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    Predefinito Braveheart, la Scozia ci mette una pietra sopra

    A 700 anni dalla morte, l'eroe dell'indipendenza dagli inglesi avrà una tomba
    Braveheart, la Scozia ci mette una pietra sopra
    Wallace riposerà a Lanark, dove sposò la sua Marion


    Finalmente, è ufficiale. William Wallace, l'eroe scozzese conosciuto come "Braveheart" - cuore impavido - avrà una tomba. Finalmente. Perché per arrivarci ci sono voluti, udite udite, ben 700 anni. Tali saranno, infatti, l'anno prossimo, quando nel Regno Unito si ricorderà il sacrificio dell'indomito guerriero che capeggiò la rivolta contro l'Inghilterra alla fine del XIII secolo, portando gli scozzesi ad un passo dall'indipendenza. Un eroe tornato popolarissimo anche presso i non scozzesi grazie al film omonimo che nel 1996 vide come protagonista il fascinoso Mel Gibson. Sepolcro faraonico in vista, dunque? Neanche per idea! Una semplice bara sarà sepolta presso la chiesa di Lanark, dove Braveheart celebrò il proprio matrimonio con la giovane Marion Braidfute, suo primo amore. A promuovere la cerimonia lo studioso David Ross, biografo di Wallace.
    Ma nel sepolcro non sarà deposto neppure un osso: solo messaggi e testimonianze su Wallace e la sua presenza nell'immaginario scozzese, dal momento che la salma, dopo il supplizio, fu smembrata e poi dispersa. La testa, dopo l'esecuzione avvenuta il 22 agosto 1305, fu infatti esposta sul London Bridge, mentre le varie parti del cadavere, orrendamente mutilato, furono "spedite" in diversi posti del regno affinché non potesse essere riconosciuto alcun luogo dove coltivare il suo ricordo.
    Alla funzione, manco a dirlo, è stato invitato, oltre a Gibson, anche il "mitico" Sean Connery, noto per le sue simpatie per la causa indipendentista scozzese, a rimarcare la valenza simbolica di una cerimonia che, al di là della Manica, rischia di rialzare la temperatura su una questione - quella della libertà scozzese, mai completamente sopita.
    UN UOMO DEL POPOLO
    Ma chi era William Wallace e perché è considerato ancora oggi un personaggio simbolo della Scozia? Figlio di un piccolo proprietario terriero dell'Elderslie, né ricco, né nobile ma dotato di carisma e coraggio, fu forse il primo a dare agli Scozzesi il sogno di una patria libera. La Scozia, una delle poche terre in cui la matrice celtica si era mantenuta nel corso dei secoli vivida e vitale, non entrò mai completamente nell'orbita dell'Impero Romano. Pur avendo i Latini conquistato la Britannia, non riuscirono a sottomettere il nord dell'isola, occupato da popolazioni fiere come i Caledoni, ed anzi dovettero, sotto Adriano, costruire una spessa muraglia per proteggersi dagli attacchi repentini degli indigeni (il cosiddetto Vallum Hadriani). Ritiratisi i Latini dall'isola, la Scozia fu occupata nel corso del VI secolo dai Pitti e dagli Scoti e non conobbe mai una vera e propria unità territoriale, essendo suddivisa in territori governati da varie tribù e clans che si spostavano continuamente e di frequente si facevano guerra tra di loro. Tutto questo durò fino all'anno 844, quando le quattro frazioni principali in cui il territorio era suddiviso furono miracolosamente unite da Kenneth I McAlpin, che diventò così il primo re di Scozia e detenne il potere fino all'854.
    ALLE ORIGINI DI UN CONFLITTO
    Verso la metà del X secolo il regno subì la dominazione da parte degli invasori sassoni, che acuì la conflittualità esistente e mai sedata tra i vari clans del paese e accentuò le differenze esistenti tra il Nord, più isolato e tradizionalista, e il Sud, più portato ad assorbire gli influssi da parte dei resto dell'isola.
