Potrebbero essere 13 le persone morte in Vietnam. Le autorità di Hanoi vietano il trasporto di animali. A Taipei eliminati 20mila capi. Controlli anche in Giappone



Il bilancio non è chiaro: tre o tredici vittime. Resta il fatto che l'influenza dei polli continua a terrorizzare i Paesi asiatici e secondo gli esperti potrebbe trasformarsi in un'epidemia persino più grave della Sars.
Il Vietnam, secondo alcune fonti, sarebbe stato costretto a rivedere al rialzo il numero dei morti. Le autorità di Hanoi non avrebbero più dubbi sul fatto che le 13 persone uccise nelle ultime settimane da una grave malattia respiratoria siano rimaste vittima del virus che colpisce i volatili. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), comunque, il numero di casi umani confermati resta fermo a tre: «Succede spesso che all'inizio di un'epidemia molte persone con sintomi che sembrano corrispondere alla definizione della malattia siano sospettati di averla contratta - ha spiegato da Ginevra il responsabile dell'informazione per l'Oms Dick Thomson -. Poi però esami ulteriori li escludono poi dalla lista dei casi effettivi. Per questo parliamo solo dei casi confermati». In ogni caso, secondo l'Oms, «questo tipo di epidemie è molto preoccupante e deve essere seguito da vicino».
Anche la Fao (l'Organizzazione dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura) ha manifestato «grande preoccupazione» per il diffondersi della malattia.
L'Influenza Aviaria - precisa la Fao - è una malattia molto seria che colpisce il pollame, soprattutto le galline e le anatre. Si sono verificate epidemie ad Hong Kong nel 1997/98, in Olanda e nella Corea del Sud nel 2003. Il serbatoio virale è rappresentato dagli uccelli selvatici e non c'è modo di controllarlo. La malattia causa enormi perdite economiche per l'alta mortalità animale che provoca e per il costo delle misure di controllo.
Raramente colpisce l'uomo. Per essere contagiati è necessario un contatto diretto tra l'uomo e l'animale contagiato. Ora i test sono ora mirati a verificare se il virus possa essere trasmesso anche tra gli uomini o soltanto - come si è ritenuto fino ad ora - dal contatto con escrementi di volatili infetti.
In Vietnam, Corea del Sud e Giappone, la malattia ha ucciso milioni di polli. Le autorità di Hanoi hanno vietato il trasporto di pollame tra le 18 province meridionali del Paese. La Cina ha proibito l'importazione da tutti i Paesi colpiti dall'epidemia.
Il governo di Taiwan ha annunciato che ventimila polli verranno uccisi. Singapore ha imposto l'embargo al pollame intero dalla Thailandia. Il Giappone ha messo sotto controllo gli uccelli migratori per verificare se il ritorno dell'influenza nell'arcipelago sia avvenuto dal cielo anziché dall'importazione di animali da allevamento.
Invece, l'Unione Europea, al momento, non ritiene di dover adottare misure di protezione perché, ha spiegato il portavoce del commissario europeo per la Sanità David Byrne, «non importa pollame da Cina, Giappone, Corea del Sud e Vietnam. L'unico Paese asiatico da cui l'Unione acquista pollame è la Thailandia».

Da Pechino (A.E.)
l'Avvenire 16 01 04