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    Predefinito 26 Gennaio 1994: "Siore e Siori inizia Lo Spettacolo"

    QUEL GIORNO L'UNTO DISCESE TRA NOI...


    IL DISCORSO DELLA 'DISCESA IN CAMPO' - 26 gennaio 1994
    "L'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, il mio mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà.

    Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare.

    Per poter compiere questa nuova scelta di vita, ho rassegnato oggi stesso le mie dimissioni da ogni carica sociale nel gruppo che ho fondato. Rinuncio dunque al mio ruolo di editore e di imprenditore per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno a disposizione di una battaglia in cui credo con assoluta convinzione e con la più grande fermezza.

    So quel che non voglio e, insieme con i molti italiani che mi hanno dato la loro fiducia in tutti questi anni, so anche quel che voglio. E ho anche la ragionevole speranza di riuscire a realizzarlo, in sincera e leale alleanza con tutte le forze liberali e democratiche che sentono il dovere civile di offrire al Paese una alternativa credibile al governo delle sinistre e dei comunisti.

    La vecchia classe politica italiana è stata travolta dai fatti e superata dai tempi. L'autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal peso del debito pubblico e dal sistema di finanziamento illegale dei partiti, lascia il Paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio a una nuova Repubblica. Mai come in questo momento l'Italia, che giustamente diffida di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato.

    Il movimento referendario ha condotto alla scelta popolare di un nuovo sistema di elezione del Parlamento. Ma affinché il nuovo sistema funzioni, è indispensabile che al cartello delle sinistre si opponga, un polo delle libertà che sia capace di attrarre a sé il meglio di un Paese pulito, ragionevole, moderno.

    Di questo polo delle libertà dovranno far parte tutte le forze che si richiamano ai principi fondamentali delle democrazie occidentali, a partire da quel mondo cattolico che ha generosamente contribuito all'ultimo cinquantennio della nostra storia unitaria. L'importante è saper proporre anche ai cittadini italiani gli stessi obiettivi e gli stessi valori che hanno fin qui consentito lo sviluppo delle libertà in tutte le grandi democrazie occidentali.

    Quegli obiettivi e quei valori che invece non hanno mai trovato piena cittadinanza in nessuno dei Paesi governati dai vecchi apparati comunisti, per quanto riverniciati e riciclati. Né si vede come a questa regola elementare potrebbe fare eccezione proprio l'Italia. Gli orfani i e i nostalgici del comunismo, infatti, non sono soltanto impreparati al governo del Paese. Portano con sé anche un retaggio ideologico che stride e fa a pugni con le esigenze di una amministrazione pubblica che voglia essere liberale in politica e liberista in economia.

    Le nostre sinistre pretendono di essere cambiate. Dicono di essere diventate liberaldemocratiche. Ma non è vero. I loro uomini sono sempre gli stessi, la loro mentalità, la loro cultura, i loro più profondi convincimenti, i loro comportamenti sono rimasti gli stessi. Non credono nel mercato, non credono nell'iniziativa privata, non credono nel profitto, non credono nell'individuo. Non credono che il mondo possa migliorare attraverso l'apporto libero di tante persone tutte diverse l'una dall'altra. Non sono cambiati. Ascoltateli parlare, guardate i loro telegiornali pagati dallo Stato, leggete la loro stampa. Non credono più in niente. Vorrebbero trasformare il Paese in una piazza urlante, che grida, che inveisce, che condanna.

    Per questo siamo costretti a contrapporci a loro. Perché noi crediamo nell'individuo, nella famiglia, nell'impresa, nella competizione, nello sviluppo, nell'efficienza, nel mercato libero e nella solidarietà, figlia della giustizia e della libertà.

    Se ho deciso di scendere in campo con un nuovo movimento, e se ora chiedo di scendere in campo anche a voi, a tutti voi - ora, subito, prima che sia troppo tardi - è perché sogno, a occhi bene aperti, una società libera, di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell'invidia sociale e dell'odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l'amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita.

    I1 movimento politico che vi propongo si chiama, non a caso, Forza Italia. Ciò che vogliamo farne è una libera organizzazione di elettrici e di elettori di tipo totalmente nuovo: non l'ennesimo partito o l'ennesima fazione che nascono per dividere, ma una forza che nasce invece con l'obiettivo opposto; quello di unire, per dare finalmente all'Italia una maggioranza e un governo all'altezza delle esigenze più profondamente sentite dalla gente comune.

    Ciò che vogliamo offrire agli italiani è una forza politica fatta di uomini totalmente nuovi. Ciò che vogliamo offrire alla nazione è un programma di governo fatto solo di impegni concreti e comprensibili. Noi vogliamo rinnovare la società italiana, noi vogliamo dare sostegno e fiducia a chi crea occupazione e benessere, noi vogliamo accettare e vincere le grandi sfide produttive e tecnologiche dell'Europa e del mondo moderno. Noi vogliamo offrire spazio a chiunque ha voglia di fare e di costruire il proprio futuro, al Nord come al Sud vogliamo un governo e una maggioranza parlamentare che sappiano dare adeguata dignità al nucleo originario di ogni società, alla famiglia, che sappiano rispettare ogni fede e che suscitino ragionevoli speranze per chi è più debole, per chi cerca lavoro, per chi ha bisogno di cure, per chi, dopo una vita operosa, ha diritto di vivere in serenità. Un governo e una maggioranza che portino più attenzione e rispetto all'ambiente, che sappiano opporsi con la massima determinazione alla criminalità, alla corruzione, alla droga. Che sappiano garantire ai cittadini più sicurezza, più ordine e più efficienza.

