Ha finanziato Forza Italia ed ottenuto un decreto ad hoc dal governo.
Un criminale organico al centrodestra.
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Ha finanziato Forza Italia ed ottenuto un decreto ad hoc dal governo.
Un criminale organico al centrodestra.
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Brunik, ormai dovresti saperlo: il motto della nostra "classe imprenditoriale" e'
Con Franza o Spagna purche' se magna.
Un classico intramontabile dai tempi di Macchiavelli


eh si Brunik ma perchè ha rubato per 20 anni e nessuno se ne è mai accorto e ce ne accorgiamo oggi che al governo c'è Forza Italia? hai ragione Brunik, c'è conflitto di interessiIn Origine Postato da brunik
Ha finanziato Forza Italia ed ottenuto un decreto ad hoc dal governo.
Un criminale organico al centrodestra.
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Brunik torna a parlare di Berlusconi ladro, non sviare su altri argomenti tanto per fare difesa a spada tratta...lascia perdere dai che nel 96 Tanzi appoggiava Prodi


In Origine Postato da O'Rei
Brunik torna a parlare di Berlusconi ladro, non sviare su altri argomenti tanto per fare difesa a spada tratta...lascia perdere dai che nel 96 Tanzi appoggiava Prodi
Tommy, spetta che gli rinfreschiamo la memoria su quanto dice un ex ministro ulivista:
dal Tempo di oggi:
Tanzi era un nostro amico, cresciuto con noi» L’ex ministro ulivista De Castro: «Ma Calisto stava con tutti, adesso appoggiava Berlusconi»
di FABRIZIO DELL’OREFICE
«SÌ, TANZI era un nostro amico, cresciuto nel nostro ambiente. Ma, come tutti i grandi imprenditori, aveva rapporti con tutti. Ma proprio con tutti i politici». Paolo De Castro non nasconde i contatti con l’imprenditore parmigiano. Ma prima di cominciare a parlare di quei rapporti, ci tiene a raccontare un episodio «molto illuminante».
Quale, professore?
«Nessuno ricorda che Calisto Tanzi nel 2001, il giorno dell’assemblea di Confindustria a Parma, fece un grande ricevimento a casa sua. E sa chi era l’invitato numero uno?».
Dica pure.
«Silvio Berlusconi».
Finanziò anche la sua campagna elettorale con quattro assegni da 100 milioni l’uno.
«Appunto, aveva rapporti con tutti i politici. Anche con altri dell’attuale governo».
E con chi?
«Pietro Lunardi è stato anche suo compagno di scuola».
Professore, Tanzi, come anche Cirio, è socio del suo istituto di ricerca: Nomisma. Non è socio di Mediaset: c’è una differenza. O no?
«Che cos’è la sua? Una battuta?».
È un dato di fatto?
«No, è una battuta infelice. Ma per piacere, Nomisma ha 97 soci. Parmalat, peraltro non direttamente, è tra i soci per una quota minima, 30mila euro».
Il ministro Alemanno dice: «È innegabile che Tanzi sia stato molto aiutato negli anni dalla sinistra Dc e dall’Ulivo». Che cosa risponde?
«Sono un tecnico e non un politico. Non voglio entrare in affermazioni politiche».
Il governo dell’Ulivo diede a Tanzi con il decreto 173/98 ben 68 miliardi. Perché?
«Di quel provvedimento sono stato l’ideatore, ero il consulente di Palazzo Chigi. Poi me ne sono occupato quando sono diventato ministro. Ma le erogazioni avvennero dopo. Ricordo bene che studiammo quello strumento che doveva abbattere i costi per il trasporto, razionalizzando le filiere».
Professore, doveva aiutare le piccole e medie imprese. Parmalat non lo era. Come fu possibile?
«È vero, commettemmo un errore. Non fissamo dei limiti alle dimensioni delle aziende. Infatti protestarono anche le cooperative».
Parmalat arrivò penultima in classifica, ma ebbe il maggiore finanziamento: quasi la metà del fondo a disposizione. Gli altri, oltre a Citterio, tutti sotto i dieci. Non le sembra troppo?
«Non ricordo, non ho documenti con me, sono in treno. Ma questa è una polemica pretestuosa. Era un’impresa grande e aveva un finanziamento in scala alle sue dimensioni. Se i soldi a disposizione erano pochi, la quota era molto grande. No, la questione non è questa».
E quale, scusi?
«La filosofia di quel decreto era giusta. Ci fu qualche errore, come ho detto. Ma la politica andava nella direzione di una razionalizzazione della filiera. Tanto è vero che Alemanno ha conservato questo tipo di provvedimento, ma non lo dice».
Come è potuta accadere, secondo lei, la crisi Parmalat?
«Anzitutto bisogna contestualizzare».
Contestualizziamo pure.
«Se si abolisce il falso in bilancio è chiaro che si crea un clima che certamente non si può definire di rigore».
Ma questa non è una considerazione politica?
«No, è un dato di fatto. Detto questo, quella di Parmalat è una crisi di crescita, e tutta finanziaria. Non industriale. Questo è importante: non si sottolinea abbastanza che il mercato è sano, anzi in crescita».
Però prima di Parmalat era stata la volta di Cirio.
«Stesso discorso, crisi di crescita e di natura finanziaria. L’intero settore dell’agroalimentare in Italia sta crescendo, si espande. Insomma, sta bene».
Due crac nello stesso comparto e nel giro di pochi mesi. Che cosa sta accadendo?
«Sono mancati i controlli istituzionali. Se la soluzione sia l’Authority, be’ questo non lo so e non sta a me decidere».
Controlli istituzionali? Lei è stato ministro, possibile che neanche lei si sia reso conto di quello che stava accadendo?
«Se lo avessi saputo, è chiaro che sarei intervenuto. Ma non facciamo confusione: dal punto di vista industriale Parmalat andava e va bene. I problemi sono tutti finanziari e certamente io, nei vari incarichi, non ho mai avuto sentore soprattutto perché non avevamo i dati base. D’altro canto non è di quello che mi occupo. Sono un esperto di agricoltura, non sono mica la Consob o la Banca d’Italia».
giovedì 8 gennaio 2004


