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    Predefinito Telethon: annunciati esperimenti sui cani

    Telethon annuncia il finanziamento di esperimenti per la rigenerazione dei muscoli umani che, dopo i topi, nei prossimi due anni saranno condotti sui cani da un team dell’Università “La Sapienza” di Roma.

    “Il nuovo progetto di ricerca presentato da Telethon conferma il fatto che l’unico modello adatto a studiare patologie umane è l’uomo stesso – dichiara Roberta Bartocci, responsabile LAV del settore Vivisezione - Finora la ricerca Telethon si è infatti basata su topi transgenici, ovvero topi manipolati geneticamente in modo da riprodurre sperimentalmente malattie umane. Esistono così topi malati di diabete, di Alzheimer, di Sclerosi Multipla, o meglio di analoghi di questi patologie, ma che gli animali non conoscerebbero per natura se non grazie all’uomo che le induce sperimentalmente in soggetti altrimenti sani. Telethon decide di passare ad una sperimentazione su mammiferi superiori, cani nella fattispecie; ma non esistono cani geneticamente manipolati correntemente utilizzati nella ricerca. Forse il topo transgenico ha cessato di essere un modello ottimale per l’uomo?”

    “Qualsiasi specie animale diversa dall’uomo non può essere considerata un suo modello e qualsiasi ipotesi sperimentale nella ricerca non può essere confermata o confutata sulla semplice base di un’analogia, quella tra uomo ed animale non umano – precisa l’esponente della LAV - in altri termini non si può parlare di scienza. Il grande vantaggio dell’uso di animali rimane sempre quello per i ricercatori di poter lavorare con meno difficoltà, produrre pubblicazioni più velocemente e quindi più velocemente fare carriera che non svolgendo ricerche direttamente sull’uomo, il quale diviene cavia inconsapevole nel momento in cui riceve terapie appena prima testate su animali”.

    Le alternative all’uso di animali esistono, sono scientificamente attendibili ed eticamente sicure. Oggi inoltre, esiste un ente che si occupa di diffondere i metodi alternativi alla ricerca su animali, la neonata Piattaforma Italiana per i Metodi Alternativi, costituita da ricercatori di diversa estrazione, industrie ed associazioni animaliste tra cui la LAV. Questa nuova realtà costituisce un mezzo attraverso il quale è possibile finanziare una ricerca veramente scientifica impegnata nella sostituzione degli animali, poiché i cittadini italiani, nel momento in cui vengono coinvolti in una raccolta fondi, hanno il diritto di conoscerne il destino. In un suo studio la LAV ha calcolato che circa il 30% degli animali usati nella ricerca viene ucciso con il solo scopo di prelevare parti di essi per allestire colture cellulari; evidentemente la ricerca in vitro ha un ruolo molto importante nel complesso, quindi se venissero impiegati materiali umani di scarto (da cadavere o interventi chirurgici), ogni anno si risparmierebbe la vita a circa 300.000 animali solo in Italia.

    www.infolav.org
    3/12/03



  2. #2
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    Predefinito Esempi di alcune ricerche su animali finanziate da Telethon

    Esempi di alcune ricerche su animali finanziate da Telethon


    * Siete mai andati a fondo per sapere che tipo di ricerche e quali grandi risultati si ottengono con i soldi di Telethon? Ce lo spiega - involontariamente - un articolo apparso sul Sole 24-Ore, giornale della Confindustria e quindi al di sopra di ogni sospetto "antiscientifico". Un commento: Distrofia e ricerca dalle belle speranze.

    * Vedi Esempi di ricerche finanziate dall'AIRC in quanto alcune ricerche sono finanziate congiuntamente.

    * Utilizzando il motore di ricerca interno del sito Telethon e inserendo la parola "topo" o "topi" o "murino" o "ratto", ecc. si ottengono vari articoli che descrivono esperimenti su animali finanziati da Telethon: www.telethon.it/ilmotoredellaricerca

    * Febbraio 2001

    La terapia genica della leucodistrofia metacromatica, una grave malattia ereditaria del sistema nervoso che colpisce circa un bambino su 40mila, è oggi un traguardo più vicino grazie al successo di un gruppo di ricercatori dell'HSR-TIGET (Istituto Scientifico Universitario San Raffaele - Telethon Institute of Gene Therapy), il centro per la terapia genica che Telethon finanzia insieme all'Ospedale San Raffaele. I ricercatori, coordinati da Claudio Bordignon dell'HSR-TIGET e da Luigi Naldini dell'Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo (TO), sono riusciti per la prima volta ad applicare con successo la terapia genica in topi affetti da questa malattia, facendo arrivare il gene sano fin nelle cellule del cervello.

