IL PROF. AURITI: HA CREATO MONETA BASANDOSI SULL'ILLUSIONE DELLA RISERVA
«Calisto Tanzi? Ha copiato il cattivo esempio di Fazio»
ELISABETTA COLOMBO-- laPADANIA
--------------------------------------------------------------------------------
Quello che ha fatto Tanzi? Niente di più e niente di meno di quello che fa il governatore della banca centrale.
La pensa così il prof. Gacinto Auriti, esperto di economia che aggiunge: «L'unica differenza è che il governatore ha per legge il diritto di farlo, mentre Tanzi no»
Ma qual è questo meccanismo che accomuna i due?
«Tanzi ha semplicemente cercato di imitare Fazio: ha preteso di creare una nuova moneta basandosi non sulla riserva, ma sull'illusione della riserva»
Lei sta dicendo che il "gioco" di Tanzi è lo stesso della Banca centrale?
«Esattamente. I governatori delle banche centrali, prestando il dovuto all'atto dell'emissione, caricano il costo del denaro del 200% oltre gli interessi, e trasformano i popoli da proprietari in debitori del proprio denaro. Tanzi non ha fatto altro che copiare l'esempio datogli dal governatore perché ha creato, con falsi in bilancio, valori monetari, usando come riserva l'illusione della stessa, proprio come fa il governatore. Il gioco è andato bene fintanto che ha retto il cordone ombelicale che lo collegava alla Banca Centrale. Tagliato il cordone, la truffa è stata scoperta»
Quindi le banche sono responsabili di tutto questo?
«Calisto Tanzi è collegato in questo meccanismo con il Governatore e lo dico forte del fatto che sono stato il primo ad alzare la mano contro queste regole del gioco. Già l'8 maggio del '93, a conclusione di un Convegno sulla teoria del "valore indotto" della moneta, presentai una denuncia per truffa contro l'allora Governatore pro tempore della Banca d'Italia: Carlo Azeglio Ciampi, attuale Presidente della Repubblica Italiana. La Banca centrale, all'atto dell'emissione, presta il denaro che dovrebbe accreditare e il meccanismo consiste nel trasformare la collettività da proprietaria a debitore del proprio denaro».
E qual è il rapporto con la multinazionale?
«Una multinazionale è un ente economico che non può fare previsioni sui prezzi e i costi di mercato. Per questo ogni multinazionale ha bisogno di avere l'appoggio della banca centrale. Nell'attuale sistema monetario l'arbitrio assoluto sull'emissione o il ritiro della moneta è in mano alla banca centrale»
Le aziende di Tanzi erano solide, perché ha fatto tutto questo?
«Non so perché l'abbia fatto, non so se ne aveva bisogno oppure no, non so perché abbia voluto mettersi in questo gioco. So che l'ha fatto. Con la differenza che il governatore è legittimato e lui no. Insomma, è un po' un ladro di polli rispetto a Fazio, che, in quanto governatore della banca centrale, non è perseguibile penalmente»
Quindi tutto deriva dalla necessità della multinazionale?
«Nel corso sui valori giuridici e monetari, tenuto dal sottoscritto all'Università di Teramo, fu provato che la multinazionale è la banca centrale che entra in prima persona sul mercato, perché ha necessità di disporre, senza limiti e senza costi, di tutto il denaro che vuole. La multinazionale entra in crisi quando si taglia il cordone ombelicale che la collega alla banca centrale«.
Da qui sono nate le crisi di FIAT e di Parmalat ?
