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  1. #1

  2. #2
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  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Italiani che sono diventati poveri

    In Origine Postato da Oli
    Secono te nel 91 si era alla fame? Un calo dello 0,5% su quella base non è niente. Siamo sempre un paese ricco.
    Certo che siamo un paese ricco! Ma con i poveri (nel senso che devono andare alla Caritas se vogliono mettere insieme pranzo o cena o che dormono in macchina; leggi gli articoli) in aumento!

  4. #4
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    Predefinito

    BASTA VEDERE LE CITTA PER CAPIRE A CHE CONDIZIONI STIANO ARRIVANDO GLI ITALIANI.....
    ORAMAI SI APRONO SOLO NEGOZI DI CINESI CON ROBACCIA DI PESSIMA QUALITà E BANCHE.....TUTTI GLI ALTRI CHIUDONO.....
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Italiani che sono diventati poveri

    In Origine Postato da Oli
    Secono te nel 91 si era alla fame? Un calo dello 0,5% su quella base non è niente. Siamo sempre un paese ricco.
    ehm...in 12 anni la produttività del lavoro è cresciuta almeno del 25%, e i salari diminuiti.....

    un paese ricco non lo siamo mai stati, quando stavamo per diventarlo sono apparse le brigate rosse...semmai il paese dei ricchi.

    Oli, se tu dovessi mantenere una famiglia, lo stipendio non ti basterebbe.....

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Re: Italiani che sono diventati poveri

    In Origine Postato da Pasquin0

    Oli, se tu dovessi mantenere una famiglia, lo stipendio non ti basterebbe.....
    Leggere con attenzione prego ...

    Stipendi che davano tranquillità ora impongono umilianti rinunce
    Anche persone "normali" in fila per i pacchi della Caritas
    Poveri con mille euro al mese
    è l'Italia che non ce la fa più
    di CONCITA DE GREGORIO


    Milano, cena di Capodanno
    organizzata dalla Caritas

    ROMA - Questa è la storia di Adele, che ha gli occhi scuri e si vergogna a raccontarla. Non c'è una ragione per la vergogna che le abbassa lo sguardo mentre parla, non la sa spiegare. Adele ha 42 anni, fa la guida turistica a Roma, il marito è artigiano, hanno una figlia di diciassette anni. "Non so dire esattamente quando e perché sia successo, nella nostra vita non è cambiato niente, solo che di colpo siamo diventati poveri".

    Poveri come? "Poveri da dover nascondere a nostra figlia che se le diamo qualche euro per uscire una sera di festa noi non si cena, caffellatte e basta, e poi non si compra l'olio e nemmeno il parmigiano. Poveri non come i poveri veri, certo, ma quest'estate lei è andata in campeggio e noi per darle quei pochi soldi siamo rimasti tutta l'estate a Roma, la macchina si è rotta e ripararla costa troppo, non si può usare più".

    "A Natale - continua Adele - abbiamo investito tutto su una giacca da regalarle, e così io ne avevo vista una per me all'Oviesse, costava 29 euro un bel giaccone con questo freddo mi sarebbe proprio servito, ma non l'ho preso. Il telefonino non lo usa più non possiamo pagare la ricarica. Certo, per lei sarà un'umiliazione di fronte ai compagni di scuola. A volte ho anche paura, penso che questi ragazzi siano meno abituati di noi alle rinunce, e che potrebbero aver voglia di cercare i soldi in qualche altro modo, da qualche parte".

    Poveri come i poveri veri no, ma poveri di colpo rispetto a ieri, poveri da non arrivare più alla fine del mese con quel poco che prima bastava e ora no. Ai servizi sociali di Roma si sono rivolti negli ultimi mesi quattro uomini, storie identiche: 45-50 anni, lavoro fisso, 7-800 euro al mese. Separati, hanno lasciato a mogli e figli la casa coniugale, danno loro qualche soldo e non hanno con che pagare un nuovo affitto. Dormono in macchina, sono entrati nel monitoraggio della "Sala operativa sociale" del Campidoglio. La mattina si svegliano, vanno al lavoro, passano a trovare i figli, vanno a mangiare un hamburger, poi di nuovo in macchina a dormire. Se li vedi in ufficio non te lo immagini, e comunque anche loro non lo dicono: si vergognano.
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    La Caritas e la Comunità di Sant'Egidio segnalano come a ricevere i pasti e i pacchi del martedì (olio, formaggio, cibi in scatola) ci siano ora anche persone diverse dai senza tetto abituali: gente che ha una casa, un lavoro, una famiglia ma non ha i soldi per mangiare fino alla fine del mese. Gente "normale" dicono alla fine di molte perifrasi perché è brutto, non si può dire "normale" suona offensivo per gli altri, però così ci si capisce in fretta: sono le "famiglie della classe media a reddito fisso" di cui parlava Prodi nell'intervista di ieri a Repubblica, le famiglie che non ce la fanno "a far quadrare i conti ogni mese" di cui parlava il presidente Ciampi l'altro ieri nel messaggio di fine anno. Le famiglie tipo dei rilevamenti dell'Istat - padre madre figlio - famiglie monoreddito, gli autoferrotranvieri di Milano che guadagnano 700 euro al mese, gli autisti dei servizi pubblici a contratto che ne prendono 800, i dipendenti comunali di prima nomina che ne prendono 1000. Se i figli poi sono due, e se il reddito è uno, e se l'affitto in una grande città non costa meno di 600 euro al mese ecco che coi 400 che restano - anche a guadagnarne mille - si fa molta fatica.

