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    Predefinito Banca del Mezzogiorno, pronto il ddl per lo sviluppo del Sud

    Prevista un'alleanza con Poste italiane
    Roma, 12 ott (Velino) - Una legge che avrà “l’obiettivo di contribuire al riequilibrio economico del territorio nazionale attraverso lo sviluppo del credito nel Mezzogiorno” e che mira “ad aumentare la capacità di offerta del sistema bancario e finanziario” del Meridione e “a sostenere le iniziative imprenditoriali maggiormente meritevoli di credito, incidendo sui costi di approvvigionamento delle risorse finanziarie necessarie agli investimenti”. Queste le linee guida del ddl che sarà discusso nel preconsiglio dei ministri di domani (e probabilmente varato giovedì), di cui la rubrica “2+2” del Foglio.it pubblica la bozza. Un disegno di legge snello, composto di soli cinque articoli, che prevede – questa è la novità – l’emissione di bond che dovrebbero garantire il necessario sostegno finanziario alle iniziative imprenditoriali destinate al Sud del paese. Si tratta di obbligazioni o strumenti finanziari con scadenza a 18 mesi che potranno essere emessi da qualsiasi istituto di credito o finanziario. Sugli interessi di questi titoli, si legge nella bozza, si applicherà "una aliquota di favore nella misura del cinque per cento". Il monitoraggio sugli impieghi attivati sarà garantito per cinque anni dalla stessa Banca del Mezzogiorno che potrà altresì acquisire dalle banche aderenti mutui a medio-lungo termine di piccole e medie imprese.

    Si precisa inoltre che verrà istituito un Comitato promotore della Banca del Mezzogiorno “composto da un massimo di quindici membri nominati dal presidente del Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Economia e delle finanze, anche in rappresentanza delle categorie economiche e sociali, di cui almeno cinque espressione di soggetti bancari e finanziari con sede legale in una delle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia) e uno di Poste Italiane s.p.a.”. Il Comitato promotore sarà costituito “senza oneri per la finanza pubblica”. Lo Stato “assumerà il ruolo di socio fondatore con l’obiettivo di avviare l’iniziativa e favorire l’aggregazione di una maggioranza rappresentata da soggetti privati”. In ogni caso, entro cinque anni, l’intera partecipazione posseduta dallo Stato, salvo un’azione, sarà redistribuita fra i soci privati”. Potranno partecipare al capitale della banca, “istituti di credito operanti nel mezzogiorno, imprenditori o associazioni di imprenditori, società a partecipazione pubblica nonché altri soggetti che condividano le finalità della banca”.

    I progetti del ministero dell’Economia per il Sud non intaccheranno comunque i piani federalisti previsti per l’intero paese, come ha ribadito nella giornata di oggi Giulio Tremonti: “Il federalismo fiscale è fondamentale per una vita e un sistema più civile per tutti. Metà del governo del paese è fuori dal principio democratico del no taxation without representation. Non è più possibile andare avanti con metà della spesa pubblica fatta da soggetti non responsabili né democraticamente verso i cittadini, né moralmente”.

    il VELINO Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale | Leggi l'articolo

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Banca del Mezzogiorno, pronto il ddl per lo sviluppo del Sud

    Tremonti: «Troppo concentrato il mercato delle banche»

    «Il sistema bancario italiano è troppo asimmetrico» rispetto a quello industriale, composto da tante piccole e medie imprese. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, punta il dito contro le banche colpevoli, a suo dire, di essere «troppo» distanti «dal territorio».
    «In Italia il 90-95% del Pil viene da imprese con meno di quindici addetti», mentre «c'è una concentrazione del 30% del mercato in due grandi banche», spiega Tremonti nel corso di un convegno sulle Pmi.
    In effetti Intesa Sanpaolo, in particolare, possiede in Italia circa 6.000 sportelli (oltre a 2.000 all'estero) sul totale dei quasi 35.000 sportelli bancari italiani, e una quota di mercato del 17% e 18% nei crediti e nei depositi con la clientela. Unicredit, invece, può contare su oltre 4.700 filiali nel nostro Paese (10.000 comprese le filiali all'estero). Piazza Cordusio e Cà de Sass sono seguite a distanza da un gruppo formato da Mps, Banco Popolare e Ubi con una quota di circa il 20%. I primi cinque gruppi italiani raggiungono così complessivamente oltre il 50%.

