Considerate l'Italia una democrazia nei fatti o solo nelle parole?
Io ho fatto le seguenti considerazioni:
1) gli elettori non hanno (nemmeno quando sono tesserati a partiti) il diritto di scegliere i candidati alle cariche pubbliche: vengono scelti dalle segreterie, che così mantengono nei confronti degli stessi un enorme potere di ricatto
2) gli elettori votano per i candidati che sono stati sottoposti loro: vero che c'è varietà di liste, ma poche le differenze col listone fascista. L'elettore può solo dire si o no.
3) una volta così eletti, i rappresentanti devono la loro elezione più a chi li ha candidati, che non a chi li ha eletti. Questo comporta che bastano vertici di 3\4 leader di partito per decidere l'approvazione o meno di provvedimenti. I rappresentanti eletti eseguono acriticamente, temendo la non-ricandidatura.
4) il fatto che il potere esecutivo abbia un rapporto fiduciario con i rappresentanti, vincola questi a "obbedirgli" quando c'è il ricatto del voto di fiducia..per la serie "o date l'assenso anche se non siete d'accordo o si va alle elezioni e non sarete ricandidati".
trovo più democratico un sistema in cui:
1) i partiti siano solo strumenti per la scelta dei candidati
2) tutti i cittadini partecipino a questa scelta
3) si voti la persona, responsabile del programma che presenta
4) sia il legislativo che l'esecutivo dipendano dagli elettori.
voi cosa ne pensate...?




Rispondi Citando
)...può valere ancora ancora per un contesto limitato come quello di un paesello...mentre in realtà più grandi già il "voto alla persona" non vale più perchè significa di fatto dare carta bianca a quel soggetto senza vincolarlo ad un "programma"...il "voto alla persona" è una scelta fortemente fideistica ed irrazionale...già votare un amico senza chiedergli il programma perchè pensi che "è una brava persona" è un pò irrazionale, però ha comunque
