Dal nostro inviato insubre Roberto eccovi la recensione del concerto svolto il 14 ottobre in quel di Milano.
Mailand, 14/10/2003 Discoteca Alcatraz
Più che una recensione di un concerto questa vuole essere serie di riflessioni “donate” a chi legge per raccogliere opinioni e impressioni su una serata che ha detto molto circa il fenomeno metal estremo degli ultimi anni: il black metal sinfonico.
Diciamo subito che a parere di chi scrive i veri protagonisti della serata sono stati gli svedesi Hypocrisy di Peter Tagtreen, seguiti a ruota dai norvegesi headliner e dai piccoli finlandesi Norther (che sorpresa per il sottoscritto poterli vedere dal vivo!).
Ma non è tanto di gusti personali che voglio parlare. Questi, si sa, sono un qualcosa che appartiene a ciascuno di noi e al proprio modo di vivere la musica metal, un piccolo bagaglio che ci costruiamo anno dopo anno con passione…chi più chi meno.
Arriviamo subito al punto: che senso ha, mi chiedo, registrare un album con un orchestra di più di 40 elementi, creare un qualcosa di “infernalmente celestiale” e però impossibile da riprodurre dal vivo?
Che senso ha spendere vagonate di soldi in studi di registrazione e studi fotografici (sic!) se poi nella dimensione più tipica del metal, quella dal vivo, non si riesce a tenere il palco? Non so…..è con delusione che scrivo questo ma non fraintendetemi!
Non voglio dire che Shagrath e C. abbiano suonato male, anzi….(beh a dir la verità il panciuto drummer ex Cradle of Filth qualche colpo lo perdeva spesso e volentieri).
Il fatto è che i nostri si sono limitati a “suonare” delle cover delle loro canzoni. Si, avete letto bene! E’ come se si fosse assistito ad una cover band dei Dimmu Borgir, una band di emuli degli idoli di gioventù. Tutto qui, un buon concerto di cover…suonate bene e ad un volume spropositato. Non a caso però le canzoni migliori sono state quelle tratte dai vecchi (ma buoni….) “For all Tid “ e “Stormblast”.
E’ la corsa all’estremo che mi spaventa…e per estremo non intendo “suonare il più veloce e cattivo possibile”. Intendo il farcire le songs di tutto di più, per accalappiare il business del momento, le giovani generazioni che nemmeno sanno chi erano i Mayhem o i Venom.
Io “Death Cult Armageddon” l’ho comprato e lo trovo veramente un CD eccezionale…così come lo era “Puritanical Euphoric Misantropia”.
Ma quando sul palco sono saliti Peter Tagtreen, Lars Szoke e Mikael Hedlund le emozioni sono state ben altre, credetemi…death metal (anche melodico a tratti…) che emana emozioni da ogni nota su CD come dal vivo.
Ecco dove sta la vera capacità di un gruppo metal! Saper dare emozioni anche sul palco! Coinvolgere emotivamente….e non solo fisicamente con l’headbanging sfrenato dei kids.
A sentire “Apocalypse” mi è venuta la pelle d’oca e ogni volta che Peter lanciava una delle sue lancinanti urla era come discendere agli inferi, sbattere di colpo e poi tornar a galleggiare in un mare infuocato.
Sulle note di “Roswell 47” era come essere tutti sulla nave aliena prigioniera degli hangar americani.
Esagero? Beh, chi di voi ha visto il concerto? Ditemi cosa ne pensate…..sentiamo, apriamo un dibattito.
La cronaca della serata potrete meglio leggerla sui magazine specializzati ma sappiate, in tutta sincerità, che l’altra sera a Mailand il vero protagonista è stato Peter Tagtreen che ancora una volta, con umiltà, ha regalato ai fans un grande show di vero “MetaL”.
Il resto era music business che non è riuscito a mantenere le promesse fatte.
A questa stregua i poco più che ventenni Norther (gruppo fotocopia di Children of Bodom) hanno suonato divinamente…il che è tutto dire!
Roberto




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