    Il ministro, che rileva come in altri Paesi ci sia, invece, una chiara simmetria tra grandi banche e grandi industrie, sostiene quindi come il Governo abbia cercato di mettere a disposizione delle imprese «quanto più risorse possibili». In tal senso Tremonti cita la moratoria sui crediti che «funziona ma che certo - afferma - va definita meglio», a seconda delle singole situazioni.

    Per il responsabile del dicastero di via XX Settembre non funziona, invece, il canale «dei finanziamenti della Sace e dalla Cassa depositi e prestiti all'economia». Per questo ci vuole la collaborazione delle banche e, a riguardo, Tremonti plaude alle «piccole che stanno facendo molto bene: io credo - argomenta - che sia fondamentale un miglior rapporto con il territorio».
    A proposito di istituti di credito, Tremonti, in una conferenza stampa successiva al direttivo di Assolombarda, parlando dei bond governativi e della crisi economico-finanziaria, cita le vecchie cosidette "banche di interesse nazionale", a controllo pubblico (Banca commerciale italiana, Banco di Roma, Credito Italiano, ndr.): «Una volta c'erano le Bin, che magari avrebbero fatto diversamente, e mi sembrava andassero molto bene», dice.
    Ma dal ministro arriva anche un forte richiamo al federalismo fiscale, che «è fondamentale per una vita e un sistema più civile per tutti», anche perché l'Italia è l'unico Paese che non lo ha e «ha tutto centralizzato». Si tratta del «punto centrale», e il fatto che in Italia non ci sia è «l'elemento che caratterizza in negativo la finanza pubblica».

    Giovedì in Consiglio dei ministri il progetto della Banca del Mezzogiorno. Il progetto Tremonti per l'istituzione della Banca del Sud, o meglio Banca del Mezzogiorno (così è indicata nel provvedimento) sarà portato all'esame del Consiglio dei ministri di giovedì. Martedì i tecnici dei ministeri lo esamineranno in sede di pre-Consiglio. Bond per finanziare progetti di sviluppo e coinvolgimento della rete delle Poste, sono i punti salienti dell'articolato che al Cdm di venerdì scorso ha suscitato una accesa discussione tanto da essere rinviato. Non è piaciuto a diversi membri dell'esecutivo il metodo utilizzato da Giulio Tremonti, di presentare il provvedimento pronto senza averlo discusso preliminarmente. Ma anche il merito avrebbe suscitato perplessità. Concepire la Banca del Mezzogiorno, sarebbe stata l'obiezione dei ministri per gli Affari regionali e dell'Ambiente, Raffaele Fitto e Stefania Prestigiacomo, slegata da un piano complessivo di sviluppo per il Sud, non porterebbe ai risultati sperati. E il piano per il Sud non sarà pronto, a quanto si apprende, prima di qualche mese. E' il ministro per lo sviluppo Claudio Scajola che ci sta lavorando, ma anche gli altri dicasteri chiedono di essere interpellati.
    Da parte sua Giulio Tremonti invita a tenere separate le considerazioni sulla Banca del Mezzogiorno, prevista già nel decreto 112 del 2008 (la manovra estiva), da quelle sul piano per il Sud. Il nuovo istituto finanziario è di diritto privato, può contare su un apporto di fondi pubblici (così prevede il decreto 112) di 5 milioni di euro che entro 5 anni dall'operatività della banca é restituito allo Stato. La principale novità è costituita dai bond-Sud, speciali titoli con scadenza non inferiore a 18 mesi e fiscalmente agevolati, che saranno emessi per finanziare i progetti di investimento a medio e lungo termine delle piccole e medie imprese. Sugli interessi si pagherà un'aliquta del 5%, anziché del 12,50% a patto che i sottoscrittori non li cedano prima di 12 mesi dall'acquisto. La Banca del Mezzogiorno potrà contare sugli sportelli delle banche di credito cooperativo e sulla rete delle Poste, la più estesa sul territorio.