    I risultati di questo importante studio, pubblicati oggi dalla prestigiosa rivista Nature Medicine, aprono la strada a futuri studi sull'uomo, anche se - come sottolinea Bordignon - "il trasferimento della terapia all'uomo non è scontato n&ecaute; immediato e comunque richiederà anni di ricerche".

    L'articolo è stato pubblicato su NATURE MEDICINE volume 7, numero 3, Marzo 2001. Titolo "In vivo gene therapy of metachromatic leukodystropy by lentiviral vectors: correction of neuropathology and protection against learning impairments in affected mice".

    Fonte: Telethon News

    * Maggio 2003

    Passi avanti per la ricerca e la cura delle malattie genetiche. Un solo gene coinvolto in 8 diverse malattie metaboliche rare è stato scoperto dal gruppo Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Napoli, diretto da Andrea Ballabio. L'importante scoperta, annunciata dalla rivista Cell, è stata presentataoggi a Roma. Il gene si chiama Sumf1. Entro 2 anni - ha spiegato Ballabio - potrebbe essere disponibile per i pazienti la terapia enzimatica, mentre per la terapia genica, che richiederà almeno altri 5 anni di lavoro, lasciano spazio all'ottimismo i primi risultati finora osservati nei topi.

    Fonte: Il Nuovo, 20 maggio 2003

    * Luglio 2003

    E' particolarmente interessante l'articolo "Con le staminali ricostruiti nei topi i muscoli malati", pubblicato su "Il Sole 24 ore" dell'11 luglio 2003, in cui viene candidamente ammesso che Telethon ha finanziato uno studio sui topi - riguardante la distrofia muscolare - assolutamente privo di rilevanza scientifica non solo per gli umani, ma anche per i topi stessi! Questo viene ammesso nell'articolo, ma allo stesso tempo si plaude ai finanziamenti di questa associazione, che consentiranno di continuarlo. Continuando così lo spreco di denaro e risorse che potrebbero davvero aiutare i malati.
    Ottimo il commento del Notiziario Animalista a questo articolo. Vi invitiamo a leggerlo: Distrofia e ricerca dalle belle speranze.

    * Ottobre 2003

    NUOVO STUDIO SULLA DISTROFIA DI DUCHENNE
    Anche una proteina difettosa può bastare per far funzionare il muscolo Anche la versione alterata della distrofina, la proteina responsabile della distrofia muscolare di Duchenne (DMD), può contribuire al funzionamento della fibra muscolare ed evitare i danni provocati dalla sua totale assenza. E' la conclusione di uno studio che ha sperimentato un farmaco sul modello animale della DMD, cioè topini cosiddetti mdx in cui manca la distrofina.

    Fonte: Comunicato stampa Telethon

  3. #3
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    Predefinito Quando Telethon diventa Telemort

    E' disponibile sul sito Ricerca senza Animali, alla pagina:
    http://www.RicercaSenzaAnimali.org/tavoli.htm
    vario materiale che vi invito a scaricare e diffondere.

    Si tratta di:

    - il testo di una petizione, da far firmare a quante piu' persone possibile,
    che chiede alle associazioni per la ricerca medica di non usare animali;
    serve per far vedere che sono tante le persone che sono contrarie a questa
    pratica;
    - il testo di un articolo, che si intitola "Quando TeleThon diventa
    TeleMort", con tanto di logo stile TeleThon ma con le sagome degli animali
    ammazzati al posto delle stelline, che serve a contrastare in qualche modo
    l'immensa pubblicita' che TeleThon si sta facendo in questo periodo.
    L'articolo prende come esempio una ricerca assolutamente inutile - in quanto
    fatta su animali - finanziata da TeleThon. Vi invito a diffonderlo il piu'
    possibile!
    - c'e' poi anche un volantino piu' corto sempre sull'argomento TeleMort, ma
    questo e' piu' adatto da volantinare ai passanti per attirare l'attenzione
    sul problema, contiene solo poche frasi, mentre l'articolo di cui sopra e' di
    approfondimento.

    Grazie per la partecipazione.