    Questa è la storia di Franca, che ha 38 anni due figli a scuola e fa la spesa una volta al mese all'ipermercato. Lavora al nero per una sartoria di quelle "orlo rapido". Le mandano una trentina di pantaloni al giorno, le danno trenta centesimi per orlo, al negozio lo fanno pagare dieci euro. "La cosa che veramente non capisco è questa: prendevo seicento lire a orlo e ora sono trenta centesimi, va bene. Ma il negozio al cliente faceva pagare il lavoro diecimila, e ora dieci euro. Io non posso protestare, perché trovano subito un'altra che lo fa al posto mio. Però è così: i prezzi sono raddoppiati e gli stipendi no".

    Prezzi in euro e stipendi in lire. Al consumo quel che costava 30 mila lire ora costa 30 euro, la conversione è rimasta valida solo per gli stipendi. Dice Prodi: "In dieci dei dodici paesi che hanno adottato l'euro non c'è stato aumento, in Italia è mancato il più elementare controllo sulla dinamica dei prezzi. Mi chiedo dove sia finito l'ufficio creato al ministero del Tesoro per impedire che il paese fosse abbandonato nelle mani dei profittatori". Negli altri paesi d'Europa si mangia un pasto completo, in un bistrot, con meno di dieci euro. Con 6 euro e 50 a menù fisso a Barcellona, con 8 a Parigi. Cos'è successo ai nostri prezzi, chi sono i profittatori?

    Nei giorni in cui l'Istat segnalava una ripresa nella crescita delle retribuzioni rispetto all'inflazione Cesare Damiano, responsabile lavoro dei Ds, mostrava una rilevazione di cui pochi giornali e nessuna tv ha dato conto: oltre un terzo dei lavoratori dipendenti, in Italia, guadagna meno di mille euro al mese. "C'è una nuova questione salariale che riguarda milioni di famiglie, sia chi ha un lavoro stabile sia i giovani che entrano nel mercato del lavoro flessibile. Un'incertezza che rischia di portare all'esasperazione sociale". L'esasperazione sociale ammutoliva piazza San Giovanni il giorno della manifestazione per le pensioni, faceva dire a un sindacalista "c'è clima da vigilia di assalto ai forni". Perché non ci sono i soldi per arrivare a fine mese, si preoccupa Ciampi, crollano i consumi ordinari e crescono le spese di lusso: si allarga la forbice tra chi ha molto e chi ha poco, come in Sudamerica. Tra chi per Natale regala ai figli Porsche giocattolo e chi cena a caffellatte la sera.

    Al pranzo di Natale della comunità di Sant'Egidio il sindaco di Roma si è intrattenuto a parlare con uno degli ospiti: fino a qualche tempo fa era dirigente di una società di automobili. I servizi sociali hanno preso in cura un impiegato che viveva con moglie e tre figli nella struttura alberghiera dove lavorava da anni. Licenziato in favore di manodopera più a buon mercato, ha perso lo stipendio e l'alloggio: ha quasi 50 anni, non trova altro lavoro. Il piano di recupero alimenti in scadenza (cibi ritirati dai supermercati a pochi giorni dalla data di scadenza) quando fu pensato dal Campidoglio era destinato ai nullatenenti. Ora si è deciso di dirottarne una parte sulle famiglie monoreddito in regime di semi-indigenza. Le parole della burocrazia sono orribili, il senso è chiaro: nuovi poveri, classe media. Nel paese che implode quella che era la piccola borghesia artigiana e impiegatizia si mette in coda per i pacchi della Caritas vergognandosi di sé, nascondendolo ai figli.