    La storia d'Italia è ad una svolta. Da imprenditore, da cittadino e ora da cittadino che scende in campo, senza nessuna timidezza ma con la determinazione e la serenità che la vita mi ha insegnato, vi dico che è possibile farla finita con una politica di chiacchiere incomprensibili, di stupide baruffe e di politica senza mestiere. Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno: quello di un'Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno più prospera e serena più moderna ed efficiente protagonista in Europa e nel mondo.

    Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme per noi e per i nostri figli, un nuovo miracolo italiano."

    Silvio Berlusconi
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  2. #2
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    Meno male ha salvato il paese dai comunisti

  3. #3
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    10 anni dopo....



    "2003, anno-flop per Berlusconi" La stampa estera boccia l'Italia
    Le Monde e Sueddeutsche Zeitung, bilancio politico del Paese:"Per il premier solo gaffes, calo dei consensi, leggi ad personam"
    "Treni come cent'anni fa, città in tilt per un po' di neve gli italiani meriterebbero qualcosa di meglio"


    ROMA - Il governo Berlusconi? Una catastrofe. Figuracce internazionali, crollo dei consensi, leggi ad personam. In un Paese che va in tilt per un po' di neve, e dove i treni viaggiano come cent'anni fa. Ecco l'Italia e Berlusconi visti dalla stampa estera. In particolare dal francese Le Monde e dal tedesco Sueddeutsche Zeitung che tracciano un consuntivo dell'annata politica italiana 2003, e dell'operato del governo, lucido e dettagliato. Per giungere ad una sconsolata conclusione: gli italiani meriterebbero altro. Gli italiani, si precisa, non Berlusconi. Il quale, stando agli articoli dei due quotidiani, chiude l'anno in bellezza, con un bilancio economico più che positivo per quel che riguarda le sue società.

    "Anno politico in rosso - scrive Le Monde - ma anno sempre ricco per Silvio Berlusconi". Il quotidiano francese spiega come il capo del governo abbia visto "erodersi il proprio consenso elettorale nelle elezioni regionali e amministrative svoltesi la scorsa primavera. L'anno - si legge - è stato inoltre contrassegnato da una presidenza di turno dell'Unione europea caratterizzata dalle sue gaffe, per non parlare del fallimento dei negoziati sulla costituzione".

    Però, Le Monde osserva come il 2003 sia stato contrassegnato dal buonumore della Fininvest per i profitti accumulati: "il gruppo - è scritto nell'articolo - ha infatti guadagnato 1,7 miliardi di euro in borsa, con un progresso di dimensioni colossali pari al 28 per cento in confronto al 2002. Tutte le società controllate (Mediaset, Mediolanum e Mondadori) - conclude il quotidiano - aumentano di valore passando dai 5,96 miliardi di euro del 2002 ai 7,7 miliardi del 2003".
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    Ancora meno lusinghiera l'analisi del quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung. Che rispolvera l'antico principio dell'arte di arrangiarsi. "La resistenza di quella capacità, in Italia, è indiscutibile. Questo aspetto ha sempre salvato la società italiana dai momenti peggiori e dalle degenerazioni della politica".

    Una capacità, quella di arrangiarsi, che secondo il giornale tedesco è "sempre più necessaria nell'Italia di oggi. Berlusconi ha ritenuto infatti più importante il varo del decreto per Retequattro, la depenalizzazione del falso in bilancio ed altre leggi ad personam che ben conosciamo, rispetto alle urgenze di un Paese che sta conoscendo un nuovo momento di crisi esemplificato dal caso Parmalat".

    "Ma non è finita qui", incalza il Sueddeutsche: "il premier italiano, infatti, pensa già alle elezioni europee e per quella data ha intenzione di non rinunciare ad una sola cartuccia. A cominciare dalla modifica della legge sulla par condicio. Questo, quando l'altroieri il presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, ha subìto un attentato per mezzo di un pacco bomba, rimanendo miracolosamente illeso.
    Perché - si domanda il quotidiano - la posta del presidente della Commissione non viene controllata a dovere?".

    Ecco l'Italia, in una sintesi impietosa: un Paese "che possiede treni che in alcuni tratti non superano i 100 chilometri orari come cento anni fa, che per 10 centimetri di neve va in tilt, e che per la caduta di un albero in Svizzera rimane senza energia. Gli italiani meritano altro".


    (30 dicembre 2003) da espresso.it
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  4. #4
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    A questo punto da PAPA lo declassiamo a cardinale... lungo però ...



    Al cantar l'uccello ...

    B.

  5. #5
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    Non la si ricorda mai abbastanza, questa frase.

    "La vecchia classe politica italiana è stata travolta dai fatti e superata dai tempi. L'autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal peso del debito pubblico e dal sistema di finanziamento illegale dei partiti..."

    Si rotolano per terra dal ridere, su Marte, ogniqualvolta Malik, Michele o svicolone scrivono "comunisti".
    E' diventato un must,su Marte...

  6. #6
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    ANNO 2001: BILANCIO DEL PRIMO ANNO DI GOVERNO


    BREVE STORIA DEL GOVERNO BERLUSCONI



    13 maggio

    Il cavaliere e suoi vincono le elezioni politiche (gli italiani ringraziano).



    giugno

    Berlusconi forma il suo governo, illustra il
    "Contratto con gli italiani" e pianifica le attività
    dei primi 100 giorni.





    luglio



    Abolizione della tassa di successione.
    Chi ha beni
    fino a 350 milioni (80% della popolazione) non pagava
    già nulla; la tassa viene abolita solo per chi ha più
    di 350 milioni (20% della popolazione, cioè la
    minoranza riccona). E’ davvero così immorale e
    ingiusto che un possessore di più di 350 milioni di
    lire paghi una tassa del 4% al momento di donare tutto
    ai figli? Lo stato così non incasserà una lira da chi
    è straricco come, guarda a caso, Berlusconi il quale
    possiede beni per circa 25.000 miliardi di lire. Tutto
    ciò nell’interesse del paese, ovviamente.



    Con una operazione finanziaria definita "capitalismo
    medioevale" dagli altri stati europei, il governo non
    interviene e lascia mano libera all’imprenditore
    Tronchetti Provera (vicino a Berlusconi) che si
    aggiudica, tra le altre cose, la proprietà di "La
    Sette" che avrebbe dovuto dare origine al cosiddetto
    "terzo polo televisivo" ed essere di contrasto alle
    reti Mediaset. Così ci troviamo un governo che oltre a
    controllare la Rai (come ogni governo) ha tre reti
    della proprietà del presidente del consiglio e senza
    nessun polo televisivo privato antagonista. Tutto ciò
    per l’interesse del paese e per la pluralità
    dell’informazione, ovviamente.



    Giorni 20-21 e 22, Genova. L’ordine pubblico

    durante il G8 viene gestito in maniera completamente irresponsabile


    Un manifestante di 23 anni, Carlo
    Giuliani viene ucciso da un carabiniere.
    Centinaia sono le denuncie delle persone pestate e poi
    rilasciate con nulla a loro carico.


    La magistratura apre sei inchieste. L’Italia
    Pesantemente criticata dai giornali di tutto il mondo.

    Il governo dice che a Genova, le forze
    dell’ordine sono state "professionali e serie" e
    poi rimuove dall’incarico tre alti dirigenti
    della polizia per incompetenza (ma come? non erano
    professionali e serie?)





    agosto



    Abolizione del regime fiscale agevolato delle
    cooperative
    : le cooperative dovranno pagare le tasse
    come una azienda normale e molte attività saranno
    messe in seria difficoltà o non potranno mai nascere.



    Approvazione di un disegno di legge sulle rogatorie internazionali proposto, tra gli
    altri, dal noto plurindagato per mafia Dell’Utri
    di Forza Italia. Tale disegno di legge riduce di fatto
    la collaborazione tra la giustizia italiana e quella
    svizzera e favorisce ancora una volta Berlusconi che è
    coinvolto in due inchieste internazionali (All Iberian
    e Sme) per truffa ecc Un provvedimento che la
    maggioranza del parlamento ritiene sia sicuramente
    nell’interesse degli italiani.



    Depenalizzazione del reato di falso in bilancio:
    falsificare i conti di una azienda, truffando anche lo
    stato, diventa una cosa da niente quasi impunita
    (senza carcere e qualche multina da nulla, per un
    miliardario). Ricordiamoci che Berlusconi è tuttora
    imputato in tre processi per il reato, guarda a caso,
    di falso in bilancio. Tutto ciò sempre
    nell’interesse del paese, ovviamente.






    settembre



    Annuncio del condono fiscale del ministro Tremonti: il
    nocciolo del provvedimento dovrebbe consistere in uno
    "scudo fiscale" a protezione di capitali che decidono
    di rientrare in Italia (non si tratta di conti
    corrente da impiegato ma di grosse aziende e
    multinazionali) . Il Sole 24 Ore ha calcolato che la
    cifra ammonterebbe solo tra l’1 e il 3% sui
    capitali "pentiti". Non vi è previsione di alcuna
    sanzione, segnalazione, nessun pagamento di aliquote
    progressive per gli anni pregressi e soprattutto
    evidente aggiramento delle norme antiriciclaggio cioè
    non si potrà distinguere un sciùr Brambilla da un Totò
    Riina o, peggio ancora, da un Berlusconi. Tutto sempre
    per l’interesse del paese.




    Il ministro Lunardi frettoloso di riaprire i cantieri
    delle grandi opere dopo mani pulite, soprattutto al
    sud, dichiara che bisogna "convivere con la
    mafia".
    .



    11. Attentato agli USA, vengono abbattute le
    Twin Towers e parte del Pentagono con alcuni Boeing
    dirottati: migliaia le vittime.
    Berlusconi durante un viaggio a Berlino, pubblicamente
    fa affermazioni sulla "superiorità della civiltà
    occidentale"
    imbarazzando anche la destra europea.
    Chissà se Berlusconi, pensando alla nostra
    superiorità, si riferiva alle nobili gesta occidentali
    quali le crociate medioevali della Chiesa, la
    colonizzazione, il razzismo istituzionale in Sud
    Africa, la schiavitù negli Stati Uniti, le dittature
    fasciste sudamericane chissà? come mai? non ci
    risulta che Hitler, Mussolini, o Truman (il presidente
    Americano che decise di "sperimentare" la bomba
    atomica sul Giappone) avessero origini orientali,
    musulmane Mah ?




    ottobre


    Il governo decide di eliminare molte delle scorte a
    magistrati in prima linea nella lotta alla mafia
    costringendo così alcuni ad abbandonare
    l’incarico. Viene tagliata anche la scorta al
    noto prete antimafia Don Turturro
    il quale si dichiara
    sdegnato e preoccupato. Alcuni sindacati di polizia
    dichiarano che bisogna eliminare molte scorte "status
    symbol" per concentrare gli uomini nella lotta alla
    criminalità; capite, lotta alla criminalità, non alla
    mafia che probabilmente, per questa gente, non è
    crimine ma solo un effetto collaterale con il quale
    "bisogna convivere" [Lunardi, settembre 2001]. Non vi
    è alcun dubbio che tutto viene fatto
    nell’interesse del paese, ovviamente.



    Il governo decide di sostituire Tano Grasso,
    commissario di governo contro il racket e l'usura in
    prima linea nella lotta alla mafia.


    Dopo vari provvedimenti presi, Don Ciotti accusa il
    governo Berlusconi: "Contro terrorismo e violenza non
    ci deve essere nessuno sconto, ma non bisogna che esso
    divenga il tappeto sotto cui nascondere omissioni,
    colpe e coperture di illegalità". Così don Luigi
    Ciotti (presidente dell'associazione antimafia
    "Libera"), che ha poi attaccato il governo italiano:
    "Lo diceva già Giovanni Falcone nel 1983 che è
    difficile andare a scovare dove finisce il denaro nero
    della criminalità e del terrorismo. Contro tutto
    questo occorre la trasparenza del sistema finanziario
    a livello internazionale. E inquieta che l'Italia
    abbia preso provvedimenti in una direzione contraria,
    come quelli sulle rogatorie e sul falso in bilancio".


    La vedova di Libero Grassi (l’imprenditore
    Palermitano ucciso dalla mafia perché rifiutava di
    pagare il pizzo) sgomenta per i provvedimenti presi si
    sChiera contro il governo dichiarando che tali
    decisioni potrebbero (potrebbero , perché noi le
    prove non le abbiamo ma se le avessimo
    cambierebbe qualcosa???) essere un "pagamento
    elettorale" alla mafia. Non dimentichiamo che in
    Sicilia in tutti (sottolineiamo TUTTI) i collegi sono
    stati eletti uomini del cavaliere.



    Il governo sotto pressione ritira il provvedimento
    della rimozione di Tano Grasso e il ministro
    dell’interno Scaiola dichiara che è stato fatto
    un brutto pasticcio. Chissà se si riferiva alla
    rimozione o al fatto che ha dovuto fare un passo
    indietro?



    Tano Grasso viene comunque affiancato da un
    commissario straordinario (un controllore). Così,
    indignato, Tano Grasso si dimette (era quello che
    volevano) dichiarando che il suo impegno anti usura
    non era mai stato oggetto di critiche da parte di
    alcun schieramento politico; il suo ufficio è stato
    preso ad esempio dalla Comunità Europea e i suoi
    risultati sono stati tangibili e sotto gli occhi di
    tutti. Basti pensare che sotto la sua dirigenza, le
    denunce sono aumentate del 20%.



    A difesa di tutti i provvedimenti sulla "giustizia"
    Presi dal governo, Berlusconi dichiara che in Italia
    troppe persone vengono condannate senza prove.



    Il cavaliere sa anche che in Italia "alcune" persone
    non vengono condannate pur avendo le prove.

    Varato il disegno di legge Bossi
    sull’immigrazione. Annullata ogni libertà di
    movimento, aumentano le pene per che rientra in Italia
    dopo essere stato espulso ed è introdotta la
    carcerazione automatica al secondo rientro illegale.





    novembre




    Formigoni fa il buono con i soldi pubblici. Il

    presidente della Lombardia, Roberto Formigoni (Forza
    Italia) ha investito 58 miliardi di lire di denaro
    pubblico per i buoni scuola (privata) dicendo che sono
    per tutti gli studenti in condizioni economiche
    disagiate. Bene! Vediamo come e a chi sono stati
    erogati: 11.107 buoni sono stati destinati a famiglie
    che dichiarano un reddito annuo procapite (da
    moltiplicare cioè per il numero dei componenti il
    nucleo familiare) da 30 a 60 milioni di lire, per un
    totale di 15 miliardi, addirittura superiore alla
    somma spesa annualmente in Lombardia (14 miliardi) per
    il diritto allo studio di quasi un milione di
    studenti. A fianco di questi ricchi (non è una colpa)
    e finanziati dalla regione (questa sì che è una colpa)
    vi sono 26 famiglie che dichiarano un reddito negativo
    e 1.806 che dichiarano di guadagnare annualmente da 0
    a 5 milioni procapite. Scusate l’ignoranza, ma
    con un simile reddito, come fanno a spendere 6, 8 o 10
    milioni all’anno per mandare i figli alla scuola
    privata? Viene il sospetto che si tratti della buona e
    vecchia evasione fiscale, ma Formigoni, prima di
    sganciare, non ha pensato di controllare. La protesta
    dei movimenti studenteschi lombardi ha condotto alla
    citazione per incostituzionalità dei buoni alla Corte
    Costituzionale ma, guarda a caso, il governo
    Berlusconi l’11 luglio annulla il ricorso. Tutto
    ciò in palese violazione dell’art.33 della
    Costituzione della Repubblica italiana dove al secondo
    capoverso, leggiamo: "Enti e privati hanno il diritto
    di istituire scuole ed istituti di educazione, senza
    oneri per lo Stato."



    La regione Sicilia segue Formigoni. Il presidente
    della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro (centro
    destra) decide di seguire l’esempio lombardo ma
    con un lodevole sforzo in più: stanzia ben 100
    miliardi di lire (di soldi pubblici ovviamente) per il
    finanziamento alle famiglie (bisognose?) che
    manderanno i figli alla scuola privata. Altra
    violazione dell’art.33 della nostra
    Costituzione.



    Inchiesta ONU sulla polizia per i fatti di Genova
    durante il G8 a luglio.


    Il grande costruttore di gallerie, temporaneamente
    ministro per le infrastrutture, l’ing. Lunardi,
    propone l’innalzamento a 150 chilometri orari
    dei limiti di velocità sulle autostrade
    , aggiungendo,
    per chiarezza, che il limite "serve a garantire una
    maggiore fluidità sulle strade più congestionate dove
    dovremmo anche prevedere multe salate a chi viaggia a
    sinistra creando ingorghi". Un ingegnere davvero
    acutissimo e lungimirante. Invece di far rispettare i
    limiti attuali (più di 6000 morti sulle strade nel
    2000 in cui la principale causa è proprio
    l’eccesso di velocità: fonte Polizia Stradale)
    pensa di aumentarli insieme ai morti. Pensate
    che in alcuni paesi del nord Europa si sperimentano
    isole formate da quartieri residenziali con la
    riduzione del limite a 30 orari, realizzazione di
    piste ciclabili e rispetto per l’ambiente
    ma si sa, a noi italiani piace andare veloce.



    Sanità: tornano i ticket.
    La maggioranza del
    parlamento vota a favore della reintroduzione dei
    ticket sanitari (entrate dello Stato previste dalla
    finanziaria) per visite specialistiche e farmaci
    (aboliti la scorsa legislatura). Vengono ridotti i
    posti letto da 4,5 per mille abitanti a 4; vengono
    concessi poteri alle regioni per introdurre eventuali
    tasse sanitarie. In poche parole, si prospetta la
    creazione di 20 sistemi sanitari diversi regioni
    di serie A e di serie B, magari anche serie C. Per
    quanto riguarda la carenza del personale
    infermieristico (solo in Lombardia ci vorrebbero
    almeno 8.000 infermieri in più), il governo propone
    agli infermieri in pensione di rientrare a lavorare e
    alza il tetto massimo di ore di straordinario
    settimanale a 49. Bene! Così, addio nuova occupazione
    e se ci ricoverano all’ospedale, sarà più facile
    che un infermiere stressato da troppe ore di lavoro ci
    mandi a quel paese quando abbiamo bisogno. Non era
    meglio risparmiare i 2.000 miliardi di spesa previsti
    nella finanziaria dal governo per la guerra (della
    quale agli italiani non frega nulla) e investire di
    più in salute (sicuramente agli italiani interessa di
    più) ?






    Istituzione di un mandato di arresto europeo.

    L’unione europea ha intenzione di creare un
    nuovo strumento giudiziario che permetterà il
    coordinamento su tutto il territorio dell’unione
    per la ricerca di persone che hanno commesso reati. La
    discussione in corso porterà a decidere per quali
    reati far valere il nuovo mandato di arresto. Non ci
    crederete ma l’Italia, nella veste del ministro
    dell’interno Claudio Scaiola, ha chiesto di
    escludere tra i reati, la corruzione e quelli connessi
    con illeciti finanziari come il falso in bilancio;

    strano? Non tanto capiamo l’imbarazzo del
    ministro che senza questa richiesta indecente
    rischierebbe, prima o poi, di vedere il governo in
    manette. Manette europee, non quelle dei giudici
    milanesi "comunisti e giustizialisti".




