Il nostro Presidente è scomparso per un mese per un motivo ben preciso: è andato a Parigi a farsi un'operazione di lifting in vista della campagna elettorale.
Libero, 14.1.03
SVELATO IL MISTERO
Il Cavaliere malato? No, era a togliersi le rughe
di MATTIAS MAINIERO
Chiediamo scusa al Cavaliere. Due volte scusa per due differenti motivi. Primo: ieri era il giorno del lodo Schifani, e forse di Berlusconi bisognerebbe parlare soprattutto per questo e per certi "tribunali'. Secondo: stiamo per infrangere la barriera della privacy, e probabilmente per beccarci pure una smentita, ma un governante è un governante, anche quando se n'è stato in Sardegna per giorni e giorni. A far cosa? Questione di cerotti, ha scritto ieri il Foglio, e naturalmente di quello che stava sotto i cerotti. Non preoccupatevi: il Cavaliere gode ottima salute, mai stato così in forma, anche durante la sua assenza. Per tutto il tempo dell"'esilio sardo" è rimasto co-, stantemente in contatto con Roma e i suoi collaboratori. Ha lavorato nella sua villa di Porto Rotondo, tra telefoni e plichi di documenti. Ma ha avuto un problemino, una cosuccia di poco conto: non poteva comparire in pubblico. Come si dice? Momentaneamente indisponibile alle tv e ai fotografi.
Possiamo svelarlo, Cavaliere? Possiamo permetterci? Facciamo una cosa: lo diciamo sotto voce, un sussurro fra amici (almeno speriamo). Chiudete le finestre, che nessuno oltre al lettore senta la voce dal sen fuggita: lifting, biefaroplastica. Sua Bellezza è andato a Parigi. E per sua e nostra fortuna ha incontrato solo un chirurgo plastico, tra l'altro vecchia conoscenza di tanti personaggi Mediaset, uomo riservatissimo, e naturalmente professionista di gran caratura. Una garanzia di operoso e qualificato silenzio. Ha fatto ciò che doveva fare, il chirurgo. Poi il Cavaliere se n'è andato in Sardegna, lontano da sguardi indiscreti, in attesa che svanissero le prove della pista parigina.
Si sa come vanno queste cose: il video buca, scrisse una volta Roberto D'Agostino, e in qualche modo bisogna pur proteggersi, soprattutto alla vigilia di una campagna elettorale che sarà ricca di scontri e anche di apparizioni televisive. E allora via col bisturi. Che male c'è? Francesco Rutelli, in campagna elettorale, divenne improvvisamente brizzolato. E nessuno ha mai saputo se il fulmineo incanutimento fu opera del parrucchie - re nonché tintore o della fondata preoccupazione di lasciarci barba e capelli. Si seppe solo che fra un comizio e un'apparizione tv il candidato dell'Ulivo si raccoglieva in meditazione al beauty center dell'Hotel de Russie, luogo di relax e dimagrimento preferito da mezza Roma politica. Massimo D'Alemauna volta raccontò di fare cento addominali al giorno, roba da Schwarzenegger formato Conan. E anche allora non si seppe se era delirio di onnipotenza o solo voga di smaltire la pancetta costi quel che costi, pure un fisico stile King Kong fuori stagione. Renato Schifavi ha deposto il riporto che sembrava un toupet, e ora in tv sembra tutto testa e cervel - lo. Claudio Martelli, ex enfant prodige del Psi, per rimanere almeno enfant ha anche lui preso appuntamento con un chirurgo. S'è fatto illuminare il volto, scrissero all'epoca i cronisti, mondano eufemismo per spiegare che s'era rifatto le palpebre. Siamo in video - crazia, ognuno s'illumina rifacendosi come meglio crede. E siamo anche in Italia, Paese in cui un ritocchino non si nega a nessuno. A volte sono i politici che emendano leggi, de - creti e circolari. A volte i chirurghi che emendano le palpebre dei politici purificandole dalle borse e dalle rughe. Altre volte ancora ad emendare la notizia è l'Unità che ieri ha raccontato il "mistero di Porto Rotondo" ricostruendo un preoccupante scenario, un Berlusconi autoconfinato in Sardegna per via di una grave malattia di cui il Paese avrebbe dovuto conoscere retroscena e conseguenze. Ragazzi, occhio (e fate voi se emendato o meno): la terribile malattia è stata solo un cerotto parigino, o forse due cerotti. Tutto qui. Pensate un po': se non temessimo la smentita (non è bello rovistare nelle borse altrui), in questo momento non staremmo neppure facendo gli scongiuri.




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