Visualizzazione Stampabile
-
Una domanda che può essere anche più interessante del credere o meno in Dio: quale mezzo credete che l'uomo debba/possa utilizzare per convincersi della sua esistenza/inesistenza?
Io (che in questo periodo della mia vita sono più propenso al no che al sì) finora ho speculato tra me e me su queste strade: quella cosmologica-meccanicistica della tradizione tomista (Dio come causa immota dell'universo in moto), quella teleologica (l'esistenza di Dio viene ad essere supposta e resa probabile da un eventuale ordine finalistico che l'uomo coglie nella natura e che lo porta ad intuire l'esistenza di una disposizione non casuale delle cose), e quella - chiamiamola così - "psicologica" (postulando l'esistenza dell'anima, non posso non riconoscere una dicotomia tra fisicità/immaterialità che mi porta inevitabilmente a Dio).
-
Bè...da come la vedo io nel Cattolicesimo c'è una componente "nuova" rispetto alle religioni del passato che sta nel fatto che la divinità dichiari apertamente che quel che ti promette per certo è unicamente nell'aldilà...per la quale chiedere a Dio cose terrene sarebbe una scemenza..
=======
adottata quando gli scettici superarono quelli che ancora credevano che gli dei potessero o volessero influire sulle cose terrene ....
per continuare a mantenere in vita una gerarchia di potere decisero di inventarsi paradiso e poi inferno e purgatorio ..... cose apprezzabili ma mai dimostrabilli ...... e quindi mai smentibili....:rolleyes:
-
Citazione:
In origine postato da Mr2
Una domanda che può essere anche più interessante del credere o meno in Dio: quale mezzo credete che l'uomo debba/possa utilizzare per convincersi della sua esistenza/inesistenza?
Io (che in questo periodo della mia vita sono più propenso al no che al sì) finora ho speculato tra me e me su queste strade: quella cosmologica-meccanicistica della tradizione tomista (Dio come causa immota dell'universo in moto), quella teleologica (l'esistenza di Dio viene ad essere supposta e resa probabile da un eventuale ordine finalistico che l'uomo coglie nella natura e che lo porta ad intuire l'esistenza di una disposizione non casuale delle cose), e quella - chiamiamola così - "psicologica" (postulando l'esistenza dell'anima, non posso non riconoscere una dicotomia tra fisicità/immaterialità che mi porta inevitabilmente a Dio).
Mi sembra che nessuna di queste "speculazioni" possa portarti alla convinzione certa e inconfutabile dell'esistenza di un'entità superiore a tutto l'universo chiamata da noi "Dio". Non la prima, assurda, che lo vedrebbe come un burattinaio che gioca con le stelle, le forze della natura e, ahimé, anche con il piccolissimo uomo. Non la seconda, perché in realtà l'ordine delle cose è solo derivato da una evoluzione casuale della materia e le leggi che noi ne ricaviamo sono non il fine ma il risultato di un disporsi delle cose come in un mosaico, in cui ognuna occupa lo spazio che riesce ad occupare in base alle sue caratteristiche. Un esempio terra-terra. Tutti conoscono la bellissima roccia che è il granito. Essa è composta da minerali feldspati, miche e quarzo. Bene, poiché le caratteristiche (condizioni di pressione-temperatura) dei feldspati e delle miche producono una solidificazione degli stessi prima degli altri, essi si segregano dal resto della massa magmatica e d occupano il loro posto, assumendo la forma cristallina propria, visto che hanno spazio. Il quarzo, che solidifica per ultimo, va ad occupare gli spazi lasciati vuoti dai feldspati e dalle miche e non può assumere aspetto cristallino, ma rimane amorfo. Quindi nessuna finalità siste in natura, neanche nella natura vivente che vive esclusivamente per riprodursi.
Non la terza, perché parte dal presupposto che noi abbiamo un'anima, il che è già tutto da dimostrare, in quanto è vero che abbiamo delle doti, diciamo così invisibili ed impalpabili, ma queste non sopravvivono alla morte della carne, anzi a volte l'anticipano.
L'unica cosa che l'uomo può fare, con la sua intelligenza, è far funzionare la ragione e trarre le conseguenze delle scoperte scientifiche e dell'osservazione del mondo che ci circonda. Secondo tale prassi, che capisco insufficiente, ma senza alternative, non si arriva a dimostrare l'esistenza di alcun Dio, anzi ci si allontana sempre più da un'ipotesi del genere.