    Il Parlamento Europeo vota una risoluzione contro i
    provvedimenti che l’Italia ha preso e che di
    fatto riducono la collaborazione giudiziaria
    internazionale.
    In sostanza il Parlamento di
    Strasburgo ha preso posizione contro la legge sulle
    rogatorie voluta da Berlusconi, Previti e dal resto
    della Banda Bassotti che ci governa. Non sarà che
    tutta l’Europa sia diventata improvvisamente
    comunista !?




    Il governo si vendica dei magistrati. Il presidente
    del CCD (partito di governo), Marco Follini ammette
    che nella maggioranza c’è chi "coltiva
    sentimenti di vendetta". Un esempio: viene tolta la
    scorta al magistrato Ilda Boccassini, che dopo aver
    scoperto gli assassini di Giovanni Falcone rappresenta
    a Milano l’accusa nel processo toghe sporche.
    Nel frattempo il sottosegretario ai Beni culturali
    (non ci crederete ma è proprio Vittorio Sgarbi), un
    obiettivo a basso rischio, viene costantemente seguito
    da ben tre auto di uomini armati.




    dicembre




    L’Italia e sola in Europa contro tutti gli altri
    14 stati dell’unione per proteggere Berlusconi e
    i suoi dalle inchieste della magistratura. Gli
    attacchi alla magistratura da parte del governo
    (ministro della "giustizia" Caselli) purtroppo
    continuano e addirittura l’Italia (l’unico
    paese dei 15 dell’Unione Europea) fa saltare
    l’accordo a Bruxelles sul mandato di arresto
    europeo. Il governo Italiano continua a non voler
    assolutamente includere nei reati, previsti dal
    mandato di arresto europeo, la corruzione, il
    riciclaggio e la frode fiscale (cioè alcune tra le
    attività principali dei nostri ministri). A nulla è
    valsa la telefonata che il premier belga, Verhofstadt
    ha fatto a Berlusconi per tentare di convincerlo. Il
    magistrato francese Jean De Maillard accusa il governo
    italiano de essere compiacente con il crimine e di
    mettere a repentaglio lo stato di diritto in Europa.



    Per la prima volta nella storia della repubblica,
    l’intera giunta dell’Associazione
    Nazionale Magistrati (ANM) si dimette. Il presidente
    della giunta Giuseppe Gennaro annuncia le dimissioni
    rispondendo in maniera clamorosa ai continui attacchi
    del governo alla magistratura.



    Il ministro della "giustizia", Roberto Castelli
    promuove una azione disciplinare contro Francesco
    Pinto, il sostituto procuratore genovese che criticò
    l’assalto alla scuola Diaz dopo il G8 e rilevò
    che il black bloc aveva agito indisturbato in diverse
    zone della città di Genova. Per quelle dichiarazioni
    riportate da Stampa e repubblica, il pm Pinto fu
    estromesso dall’inchiesta sul blitz della notte
    del 21 luglio al quartier generale del Genoa Social
    Forum.



    Il ministro della salute Sirchia propone una nuova
    normativa per i medici che consentirà loro di
    esercitare sia nel pubblico che nel privato; così i
    medici delle strutture pubbliche potranno approfittare
    della loro posizione per pubblicizzare e indirizzare i
    pazienti nei loro ambulatori privati anche se
    non ne abbiamo bisogno.



    Ci piacerebbe che il ministro cercasse di migliorare
    La sanità pubblica; infatti la logica di una sanità
    pubblica è che meno ci ammaliamo e meno lo stato
    spende, invece quella privata è che più ci ammaliamo e
    più i privati guadagnano deducete voi le
    conseguenze non è chiaro? Un esempio:
    Una inchiesta fatta in Svizzera, dove la sanità e in
    larga parte privata, è stato rilevato che i parenti e
    amici dei sanitari vengono sottoposti mediamente ad un
    numero di interventi chirurgici inferiore di un quarto
    del resto della popolazione chiaro no? il
    bisturi bisogna pur farlo tagliare per guadagnare.



    Il senato dà il via a milioni metri cubi di cemento in
    Opere pubbliche (molte inutili o devastanti per
    l’ambiente: vedi i lavori dei due tunnel del
    Gran Sasso - 1968/1987 - che hanno causato la perdita
    della metà delle sorgenti d’acqua nella zona)
    per circa 236.000 miliardi di lire, in 10 anni, volute
    fortemente dal ministro per le infrastrutture,
    Lunardi. Strano? Assolutamente no, se pensiamo che per
    esempio una azienda che realizzerà parte di queste
    opere (la Rocksoil), ha alcune cariche direttive
    intestate alla moglie e le due figlie del ministro.

    Ovviamente prima di diventare ministro, Lunardi era il
    titolare delle cariche direttive ma dopo, per
    risolvere il conflitto di interessi , passa
    tutto a moglie e figlie. Tutto risolto.



    Lunardi vuole cambiare il consiglio dell’Ente nazionale
    per le strade, eletto e in carica per cinque anni.
    Così il ministro offre al presidente del consiglio
    ANAS, Giuseppe D’Angiolino 2 miliardi e 500
    milioni di lire (il doppio del suo stipendio di 5
    anni) per andarsene e cedere il posto al compiacente
    Vincenzo Pozzi. Ovviamente i soldi sono dei
    contribuenti, non di Lunardi. Inoltre siccome la legge
    prevede che per guidare l’ANAS occorrono almeno
    5 anni come amministratore (Pozzi ne ha solo uno) il
    ministro cambia il regolamento ed ecco fatto!?


