:ah :ah :ahCitazione:
In origine postato da Senatore
Infatti!
I brahmani per colazione si mangiano uno shudra e pranzano con un contorno di vaisya.
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:ah :ah :ahCitazione:
In origine postato da Senatore
Infatti!
I brahmani per colazione si mangiano uno shudra e pranzano con un contorno di vaisya.
babbeo, il pidocchio non può diventare aquila, e questa è una differenza naturale,Citazione:
In origine postato da Drieu
A differenza vostra, io non mi pongo sul piano "e se tu fossi il servo della gleba", "e se tu fossi l'uccellino". Se fossi il servo della gleba, accetterei la decisione di madre natura. E lo stesso se fossi un uccellino. Mentre voi comunisti sovvertitori della natura bramereste diventare sparviero. Vorreste portare al potere i derelitti, i rifiuti della società, coloro che la natura ha destinato ai ranghi inferiori della scala gerarchica.
Non si tratta di principi morali, di bene e male. Al di là del bene e del male vi é la Natura, forte, immensa, implacabile.
il servo può benissimo essere libero, dipende dai rapporti sociali.
magari ha messo gli occhi sulle tette della serva filippina.
Ammesso e non concesso che un bramini sia davvero superiore a un paria, chi ti dice che anche il figlio del bramini sarà superiore al figlio del paria? E il nipote rispetto al nipote?Citazione:
In origine postato da Drieu
Manchi della minima logica!
Ti pongo un esempio:
Sei consapevole della piramide alimentare? e delle gerarchie tra gli esseri viventi?
Bene...
e' come se dicessi "caro drieu, però fai tu l'uccellino e io lo sparviero che ti sottomette, e io mi accontento di vedere te reclamere i tuoi diritti bla bla".
Ma che discorsi sono?
E' la palese dimostrazione che voi socialisti siete contro natura.
A differenza vostra, io non mi pongo sul piano "e se tu fossi il servo della gleba", "e se tu fossi l'uccellino". Se fossi il servo della gleba, accetterei la decisione di madre natura. E lo stesso se fossi un uccellino. Mentre voi comunisti sovvertitori della natura bramereste diventare sparviero. Vorreste portare al potere i derelitti, i rifiuti della società, coloro che la natura ha destinato ai ranghi inferiori della scala gerarchica.
Non si tratta di principi morali, di bene e male. Al di là del bene e del male vi é la Natura, forte, immensa, implacabile.
Le disuguaglianze ereditarie sono ingiuste dal punto di vista del singolo (il cretino passa avanti solo perchè di casta bramini) che della società (la società non può mai mettere la persona CAPACE a fare il lavoro di cui è CAPACE).
1000 volte meglio la società democratica preconizzata da De Tocqueville, con ruoli e gerarchie cangianti tra le generazioni, o addirittura nella stessa vita degli individui.
A parte l'imprecisione concettuale, visto che il paria non è l'appartenente ad una casta inferiore ma un senza-casta, il che è ben diverso, non credo che sia molto azzeccato fare della questione un mero giochino logico. L'abolizione dei ceti in Europa non è avvenuta in base alla considerazione che i ceti erano ontologicamente ingiusti, ma per una ragione differente, in seguito al collasso e dalla pitrificazione della società feudale. Toqueville, che non era certo un ideologo, non tanto esaltava questo passaggio, quanto ne prendeva realisticamente atto e cercava sicuramente di tamponarne gli straripamenti. Tralaltro il discorso sul sistema delle caste si pone su un campo completamente diverso dal legittismo assolutista. Il vero immobilismo sociale è quello degli stati generali francesi, fondato sull'esautoramento della nobiltà rurale e sulla sclerotizzazione delle fazioni sociali, e non l'organizzazione castale indu: non perchè questa sia particolarmente mobile, ma perchè la ridotta mobilità non è che la conseguenza di una forma di società basata su principi religiosi e/o spirituali. Se io sapessi semplicemente che un mio conoscente se ne sta assolutamente immobile per otto al giorno potrei forse essere portato a criticare il suo ozio: ma se considerassi che queste otto ore sono quelle di sonno dovrei rimangiarmi la critica e anzi riconoscere che il suo sonno è lieto e tranquillo. Assurdo contestare un modo d'essere di cui non si vuole indagare la causa e a maggior ragione folle la critica di quello che è un mero accidente (in questo caso la scarsa mobilità sociale e la tendenziale ereditarietà delle posizioni).Citazione:
In origine postato da gribisi
Ammesso e non concesso che un bramini sia davvero superiore a un paria, chi ti dice che anche il figlio del bramini sarà superiore al figlio del paria? E il nipote rispetto al nipote?
Le disuguaglianze ereditarie sono ingiuste dal punto di vista del singolo (il cretino passa avanti solo perchè di casta bramini) che della società (la società non può mai mettere la persona CAPACE a fare il lavoro di cui è CAPACE).
1000 volte meglio la società democratica preconizzata da De Tocqueville, con ruoli e gerarchie cangianti tra le generazioni, o addirittura nella stessa vita degli individui.
In ogni caso in questa discussione non si sta tenendo conto del dato più caratteristico del sistema sociale indu, che approssimativamente si potrebbe definire come personalità della legge. In realtà ne ha tenuto conto implicitamente solo Otto Rahn quando ha segnalato il manavadharmashastra.
In Europa il "superamento" della personalità della legge ha portato non certo alla libertà (che è sufficientemante garantita da una legge personale non modificabile ad arbitrio di una qualsivoglia autorità politica...) ma all'assolutismo monarchico. Uguaglianza nella prostrazione.
