Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,968
     Likes dati
    12,170
     Like avuti
    15,283
    Mentioned
    583 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Bobbio: Berlusconi si pente...

    ...davanti alla scomparsa di un GRANDE.
    (ma è sicuramente una bugia)

    Roma, 218
    Bobbio, Berlusconi: ha dato lustro al mondo accademico

    "Nel corso della sua lunga carriera di docente - si legge in un comunicato dell'ufficio stampa della Presidenza del Consiglio riferendo il contenuto di un telegramma inviato da Palazzo Chigi- il professor Bobbio ha dato lustro al mondo accademico italiano ed europeo con l'originalità del suo pensiero e con il suo continuativo impegno".
    Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi partecipa così - a nome suo personale e del governo - al lutto della famiglia per la scomparsa del professor Norberto Bobbio. (red)

  2. #2
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,968
     Likes dati
    12,170
     Like avuti
    15,283
    Mentioned
    583 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da antonio
    chi gli ha scritto il messaggio? Letta?
    Sicuramente qualcuno che, ogni tanto, un libro lo legge...

  3. #3
    Vox
    Data Registrazione
    08 Mar 2003
    Località
    Terra del sole e del mare
    Messaggi
    7,406
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Accidenti che colpo ... dal titolo sembrava ... si pente e canta ... che delusione ... sarà per un'altra volta ...

    B.

  4. #4
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,968
     Likes dati
    12,170
     Like avuti
    15,283
    Mentioned
    583 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Quelli che, INVECE, l'hanno conosciuto e stimato...

    ...DAVVERO.