    Grazie alla legge Tremonti, le grandi aziende,
    potranno rinnovare il parco auto risparmiando
    centinaia di milioni di lire grazie al risparmio
    riservato a professionisti e dirigenti (sicuramente
    poveri e bisognosi) del 25-30%.
    Per una
    macchina da 50 milioni di lire si potranno risparmiare
    fino a 12 milioni e mezzo. Inoltre, un accordo prevede
    un sostegno di 900 miliardi di lire per gli
    autotrasportatori per riduzioni sul prezzo del gasolio
    e, peggio ancora, diminuzione dei periodi di divieto
    circolazione dei mezzi pesanti.
    Per metropolitane e
    tram restano gli spiccioli: 75 miliardi (il costo di
    qualche chilometro di metrò) per il 2002, 125 per il
    2003 e 2004. Tutto nell’interesse
    dell’ambiente, e della nostra salute,
    ovviamente.

    Un dato: In Svizzera il 50% del trasporto merci
    avviene su rotaia, in Svezia il 38% in Francia il 24%
    e in Italia solo un misero 9% ogni commento
    sarebbe superfluo.





    EURO. Il governo bandisce una gara per creare e
    stampare milioni di opuscoli esplicativi riguardo la
    nuova moneta, da distribuire alla cittadinanza. Alla
    gara (forse non lo sapeva nessuno?) si presenta una
    sola azienda: la Mondadori alla quale viene affidato
    l’appalto per circa due miliardi di lire.

    Strano? assolutamente no. La Mondadori è di proprietà
    della famiglia Berlusconi quindi il cavaliere prima
    tira fuori i soldi (nella veste di Silvio Berlusconi,
    capo del governo), poi passa dall’altra parte
    del bancone, e ritira la somma (nella veste di
    Silvio Berlusconi) chiaro? Chiarissimo.



    Berlusconi finalmente, accetta le regole europee sulla
    giustizia. A conti fatti, il governo italiano ha
    dovuto accettare quello che appena quattro giorni
    prima a Bruxelles, rifiutava.





    Finalmente la tanto agognata riforma fiscale del
    ministro Giulio Tremonti che elimina mille tasse e
    balzelli; vediamo come funziona. Sono state eliminate
    diverse fasce, cioè adesso ci sarà una grossa fascia
    da 0 a 197 milioni di lire annue (100.000 Euro) dove
    per il fisco sono uguali (tutti insieme poveri,
    meno poveri, benestanti e quasi ricchi) e pagheranno
    la stessa percentuale di tasse (aumentata per tutti al
    23% di aliquota Irpef) poi gli altri sopra i 197
    milioni (i ricchi, solo il 5% della popolazione)
    pagheranno appena il 33% (con una diminuzione di 10%
    rispetto ad oggi i ricchi ringraziano)
    . Inoltre
    la tassa a carico delle imprese (Irap) andrà
    progressivamente scomparendo anche le imprese
    ringraziano. Tutto ciò in palese violazione
    dell’art.53 della Costituzione che dice: "Tutti
    sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in
    ragione della loro capacità contributiva. Il sistema
    tributario è informato a criteri di progressività". Lo
    Stato avrà circa 45.000 miliardi di lire di entrate in
    meno quindi sanità, pensioni, scuole di
    qualità solo a chi pagherà. Cosa possiamo
    dire ? Probabilmente, il ministro
    Tremonti ha letto la storia di Robin Hood tenendo il
    libro sottosopra!!!



    Tagli alla scuola. Approvato anche l’articolo
    della legge finanziaria che consentirà un riduzione
    del personale docente nelle scuole. Primo effetto: Non
    sarà garantito l’insegnamento dell’inglese
    su tutto il territorio nazionale alle elementari.
    Quanto all’educazione fisica e
    all’informatica non se ne parla.



    Ricordate la campagna elettorale? "le tre i ,
    Internet, Inglese, Impresa" così, con
    l’inglese e l’informatica, saltano le
    prime due " i " del Berlusconi pensiero. Resta salda
    l’impresa: a lezioni di ginnastica si andrà il
    pomeriggio e dietro pagamento.

    (brani tratti dal sito www.informationguerrilla.org)
    Se hai un po di tempo da perdere fai un salto qui:
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    RICORDIAMO ....IL CONTRATTO CON GLI ITALIANI

