Prodi pensa alla politica italiana e non all’antisemitismo europeo
“Stiamo ancora aspettando le scuse per il sondaggio di Eurobaromneter, e quella dell’antisemitismo di ritorno in Europa è una questione ormai troppo delicata per essere gestita da un politico che pensa solo alle prossime elezioni in Italia”. Più sarcastico il giudizio di Leone Paserman, presidente della comunità ebraica di Roma, la più grande e importante d’Italia, non poteva essere davvero dopo l’incidente diplomatico aperto dalla incredibile decisione della Ue di annullare il seminario previsto in questi giorni con i rappresentanti dell’ebraismo europeo. Infatti, dopo le ulteriori denunzie sui silenzi e sulle omissioni in materia di risorgente antisemitismo in Europa, questa decisione è stata vissuta come una inammissibile ritorsione.
Cosa non va con l’Europa?
I governi sono tutti inamissibilmente sbilanciati a favore della causa palestinese, una sorta di pregiudiziale filo araba e anti-israeliana che se non si identifica tout court con l’antisemitismo finisce per favorirlo oggettivamente. Noi stiamo ancora aspettando le scuse per il sondaggio di Eurobarometer e questi prendono di cappello perché li si critica?
Qual è il vero problema?
C’è un antisemitismo di ritorno che attecchisce in Europa, esportato dai paesi arabi, che a loro volta lo avevano importato dall’Europa nazi-fascista. Sono i paradossi della storia. Noi rimproveriamo ai governi europei di non avere capito per tempo cosa fosse veramente il terrorismo in Israele finché non c’è stato l’11 settembre e poi l’ondata di terrorismo che da due anni sta flagellando tutto il mondo civile… purtroppo duole dirlo ma alcune istituzioni hanno capovolto il loro giudizio sulla politica di Sharon quando hanno constatato cosa è stato capace di fare il terrorismo in Iraq contro i nostri soldati a Nassirya.
A chi si riferisce?
Anche allo stesso Papa, che finalmente ha detto una parola chiara e forte contro il terrorismo pur dicendo di volerne capire le ragioni, un tempo si capivano solo le ragioni ma ci si dimenticava di condannare.
E la sinistra europea?
Non ne parliamo: il sondaggio sull’antisemitismo in Europa e in Italia non è mai stato pubblicato proprio perché puntava l’indice contro il movimento no-global, contro il terzo mondismo, contro l’odio anti-ebraico dei paesi arabi e contro l’antiamericanismo di repertorio… in un concetto contro quell’antisemitismo di sinistra che ci si affanna a negare.
Insomma è dura imparare la lezione?
Devo dire che dopo Nassirya molti moderati riformisti di sinistra, da Peppino Caldarola a Ottaviano del Turco, ci hanno fatto sentire la loro solidarietà con fatti concreti, come le visita in Israele. Ma è triste constatare che i popoli europei debbano cadere vittime del terrorismo islamico prima di accorgersi delle ragioni dello stato ebraico.
Quanto ha influito sulla rottura diplomatica tra le comunità ebraiche e la Ue il precedente di quell’altro sondaggio, quello dove Israele era rappresentato come la principale minaccia per la pace nel mondo?
Moltissimo e chi l’ha commissionato deve ancora spiegare al mondo perché le domande fossero così capziose e in chiave anti Israele. Io conosco bene Cobi Benatoff, è un ebreo italiano che presiede le nostre comunità in Europea, nelle sue parole non c’era polemica, ma solo desiderio di giustizia.
E Prodi?
Forse si sente troppo impegnato dalle proprie scelte politiche in Italia e così non si è accorto che la decisione di annullare l’incontro tra Ue e comunità ebraiche d’Europa poteva anche essere vissuta come una ulteriore ritorsione. Un beffa dopo il danno.




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