Tra i numerosi articoli approvati nel Ddl costituzionale sulle riforme, i "Parlamentini" sovra-regionali
Con le Assemblee tra le Regioni un altolà al centralismo romano
Bossi: impediranno allo Stato di risucchiare le competenze condivise con le Regioni
Umberto Bossi è soddisfatto per l'arrivo, grazie a un emendamento del relatore al Ddl costituzionale sulle riforme, Francesco D'Onofrio, delle assemblee di coordinamento delle autonomie. Si tratta di parlamentini sovra-regionali che hanno il compito di esprimere pareri consultivi al Senato. «È evidente che questi organismi avranno un forte potere di pressione politica ed impediranno al potere centrale di Roma di "risucchiare" le competenze condivise con le Regioni». Secondo Bossi la riforma del Titolo V della Costituzione avrebbe dovuto con maggiore chiarezza definire le materie attribuite esclusivamente alle Regioni. A margine dei lavori della Commissione Affari Costituzionali i giornalisti hanno chiesto al ministro se alla fine ringrazierà Berlusconi per l'approvazione della legge che contiene anche norme sulle regioni e sul federalismo. «Che c'entra - ha risposto Bossi - dire grazie a Berlusconi. Se non c'è la risposta del Parlamento alle richieste del Paese, è evidente che risponde la gente manifestando nelle piazze. Berlusconi sa che se i problemi non si risolvono con le riforme alla fine escono fuori».
Il leader del Carroccio ha sottolineato che avrebbe voluto un Senato federale molto più forte, con la presenza, per esempio, dei presidenti delle giunte. «Ma bisogna essere realisti. Si tratta di persone che hanno un potere enorme di fronte a quello dei semplici senatori. Così Palazzo Madama rischierebbe di diventare un Vietnam».




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