Cinque magistrati militari americani, a cui è stata assegnata la difesa dei detenuti a Guantanamo Bay, hanno sfidato George Bush davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti, accusando il presidente di aver creato "un buco nero della legalità", "un regime monarchico", e di avere "abusato del proprio ruolo". Ad uno dei cinque magistrati in divisa, il tenente comandante Charles Swift, è stato chiesto come abbiano osato mettere sotto accusa il loro presidente che e`anche il comandante supremo delle forze armate. Ha risposto: "Era inevitabile. Il nostro dovere è tutelare gli interessi dei nostri assistiti". (Neil A.Lewis, "Detainees in a legal black hole, court told", The New York Times").