    Nel XII secolo venne introdotto anche in Scozia il sistema feudale: si creò così una casta di guerrieri-proprietari fondiari alle dipendenze del monarca, che combattendosi spesso tra loro per il predominio territoriale minarono profondamente l'unità del Paese e costituirono un grave fattore di instabilità. Di questa intrinseca debolezza seppero trarre vantaggio i sovrani inglesi, che a più riprese cercarono per secoli di penetrare in Scozia e di assoggettarla.
    Nel 1175 il re Guglielmo il Leone fu sconfitto da Enrico II e dovette sottomettersi a lui come vassallo, riconoscendo in tal modo la supremazia inglese. Nel 1286 dopo la morte accidentale di Alessandro III, il regno passò alla figlioletta Margherita, mantenuto da sei funzionari che si occuparono della reggenza. Sapendo che il regno era in pericolo, nel 1290 si accordarono col re d'Inghilterra Edoardo I per dare Margherita in moglie al di lui figlio Edoardo. La piccola principessa però morì pochi mesi dopo, scatenando una ridda di pretendenti al trono che si combatterono per due anni senza esclusione di colpi. Nel 1295, approfittando della guerra in corso tra Inghilterra e Francia, gli Scozzesi guidati da Giovanni Baliol, si allearono con i Francesi: tutti tranne la famiglia Bruce, rimasta fedele al sovrano inglese. Nel 1296 Edoardo I, interrompendo momentaneamente il conflitto con la Francia, invase il Paese, si impadronì della pietra sacra di Scone (sulla quale da sempre venivano incoronati i re della Scozia) e sconfisse i baroni a Dunbar, costringendoli alla sottomissione. Ed fu proprio allora che entrò in azione William Wallace.
    A CAPO DELLA RIVOLTA
    Nel 1297 egli si mise a capo di una rivolta che portò all'uccisione di sir William Helserig, lo sceriffo di Lanark, inviso alla popolazione per la sua cupidigia e crudeltà. In breve tempo la sua fama si sparse per tutto il Paese, suscitando ammirazione e adesione da parte dei molti baroni che erano stati sconfitti e umiliati a Dunbar. Con un gruppo di ribelli - riforniti di vettovaglie e protetti alle spalle dal vescovo di Glasgow e da varie famiglie nobili come gli Stuart, Wallace, si nascose nella foresta di Selkirk e attaccò le fortezze in mano agli Inglesi, finché molte di esse capitolarono. Il culmine della gloria lo raggiunse l'11 settembre 1297 quando, sul ponte di Stirling, nei pressi di una fortezza chiave per la sua importanza strategica, dopo aver fatto fallire le trattative che gli Inglesi volevano proporre ai baroni scozzesi - la diserzione in cambio di terre e feudi - riuscì a massacrare l'esercito nemico con uno stratagemma: dopo aver sopportato l'attacco dei terribili arcieri nemici, fece credere agli Inglesi che i suoi baroni si erano dati alla fuga. I nemici passarono il ponte per sterminare gli Scozzesi credendoli ormai sbandati, ma i fanti di Wallace li attaccarono e li massacrarono, mentre i baroni a cavallo, tornati di nascosto al campo, accerchiavano il resto delle truppe nemiche devastandole completamente.
    L'INVIDIA DEI BARONI
    La vittoria valse a Wallace nel 1298 il titolo di cavaliere e l'elezione a governatore della Scozia. Malgrado egli non avesse alcuna intenzione di diventare sovrano, l'ascesa repentina dal nulla di questo "figlio del popolo" suscitò presso alcuni baroni malcontento e invidie, che indebolirono il fronte d'attacco contro gli Inglesi. Gli Scozzesi non riuscirono perciò a reagire in modo sufficientemente pronto all'invasione operata da Edoardo nel marzo del '98. E l'inevitabile accadde pochi mesi dopo, il 22 luglio, quando a Falkirk, non lontano da dove aveva vinto l'anno precedente, Wallace fu duramente sconfitto. Le condizioni sembravano a prima vista favorevoli per gli Scozzesi: si era sparsa infatti la voce che i terribili arcieri gallesi - uno dei punti di forza dell'esercito nemico - fossero sul punto di abbandonare il campo o addirittura di passare dall'altra parte. Tuttavia le voci si mostrarono presto infondate e il giorno della battaglia essi si schierarono regolarmente.