«Fiat e Parmalat sono entrate in crisi dopo che la sovranità monetaria era stata trasferita dalla Banca d'Italia alla Banca Centrale Europea. Ragion per cui la responsabilità penale non va limitata solo al vertice della multinazionale, ma va innanzitutto e fondamentalmente estesa ai vertici della Banca Centrale in un'ipotesi eclatante di "associazione a delinquere". La cosa più importante da capire, però, per applicare il codice penale, è riuscire a stabilire chi è il ladro e chi il derubato, o chi è il truffato e chi il truffatore. Ma come è possibile se non si stabilisce di chi è la proprietà della moneta all'atto dell'emissione? Quando la moneta era concepita come titolo rappresentativo della riserva, la banca centrale aveva il diritto di affermare che, possedendo la riserva, possedeva anche la moneta, che quindi poteva emettere perché prestare è prerogativa del proprietario. Abolita la convertibilità ed addirittura la stessa riserva nel 1971, il compenso che noi dobbiamo dare alla banca centrale è in realtà quello del costo tipografico. La banca centrale si appropria invece illecitamente della differenza tra costo tipografico e valore nominale e dell'equivalente relativo credito abusivamente acquisito. Insomma la banca emette prestando un valore creato dalla collettività per convenzione, valore che quindi dovrebbe essere accreditato alla collettività e non addebitato».
Quindi la sua proposta è: trasformiamo i cittadini da debitori a proprietari del loro denaro?
«Il nocciolo della questione è proprio questo, ma solo con una legge si può instaurare la proprietà popolare della moneta. Oggi non c'è più riserva e la moneta ha valore per convenzione. Il proprietario non è quindi chi emette la moneta ma chi la riceve, perchè solo chi la accetta ne crea il valore. Il valore è una previsione, non è merce ma, piuttosto una dimensione del tempo. La moneta ha valore perchè io prevedo di comprare, altrimenti non ne avrebbe. Oggi nel mondo ci sono ancora milioni di persone che muoiono di fame non perchè manca il pane, che anzi viene prodotto in abbondanza, ma perchè mancano i soldi per comprarlo. Quindi non è un atto di carità dare il pane, ma un diritto pretendere di avere i soldi per comprarlo. Del resto il Padre nostro non dice forse: «Dacci oggi il nostro pane quotidiano?»
Il che significa: a ognuno il pane che gli spetta, che è già suo. Su questo si basa il reddito monetario di cittadinanza».
E cioè?
«E cioè l'affermazione del principio della democrazia integrale, che prevede anche la sovranità popolare della moneta. La moneta deve essere di proprietà del popolo. Una proposta condivisa da molti e che coinvolge trasversalmente tutti i partiti politici. Domenica si terrà a Roma un Convegno su questo tema, convegno dal quale mi auguro possa emergere un parlamento culturale che vada in questa direzione»
Quindi con diverse regole del gioco tutto ciò non sarebbe successo?
«Proprio così, ma non è facile scardinare queste regole. Ezra Pound disse: «Il politico è il cameriere del banchiere» Una grande verità, perchè è il governatore della banca centrale a decidere, ad avere il potere. Abramo Lincoln, per esempio, per affrontare la guerra di secessione, fece la legge bancaria americana. I banchieri chiesero di poter emettere moneta sul presupposto del 60% di riserva. Fu così che Lincoln regalò sovranità politica ai banchieri. Quando decise di revocare la legge bancaria, fu assassinato. E qualcosa di simile accadde anche ai Kennedy».
Lei propone quindi di cambiare le regole
«Per finanziare i produttori bisogna finanziare i consumatori. E invece noi ci illudiamo di essere proprietari della moneta ma l'abbiamo solo in prestito per un breve periodo di tempo. Siamo schiavi senza saperlo. Dobbiamo invece rendercene conto per cambiare le cose. Quando si pagano le tasse, per esempio, la maggior parte dei soldi versati va a finire nel portafogli degli azionisti della banca centrale. Non è un caso che oggi sia esploso il suicidio per insolvenza. C'è un'alta percentuale di suicidi per questo motivo, perchè l'insolvenza dilania le famiglie. Così la persona onesta finisce suicida«.
Insomma Tanzi come Fazio?
«Appunto. Tanzi ha copiato l'esempio datogli dal governatore. Non sappiamo perché, ma l'ha fatto. Ma a questo punto si impone davvero una giustizia monetaria di dimensioni mondiali, per restituire il maltolto, trasformando i popoli da debitori in proprietari della propria moneta».
[Data pubblicazione: 07/01/2004]




Rispondi Citando