    Marina Berati
    Ricerca senza Animali

  4. #4
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    Predefinito Telethon: cani da vivisezionare

    Vi siete mai domandati che tipo di ricerche e quali grandi risultati si ottengono con i soldi di Telethon? Intanto va detto che si è chiusa con la cifra record di 25 milioni di euro la maratona televisiva Telethon 2003 per la raccolta dei fondi destinati alla ricerca sulle malattie genetiche. In testa alle donazioni la città di Roma, seguita da Napoli e Milano. E ora, a cavallo del successo, Telethon ha annunciato il via a un’altra campagna: il finanziamento di esperimenti per la rigenerazione dei muscoli umani che, dopo i topi, nei prossimi due anni saranno condotti sui cani da un team dell’Università «La Sapienza» di Roma.
    La rivolta. Inevitabile che gli animalisti, appena appresa la notizia, siano rabbrividiti. In campo è scesa subito la Lav: «I cittadini italiani, nel momento in cui vengono coinvolti in una raccolta fondi, hanno il diritto di conoscerne il destino. E il destino - precisa la Lega - è quello di vivisezionare animali superiori, come il cane o la scimmia, con risultati scientifici non solo criticabili ma addirittura inaffidabili e pericolosi per l’uomo».
    La genetica. «Il nuovo progetto di ricerca presentato da Telethon conferma il fatto che l’unico modello adatto a studiare patologie umane è l’uomo stesso - dichiara Roberta Bartocci, responsabile Lav del settore vivisezione - Finora la ricerca Telethon si è infatti basata su topi transgenici, ovvero topi manipolati geneticamente in modo da riprodurre sperimentalmente malattie umane. Esistono così topi malati di diabete, di Alzheimer, di sclerosi multipla, tutte patologie che gli animali non conoscerebbero per natura se non per colpa dell’uomo che le crea in soggetti altrimenti sani. Telethon decide ora di passare a una sperimentazione su mammiferi superiori, cioè cani. Ma non esistono cani geneticamente manipolati correntemente utilizzati nella ricerca. Forse il topo transgenico ha cessato di essere un modello ottimale per l’uomo?».
    Gli errori. «Qualsiasi specie animale diversa dall’uomo non può essere considerata un suo modello e qualsiasi ipotesi sperimentale nella ricerca non può essere confermata o confutata sulla semplice base di un’analogia, quella tra uomo e animale non umano – precisa l’esperta della Lav - in altri termini non si può parlare di scienza. Il grande vantaggio dell’uso di animali rimane sempre quello per i ricercatori di poter lavorare con meno difficoltà, produrre pubblicazioni più velocemente e quindi più velocemente fare carriera che non svolgendo ricerche direttamente sull’uomo, il quale diventa cavia inconsapevole nel momento in cui riceve terapie appena prima testate su animali».
    Le canches. «Le alternative all’uso di animali esistono, sono scientificamente attendibili ed eticamente sicure - spiega la studiosa - Oggi inoltre, esiste un ente che si occupa di diffondere i metodi alternativi alla ricerca su animali, la neonata Piattaforma italiana per i metodi alternativi costituita da ricercatori di diversa estrazione, industrie e associazioni animaliste tra cui la Lav».

    Il Mattino
    21 12 03

  5. #5
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    Predefinito Vivisezione: le ragioni di Telethon

    Il 21 dicembre 2003 è stata pubblicata su questa rubrica la denuncia della Lav sugli esperimenti per combattere la distrofia finanziati da Telethon che, dopo i topi, ha annunciato di volerli condurre sui cani. Ora, mentre il movimento antivivisezionista continua la sua battaglia forte delle indagini e delle documentazioni raccolte negli anni da pool di ricercatori ed esperti, riceviamo e riportiamo anche la posizione del professore Giulio Cossu de «La Sapienza» di Roma, direttore del gruppo che si occupa proprio della ricerca che ha scatenato la protesta degli antivivisezionisti.
    «Ho letto sul Mattino l’articolo ”Telethon: cani da vivisezionare”. Essendo il riferimento al mio gruppo di ricerca fuori dubbio, ci terrei a precisare quanto segue:
    1. La ricerca in questione (che per precisione non è finanziata da Telethon ma dall’Association Francoise contra les Myopathies) sarà svolta su cani che nascono spontaneamente distrofici e non sono creati ad hoc. La distrofia muscolare colpisce tutti i mammiferi: nella colonia a Parigi, invece di essere uccisi o lasciati morire come capita a tutti i loro simili, i cani sono curati e assistiti nella speranza di trovare una cura definitiva.
    2. La cura in questione non prevede poi vivisezione, ma una semplice iniezione intra-arteriosa di cellule staminali che non provoca dolore. L’effetto sarà seguito clinicamente e con metodiche biofisiche non invasive. Biopsie muscolari potranno essere effettuate come lo sono nei pazienti Duchenne sotto anestesia locale.
    3. Non è vero che gli esperimenti su gli animali non servono a niente. Alcuni saranno anche inutili, altri no. Noi abbiamo riportato la prima guarigione di topi distrofici. Vogliamo sperimentare su un modello simile all’uomo perchè è più facile curare un muscolo piccolo che uno grande e perchè i cani, come l’uomo sono geneticatente diversi tra loro (i topi invece sono tutti immunologicamente uguali) e quindi i problemi di rigetto andranno affrontati.
    4. Se l’autrice dell’articolo o i membri della Lav conoscono un sistema alternativo che permetta di misurare la funzione di un grande muscolo scheletrico di mammifero, sarei felice di conoscerlo. E così anche le associazioni dei parenti dei bambini malati che saranno perplessi nell’apprendere che gli animalisti auspicano una sperimentazione diretta sui loro figli.
    5. Quanto alle motivazioni addotte esse non valgono nel mio caso perchè sono professore ordinario da dodici anni e non posso più fare alcuna carriera. Cerco invece di curare una malattia terribile senza venire meno all’obbligo morale di non infliggere sofferenze ad animali affetti da malattie simili alle nostre».