...e voi pensavate a come far rubare la gente senza essere sgamatiIn Origine Postato da antonio
perche' scusa ve ne siete accorti voi?
voi avete pensato a ridurre le pene per il falso in bilancio, sottrarre strumenti di indagine, facilitare la prescrizione..e pure a depenalizzare la bancarotta fraudolenta (progetto ghedini)...
e a fargli altri decreti adhoc...![]()


??? Chi ti ha raccontato questa palla? Guarda che ha dato 430 milioni a Berlusconi, Calisto, mica a Prodi.In Origine Postato da O'Rei
Brunik torna a parlare di Berlusconi ladro, non sviare su altri argomenti tanto per fare difesa a spada tratta...lascia perdere dai che nel 96 Tanzi appoggiava Prodi
VERGOGNATEVI, LADRI,
Spiegami invece com'è che Alemanno correva come un cagnolino al solo schioccare delle dita di Calisto a fargli i decreti per il Frescolatte.
Non senti mica anche tu puzza di tangenti?
Per fortuna che ci sono i PM di Parma e di Milano, ora, sull'osso. Ne saltyeranno fuori di belle, pare che già stiano cantando come usignoli.
C'è anche Greco, uno del Pool di Mani Pulite.
FORZA GIUDICI !! FACCIAMO PULIZIA DI QUESTI LADRI!!


Hey, pollista, lo sai che il latte di 11 giorni è fresco per decreto di Alemanno ?In Origine Postato da pensiero
Tommy, spetta che gli rinfreschiamo la memoria su quanto dice un ex ministro ulivista:
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VERGOGNATEVI, GLI AVETE ANCHE REGALATO LO SCUDO FISCALE, AL VOSTRO AMICONE CALISTO


In Origine Postato da brunik
Hey, pollista, lo sai che il latte di 11 giorni è fresco per decreto di Alemanno ?
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VERGOGNATEVI, GLI AVETE ANCHE REGALATO LO SCUDO FISCALE, AL VOSTRO AMICONE CALISTO
Capisco e comprendo che per voi il momento è difficile e complicato continuate pure ad![]()
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Lo ho fatto io o lo hanno fatto Alemanno e Marzano a tempo di record il decreto chiesto da Tanzi?In Origine Postato da pensiero
Capisco e comprendo che per voi il momento è difficile e complicato continuate pure ad![]()
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Vedi di informarti meglio, e chiediti perchè Tanzi gli ha dato 400 milioni, al Berlusca.
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