    Morte di un maestro
    di Furio Colombo

    Ora che Norberto Bobbio è morto, quelli di noi che sono stati suoi allievi hanno il dovere di domandarsi in pubblico che cosa hanno ricevuto da lui, perché il suo insegnamento ha segnato così profondamente una generazione. E - d’altra parte - perché la sua immagine, la sua figura, i suoi scritti, il suo insegnamento, siano stati colti come un impedimento sgradito, un ostacolo da svilire e possibilmente di cui liberarsi, dal personale politico assemblato prima intorno all’azienda e poi intorno alla coalizione detta Polo o Casa delle Libertà. Devo ritornare al suo insegnamento, a quando diceva: «C’è un ideale di Patria che non coincide con il territorio».
    «Molti hanno detto che non riconoscevano più la loro Patria nell’Italia fascista. Calamandrei ha scritto: “Una delle colpe più gravi del fascismo è stato questo: uccidere il senso della Patria. Questo nome di Patria per venti anni ha fatto schifo, era boria presuntuosa che non sapeva parlare dell’Italia senza aggiungere che tutto il mondo guardava a Roma, senza usare un tono intimidatorio da teatro delle marionette, diffuso dai discorsi del duce e dall’annunciatore della radio”».
    Si è avuta, diceva, la sensazione di essere occupati dagli stranieri. Se erano italiani loro, noi non eravamo italiani. Per questo Norberto Bobbio, nel primo articolo pubblicato il giorno dopo la Liberazione sul giornale del Partito d’Azione «Giustizia e Libertà» ha scritto che «la democrazia vive di buone leggi e di buoni costumi».
    Ha spiegato nel suo ultimo importante intervento in pubblico («Dialoghi intorno alla Repubblica», con Maurizio Viroli, Editori Laterza, 2001): «I buoni costumi sono la virtù civile. Parlare di virtù civile è importante per contrastare l’indifferenza e l’apatia politica che purtroppo adesso sta dominando il nostro Paese.
    In quel periodo, dopo la Liberazione, c’era entusiasmo, desiderio di partecipazione come reazione alla politica imposta dall’alto dai tempi del fascismo. Ciascuno deve dare il proprio contributo. La democrazia è fatta della virtù dei cittadini»
    .
    In questo modo riportava il senso della Patria al momento in cui inizia la lotta per la liberazione dal fascismo. E a partire da queste parole, dallo stesso punto spesso indicato dal presidente Ciampi, che i cittadini, rischiando o pagando con la vita, tornano ad essere cittadini. E tornano a congiungersi i due luoghi: quello in cui sei nato e quello in cui sei orgoglioso di vivere libero.
    Bobbio è stato un grande filosofo del diritto, maestro di tanti maestri italiani e maestro in Europa. Eppure le polemiche intorno a lui non sono mai state di tipo o di natura scientifica. Sappiamo tutti, invece, di frequenti, malevoli tentativi di farlo apparire un antifascista infido, un militante debole, un opportunista che si tiene al riparo.
    Il fatto è che bisognava liberarsi della sua figura di uomo libero che stava a sinistra e che non si poteva nemmeno accusare di essere comunista. Il fatto è che era necessario preparare la scena per cominciare quella operazione di negazione e di revisionismo che la presenza di un maestro come Bobbio rendeva impossibile. E’ stato durante la campagna elettorale del 1996 che è iniziato l’attacco a Bobbio, la persona, la reputazione, la vita. Ero candidato Ds a Torino in quelle elezioni. Il mio manifesto elettorale era firmato da Bobbio e da Galante Garrone, la Torino intellettuale e antifascista che continuava a non rassegnarsi «ai nuovi tempi» in cui molti già si stavano arruolando. In quella campagna elettorale quasi ogni comizio del Polo si apriva o chiudeva con un insulto a Bobbio, con una frase di sarcasmo o di sprezzo. Forse, allora, quelle frasi volgari potevano sembrare motivate soltanto dall’offesa per l’editoriale con cui Bobbio, su «La Stampa», aveva giudicato pericoloso «come ai tempi del fascismo» l’ingresso in politica, con tutta la sua forza mediatica e aziendale, di Silvio Berlusconi. Adesso si capisce meglio. Adesso appare chiaro che il progetto di regime richiedeva di sgombrare il campo da voci di quell’autorevolezza e di quel peso. Era iniziata l’azione di screditamento che ha portato, per esempio, in questi giorni, a far apparire vile Alberto Moravia («Il Corriere della Sera», 6 gennaio) perché si è adattato, per continuare a scrivere dopo le leggi razziali, a firmare con la sigla «Pseudo» invece che col suo nome.
    * * *
    Diceva Bobbio di se stesso: «Io mi considero una persona mite, a volte fin troppo. Non sono mai stato una persona intransigente. Ho sempre avuto di fronte a me degli amici che sono stati dei modelli di intransigenza, come Vittorio Foa che con estrema semplicità si è fatto arrestare ed è stato otto anni in prigione. Intransigente era Gobetti che fu l’eroe della nostra generazione. Gobetti era di una intransigenza assoluta. La parola intransigenza ricorreva spesso nel suo vocabolario: non cedere di un millimetro nel proprio dovere di resistere a una dittatura». Aveva visto giusto chi vedeva in Bobbio un ostacolo, anche delle troppe radici nelle conoscenze di tanti suoi allievi e discepoli, per la inaugurazione di un’Italia in vendita, pubblicitaria, disinvolta con le leggi e pronta a manipolare le istituzioni. E’ lo stesso Bobbio che dice: «La distinzione fra buongoverno e malgoverno si basa sul principio del bene comune. Sono buoni Stati quelli in cui i governanti mirano al bene comune; sono cattivi Stati quelli in cui i governanti fanno prevalere il bene proprio o particolare».
    Era, quella di Bobbio, un’Italia che non veniva a patti e che non era propensa alle improvvise conversioni che hanno percorso come un brivido irresistibile anche la vita intellettuale italiana (o almeno una parte di essa) in questi anni.
    Bobbio, che sapeva e ci diceva quanto può essere duro e assurdo e umiliante vivere senza libertà, è stato sempre attento a non infierire verso i neo-convertiti che sembravano avere trovato finalmente una missione e un capo. Ma era del capo che voleva parlare come di un pericolo. E non ha smesso mai di farlo, fino alle ultime telefonate, ai consigli, alle parole affettuose che faceva avere a noi, a questo giornale, nei momenti non facili che ci accade di attraversare. Alcuni di noi hanno cominciato ad ascoltare Bobbio a vent’anni, e hanno potuto farlo fino a poco fa. E’ stata un’immensa fortuna.

 

 

Discussioni Simili

  1. Clamoroso!!! Berlusconi si "pènte"
    Di MrBojangles nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 07-05-07, 15:41
  2. Bobbio
    Di Felix (POL) nel forum Storia
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-04-07, 18:38
  3. Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 16-05-06, 22:07
  4. Bobbio, Bobbio, Bobbio... e Parisot
    Di Nebbia nel forum Arte
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 11-01-04, 21:39
  5. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 11-01-04, 16:24

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito