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    Predefinito Partito della Sinistra Europea

    Da Berlino l'appello alla costituzione di una nuova formazione per il voto di giugno
    NASCE IL PARTITO DELLA SINISTRA EUROPEA
    Un'altra Europa «Pace, diritti, giustizia sociale»: sei dei venti partiti riuniti a Berlino sono già pronti a unirsi per partecipare alle elezioni europee


    Venti partiti europei, di matrice socialista, comunista o radicaldemocratica, si sono dati convegno ieri a Berlino. Alcuni di loro sono decisi a unirsi in un «Partito della sinistra europea», per far concorrenza agli altri blocchi che già si sono costituiti in «partiti» europei, come i socialisti, i popolari, i verdi. L'appello a fondare la nuova formazione sarà pubblicato oggi. Sei partiti sono già pronti a sottoscriverlo senza riserve: i socialisti tedeschi della Pds, che fanno gli onori di casa, gli italiani di Rifondazione comunista, giunti a Berlino con una folta delegazione guidata da Bertinotti, i francesi del Pcf, gli spagnoli di Izquierda Unida, i greci del Synaspismus, il partito comunista austriaco. Potrebbero aggiungersi un paio di partiti ancora esitanti, gli altri, come il Pdci italiano, seguiranno per ora l'impresa da osservatori.

    A primavera si terrà il congresso di fondazione, per approvare lo statuto e il programma, già pronti in bozza. «Non c'è pericolo che ne venga fuori un nuovo Comintern», assicura Wolfgang Gehrke, responsabile per i contatti internazionali della Pds. C'è da credergli anche solo a leggere le denominazioni dei raggruppamenti coinvolti: socialisti, comunisti, socialdemocratici, radicaldemocratici. Tutti i filoni delle sinistre europee dal 1848 a oggi sono in qualche modo e a diverso titolo rappresentati. Formazioni nuoviste, ortodosse, partiti di tipo tradizionale, coalizioni già in sé plurali.

    Eppure non si vuole nemmeno fare solo un «cartello», un logo che aiuti sul mercato elettorale europeo. «Abbiamo bisogno di un presidente che possa parlare per tutti, di essere un soggetto politico visibile», dice Gehrke. La bozza di statuto prevede un presidente con mandato biennale, un consiglio dei presidenti dei partiti membri, una direzione con due rappresentanti per ogni organizzazione, con un piccolo ufficio permanente che potrebbe aver sede a Bruxelles. Le spese per questo piccolo apparato non sarebbero un problema. Se la «Sinistra europea» sarà riconosciuta come partito dal parlamento di Strasburgo, otterrà un finanziamento di 8,2 milioni di euro.

    Sulla stessa lunghezza d'onda si muove Bertinotti: «Certo, ogni partito manterrà la sua identità. Ma abbiamo bisogno di campagne comuni, per la pace o contro lo smantellamento dello stato sociale. Su questo terreno i governi di qualsivoglia colore procedono all'unisono, prima in Spagna, poi in Austria e in Francia, ora in Germania e in Italia. Ci sono state e ci sono resistenze nei singoli paesi, ma isolate le une dalle altre. I rapporti di forza cambierebbero se riuscissimo a collegarle».

    Un minimo comune denominatore c'è: la critica al capitalismo reale, il no alla guerra, la difesa dei diritti sociali e di cittadinanza. Ma quando si entra nel dettaglio cominciano i dolori. Sull'opzione pacifista, per esempio: i comunisti francesi e i cossuttiani furono a suo tempo per l'intervento in Kosovo, mentre Izquierda Unida vede con favore una potenza militare europea come contraltare agli Usa.

    Sull'Europa stessa le opinioni divergono: i partner scandinavi sono i più scettici sulla possibilità di contrastarne l'attuale orientamento neoliberista. Il partito della sinistra svedese rifiuta apertamente l'integrazione europea - resterà sui banchi degli osservatori.

    Qualche paletto lo ha messo ieri Lothar Bisky, presidente della Pds, nel discorso d'apertura: «Rifiutiamo il progetto di costituzione formulato dalla convenzione europea, perché respingiamo il riarmo e ne rifiutiamo un rango costituzionale. Perché non vogliamo che il neoliberismo, il libero mercato e la libera concorrenza siano il fondamento costituzionale dell'Europa. Vogliamo un'altra Europa, della pace, democratica, con più giustizia sociale».

    Pur nella babele delle lingue, la nascente sinistra europea ha un patrimonio comune di esperienze cui rifarsi. Bisky ha ricordato la lotta antifascista: la repubblica spagnola, la resistance e il movimento partigiano, e nel dopoguerra la caduta dei colonnelli in Grecia, di Salazar in Portogallo, di Franco in Spagna. E ha un comune patrimonio di idee: «l'illuminismo e il movimento operaio, Marx e Engels, Antonio Gramsci», ma anche i progetti di Olof Palme e Willy Brandt sul dialogo nord-sud, lasciati cadere allora dall'internazionale socialista.

    E c'è anche una ferita comune, quella dello stalinismo: «Noi abbiamo ereditato anche il fallimento storico della sinistra in Europa. Siamo consapevoli delle aberrazioni e degli errori, anche dei crimini, commessi in nome del comunismo... Per questo abbiamo così cara la tradizione non dogmatica, rimasta viva anche nei momenti più difficili, che si riallaccia al motto di Marx: `Di tutto si deve dubitare'».

    Insieme a Marx, come nume tutelare c'è Rosa Luxemburg. Per riunirsi le schegge della sinistra europea hanno scelto il palazzo neoclassico del parlamento regionale di Berlino (già parlamento del Land prussiano nel Reich guglielmino e nella Repubblica di Weimar), che ospitò nel dicembre 1918 il congresso di fondazione del partito comunista tedesco. Il 15 gennaio 1919 Luxemburg e Karl Liebknecht vennero uccisi. Oggi, come ogni seconda domenica di gennaio, i berlinesi ricordano i leader spartachisti. Stavolta al «cimitero dei socialisti», ci saranno anche gli ospiti venuti da tutta Europa.


    --------------------------------------------------------------------------------

    L'arcipelago della sinistra
    All'incontro berlinese della sinistra europea riunito da ieri a Berlino partecipano 20 partiti, alcuni solo come osservatori:

    Partito operaio socialdemocratico estone
    Unione della sinistra (Finlandia)
    Partito comunista francese
    Coalizione della sinistra, dei movimenti e dell'ecologia (Synaspismos, Grecia)
    Partito della rifondazione comunista (Italia)
    Partito dei comunisti italiani
    Partito per l'uguaglianza dei diritti (Lettonia)
    La sinistra (Lussemburgo)
    Partito socialista (Olanda)
    Partito della sinistra socialista (Norvegia)
    Partito comunista austriaco
    Partito socialista polacco
    Partito comunista portoghese
    Partito comunista della Slovacchia
    Sinistra unita (Spagna)
    Partito comunista della Boemia e della Moravia (Repubblica ceca)
    Partito del socialismo democratico (Repubblica ceca)
    Partito popolare democratico (Dehap, Turchia)
    Partito del popolo lavoratore (Akel, Cipro)
    Partito del socialismo democratico (Pds, Germania)


    Guido Ambrosino
    Berlino, 11 gennaio 2004
    da "Il Manifesto"

  2. #2
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    Sapreste dare qualche info in + sui partiti presenti? Non c'è davvero nessun partito autoritario? La PDS è erede diretta della SED, partito unico della DDR, e questo nn mi fa ben sperare sul suo spirito democratico...

    Grazie e saluti
    F.

  3. #3
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    Partito del socialismo democratico (Germania).
    Nato dopo lo scioglimento della Ddr, si afferma come primo partito nella Germania dell'Est ed è oggi al governo di Berlino. Per la sua netta opposizione alla guerra in Yugoslavia, riesce ad estendere la sua presenza anche nella Germania occidentale. Si caratterizza da subito per una innovazione radicale nella pratica interna, organizzandosi in modo pluralistico e in tendenze. E' impegnato nel movimento per la pace e oggi nell'opposizione alla Agenda 2010 di tagli al welfare. www. pdsonline. de


    Partito comunista francese.
    Il PCF è uno dei partiti storici della sinistra europea. Dagli anni 90, inizia un processo definito da loro stessi di "mutation", ovvero la rottura con la tradizione ortodossa che aveva distinto la direzione di George Marchais e l'apertura di un processo di cambiamento interno e esterno. www. pcf. fr



    Izquierda unida (Spagna).
    La Sinistra Unita spagnola, nata nel 1986, è una coalizione che unisce il Partito Comunista Spagnolo ad altri movimenti e forze di ispirazione anticapitalista, ecologista e di sinistra radicale regionali e nazionali. Presente in tutto lo stato spagnolo, è stata protagonista nelle mobilitazioni insieme al movimento per la pace e per un'altra globalizzazione che hanno visto scendere in piazza milione di donne e uomini. www. izquierda-unida. es

    Sinaspysmos (Grecia).
    Nato nel 92, la coalizione della sinistra, dei movimenti ed ecologista greca, è un partito in cui si fondono varie tendenze della sinistra radicale e anticapitalista. In esso è confluita gran parte di quella che fu l'esperienza del Kke interno, partito comunista interno, divisosi dal Kke esterno filo sovietico durante l'epoca dei Colonnelli. E' fondatore del social forum greco e ha partecipato nelle recenti contestazioni a Salonicco del vertice dell'UE. www. syn. gr


    Partito comunista austriaco.
    ll Pca è stato da subito uno dei partiti che ha di più in Europa dato impulso e investito nel movimento dei movimenti, promotore del social forum austriaco e attivo nel forum europeo. Ha recentemente ottenuto un grande risultato elettorale nella città di Graz, nelle elezioni amministrative. www. kpoe. at


    Partito del socialismo democratico (Repubblica ceca).
    Nasce nel 1997 dall'unione del Blocco di sinistra e del Partito democratico della sinistra, ha un orientamento socialista di sinistra, chiaramente contro la guerra e neoliberismo. www. sds. cz

    Partito comunista di Boemia e Moravia (Repubblica ceca).
    Il Partito Comunista di Boemia e Moravia nasce nel 1990 con la divisione del Partito Comunista Cecoslovacco. Ha oltre 100.000 iscritti e alle ultime elezioni politiche ha raccolto il 18,6 % dei voti, con un contributo significativo di voto giovanile. Ha preso parte nel Settembre del 2000 alle contestazioni contro il Fmi e la banca mondiale svoltesi a Praga. www. kscm. cz


    Partito comunista slovacco.
    E' una nuova formazione, nata nel 92 dalla confluenza di due partiti in un nuovo soggetto politico. Il vecchio PC di regime decise di mutare natura e diventare Partito democratico della sinistra. Alle recenti elezioni politiche ha raccolto oltre il 6 % dei voti ed eletto per la prima volta 11 parlamentari. www. kss. sk


    Partito della sinistra (Lussemburgo).
    Anche la formazione del piccolo Lussemburgo è il frutto dell'unione di varie forze della sinistra d'alternativa. E' per la prima volta in parlamento grazie a questa convergenza. www. dei-lenk. l

    Partito socialdemocratico del lavoro (Estonia).
    Si definisce come l'unico partito di sinistra del paese baltico. Di ispirazione socialista di sinistra, aderisce al Forum dela nuova sinistra europea, di cui ha condiviso la piattaforma costitutiva. www. esdtp. ee
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  4. #4
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    devo ammettere che questo progetto porta sia curiosità che un pò di timore
    Curiosità perchè è chiaro che le forze comuniste e antiglobaliste europee si devono coalizzare per realizzare un europa migliore, vera portatrice di pace (la pace nostra ragazzi, perchè secondo certa gente anche gli usa portano pace...)..
    Però non vorrei che ogni partito perda un pò della sua unicità, anche in italia, dove, caso piuttosto singolare, ci sono due partiti comunisti piuttosto forti, siamo un pò divergenti, forse noi siamo un pò più attaccati alla storia comunista italiana, mentre voi più spesso abbracciate la causa no-global.
    Mentre in Italia PRC e PdCI, nonostante le piccole differenze, condividono l'uno le opinioni dell'altro in europa abbiamo partiti come quello francese che fa fatica a staccarsi dalle rigidità filosovietiche che lo hanno caratterizzato nel passato mentre izquierda unida, in spagna, rischia di finire in mano alla fazione interna dei repubblicani, sicuramente meno contrari di noi al capitalismo e alla globalizzazione.
    Spero che i lavori vadano avanti, comunque cercando di mantenere ben saldi i piedi dei partiti e dei movimenti nell'ambiente in cui si lavora maggiormente, cioè all'interno dei singoli stati, buttando un occhio su cosa succede in italia per quanto ci riguarda e l'altro su che succede in europa e nel mondo...
    non so se mi sono spiegato voi che ne pensate?
    Che senso ha la vita se entri senza chiederlo ed esci senza volerlo?
    Jim Morrison

  5. #5
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    Klasse, quello di Berlino mica è la fine di un percorso è solo l'inizio.
    Tanti altri partiti stanno discutendo se aderire o no. Lo e lcr comprese

    Quanto ai nordici c'è da superare l'eterno settarismo e antieuropeismo fisioligico in questi paesi. Ma siamo speranzosi.

    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

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  6. #6
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    Il sito di Lutte Ouvriere - Union Communiste (Trotzkiste)

    http://www.lutte-ouvriere.org/

    (Fraction de Lutte Ouvrière) periodical Convergences Révolutionnaires

    http://www.convergencesrevolutionnaires.org/

  7. #7
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    Sul sito della PDS tedesca ho visto che era stato messo il manifesto scritto dalla riunione dei partiti che daranno vita al Partito della Sinistra Europea. Se l'avete, lo postate in Italiano, che era scritto in tedesco, un po' ho capito e un po' no ?

  8. #8
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    In origine postato da gnista
    Se mi scrivi il sito esatto te lo traduco io.
    Grazie gnista !
    Ecco qui il programma in tedesco:

    "Programm der Partei der Europäischen Linken
    Vereinbarter Entwurf der Initiativgruppe der programmatischen Grundlage für die PEL

    In Europa keimt neue Hoffnung auf. Eine neue Vision inspiriert immer mehr Europäer und vereint sie zu großen Aktionen des Widerstandes gegen die Durchsetzung einer kapitalistischen Einbahnstraße, mit der die Menschheit in die Falle neuen sozialen und kulturellen Rückschritts gelockt werden soll. Die Situation der Völker, der sozialen Akteure und des einzelnen Menschen ist von Unsicherheit, Ungewissheit und ungeschützten Arbeitsverhältnissen geprägt. Neuer, starker Widerstand gegen die kapitalistische Ausbeutung ist im Entstehen. Es ergeben sich neue Möglichkeiten, das Leben der Männer und Frauen zu verändern, die von den Katastrophen der kapitalistischen Globalisierungspolitik mehr und mehr betroffen sind.

    Die neuen Formen der Macht führen weltweit zu Krisen der Nationalstaaten, der Bündnissysteme und der nach dem zweiten Weltkrieg entstandenen Weltordnung. Die Theorie des permanenten Krieges, wie sie gegenwärtig in der Bush-Doktrin zum Ausdruck kommt, der Strudel terroristischer Gewalt, die von diesem Krieg genährt wird, lässt Ungleichheiten wachsen und das Feld für Demokratie schrumpfen.

    Für uns ist Europa in der internationalen Politik ein Raum für das Wiedererstehen des Kampfes um eine andere Gesellschaft. Ihre Ziele sind Frieden und die Transformation der gegenwärtigen kapitalistischen Verhältnisse. Wir streben eine Gesellschaft an, die über die kapitalistische, patriarchale Logik hinausgeht. Unsere Ziele sind Emanzipation des Menschen, Befreiung der Frauen und Männer von Unterdrückung, Ausbeutung und Ausgrenzung in jeglicher Form.

    Für uns bestehen Rolle und Aufgabe der politischen Linken in Europa darin, einen Beitrag zur Herstellung eines breiten sozialen und politischen Bündnisses für eine radikale Veränderung der Politik zu leisten, indem wir konkrete Alternativen und Vorschläge für diese notwendige Transformation der gegenwärtigen kapitalistischen Gesellschaften entwickeln. Darin sehen wir unsere Verantwortung und die Möglichkeit, all jene anzusprechen, die sich für eine gerechtere Gesellschaft als Voraussetzung für ein selbstbestimmtes Leben des Individuums einsetzen. Wir wollen linke Politik dauerhaft als selbständiges, selbstbewusstes politisches Projekt etablieren, das zur Durchsetzung von Solidarität und Demokratie, von sozialen und ökologischen Alternativen beiträgt.

    Aus diesem Grunde werden die Europäische Union und darüber hinaus der ganze europäische Kontinent - neben der traditionellen politischen Ebene der Nationalstaaten, Regionen, Gemeinden und nicht abgeschottet von der internationalen Entwicklung - zunehmend zu einem wichtigen Raum für alternative Politik.

    Daher sehen wir die weltweite Bewegung für eine andere Welt, ihren wachsenden Austausch sowie ihren Einfluss innerhalb und auf die traditionellen sozialen, gewerkschaftlichen, feministischen, ökologischen und demokratischen Bewegungen als neue Kräfte im Konflikt für diese Veränderung. Alle diese Bewegungen setzen dem "privaten Raum" der Weltmächte einen "öffentlichen Raum" entgegen, in dem verschiedene Akteure Grundrechte einfordern - Frieden, Demokratie, soziale Gerechtigkeit, Freiheit, Gleichstellung der Geschlechter und Achtung vor der Natur. Die politische Linke gehört dazu. Das verleiht der Politik der Transformation neue Kraft.

    Die ganz eigenen kulturellen, politischen Erfahrungen und sozialen Kämpfe in den europäischen Ländern haben das Wesen des europäischen Sozialmodells geprägt. Wir haben diese politischen und kulturellen Wurzeln im Auge, nicht der Marktwert, der ihm heute durch die Politik von Maastricht und die Beschlüsse der Europäischen Zentralbank zugeordnet wird.

    In Europa, in allen unseren Ländern leiden die Menschen heute unter der Politik des globalisierten Kapitalismus, den die Regierungen im Interesse des Großkapitals und seiner Lobbys durchsetzen. Diese untergräbt die Solidarität und die sozialen Errungenschaften, die in schweren Kämpfen erreicht wurden. Wir erleben einen Generalangriff auf die Rentensysteme, den Abbau und die Privatisierung der Sozialversicherung, die Einführung der Marktgesetze für solch wesentliche öffentliche Dienstleistungen und Bereiche wie Gesundheit, Bildung, Kultur, für Gemeinschaftsgüter wie Wasser und andere Naturressourcen, die Deregulierung des Arbeitsmarktes, vor allem die Ausbreitung ungeschützter Arbeitsverhältnisse. Gegen Gewerkschaften wird zunehmend härter vorgegangen, Immigranten werden kriminalisiert.

    Alles - von der Arbeit bis zum Alltagsleben der Menschen - wird zur Ware. Im Europa von heute nehmen Arbeitslosigkeit, ungeschützte Arbeitsverhältnisse, Militarisierung nach außen - wie im Balkan-, Afghanistan- und Irak-Krieg demonstriert - und nach innen durch repressive, Freiheit raubende Gesetze gegen jene, die sich der neoliberalen Politik entgegenstellen, immer mehr zu. Das löst Politikverdrossenheit in wachsenden Teilen der Gesellschaft, Kämpfe unter den Armen aus, lässt Populismus, Rassismus und Antisemitismus wieder aufleben.

    Das sozialdemokratische Konzept des "Dritten Weges" ist in Europa gescheitert, weil er dieser Entwicklung nichts entgegengesetzt und sie damit befördert hat. Das schafft neue Möglichkeiten und erhöht zugleich die Verantwortung für die Linke, die die gegenwärtige Welt verändern will. Aber wir können nicht auf den traditionellen Weg des 20. Jahrhunderts zurückkehren, der den Kräften mit revolutionärer Inspiration große Erfolge, aber auch große Niederlagen und Tragödien gebracht hat.

    Um die Gesellschaft zu verändern, müssen wir an breiterer Front vorgehen. In Europa ist die Schaffung einer alternativen, radikalen, ökologischen und feministischen Linken die Herausforderung der neuen Phase, die jetzt beginnt. Der plurale Charakter der Bewegungen kann jetzt von dieser neuen politischen Kraft durchdrungen werden, denn wir wollen ein neues Verhältnis von Gesellschaft und Politik entwickeln.

    Wir wollen den Entwurf für ein anderes Europa vorlegen, der EU einen anderen Inhalt geben: unabhängig von der Hegemonie der USA, offen zum Süden dieser Welt, ein alternatives soziales und politisches Modell zum Kapitalismus, aktiv gegen wachsende Militarisierung und Krieg, für Umweltschutz und die Achtung der Menschenrechte, einschließlich der Rechte auf sozialem und wirtschaftlichem Gebiet. Wir fordern das Recht auf Staatsbürgerschaft für alle Menschen, die in Europa leben.

