Nulla.
Lorenzo Mozzi, presidente del Movimento Consumatori
ritiene che il governo avrebbe dovuto intervenire prima
"Ormai è troppo tardi
I prezzi non scenderanno"
di LUCIO CILLIS
ROMA - È pessimista, Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori. I balzi verso l'alto dei prezzi, soprattutto quelli di frutta e ortaggi, sono figli della "mancata vigilanza del governo, che in due anni, dall'avvento dell'euro, non ha fatto nulla per impedire questa escalation".
Miozzi, qualcosa, forse, si può ancora fare...
"Difficile, vista la situazione. Un primo passo avanti si potrebbe fare autorizzando nei mercati rionali maggiore spazio alla vendita diretta dei coltivatori. Ma non basta. Abbiamo chiesto più volte all'esecutivo e ai ministri competenti di intervenire, di monitorare i rincari sospetti nei mercati. Oggi, guardando i dati dell'Ismea, vediamo incrementi impensabili ai tempi della lira. Bastava vigilare allora, due anni fa, seguire passo dopo passo l'evoluzione dei listini, intervenire subito. L'unico tentativo l'ha fatto il ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno che nel 2002, vista l'impennata di alcuni prezzi dell'ortofrutta ha voluto dei controlli nei mercati. Bene, nel giro di due giorni quei listini "impazziti" sono rientrati nella norma. Bisognava insistere".
A ottobre il governo aveva avviato una serie di riunioni con le parti sociali, sui prezzi. Che fine hanno fatto?
"Non chiedetelo alle associazioni dei consumatori. Noi abbiamo incontrato in quell'occasione mezzo governo, dal vicepremier Gianfranco Fini al sottosegretario Gianni Letta. A quel tavolo non sono seguiti né fatti né nuove convocazioni. Ora non si torna più indietro: i prezzi resteranno purtroppo ancorati ai livelli attuali. È infatti difficile credere che i commercianti vogliano innestare la "retromarcia". Ormai, anche i produttori e i grossisti hanno capito: i passaggi di mano dei prodotti oltre ad essere troppi, fanno sì che i ricarichi diventino insostenibili per buona parte delle famiglie. Ecco perché i consumi sono e resteranno ai livelli più bassi degli ultimi anni e i prezzi, purtroppo, non torneranno indietro".
(26 gennaio 2004)
I dati Ismea sui prodotti dell'ortofrutta al dettaglio
Il confronto tra 2 settimane di gennaio 2004 e con l'anno scorso
Carciofi, patate, peperoni
in un anno, prezzi alle stelle
di LUCIO CILLIS
ROMA - Carciofi più 72,5 per cento in un anno, peperoni più 48, patate più 44. Secondo l'osservatorio sui prezzi dell'Ismea - istituto che raccoglie i dati provenienti dalla filiera ortofrutticola italiana dalla produzione al dettaglio - i prezzi pagati dalle famiglie per i principali prodotti freschi nella seconda settimana di gennaio hanno accanto il segno più rispetto alla stessa settimana dell'anno scorso. In media il paniere di ortaggi e verdure (composto da carciofi, carote, cavolfiori, cipolle, finocchi, radicchio, lattuga, melanzane, patate, peperoni, pomodori, spinaci e zucchine) ha subìto (gennaio 2004 su gennaio 2003), un ritocco verso l'alto del 9,4%. Un dato ancora una vlta preoccupante. Nelle prossime settimane saremo in grado di continuare a verificarlo. Con questo articolo e con le relative tabelle, Repubblica.it dà vita a uno speciale "Prezzi e consumi" che verrà aggiornato ogni sette giorni sempre a partire dai dati Ismea.
Secondo l'analisi settimanale dell'Ismea, l'incremento è stato dell'11% nei super e negli ipermercati e addirittura dell'11,7% negli altri canali distributivi. Per l'ortofrutta, le variazioni più forti sono segnalate nei mercati della Lombardia, dove i carciofi hanno subìto aumenti a tre cifre: +158% rispetto al gennaio 2003 (quasi un euro al chilo il prezzo finale). A Milano, ad esempio, il prezzo dei carciofi al dettaglio è salito di due volte rispetto ad un anno fa. A Roma, invece, incrementi del 40% per le melanzane. Sul fronte frutta, variazioni più contenute: la media vede rincari del 14,2% (a 2,17 euro al chilo) per i kiwi, del 7,7 per il limoni, del 7,2 per le pere, del 3,1 per le mele con due segni meno per le clementine (-3,2%) e i mandarini (-7%). A Milano rincari del 23,5% rispetto a metà gennaio 2003 per le pere mentre a Roma va registrato il crollo del prezzo dei mandarini del 45% (a 1 euro al chilo).
