiamo dietro, come retaggio di questa subcultura. Vai a fare un prelievo di sangue? Una bella bistecca, magari di cavallo, che così il sangue si rigenera prima. Devi fare un lavoro che richiede un supplemento di energia? Giù mezzo chilo di fiorentina con l'osso, che diventi Ursus e magari dopo dieci anni ti trovi il cervello spappolato dalla Bse. Fa un freddo cane? E' ora di cotechini, zampetti e testina che ti danno la carburazione giusta. Abbiamo dovuto persino inventare processi quali la omogeneizzazione e la liofilizzazione pur di riempire di carne le bocche dei nostri bambini. Questa filosofia di vita ha portato a quel paradosso che potrebbe sembrare quasi comico, visto da un alieno ed è invece il più grande dramma che l'uomo abbia mai vissuto da quando è nato. In alcune parti del mondo miliardi di uomini muoiono per la fame o per le conseguenze della malnutrizione, mentre in un'altra parte del mondo, muoiono o si ammalano a causa di un'alimentazione eccessiva e sciamano alla ricerca di ciarlatani, novelli Dulcamara prodighi di suggerimenti e di elisir per sciogliere non già pene d'amore, ma ben più vergognosi rotoli di grasso.


    Inchiesta/3 Per coprire il fabbisogno di zuccheri, grassi e proteine il vegano deve assumerne il doppio.

    I buchi nel piatto dei vegetariani

    Secondo il nutrizionista un'alimentazione priva di carni, derivati e prodotti di origine animale danneggia l'intestino e blocca la crescita.

    di Oscar Grazioli


    Come abbiamo scritto, il mondo dei vegetariani, in senso lato, è pieno di sfaccettature, talvolta di contraddizioni, spesso di dubbi. Accanto al vegetariano troviamo il vegano. Il termine veganeismo deriva dalla contrazione vegetarianeismo e i vegani sostengono che la dieta vegetariana in realtà dovrebbe essere denominata dieta lacto-ovo-vegetariana. Chi abbraccia la filosofia vegana non deve pensare solo all'alimentazione, ma partendo dal concetto che tutti gli esseri viventi hanno uguale valore., deve raggiungere uno stile di vita che, elimini il più possibile ogni forma diretta o indiretta di sofferenza per qualsiasi animale. Niente cuoio, niente lana, niente seta, niente detersivi o prodotti testati su animale. Non deve essere facile la vita del vegano nè quella dei vari vegetariani: latte - uova ma niente formaggi, o formaggi sì ma uova no, o solo uova di galline allevate a terra e via così in una confusione di prodotti forse industriali, forse artigianali, forse biologici. E qui si inserisce il "biologico", il marchio che mette fine a qualsiasi remora. "Questo miele è garantito: viene da un bosco trentino dove le api sono felici di farlo". Qualche volta è la verità, qualche volta c'è puzza di businness e ci può essere la frode dietro l'angolo. Una costante sono i prezzi stratosferici, non sempre giustificati. La vita del vegano si complica maledettamente quando ci sono di mezzo i bambini. E' giusto sottoporli a una dieta che li espone al pericolo di carenze? L'inchiesta on poteva chiudersi senza sentire il parere di due medici. Il Dr. Defendente Febbrari, endocrinologo ed esperto di nutrizione (nostro collaboratore) ha seri dubbi sulla validità di scelte estreme. - Non si può negare che la soppressione dell'alimentazione di tutte le carni e loro derivati, oltre che prodotti di origine animale, presenta nell'uomo degli inconvenienti. Per le sue esigenze fisiologiche, nutrizionali e per caratteristiche anatomiche (dentizione lunghezza dell'intestino) l'uomo è senza dubbio un onnivoro, cioè necessita di un'alimentazione varia e differenziata. I costituenti fondamentali alla vita (glucidi, protidi e lipidi) sono nettamente più bassi nei vegetali rispetto ai prodotti di origine animale. Il che comporta la necessità di assunzioni maggiori al fine di coprire i fabbisogni. Questo significa un accumulo di scorie indigeribili nell'intestino. Infine la mancanza di certi amminoacidi (che l'organismo non sintetizza), esenziali ai fini strutturali, di crescita e sviluppo, presenti solo in prodotti carnei e derivati, costituisce un altro scoglio pericoloso per chi effettua scelte estreme.- prima di chiudere devo mantenere una promessa. Spiegarvi perchè non sono vegetariano. Sono un coacervo di contraddizioni. Non mangio cavallo, ma vado in sollucchero per due fette di culatello, rifiuto asini, somarelle, aragoste, agnelli, ma godo di una fetta di zampone. Credo che l'uomo non sfugga alle regole della biologia e dell'evoluzione. Ha forse il diritto di uccidere un animale per cibarsene, come forse l'alieno che atterrerà domani in piazza del Duomo avrà il "suo" diritto di infilarci un rametto di rosmarino nelle terga. L'uomo però ha una coscienza e una pietas. Lo può fare senza infierire, senza violentare, senza umiliare. Poi scompaia, come i dinosauri durante un'improvvisa glaciazione e lasci il posto a qualcuno di meglio. Forse.
    (3 fine)


    DA LIBERO - 6 GENNAIO 2004 - ATTUALITA'

    Intervista a Veronesi

    - Chi mangia tanti vegetali vive meglio più a lungo -


    Lei professore, è vegetariano. Una scelta attinente all'etica o alla salute?

    - La mia scelta è dettata solo da motivi etici, dal rispetto per la vita di altri esseri viventi. Sono vegetariano per ragioni filosofiche, ho il massimo rispetto per la vita in tutte le sue forme: non mi piace festeggiare i piaceri della tavola a spese di altri esseri.-

    Si leggono molte notizie sul consumo di carne in relazione alle malattie neoplastiche. Cosa c'è di vero e falso?

    - Limitare il consumo di alimenti contenenti grassi di origine animale è una delle raccomandazioni del Codice europeo contro il cancro. La bassa incidenza di tumori, soprattutto del carcinoma intestinale, in alcune regioni dell'area mediterranea è stata attribuita a un'alimentazione povera di grassi animali e ricca di pesce, olio d'oliva, cereali, frutta e verdura. In realtà il legame tra sviluppo di neoplasie e assunzione di grassi animali non è ancora stato provato con certezza. La correlazione fra un'alimentazione troppo ricca di carne e di grassi animali e tumori probabilmente esiste solo in quanto il grasso animale - in sè non pericoloso - veicola facilmente i residui dei pesticidi, erbicidi e funghicidi, che si usano in agricoltura. Il fall-out radioattivo, il benzopirene che emana dalle città inquinate. Mangiare carne e grassi in un ambiente contaminato o proveniente da animali allevati male, con largo impiego di farmaci, è un fattore di rischio. Anche il modo di trattare la carne può essere importante: a temperature molto elevate, può denaturarsi e produrre idrocarburi cancerogeni.-

    Chi rifiuta tutti i derivati animali rischia di ammalarsi o vivere di più?

    - Al nostro organismo occorre un adeguato apporto di proteine, che si trovano nella carne e nei cibi di origine animale ma anche in molti vegetali, come i legumi. Gli alimenti di origine vegetale hanno in più una funzione protettiva contro l'azione dei radicali liberi, molecole che, per la loro instabilità chimica, possono alterare la struttura delle membrane cellulari e del materiale genetico. Si può quindi pensare che chi segue un'alimentazione ricca di alimenti vegetali è meno a rischio di ammalarsi e possa vivere più a lungo.

 

 

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