    Wir wollen ein Europa, das frei ist von der antidemokratischen und neoliberalen Politik der WTO und des IMF, das die NATO, ausländische Militärbasen und jegliches Modell einer europäischen Verteidigungsarmee ablehnt, die den Wettlauf des Militärs und das Wettrüsten in der Welt weiter anheizt. Wir wollen ein Europa des Friedens und der Solidarität, frei von Atom- und anderen Massenvernichtungswaffen, ein Europa, das Krieg als Mittel zur Lösung internationaler Streitfragen ablehnt.. Das betrifft besonders den Konflikt zwischen Israelis und Palästinensern, der auf der Grundlage der Beschlüsse der UNO geregelt werden muss.

    Wir, die linken politischen Kräfte dieses Kontinents, wollen mithelfen, dass eine neue Kraft für Veränderung entsteht.

    Wir, Parteien und politische Organisationen, die sich für kommunistische, sozialistische, demokratische, ökologische und feministische Zielstellungen, gegen Neoliberalismus und für soziale Veränderungen einsetzen, wollen, dass ein neues politisches Subjekt entsteht: die Partei der Europäischen Linken (EL).

    Wir wollen diese Hoffnung verkörpern, die uns in die Lage versetzen wird, die Fragen der Globalisierung, des Weltfriedens, der Demokratie und der sozialen Gerechtigkeit, der Gleichstellung der Geschlechter, eines selbstbestimmten Lebens für Menschen mit Behinderungen, einer nachhaltigen, ausgewogenen Entwicklung, der Achtung der verschiedenen kulturellen, religiösen, ideologischen oder sexuellen Orientierungen auf neue Weise anzugehen.

    Wir sehen die Notwendigkeit einer tiefgreifenden sozialen und demokratischen Transformation Europas. Ja, die Zeit ist gekommen, den Kampf gegen das Dogma von der sakrosankten Marktwirtschaft mit freiem Wettbewerb, gegen die Macht der Finanzmärkte und multinationalen Konzerne zu verstärken und stattdessen zu erreichen, dass die Bürger aktiv in eine Politik eingreifen, die in ihrem Namen durchgeführt wird.

    Angesichts von Rezession und wachsender Arbeitslosigkeit müssen die Orientierungen des Stabilitätspaktes und der Europäischen Zentralbank in Frage gestellt, muss eine andere Wirtschafts- und Sozialpolitik durchgeführt, müssen soziale Prioritäten für Vollbeschäftigung und Ausbildung, für öffentliche Dienstleistungen und mutige Investitionen, darunter in die Umwelt, gesetzt werden. Eine Besteuerung der Kapitalflüsse ist einzuführen. Andere Prioritäten müssen her, bei denen der Mensch und nicht das Geld im Vordergrund steht.

    Wir wollen uns überall in Europa für größere Rechte der Lohnempfänger am Arbeitsplatz einsetzen. Die öffentlichen Dienstleistungen halten wir für unverzichtbar, um das Recht auf gleichen Zugang für jedermann zu Bildung, Wasser, Nahrung, Gesundheit, Energie und Verkehr zu garantieren. Wir sind für modernisierte, dezentralisierte und demokratisierte öffentliche Dienstleistungen, um soziale Rechte für jedermann zu sichern.

    In diesem Jahr treten zehn Länder der Europäischen Union bei. Weitere haben diesen Wunsch geäußert. Aber sowohl in diesen Ländern als auch in den heutigen Mitgliedstaaten der EU gibt es bedeutende politische und gesellschaftliche Kräfte, die die Erweiterung mit Vorbehalten oder offener Feindschaft sehen. Diese Tendenzen verstärken sich dadurch, dass die gegenwärtigen strategischen Entscheidungen die EU in eine Sackgasse führen.

    Die Europäische Linkspartei wendet sich auch den vor allem durch die Transformation entstandenen Problemen der Länder auf dem Balkan und in Osteuropa zu, die sich heute außerhalb der EU befinden. Sie stehen vor dem Dilemma, eine selbständige Entwicklung einzuschlagen oder sich der kapitalistischen Integration Europas anzuschließen, um all die Konflikte zu lösen, die in Gegenwart und Zukunft auf ihre Gesellschaften zukommen. Die EL ist bereit, mit allen demokratischen Kräften dieser Länder für Demokratie, Frieden und soziale Gerechtigkeit, für soziale und wirtschaftliche Entwicklung sowie für die Stärkung der demokratischen Institutionen zusammen zu wirken.