A dicembre 2003, rispetto allo stesso mese del 2002, infine, i prezzi all'origine degli ortaggi freschi sono schizzati verso l'alto del 27,5% contro una crescita molto più contenuta per i prezzi all'ingrosso (+6,4%) e al dettaglio (+5,6%). Una tendenza che se confermata rischia di riaprire il capitolo aumenti al dettaglio.
(26 gennaio 2004)
"Berlusconi ha favorito la Confindustria, ma anche le assicurazioni, l'Abi e l'Ania, che hanno potuto fare cartelli indisturbati". In un'intervista alla STAMPA il presidente della Confcommercio, Sergio Billé commenta lo sciopero dei consumatori di ieri sottolineando che "non è affatto paradossale che sia rivolto contro Berlusconi che ha costruito la sua fortuna sullo sviluppo dei consumi". "Contro chi e dove - dice Billé - è stato usato il piccone? Cosa ha fatto il governo contro il cartello delle assicurazioni? Garantito il pieno deli aumenti alle compagnie, ha strappato un blocco delle tariffe di cui mancano le prove". Sull'effetto euro Billé ribadisce: "Non contesto l'euro. Indico le cause dell'inflazione" e continua a proposito delle tariffe dei servizi di pubblica utilità, "Cosa ci stanno a fare un governo e un ministro delle Attvità produttive se non trattano per problemi così importanti con gli enti locali?". In un'intervista al MATTINO il leader della Confcommercio ritorna sulla protesta dei consumatori: "I consumatori hanno ragione a essere incavolati. Peraltro il loro sciopero è legittimo perché colpisce un bersaglio sbagliato. Prendersela contro i commercianti vuol dire aver sbagliato indirizzo e destinatario". (ANSA).
08/10/2003
Consumatori indipendenti: il Governo consideri prioritario il caro prezzi
“È ora che il Governo consideri prioritario il caro prezzi e agisca di conseguenza”. Questo il commento di Consumatori Indipendenti nelle parole del presidente del Movimento Consumatori, Lorenzo Miozzi, in occasione dell’incontro odierno del Comitato Tecnico dei Prezzi presso il Ministero delle Attività Produttive. “Va bene l’istituzione di una commissione tecnica di verifica sul prezzo della benzina e la realizzazione di indagini specifiche sul costo della vita in relazione alle fasce di reddito, ma è ora che il Governo attui interventi decisi, non più rinviabili”. In una nota, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori ricordano le proposte avanzate nella giornata odierna al Governo: a) accertamenti fiscali sugli operatori commerciali che effettuano aumenti dei prezzi non giustificati; b) recuperare alle prerogative del Governo nazionale gli interventi sul settore del commercio: maggiore liberalizzazione delle licenze per una maggiore concorrenza nella distribuzione; attuare la legge di riforma del commercio; c) contenimento delle tariffe dei servizi nell’ambito dell’inflazione programmata e blocco temporaneo delle tariffe professionali; d) riforma del “price cap” e presenza delle Associazioni dei consumatori nella elencazione degli standard e nella verifica dei risultati raggiunti; e) intervento sull’Unione Petrolifera perché renda noti i meccanismi di determinazione del prezzo dei carburanti e riduzione dell’aliquota IVA al 10% sul gas metano; f) rinegoziazione dei mutui agevolati che oggi, con onere a carico dello Stato, sono soggetti da un interesse passivo del 12,61% - addirittura 6 punti sopra il tasso d’usura – e che pesano alle casse pubbliche per circa 500.000.000 di euro; g) Favorire accordi tra le associazioni di categoria e quelle dei consumatori sul contenimento dei prezzi e garantire che le risorse previste dall’art. 23, comma 2 del D.L. 30.09.2003 n. 269, vengano indirizzate al Comitato Tecnico dei Prezzi presso il Ministero delle Attività Produttive, al fine di concertare le iniziative con le azioni attivate da Comuni e Camere di Commercio.




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