IL 17 GENNAIO 1504 NASCEVA IL PONTEFICE CHE SALVÒ LA CRISTIANITA'



Giulio Ferrari
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Era solo un ragazzo di 14 anni quando fece l'incontro che cambiò la sua vita e salvò la Cristianità dalla dominazione maomettana. Michele Ghislieri, il futuro San Pio V, il Papa della battaglia di Lepanto, mentre pascolava le sue pecore nelle campagne di Bosco Marengo, nei pressi di Alessandria, si imbattè in due frati dal saio bianco e la cappa nera. Incuriosito, avvicinò i religiosi e si sentì rispondere semplicemente che aveva incontrato i "cani del Signore".
Si trattava di Domenicani, appunto i "Domini canes", l'ordine fondato da San Domenico. Quando cinquecento anni fa, il 17 gennaio 1504, Michele Ghislieri vide la luce, non poteva sapere che avrebbe vissuto tutta la sua vita come il più fidato guardiano di Cristo: umile, obbediente e devoto verso il suo Padrone, ma feroce e irriducibile con i nemici della Chiesa.
Il pastorello, infatti, entrò nel convento di Voghera dei Domenicani, col nome di frà Michele. Dimostrò intelligenza e determinazione fuori dal comune e venne indirizzato con grande profitto agli studi filosofici e teologi. Ordinato sacerdote a Genova, insegnò Teologia a Bologna e Pavia. Ben presto impegnò tutte le sue forze nella predicazione contro l'eresia. Nominato Inquisitore dimostrò di aver riguardo solo per la verità, creandosi potenti inimicizie, al punto che venne convocato a Roma per giustificare la sua condotta. Quel viaggio segnò la vita del giovane religioso, che venne invece apprezzato per il suo coraggio e il suo zelo dal cardinale Caraffa, il futuro Paolo IV.
In lacrime, e proclamando la propria indegnità, inutilmente Michele Ghislieri tentò di rifiutare le cariche ecclesiastiche: la provvidenza aveva tracciato la sua strada. Fu vescovo, cardinale e, il 7 gennaio 1566, divenne Papa col nome di Pio V. Con lui si toccò l'apice della restaurazione del rigore cattolico. La svolta venne già annunciata al momento dell'incoronazione: una cerimonia solenne ma essenziale, e i soldi risparmiati vennero elargiti ai mendicanti. Persino sul trono di Pietro, Pio V visse in spirito di povertà. Sotto le vesti pontificali, Papa Ghislieri mantenne sempre il ruvido saio, la sua mensa era miserabile, in processione precedeva il popolo a piedi nudi. Dai Sacri Palazzi scomparvero i simboli del lusso, mentre prelati, sacerdoti e popolo vennero uniformati a uno stile di vita ben più evangelico, con le buone o con le cattive. Aveva riguardo solo per la fede e per i poveri, e per nessun altro. A cominciare dai nipoti, che giunse ad esiliare quando ne riprovò i comportamenti o semplicemente l'atteggiamento da "parenti del Papa".
Ancor meno tolleranza ebbe coi nemici della Chiesa, ed esortò sempre i principi cristiani a prendere le armi per debellare gli eretici. Se San Pio V è considerato il Papa del grande Concilio di Trento e della Messa tradizionale, il suo più grande merito è stato però quello di aver salvato l'Europa dall'invasione mussulmana. Il successo "politico" e storico di Papa Ghislieri rimane la Lega Santa da lui suscitata per fermare i turchi. Il 7 ottobre 1571 la preponderante flotta maomettana venne sconfitta da quella cristiana formata dalle navi di Venezia, Spagna, Toscana, Savoia, Malta e Lucca. Fu una battaglia cruentissima decisa, dissero i comandanti cattolici, dalle preghiere del Papa. Che aveva imposto a tutti i fedeli di recitare il Rosario nelle ore dell'aspra battaglia. A mezzogiorno la flotta cristiana ottenne l'inattesa vittoria. Nello stesso momento il Papa stava parlando di amministrazione con il conte Bussotti. Si interruppe come se gli fosse giunto un misterioso annunzio: «Lasciamo stare gli affari - disse il Pontefice allo sbalordito amministratore - e andiamo a ringraziare il Signore: la Madonna ha fatto il miracolo, le armi cristiane hanno vinto». Pio V ordinò che suonassero tutte le campane in onore della vittoria. E ancora oggi, le campane di mezzogiorno ricordano al mondo che se i mussulmani non piegarono la Cristianità ciò si dovette all'intercessione della Madonna, invocata da un Papa santo e padano come "auxilium christianorum". Altro che ecumenismo.


[Data pubblicazione: 18/01/2004]