    IL TRADIMENTO
    Dopo il primo attacco, la cavalleria pesante inglese si lanciò sui fanti scozzesi, che riuscirono a resistere; ma al momento del contrattacco, quando Wallace si girò verso i suoi cavalieri per dare il segnale di battaglia, rimase impietrito: si erano dati tutti quanti alla fuga. Tradito dai nobili (marrani per invidia o per interessi personali) l'esercito scozzese, completamente in balìa dell'avversario, cedette di schianto e fu sopraffatto. I fanti morirono quasi tutti, consegnando nuovamente la Scozia agli Inglesi.Dopo la sconfitta, Wallace rinunciò al suo posto di governatore (che fu preso da Robert Bruce) e riprese le azioni di guerriglia nei boschi e per un certo periodo viaggiò in Europa; tornando all'inizio del nuovo secolo, trovò il Paese diviso tra i baroni, in preda alle lotte interne e abbandonato anche dai Francesi, che nel frattempo erano stati anch'essi sconfitti dagli Inglesi. Poiché si ostinava a respingere le offerte di Edoardo, sulla sua testa fu posta una taglia; il 3 agosto 1305 Wallace fu catturato nei pressi di Glasgow grazie alla delazione di un traditore e fu trasportato a Londra dove, dopo un effimero processo, il 23 agosto fu accusato di alto tradimento, di volersi impossessare del regno di Scozia, di innumerevoli assassinii e distruzioni di beni.
    LA MORTE DEL "FIORE SELVAGGIO"
    Fu subito condannato a morte, nella maniera più terribile: legato ad un graticcio, fu trascinato per quattro miglia dai cavalli fino al patibolo, a Smithfield. Qui, dopo essere stato appeso, mentre era ancora vivo fu smembrato e mutilato davanti alla folla e infine decapitato; i suoi organi interni furono dati alle fiamme, la sua testa fu impalata sul ponte di Londra e il suo corpo fu squartato in quattro parti, subito spedite ai quattro angoli del Regno (il braccio destro a Newcastle upon Tyne, quello sinistro a Berwick, la gamba destra a Perth, la sinistra ad Aberdeen) come monito per chiunque avesse avuto l'intenzione di opporsi in futuro al dominio britannico.
    Il 23 agosto 1305 moriva dunque, martire della libertà, l'eroe William Wallace, un "fiore selvaggio" (come lo definì nell'Ottocento il poeta William Wordsworth) sbocciato per ridare alla sua nazione la speranza.
    Nel 1306 Robert Bruce, uscito finalmente dagli indugi (ci fu un periodo in cui egli si era addirittura schierato con il sovrano inglese), riprese la lotta come re di Scozia. Gli Scozzesi riuscirono a sconfiggere, nel 1314, gli Inglesi a Bannockburn. La vittoria sembrò definitiva: nel 1328 infatti, il nuovo sovrano inglese Edoardo III rinunciava - sulla carta per sempre - alle pretese sulla Scozia. Ma da lì a poco i conflitti sarebbero ripresi in un nuovo e interminabile capitolo di sangue.

    Elena Percivaldi
    La Padania
    [Data pubblicazione: 09/01/2004]

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  2. #2
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    Predefinito Re: Braveheart, la Scozia ci mette una pietra sopra

    In Origine postato da Davide
    Ma da lì a poco i conflitti sarebbero ripresi in un nuovo e interminabile capitolo di sangue.

    Elena Percivaldi
    La Padania
    [Data pubblicazione: 09/01/2004]
    ecco appunto, ci sarebbe stata guerra perenne, mentre unendosi all'inghilterra la scozia entrò in un grande stato.

    Del resto oggi si stanno unificando anche francia e germania....

 

 

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