    Contratto con gli italiani
    Tra Silvio Berlusconi, nato a Milano il 29 settembre 1936, leader di Forza Italia e della Casa delle Libertà, che agisce in pieno accordo con tutti gli alleati della coalizione, e i cittadini italiani si conviene e si stipula quanto segue.
    Silvio Berlusconi, nel caso di una vittoria elettorale della Casa delle Libertà, si impegna, in qualità di Presidente del Consiglio, a realizzare nei cinque anni di governo i seguenti obiettivi:
    1. Abbattimento della pressione fiscale
    · con l'esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui;
    · con la riduzione al 23 per cento dell'aliquota per i redditi fino a 200 milioni
    · con la riduzione al 33 per cento dell'aliquota per i redditi sopra i 200 milioni
    · con l'abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.
    2. Attuazione del "Piano per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimini" che prevede tra l'altro l'introduzione dell'istituto del "poliziotto o carabiniere o vigile di quartiere" nelle città, con il risultato di una forte riduzione del numero di reati rispetto agli attuali 3 milioni.
    3. Innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione di lire al mese.
    4. Dimezzamento dell'attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro.
    5. Apertura dei cantieri per almeno il 40 per cento degli investimenti previsti dal "Piano decennale per le Grandi Opere" considerate di emergenza e comprendente strade, autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche e opere idro-geologiche per la difesa dalle alluvioni.
    Nel caso in cui al termine dei cinque anni di governo almeno 4 su 5 di questi traguardi non fossero raggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche.
    Silvio Berlusconi

    Il contratto sarà reso valido e operativo il 13 maggio 2001 con il voto degli elettori italiani.
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  8. #8
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    e nessuno rispose...
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  9. #9
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    In Origine Postato da danny78
    e nessuno rispose...
    Caro mio,
    hanno troppo da fare nel coordinarsi a sfottere me e nel postare a raffica 3d sui crimini del comunismo.

    C'è da capirli...

  10. #10
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    In Origine Postato da danny78
    10 anni dopo....



    "2003, anno-flop per Berlusconi" La stampa estera boccia l'Italia
    Le Monde e Sueddeutsche Zeitung, bilancio politico del Paese:"Per il premier solo gaffes, calo dei consensi, leggi ad personam"
    "Treni come cent'anni fa, città in tilt per un po' di neve gli italiani meriterebbero qualcosa di meglio"


    ROMA - Il governo Berlusconi? Una catastrofe. Figuracce internazionali, crollo dei consensi, leggi ad personam. In un Paese che va in tilt per un po' di neve, e dove i treni viaggiano come cent'anni fa. Ecco l'Italia e Berlusconi visti dalla stampa estera. In particolare dal francese Le Monde e dal tedesco Sueddeutsche Zeitung che tracciano un consuntivo dell'annata politica italiana 2003, e dell'operato del governo, lucido e dettagliato. Per giungere ad una sconsolata conclusione: gli italiani meriterebbero altro. Gli italiani, si precisa, non Berlusconi. Il quale, stando agli articoli dei due quotidiani, chiude l'anno in bellezza, con un bilancio economico più che positivo per quel che riguarda le sue società.

    "Anno politico in rosso - scrive Le Monde - ma anno sempre ricco per Silvio Berlusconi". Il quotidiano francese spiega come il capo del governo abbia visto "erodersi il proprio consenso elettorale nelle elezioni regionali e amministrative svoltesi la scorsa primavera. L'anno - si legge - è stato inoltre contrassegnato da una presidenza di turno dell'Unione europea caratterizzata dalle sue gaffe, per non parlare del fallimento dei negoziati sulla costituzione".

    Però, Le Monde osserva come il 2003 sia stato contrassegnato dal buonumore della Fininvest per i profitti accumulati: "il gruppo - è scritto nell'articolo - ha infatti guadagnato 1,7 miliardi di euro in borsa, con un progresso di dimensioni colossali pari al 28 per cento in confronto al 2002. Tutte le società controllate (Mediaset, Mediolanum e Mondadori) - conclude il quotidiano - aumentano di valore passando dai 5,96 miliardi di euro del 2002 ai 7,7 miliardi del 2003".
    - Pubblicità -


    Ancora meno lusinghiera l'analisi del quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung. Che rispolvera l'antico principio dell'arte di arrangiarsi. "La resistenza di quella capacità, in Italia, è indiscutibile. Questo aspetto ha sempre salvato la società italiana dai momenti peggiori e dalle degenerazioni della politica".

    Una capacità, quella di arrangiarsi, che secondo il giornale tedesco è "sempre più necessaria nell'Italia di oggi. Berlusconi ha ritenuto infatti più importante il varo del decreto per Retequattro, la depenalizzazione del falso in bilancio ed altre leggi ad personam che ben conosciamo, rispetto alle urgenze di un Paese che sta conoscendo un nuovo momento di crisi esemplificato dal caso Parmalat".

    "Ma non è finita qui", incalza il Sueddeutsche: "il premier italiano, infatti, pensa già alle elezioni europee e per quella data ha intenzione di non rinunciare ad una sola cartuccia. A cominciare dalla modifica della legge sulla par condicio. Questo, quando l'altroieri il presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, ha subìto un attentato per mezzo di un pacco bomba, rimanendo miracolosamente illeso.
    Perché - si domanda il quotidiano - la posta del presidente della Commissione non viene controllata a dovere?".

    Ecco l'Italia, in una sintesi impietosa: un Paese "che possiede treni che in alcuni tratti non superano i 100 chilometri orari come cento anni fa, che per 10 centimetri di neve va in tilt, e che per la caduta di un albero in Svizzera rimane senza energia. Gli italiani meritano altro".


    (30 dicembre 2003) da espresso.it













 

 
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