NASCOSTO CON EVA BRAUN, SAREBBE DECEDUTO NEL 1957
Adolf Hitler visse e morì in Patagonia
Adolf Hitler non si suicidò il 30 aprile del 1945 in un bunker di Berlino ma, insieme ad Eva Braun, riuscì a fuggire in Argentina dove visse e morì in Patagonia, nel sud del paese. Lo assicura il giornalista argentino Abel Basti, nel suo libro fresco di stampa, «Bariloche nazi-guida turistica». Residente lui stesso a Bariloche – 1.350 chilometri al sud di Buenos Aires – dove si è occupato da sempre di indagare sulle vicende dei diversi gerarchi nazisti rifugiati nella zona, tra i quali Erich Priebke, Basti sostiene appunto che la famosa coppia «raggiunse le coste argentine a bordo di un sottomarino» per poi «risiedere per diversi anni» nei pressi della città. In proposito, nel libro viene pubblicata una foto della fattoria Inalco – che nell'idioma degli indios locali significa «vicino all'acqua» – situata lungo le sponde del lago Nahuel Huapi, nei pressi di Villa Angostura, a circa 80 chilometri da Bariloche, che «venne scelta dai nazisti che già si trovavano nella regione come rifugio per Hitler ed Eva Braun». Basti sostiene che la fattoria, circondata da boschi e a cui si può arrivare solo attraverso il lago, appartenne a suo tempo all'imprenditore argentino Jorge Antonio, uno degli uomini di maggior fiducia dell'ex presidente Juan Domingo Peron. Il giornalista afferma in proposito che uno degli uomini chiave della fuga in Patagonia del Führer e della sua compagna fu Rodolfo Fraude, figlio del ricchissimo tedesco Ludwig Fraude che, appunto come segretario di Peron, si adoperò anche per far arrivare in Argentina altri gerarchi nazisti, tra i quali Martin Borman, Joseph Mengele e Adolf Heichmann. Basti, inoltre, assicura che, successivamente, Hitler ed Eva Braun si trasferirono nella tenuta «Valle de los Huemeles», nei pressi di Santa Cruz, il cui edificio principale, curiosamente, venne distrutto da un incendio nel 1995 quando scoppiò il caso Erick Priebke. Ed appunto con l'intera vicenda dell'ex capitano delle SS, ora agli arresti domiciliari a Roma, comincia il libro al quale il giornalista ha aggiunto anche un sito internet (www.barilochenazi.com.ar).
Oscar Piovesan
la Gazzetta del Mezzogiorno
(giovedì 8 gennaio 2004) _




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