Goffredo Pandolfi ha preso la scossa nella sua casa dell'Aquila,
zona ospedale: casa nuova come l'ospedale ma cemento mgliore,
percio' l'Abruzzo non ha rischiato di perdere il suo mortadellista assolutista
(esistono altri produttori di mortadella di Campotosto ma soltano lui
si dedica al curioso salume altresi' denominato, per la forma colloidale,
"coglioni di mulo"). Una vocazione priva di di distrazioni impenna il valore
del suo laboratorio (che grazie a Dio non ha subito danni, lassu'
a millequattrocento metri di altezza) dove tutto e' manuale e naturale,
senza macchinari, senza celle di essiccazione, senza additivi, senza conservanti.
Pandolfi confeziona le mortadelline una per una ("Ogni pezzo e' unico") seguendo i dettami degli avi e in particolare della nonna a cui ha intitolato la ditta,
poi le affida ai profumi del fuoco di faggio e alla tramontana che scende
dai Monti della Laga.
L'iperspecializzazione puo' diventare un problema quando il prodotto e' stagionale
e la stagione coincide con un tremendo terremoto (il consumo della mortadella di Campotosto e' tipicamente pasquale e pasquettistico.)
Questa pagina di Maccheronica serve a far sapere a cultori vecchi e nuovi
che Pandolfi e' vivo e lotta insieme a noi: per ricevere le sue piccole mortadelle
basta contattarlo (347.1160947, 0862.900132, www.nonnaina.it) e lui imballa,
spedisce, consegna.
Camillo Langone
Io ho gia' fatto un ordine. Posto questo articolo nel caso possa interessare a qualche cultore della mortadella e per aiutare la gente d'Abruzzo.




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