Nel maggio dello scorso anno l’Oms annunciò di aver trovato tracce di un virus che provoca la Sars nello zimbetto, un piccolo mammifero carnivoro diffuso nel sud est, in zone dell’Africa e in parte del sud Europa, la cui carne è molto apprezzata dalla cucina tradizionale cinese e le cui secrezioni ghiandolari sono molto ricercate in profumeria. Lo zibetto ha l’aspetto di un grosso gatto tarchiato dalle zampe corte e nere, pelliccia di colore grigiastro cosparsa di macchie scure, righe nere sul collo e con una caratteristica cresta nera. Secondo i ricercatori è impossibile stabilire se gli zibetti abbiano trasmesso il virus all’uomo o se sia accaduto il contrario. La cosa certa è che il virus esiste al di fuori dell’ospite umano. Ed è probabile che gli zibetti, serbatoi naturali della Sars, abbiano veicolato enormi quantità di virus attraverso le loro feci e le loro secrezioni respiratorie. Non è ancora accertato se la trasmissione del virus sia possibile da animale ad animale. In caso affermativo si potrebbe ipotizzare che gli zibetti abbiano potuto contrarre il virus da prede infette. A scopo precauzionale, comunque, il governo cinese ha vietato da alcuni mesi il commercio di questi animali.
Il Mattino
6 01 04




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