dal quotidiano IL GIORNALE
" il Giornale del 15/01/2004
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Sull'Unità l'ultimo travaglio di D'Alema
Il giornalista accusa i «consiglieri» dell'ex premier: a Palazzo Chigi si sono arricchiti. E loro querelano
Luca Telese
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Sembrava il rotolio di un macigno, sta diventando una piccola valanga. L'ormai guerra senza quartiere tra il più noto dei giornalisti di area girotondina - Marco Travaglio - e l'ala riformista dei Ds con in testa due dirigenti del calibro di LiviaTurco e Gianni Cuperlo (senza dimenticare un'editorialista storico de l'Unità come Pasquale Cascella). proprio nel momento in cui qualcuno si illudeva che la bocciatura del referendum di Antonio Di Pietro potesse ridurre il rischio di "scissione" a sinistra, un nuovo caso divide in modo lacerante la Quercia. Le ultime novità sono dirompenti. Travaglio non solo non si rimangia nulla, ma continua a sparare le sue domande: "Vorrei sapere cosa dicono questi signori dell'ingegner Colaninno, che fu definito capitano coraggioso, e che oggi è inquisito per falso in bilancio; vorrei sapere cosa pensano dei responsabili della "Missione Arcobaleno", un'altra invenzione di Palazzo Chigi, oggi inquisiti proprio per la gestione di quegli aiuti; vorrei capire cosa pensano dell'inchiesta sulla banca del Salento, in corso a Trani". Già. Il fatto è che mentre il giornalista continua a tenere il punto, i dalemiani pensano di querelarlo per una sua frase sui "consiglieri del prinicipe".
Ma ecco il riassunto delle puntate precedenti: al centro della querelle in un primo momento - c'era solo la prima fase incriminata, quella pronunciata da Travaglio all'assemblea girotondina, su quelli che ai tempi del governo di Massimo D'Alema "entrarono a Palazzo Chigi con le pezze al culo e uscirono miliardari". Poi i fendenti si sono susseguiti senza esclusione di colpi. L'altro ieri, su l'Unità, siera indignata Livia Turco: "Caro direttore, ho letto con grande stupore e profonda indignazione quanto affermato da Marco Travaglio". E poi, durissima: "Travaglio è solito ergersi a paladino della questione morale. Mi consenta di dirgli che considero quella espressione profondamente immmorale". Il giornalista aveva replicato a margine: "Nel mio intervento non ho fatto riferimento a nessun ministro, ho semplicemente posto delle domande. Una riguardava una celebre frase di Guido Rossi, ex presidente della Consob e ora presidente di libertà & Giustizia che defini' palazzo Chigi l'unica Merchant Bank dove non si parla inglese. Un'altra riguardava certi personaggi, imprenditori o presunti tali, che trassero notevoli giovamenti da quella stagione. Lecitamente, mi auguro e credo, fino a prova contraria". Ieri il tutto è deflagrato. Perché su Il Foglio, Travaglio aggiungeva: "Vorrei sapere dei consiglieri del principe che hanno fatto fortuna in quegli anni". Mentre nella stessa giornata due "consiglieri" di D'Alema - Cuperlo e Cascella - scrivevano al giornale di cui Travaglio è uno dei principali opinionisti: "Noi che siamo stati collaboratori in quel momento a Palazzo Chigi riteniamo che ci sia un limite alla volgarità. Travaglio muove accuse a qualcuno? A chi? Di che parla? Se sì abbia il coraggio di dirlo". La risposta del giornalista sono le "domande" che avete letto in testa a quest'articolo. Anche oggi Travaglio torna all'attacco, stavolta contro Livia Turco, con una letterina a Il Foglio che riassume così: "Dice che io ho fatto vincere Berlusconi?
Il Cavaliere mi ha sommerso di querele. Mentre lei, presunta spina nel fianco, è sempre ospite delle reti Mediaset". Sta di fatto che la replica che gli uomini di D'Alema hanno preparato è altrettanto clamorosa: una querela civile fondata sulla frase dei "consiglieri". Perché - secondo l'argomentazione studiata dai diessini - quello del consigliere non è un ruolo generico, ma una precisa funzione professionale, individuata con queste parole nel decreto di nomina. Dire "consiglieri", quindi, è come dire Gianni Cuperlo, Claudio Velardi, Nicola La Torre o Pasquale Cascella. Ieri la Velina rossa dalemiana adombrava ben 14,1 più: "Come si fa a fare la lista unitaria con chi ti insulta? L ora di chiarire i rapporti tra i Ds e il loro giornale". Un bel tourbillon, a cui si aggiungeva la polemica di Di Pietro con il presidente del Senato: "La sua visita ad Hammamet non è dignitosa - ha attaccato l'ex Pm - non è un buon esempio per le giovani generazioni". Invece che avvicinarsi, le anime della sinistra, sembrano sull'orlo della frattura irreparabile. "
saluti liberali
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saluti liberali
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