Il Brasile di Lula, analogamente a quanto è predisposto per i cittadini brasiliani che entrano negli States, ha introdotto misure restrittive per ragioni di sicurezza legate al terrorimo internazionale.
Così, per tutti gli stranieri che entrano nel paese carioca, yankees compresi, è prevista una foto identificativa e la registrazione delle impronte in formato digitale.
E' soltanto un piccolo episodio, ma significativo, di cosa significa dignità e sovranità nazionale.
In Italia, invece, gli americani possono ancora girare con automezzi targati "AFI", a sessant'anni dalla "liberazione", possono impedire l'ingresso dei nostri carabinieri dentro le loro basi militari, possono scaricare sul nostro suolo ordigni difettosi o obsoleti, anche radioattivi e nessuno osa protestare.
Col governo Berlusconi o con l'Ulivo il risultato non cambia, siamo destinati a ricoprire ancora per molto il ruolo di colonia atlantica.
Mentre il presidente operaio Lula tratta da pari con gli americani, il presidente operaio Berlusconi ubbidisce servilmente al "padrone" Bush.




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