    Wir wollen erreichen, dass die gewählten Gremien - das Europäische Parlament und die nationalen Parlamente sowie repräsentative EU-Gremien wie der Wirtschafts- und Sozialausschuss oder der Ausschuss der Regionen mehr Handlungs- und Kontrollrechte erhalten. Wie immer wir insgesamt zu dem gegenwärtig debattierten Verfassungsvertrag stehen mögen, wir wenden uns gegen ein Direktorat der Großmächte. Wir akzeptieren auch ihren Wunsch nicht, uns ultraliberale Wirtschaftskriterien und eine Militarisierung aufzuzwingen, die zu wesentlichem sozialem Rückschritt führt.

    Wir setzen uns unablässig dafür ein, die Möglichkeiten für das Handeln, für die Teilhabe und Kontrolle der Bürger auf allen Ebenen und in allen Phasen der europäischen Integration auszubauen.

    Das Kernproblem der Krise der Europäischen Union ist die Frage der Demokratie. Jahrzehntelang ist die Europäische Union von oben aufgebaut worden - unter Missachtung der großen Vielfalt ihrer Kulturen und Sprachen, ohne und oft gegen das Volk.

    Aber es zeichnen sich bereits Veränderungen ab. Die großen Kämpfe der sozialen Bewegungen, der Gewerkschaften, der Arbeiter und Bürger gegen den Krieg verändern die Lage. In nur wenigen Jahren haben sie zu einem breiten Zusammenschluss für Frieden, gleiche Menschenrechte und Achtung vor unserem Planeten geführt. Als politische Kräfte der sozialen Transformation wollen wir zu dieser neuen Dynamik beitragen, die gegen die neoliberale Politik gerichtet ist. Die Sozialforen sind wichtige Gelegenheiten für Debatte und Auseinandersetzung, für die Entwicklung von Alternativen zum heutigen neoliberalen Europa durch die Völker und Bürger. Die sozialen Bewegungen und ihre Kämpfe haben ihre eigene Dynamik, ihre selbständige Analyse, ihre Vorschläge und Initiativen. Wir sind dafür, die Rechte von Arbeitern und Gewerkschaften gegen Diskriminierung jeglicher Art zu verteidigen, zugleich aber für die Erweiterung von Arbeiterrechten wie der Rechte für Arbeitslose und Beschäftigte in ungesicherten Arbeitsverhältnissen, für die Erweiterung der Demokratie am Arbeitsplatz und im Wirtschaftsleben auf allen Ebenen, darunter auf der europäischen Ebene, zu kämpfen.

    Wir setzen uns für eine alternative, eine sozial-ökologische und nachhaltige Entwicklung, für einen Umbau der Wirtschaft ein, der auf dem Schutz von Umwelt und Klima, auf dem Grundsatz der Vorsorge, dem Einsatz umweltfreundlicher Technologien, auf lebenslanger sozialer Solidarität, der Schaffung neuer Arbeitsplätze und der Unterstützung benachteiligter Regionen der Erde beruht.

    Wir wollen, dass der Ausschuss der Regionen sowie der Wirtschafts- und Sozialausschuss als wesentliche Institutionen einer demokratischen Regionalpolitik der EU stärker an der Entscheidungsfindung der europäischen Institutionen beteiligt werden.

    In der EU stoßen Interessengegensätze aufeinander. Uns gibt das neuen politischen Raum für den Klassenkampf zum Schutz der Arbeiterinteressen, der Demokratie sowie der europäischen Gesellschaft mit ihren Organisationen und Institutionen, darunter das Europäische Parlament.

    Die EL verpflichtet sich, dazu beizutragen, dass die großen Veränderungen, die sie anstrebt, Realität werden, was zu einer ständigen Vertiefung von Frieden, Demokratie und sozialer Gerechtigkeit führen wird.

    Kämpfen wir gemeinsam für eine neue Gesellschaft, für eine Welt, frei von Ausbeutung und Krieg.

    Wir sagen heute: Eine andere Welt ist möglich. Die Zukunft ist hier. Es gibt kein Ende der Geschichte. "

    da http://www.pds-online.de/

  9. #9
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    p.s. non riesco a postare il sito internet in versione htlm, non so perché mnon riesco a creare il collegamento, comunque digita "PDS" o "Partei des Demokratischen Sozialismus" su un quasiasi motore di ricerca e ti comparirà il sito.

 

 

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