    Il Mattino
    05 01 04

  6. #6
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    Predefinito Telethon: la tesi antivivisezionista

    «Telethon, distrofia e animali da vivisezionare», un argomento che fa discutere. Dopo Giulio Cossu de «La Sapienza» di Roma interviene Stefano Cagno del Comitato scientifico antivivisezionista e dirigente medico ospedaliero dell’Ospedale di Vimercate a Milano.
    «Si può essere contrari alla vivisezione per motivi etici (non è lecito far soffrire e uccidere gli animali) o scientifici (non si possono confrontare specie differenti, uomo compreso). I fautori della vivisezione ricordano spesso quei casi (la minoranza) in cui il comportamento di una specie animale, ma non di tutte, è risultato simile a quello dell’uomo: omettono però gli altri casi (la maggioranza). Per esempio, una ricerca ha dimostrato che negli Usa il 52% dei farmaci ha provocato dopo la commercializzazione gravi reazioni avverse che non si erano evidenziate in precedenza negli animali, causando la morte in un solo anno di circa 100mila statunitensi. La vivisezione non è un metodo scientifico perché siamo sicuri dei risultati solo dopo averli verificati nella nostra specie che diviene quindi la vera «cavia». Se la vivisezione avesse un valore scientifico, perché la legge imporrebbe prima di commercializzare un prodotto la sperimentazione anche sulla nostra specie?
    Fino ad ora la gente è stata tenuta all’oscuro di quanto accadeva all’interno dei laboratori. Così la gente deve sapere che Telethon, attualmente, sovvenziona 77 ricerche con animali, la maggior parte dei quali manipolati geneticamente e che per tali ricerche vengono spesi ogni anno parecchi milioni di euro. In particolare gli studi sulla distrofia sono stati condotti per anni su topi transgenici e successivamente anche su cani che però si sono dimostrati deludenti. Si era così tornati sui roditori, ma ora si ripropongono le ricerche sui cani. Curioso notare che il professor Cossu ammette che i cani sono simili all'uomo: e allora perché per anni sono stati utilizzati roditori? E perché si è sperimentato su animali manipolati geneticamente e ora invece si afferma di volerlo fare su animali non transgenici? La verità è che impiegando un metodo sbagliato si procede a casaccio e si sopravvive grazie a roboanti dichiarazioni che regolarmente vengono smentite nel tempo e parecchi pazienti cominciano a capirlo.
    Infine è falsa l’affermazione del professor Cossu che gli antivivisezionisti propongono di sperimentare direttamente sui malati: noi vogliamo cambiare e non abolire i metodi di ricerca pre-clinici. Il professor Cossu, inoltre, cita i parenti dei bambini malati, facendo leva su un argomento emotivo e non razionale. Se però le ricerche pre-cliniche, come nel caso della vivisezione, sono prive di valore scientifico le vere «cavie» diventano i malati su cui per primi si sperimenterà, così le mamme dei bambini distrofici devono temere i vivisettori e non gli antivivisezionisti. Ognuno é libero di dare soldi a Telethon, ma almeno ora sa che andrà a finanziare anche la vivisezione».

    Il Mattino
    11 01 04

 

 

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