    Tremonti: «Troppo concentrato il mercato delle banche» - Il Sole 24 ORE

  3. #3
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    Predefinito Rif: Banca del Mezzogiorno, pronto il ddl per lo sviluppo del Sud


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    Predefinito Rif: Banca del Mezzogiorno, pronto il ddl per lo sviluppo del Sud

    Al governo dico: un errore la banca del Sud

    Il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia si è espressa a favore di una «banca del Sud» a condizione che non sia un carrozzone. Sono d’accordo e pertanto affermo che la banca del Sud, proposta dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che la presenta oggi in Consiglio dei ministri, non s’ha da fare, perché è predestinata a essere un carrozzone. Infatti, come Luigi Einaudi scrisse, quando si discuteva di banche cattoliche o laiche, le banche debbono essere «senza aggettivi». Intendendo con ciò che la banca deve fare la banca e non essere condizionata da fattori che la sviano dalle sue funzioni. La banca del Sud, realizzata con la regia delle Poste italiane, non nascerebbe dai privati da soli (se ci fosse un motivo economico, l’avrebbero già fatta per loro conto), ma dallo Stato come madre e come balia, tramite soldi pubblici. Ciò in combinazione con banche private, dando luogo a un ibrido.
    In astratto si può supporre che lo Stato sia una immacolata creatura che, facendo nascere la banca del Sud con soldi pubblici e soldi privati, si asterrebbe dallo scegliere chi debba essere il presidente della nuova banca e chi l’amministratore delegato. In concreto si intravede già la corsa dei vari esponenti meridionali a candidarsi a capo di questa banca. E se il presidente sarà pugliese o amico dei pugliesi, l’amministratore delegato dovrà essere siciliano o campano. E nel caso che prevalga, per tale carica, il campano, il direttore generale dovrà essere siciliano o viceversa.
    Bisognerebbe poi sistemare un sardo come vice presidente e un calabrese come vice direttore generale, salvo metter questi a capo del collegio sindacale. Resterebbe da piazzare un basilicatese. Potrebbe aspirare a fare il vice direttore generale, salvo che questo posto non sia rivendicato dal calabrese o dal sardo, in quanto più importante della presidenza del collegio sindacale dal punto di vista operativo e quindi clientelare. Ho usato la parola «clientelare» per tornare alla frase di Einaudi sulla banca senza aggettivi. Infatti questa parola vuol dire due cose: la clientela della banca è la clientela politico-elettorale, che, a sua, volta è tripartita. Infatti c’è la clientela bancaria delle imprese che riescono ad avere più credito a tassi migliori e ricambiano il favore con finanziamenti politici. C’è poi la clientela bancaria della gente minuta, che riesce a ottenere il mutuo per la casa a condizioni di favore o che va in rosso nella carta di credito ma la banca chiude un occhio. E infine c’è la clientela di quelli che aspirano al posto in banca e di quelli che quando sono stati assunti aspirano alla promozione, grazie all’appoggio dell’onorevole o del sindaco dello stesso partito, anzi dello stesso gruppo all’interno del partito. E di quelli che sperano d’essere trasferiti nella filiale del proprio paese, dove hanno la casa e la mamma anziana.
    E poi, oltre alla lottizzazione per regioni, la banca del Sud dovrà anche avere quella per partiti e correnti. Dati i tempi che corrono, certamente ci dovrà essere qualche intellettuale del Pd, che farà parte del consiglio di amministrazione come tecnico e che riceverà il compito di gestire le società affiliate alla banca, che svolgono compiti parabancari nel campo della previdenza integrativa, dei finanziamenti a medio termine e via ramificando. Tale ramificazione sarà necessaria anche perché nella maggioranza di governo ci sono tre anime e almeno due animelle. Ci sono gli ex di Forza Italia, quelli di An e quelli della Lega Nord, che nel Meridione viene ribattezzata Lega delle autonomie. E ci sono le animelle dell’Udeur di Mastella, che è specialmente importante in Campania e Calabria e della Dc di Rotondi.
    Ma supponiamo pure che questa nuova banca del Meridione sia poco lottizzata, non agisca con criteri clientelari, e non abbia personale in eccesso a differenza di quello che accadde al Banco di Napoli e di Sicilia, che sono state costrette a chiudere avendo i conti in profondo rosso. Come potrebbe praticare tassi più bassi delle altre banche operanti sul territorio e dare prestiti con minori garanzie? Come potrebbe farlo, se pagherà i prestiti che le vengono fatte dai depositanti e dai terzi a condizioni di mercato? Ci riuscirebbe solo se fosse più efficiente delle banche che già ci sono. Ma è assurdo supporlo, dato che essa dovrebbe competere con banche che già operano e che sono certamente più informate della situazione di chi comincia ad operare solo adesso. D’altra parte, come fa una «banca del Sud» a rispondere all’esigenza di collegamento con il Centro-Nord e a quella di internazionalizzazione, che sono essenziali per lo sviluppo del Meridione?
    Non si tratta di fare una «banca del Sud», ma di indurre le banche a operare di più e con più dinamismo nel Sud e a gestire meglio i fondi agevolati per il Meridione. E se si possono adoperare degli incentivi, per il credito nel Sud è meglio usarli per le banche già esistenti che per inventarsi una banca «con aggettivo». Anche nel governo, del resto, ci sono molte perplessità su questa iniziativa, e non solo tra i «nordisti».

