L'Assemblea federale leghista, aperta fino ai primi giorni di febbraio, valuterà la situazione politica
Devoluzione, Bossi: entro gennaio va bloccato il tentativo di riportare le competenze concorrenti allo Stato centrale. I poteri devono essere ancorati solidamente al territorio
Due sono i problemi che dovranno essere risolti entro fine gennaio: «La devolution che è bloccata e bloccare il tentativo di riportare le competenze concorrenti allo Stato. Altrimenti - ha spiegato il ministro per le Riforme, on. Umberto Bossi - la Lega dovrà prendere atto che i patti non sono stati rispettati. Abbiamo tenuto aperta l'Assemblea federale - ha spiegato Bossi - proprio per vedere se si avviava il processo federalista. Siamo orientati a chiuderla entro la prima settimana di febbraio. Sono quindi fondamentali i prossimi 15 giorni e i risultati del lavoro messo in piedi negli ultimi sei mesi dai cosiddetti saggi».
Commentando l'attività svolta dal gruppo, Bossi ha precisato «che potrebbero non essere tanto saggi se si illudessero che io possa accettare un progetto che mina la devoluzione e che nel contempo riporta allo Stato le competenze concorrenti o le riporta in una roba che vogliono chiamare Senato federale solo perché tratta di competenze concorrenti, e che vuol vedere la partecipazione legislativa sia dello Stato sia delle Regioni ma che se non è ancorato al territorio riporta le competenze concorrenti allo Stato. Da una parte quindi - ha proseguito Bossi - c'è una saggezza da perfezionare, ancorando solidamente al territorio le competenze concorrenti. Dall'altra c'è la devoluzione che è patto elettorale che non può essere minato». Se quindi non saranno risolti questi due problemi, «la Lega dovrà prendere atto che i patti non sono stati mantenuti, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero». Per ora - ha affermato il ministro - «posso solo prendere atto che il programma elettorale non è stato mantenuto, capisco solo che hanno votato un patto e non lo hanno mantenuto. Mi sembra che nella Lega stia prevalendo la convinzione che c'è l'impossibilità di fare le riforme. L'assemblea federale quindi prenderà atto di quanto accade. E al Nord a quel punto non resterebbe che la lotta di liberazione. Non so quanti anni ci vorranno e quanti sacrifici, ma alla fine la Padania sarà libera». Ieri in serata anche il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega e vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, in merito alle parole di Fini sulla verifica di governo, ha commentato: «Ma non eravamo alleati e tra gli alleati non è necessario il rispetto reciproco?».
[Data pubblicazione: 11/01/2004]




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