Io non sono affatto d'accordo con il discorso di Felix o con il non-discorso di Drieu, perchè loro vorrebbero far passare la disuguaglianza per sopraffazione. Clamorosamente si contraddicono quando parlano di gerarchia naturale e insieme di imposizione di una regola sul dominato. Voglio solo far notare che quando il predatore mangia la preda questa scompare e anzi nel tubo digerente diventa vieppiù omogenea; ecco che la gerarchia va a farsi friggere. Ti trovi a dominare in definitiva su un pezzo di cacca.
Tutto sommato il discorso è molto complesso e si potrebbero dire tante altre cose, ma credo che questo possa già bastare per spedire l'eventuale continuazione di questa discussione su un binario diverso da quello (sbagliatissimo) che aveva preso.
In particolare la seguente affermazione è alquanto discutibile:
E sperando che il nostro buon amico Felix non me ne voglia pensando che mi sono fatto per l' ennesima volta corrompere dal buonismo imperante.Citazione:
Tuttavia non si è applicato verso i popoli di colore un ferreo sistema di dominio basato su una concezione dura ed implacabile della gerarchia, che avrebbe dovuto includere la schiavizzazione di vaste masse di negri, e la riduzione del resto al rango di paria servili e di tribù selvagge da spremere, rapinare e reprimere, com'è giusto che sia quando un popolo superiore conquista uno inferiore
Semplicemente spremere, rapinare e reprimere sono verbi che esprimerebbero meglio l' azione di un manipolo di banditi che non quella di una qualche elite tradizionale.
E come ha giustamente messo in rilievo Senatore attenzione agli strani equilibrismi e alle ambiguità che comporta assumere una visione darwinisteggiante.
MIGHT IS RIGHT va bene fino ad un certo punto.
Come diceva quella vecchia pubblicità automobolistica la Potenza è nulla senza controllo.
amici, anzitutto il mio era l'ennesimo schiaffo al politically correct, azione per me quasi rituale, che mi da sempre un sottile piacere.
Secondo, si trattava di prendere atto delle forme di violenza che esistono ANCHE in un raporto gerarchico tradizionale. Se la ciurma servile si ribella, se entra in combutta col nemico, se fa resistenza passiva, allora anche il signore più tradizionale, più magnanimo, più sovranamente nobile, deve reprimere. Quando spartaco mise a ferro e fuoco il sud italico con le sue bande di schiavi ribelli, Roma dovette inviare un esercito e farli fuori tutti. Oggi che in India le caste basse e fuoricasta sono in subbuglio, i bramini hanno dovuto organizzarsi per rimetere in riga i subordinati.
e poi si tratta sempre di rafforzare dovunque il principio gerarchico, tra i popoli ed all'interno di questi. La schiavitù in particolare mi è cara quale ferrea scuola di disciplina alla gerarchia sociale.
Quando penso a Romolo Gessi e alle sue assurde campagne antischiaviste in Sudan nel XIX sec., io sto dalla parte dei negrieri arabi.
una base naturale per le gerarchie umane, a mio parere, esiste. Perchè la gerarchia, non l'uguaglianza (e noi lo sappiamo bene), è il fondamento ontologico dei rapporti tra i viventi. Quindi tra gli uomini le gerarchie si dispongono in modo analogo a quelle tra specie non-Sapiens. I popoli superiori signoreggiano sui popoli inferiori, le caste/ceti superiori su quelli inferiori, ed il sesso maschile su quello femminile, un po' come i predatori signoreggiano sulle prede, ed i maschi dominanti sui dominati e sulle femmine all'interno di un branco. Il rapporto predatore-preda va al di là del mero "consumo" (immagine, questa sì, riduttivamente materialista), ma significa l'esercizio di un dominio in senso amplio, incutendo timore e rispetto sulle prede potenziali. La violenza diretta si esercita piuttosto di rado, ma la "condizione psicologica" di dominio è permanente. Un'analogia che mi sovviene è quella di Sparta: gli spartiati non è che ammazzassero iloti tutti i giorni, ma di tanto in tanto uscivano di notte con mazze e bastoni, e colpivano a sangue gli iloti che incontravano sul loro cammino, tanto per ricordare loro la posizione di soggezione reverenziale che dovevano mantenere.Citazione:
In origine postato da Senatore
Io non sono affatto d'accordo con il discorso di Felix o con il non-discorso di Drieu, perchè loro vorrebbero far passare la disuguaglianza per sopraffazione. Clamorosamente si contraddicono quando parlano di gerarchia naturale e insieme di imposizione di una regola sul dominato. Voglio solo far notare che quando il predatore mangia la preda questa scompare e anzi nel tubo digerente diventa vieppiù omogenea; ecco che la gerarchia va a farsi friggere. Ti trovi a dominare in definitiva su un pezzo di cacca.
La violenza del superiore sull'inferiore è piuttosto rara in tempi normali, ed è ritualizzata, mentre la violenza dell'inferiore sul superiore esplode in accessi abnormi, e cade facilmente a livelli bestiali. Si pensi alla rivolta servile di Haiti nel 1792, con le atrocità beluine commesse dai negri contro i loro padroni bianchi...
Felice: ho una voglia abnorme di frustarti le chiappe, vieni qui e spogliati.
hai ragione: vieni a leccarmi gli stivali! rauss!Citazione:
amici, anzitutto il mio era l'ennesimo schiaffo al politically correct, azione per me quasi rituale, che mi da sempre un sottile piacere