    Il commento Al governo dico: un errore la banca del Sud - Interni - ilGiornale.it del 15-10-2009

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    Predefinito Rif: Banca del Mezzogiorno, pronto il ddl per lo sviluppo del Sud

    Nasce la «Banca del Mezzogiorno» Tremonti: «Non sarà un carrozzone» - Corriere della Sera

    Nasce la «Banca del Mezzogiorno»

    Tremonti: «Non sarà un carrozzone»

    Il governo vara un nuovo istituto di credito per il Sud. Acceso dibattito in consiglio dei ministri


    ROMA - «Si chiamerà Banca del Mezzogiorno» perché il nome Banca del Sud era già stato depositato. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, presentando in conferenza stampa a palazzo Chigi la nuova Banca per la cui istituzione è stato appena varato un ddl dal Consiglio dei ministri. «Il mezzogiorno è l'unica parte d'Italia senza banche proprie. C'erano, ma sono venute meno» ha detto Tremonti.

    ACCESO DIBATTITO - Il disegno di legge per l'istituzione della Banca del Sud è stato oggetto di un acceso dibattito in Consiglio dei ministri (Cdm). Secondo quanto si apprende, il provvedimento è stato duramente criticato sia dal ministro agli Affari regionali, Raffaele Fitto, sia dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Il ministro degli Affari regionali, in qualità di ministro concertante, ha contestato nel merito il provvedimento e ha chiesto di mettere a verbale le sue critiche. In particolare, il ministro Fitto sarebbe stato protagonista di un acceso scambio di battute con il titolare dell'Economia. Le divergenze sarebbero state appianate grazie all'invito alla coesione del premier Silvio Berlusconi. Sia Fitto che Prestigiacomo hanno quindi votato a favore del provvedimento. Ora il confronto si sposterà in Parlamento, dove potrebbero essere apportate alcune modifiche che tengano conto, almeno in parte, delle critiche dei "sudisti". Al tempo stesso, il Cdm ha affidato al ministro dello Sviluppo Claudio Scajola il compito di coordinare i ministri interessati al Piano per il Mezzogiorno. Soluzione che però sembrerebbe continuare a non convincere i ministri dissidenti.
    «Siamo d'accordo che la banca del mezzogiorno non esaurisce gli interventi che devono essere fatti. Molti ministri hanno posto l'accento sull'esigenza di un piano per il sud» ha detto Tremonti.

    TREMONTI - «È un po' come è stato in Francia il Credit Agricole, che nasce dal territorio ma poi confluisce in una struttura unica. La nuova banca servirà a finanziare le piccole e medie imprese », ha spiegato il ministro dell'Economia illustrando la nascente Banca del Mezzogiorno. «Il nostro modello è un po' quello, ma è un modello disegnato dallo Stato ma realizzato dai privati». Poi Tremonti ha sottolineato che «Lo Stato avrà il ruolo del socio promotore. Ma la Banca del Mezzogiorno non può diventare "un carrozzone" anche perchè l'Unione europea non lo consente. Ora - ha aggiunto Tremonti - anche resistenze preconcette su questa iniziativa vengono meno. In sede Abi e Confindustria c'è apprezzamento crescente».
    «È un ruolo da definire, stiamo studiando, ma un ruolo molto importante nella Banca del Mezzogiorno lo può avere Poste Spa» ha aggiunto ancora Tremonti che poi ha spiegato: «Lo Stato non avrà un ruolo nella Banca del Mezzogiorno. Ne sarà promotore, sottoscriverà una quota simbolica di minoranza, ma la scommessa è che la banca cammini con le sue gambe».
    Il ministro dell'Economia ha poi auspicato una discussione «intensa ma veloce» in Parlamento per giungere in tempi rapidi all'approvazione del ddl che istituisce la nuova banca.
    «La nostra dimensione territoriale è il territorio del Sud e quella imprenditoriale è la piccola e media impresa. Per il Sud è fondamentale che sul territorio ci siano assistenza e finanziamento all'impresa nella logica del piccolo e medio credito. È quello che ha fatto la fortuna del Nord, a partire dal Veneto» ha detto ancora il ministro dell'Economia. «La nostra logica è che i grandi numeri si fanno con i piccoli numeri. In questa banca non si parlerà inglese. La nostra logica, la nostra visione è quella dell'albergo che vuole ampliarsi, del Comune che vuole fare un centro congressi, dell'esercente di uno stabilimento balneare che vuole aprire una pizzeria» ha spiegato Tremonti. Per il quale ipotesi come quelle di una «Mediobanca del Sud» sono «robe che non hanno senso».