    Giuseppe, 42 anni, contratto flessibile in un'azienda che ripara elettrodomestici, ha chiesto a una parrocchia della zona San Giovanni se dai vestiti destinati ai bambini africani poteva per favore prendere un giaccone per suo figlio, 12. "Io non posso più comprare i giornali ma leggo ancora quelli che trovo. Vedo che per i servizi pubblici ci sono meno soldi, in Finanziaria. Vedo che stanno per aumentare i prezzi delle sigarette, della birra. Peccato, erano una consolazione. Dei biglietti aerei non m'importa, non volo. Del rincaro dell'autostrada nemmeno, la macchina non la uso più. Però la benzina: come mai aumenta, ora che l'euro vale più del dollaro e il petrolio ci costa meno? Davvero. Chi ci guadagna, vorrei sapere, sulla benzina?".
    ................

    Poi senti dire da qualche Cavalier ... Tutto è a posto... si ... la fininvest è a posto ...

    B.

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Re: Italiani che sono diventati poveri

    In Origine Postato da Pasquin0

    Oli, se tu dovessi mantenere una famiglia, lo stipendio non ti basterebbe.....
    Smettiamola di piangere per i soldi, le famiglie numerose ci sono sempre state.

    Vorrà dire che si rinuncerà alle ferie, alle uscite in luoghi di ritrovo, alla macchina nuova, ai vestiti belli e alla palestra.

    Con sacrificio la famiglia la mantieni, anzi, i figli crescono meglio perchè capiscono il valore delle cose.

    Non è che se compri a tuo figlio un paio di Nike o di Adidas lo rendi felice, non gli dai proprio nulla, nel caso economicamente non si sia floridi si può rinunciare a queste cose, ma si può sempre dargli qualcosa di più: una famiglia con dei valori.

    Allevandoli così, i figli crescono forti, certo, non gliene fregherà nulla di come va la borsa o se il prezzo del petrolio è salito o disceso, ma saranno sensibili ai disagi delle altre persone, forti, in grado di cavarsela.

    Non si crescerebbero sfigati smidollati, come purtroppo siamo tutti noi, ma si otterrebbero uomini e donne vere, quelli con le palle, quelli che capiscono il significato della vita.

    Se ti nasce un figlio, in un modo o nell'altro lo mantieni, non preoccuparti.
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  8. #8
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    Predefinito

    Oli è vero che c'è qualcuno che esagera ... ma è anche vero che ci sono tante famiglie a disagio pur senza comprare Nike... leggi il mio post precedente il tuo...

    B.

  9. #9
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    Predefinito Re: Italiani che sono diventati poveri


  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Italiani che sono diventati poveri

    In Origine Postato da Oli
    Smettiamola di piangere per i soldi, le famiglie numerose ci sono sempre state.

    Vorrà dire che si rinuncerà alle ferie, alle uscite in luoghi di ritrovo, alla macchina nuova, ai vestiti belli e alla palestra.

    Con sacrificio la famiglia la mantieni, anzi, i figli crescono meglio perchè capiscono il valore delle cose.

    Non è che se compri a tuo figlio un paio di Nike o di Adidas lo rendi felice, non gli dai proprio nulla, nel caso economicamente non si sia floridi si può rinunciare a queste cose, ma si può sempre dargli qualcosa di più: una famiglia con dei valori.

    Allevandoli così, i figli crescono forti, certo, non gliene fregherà nulla di come va la borsa o se il prezzo del petrolio è salito o disceso, ma saranno sensibili ai disagi delle altre persone, forti, in grado di cavarsela.

    Non si crescerebbero sfigati smidollati, come purtroppo siamo tutti noi, ma si otterrebbero uomini e donne vere, quelli con le palle, quelli che capiscono il significato della vita.

    Se ti nasce un figlio, in un modo o nell'altro lo mantieni, non preoccuparti.


    bè, in effetti in africa un figlio non costa un cazzo, niente vestiti, niente istruzione, e a 7 anni a lavorare....

    Oli....e le tasse universitarie? e i testi per studiare, sai quanto costano??...

    la benzina...la luce...gli elettrodomenstici...l'affitto...

    il turismo non è anche cultura?? andare al mare non fa bene alla salute??

    il computer non è indispensabile?

    niente cinema e teatri?

    la produttività del lavoro aumenta, non dovrebbero aumentare anche i redditi?

    sennò aumentano i profitti, i figli dei ricchi non corrono il rischio di essere viziati??
    vuoi la ferrari?...metti una bomba....

    Detto questo naturalmente la colpa non potrebbe essere dei due anni berlusconiani,
    la colpa è del cattocomunismo italiano che ha fortissimamente voluto impedire che l'italia diventasse una società del benessere, esattamente come in russia...

    era la democrazia cristiana che aumentava i radditi degli italiani.

 

 
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