    15 ottobre 2009
    LOMBARDIA LIBERA IN LIBERA EUROPA

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    Thumbs down Rif: Banca del Mezzogiorno, pronto il ddl per lo sviluppo del Sud

    Brava Marcegaglia..L'itaglia ha conti pubblici insostenibili, secondo Bruxelles l'indebitamento itagliano è destinato a raggiungere nel 2010 il 116%...quindi, oltre mantenere tutti gli sctatali superflui, i falsi invalidi, le false penzioni, le inutili guardie forestali,l'infinita inutile assurda burocrazia e relativi addetti, ecc. ecc.,adesso vogliono elargire altri privilegi economici per l'eventuale banca del Zud? Poi perchè prevedono una tassazione diversa privilegiata rispetto alle altre banche esistenti?Ma l'itaglia non è unita, come sbandierano sempre? Dove vanno a prendere i danee? Quanto costerà al contribuente del nord, che è lunico che paga? E' inutile proseguire.

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    Predefinito Rif: Banca del Mezzogiorno, pronto il ddl per lo sviluppo del Sud

    Citazione Originariamente Scritto da luigina Visualizza Messaggio
    Brava Marcegaglia..L'itaglia ha conti pubblici insostenibili, secondo Bruxelles l'indebitamento itagliano è destinato a raggiungere nel 2010 il 116%...quindi, oltre mantenere tutti gli sctatali superflui, i falsi invalidi, le false penzioni, le inutili guardie forestali,l'infinita inutile assurda burocrazia e relativi addetti, ecc. ecc.,adesso vogliono elargire altri privilegi economici per l'eventuale banca del Zud? Poi perchè prevedono una tassazione diversa privilegiata rispetto alle altre banche esistenti?Ma l'itaglia non è unita, come sbandierano sempre? Dove vanno a prendere i danee? Quanto costerà al contribuente del nord, che è lunico che paga? E' inutile proseguire.
    quoto! l'e minga na carampana la sciora luigina! mai e poi mai i nostri e dico NOSTRI daneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee...MAI! i nostri daneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee un' si toccan! i daneee.. i dan... i dane..uff..che fatica.. da terun...vado a farmi na cassoeula con lo strutto e la mouse di cavalla e polenta così mi rifocillo i sensi..

    tutta colpa dei terroni!
    Ultima modifica di Ciro la cavalletta; 15-10-09 alle 17:03

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Ciro la cavalletta Visualizza Messaggio
    quoto! l'e minga na carampana la sciora luigina! mai e poi mai i nostri e dico NOSTRI daneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee...MAI! i nostri daneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee un' si toccan! i daneee.. i dan... i dane..uff..che fatica.. da terun...vado a farmi na cassoeula con lo strutto e la mouse di cavalla e polenta così mi rifocillo i sensi..

    tutta colpa dei terroni!


    ti tengo d' occhio
    Ultima modifica di Furlan; 15-10-09 alle 17:15

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    Predefinito Rif: Banca del Mezzogiorno, pronto il ddl per lo sviluppo del Sud

    Altri soldi alle famigghie politico mafiose.
    Fra tutti il ministero dell'amore era quello che incuteva un autentico terrore... [...]

    1984 George Orwell
    http://www.youtube.com/watch?v=krYkuiRtO7M

  10. #10
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    Predefinito Rif: Banca del Mezzogiorno, pronto il ddl per lo sviluppo del Sud

    Citazione Originariamente Scritto da Ortodossia Visualizza Messaggio
    Altri soldi alle famigghie politico mafiose.
    la colpa è tutta la loro.. maledetti terun, il pensiero che le noster fioe vadano con loro insieme ai NOSTER daneeeeeeeeeeee mi fa rabbrividire...
    Ultima modifica di Ciro la cavalletta; 15-10-09 alle 20:37

 

 
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