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    Predefinito Il Senatur accusa la "nuova P2"

    Intervista a Bossi: i poteri forti dell'economia
    e della politica romana non ci fermeranno
    Il Senatur accusa la "nuova P2":
    giovedì devolution, o tutti a casa
    Ruini? No comment, non parlo del Vaticano
    Certo ci sono mondi contrari al governo Berlusconi
    di GUIDO PASSALACQUA


    Umberto Bossi

    MILANO - Dopo due giorni a letto con l'influenza Umberto Bossi ritorna in pista e accusa quella che lui definisce "una nuova P2", un misto di poteri forti politico-economici che puntano a fare saltare gli equilibri governativi, a sabotare la riforma federalista. Bossi ne ha per tutti, ma contemporaneamente sta bene attento a non chiudersi le porte alle spalle. Si vedrà giovedì in Senato e domenica mattina in piazza a Milano, durante il corteo e comizio per il federalismo.

    Ministro Bossi, il cardinale Ruini ha detto che le riforme vanno perseguite "senza nemmeno mettere apparentemente in discussione l'unità nazionale". Che ne dice?
    "Io non parlo del Vaticano. Io le dico che il governo Berlusconi è favorevole a fare le riforme. Certo ci sono mondi che non sono favorevoli alle riforme, anzi che non sono favorevoli al governo Berlusconi".

    Ma vuole dividere l'Italia in tre macroregioni, come diceva Miglio? Sta rifacendo il Parlamento del Nord?
    "Ma quale Parlamento del Nord. Quelli che ipotizzo sono solo dei coordinamenti politici, cose di tipo consultivo".

    Che si tratti di una sorta del Parlamento del Nord lo dicono i suoi alleati.
    "Se così fosse sarebbero molto poco alleati. Stiamo parlando di assemblee consultive".

    Venerdì sera lei a Brescia era moderatamente soddisfatto, passate poche ore c'è stato un fuoco di sbarramento da parte di An e Udc.
    "Vedo che ci sono segnali che qualcuno non vuole fare le riforme. Ma questa cosa non esiste, non esisterà. Altrimenti li dovrò considerare alleati riluttanti. Cioè alleati molto poco".
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    Non è che lei abbia molto tempo, giovedì si vota la devoluzione nell'aula del Senato, sarà la prima prova del nove.
    "Se non passa si va a casa subito".

    La sinistra l'accusa di sfasciare il paese.
    "Sono scemi. Se loro stanno a sentire Violante..."

    La sua strategia politica?
    "Ma che strategia, penso al Nord che mantiene il Paese".

    An ha dei dubbi, idem l'Udc, ma su cosa vi siete trovati d'accordo in commissione Affari costituzionali?
    "Le dico che se non passa in aula, se non mantengono la parola...".

    Si parla di uno scambio tra devoluzione e verifica di governo.
    "Ma che. Se non passa questa volta... Del resto, se non si arriva al risultato attraverso le riforme, allora vuole dire che non c'è più da sperare. Se a metà settimana non passa in aula la devoluzione, vuole dire che ognuno è libero di andare per la sua strada".

    Cioè?
    "Sarà chiaro a tutti chi è Berlusconi, chi è Fini, chi è Follini, chi è Casini".

    Ma lei è disponibile a eventuali emendamenti in aula?
    "Ma insomma, non c'è niente da emendare. Alla sinistra abbiamo già dato tutto".

    Sulla devoluzione c'è stato un fuoco di sbarramento da parte dei principali quotidiani italiani.
    "Sappiamo chi sono. E non mi illudo che siano favorevoli al Nord. Magari ci sono uomini collegati a quelle parti che sono interni al Nord. Ma io le dico che c'è un nuovo gruppo, la potrei definire la nuova P2, che è organizzata trasversalmente, che mira a fare pasticci e imbrogli".

    C'è chi sta sabotando le riforme all'interno della coalizione?
    "No, non mi pare che all'interno della maggioranza ci siano cose di questo tipo. Certo, le riforme si devono fare. Ma insisto: c'è un coacervo forte di tipo economico e politico che vuole i soldi e che è trasversale alla politica".

    La riforma federalista passerà al Senato?
    "Io mi aspetto che passi. Se non passerà, saranno i fatti a parlare. Non posso pensare che vinca la nuova P2 che sta cercando di metterci in difficoltà. Non c'è il minimo dubbio che la riforma passerà, altrimenti il Nord batterà un'altra strada. Certo che è fatale che non ci si trovi sulla stessa lunghezza d'onda del mondo romano".


    (20 gennaio 2004)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
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    Ma Cè si smarca:"Calderoli si illude, i nostri alleati
    sono sempre inaffidabili". Follini: "Sepolta un'idea balzana"
    Pera: così la riforma non va
    La Lega frena, ma è scontro
    Ma il Senatur: "Non uscirò dal governo"
    di SILVIO BUZZANCA


    Umberto Bossi

    ROMA - Si ritorna al testo di riforma costituzionale approvato dal Consiglio dei ministri. La Cdl ritrova un apparente minimo di pace grazie alla apparente marcia indietro della Lega che rinuncia ai "parlamentini padani" fra il plauso di An e Udc che parlano di vittoria. Una vittoria sancita da Roberto Calderoli che nel pomeriggio annuncia: "Se le assemblee di coordinamento delle autonomie fanno tanta, immotivata, paura la prima proposta della Lega è sempre valida, abroghiamole pure ma inseriamo al senato i presidenti delle Regioni". Bene, benissimo, è il commento nel centrodestra. Marco Follini, poco prima di iniziare la riunione dei suoi parlamentari dice: "Siamo venuti qui a seppellire la balzana idea dei parlamenti del Nord, del Centro e del Sud e siamo grati al fatto che Calderoli partecipi alla sepoltura". Aggiunge Ignazio La Russa, coordinatore di An: "Mi pare ragionevole la proposta della Lega, autorevolmente avanzata dal senatore Calderoli".

    Dunque tutto sembra a posto. Grazie anche alle pressioni di Marcello Pera che il 16 gennaio aveva scritto a Berlusconi e Giuliano Amato per segnalare i guasti a cui si andava incontro con la riforma di D'Onofrio e le implicazioni che in tutta la vicenda ha avuto la riforma varata dell'Ulivo. Calderoli ha sentito però il bisogno di dire che è "assolutamente inopportuno che il presidente di una istituzione così coinvolta nel processo riformatore intervenga in una questa vicenda".

    Tutto sembra a posto. Apparentemente. Troppo contento Calderoli. Troppo contento di una soluzione che è molto simile a quelle avanzata dal centrosinistra. Euforico addirittura per il ritorno al testo di Lorenzago approvato dal Consiglio dei ministri. Tanto euforico da scontrarsi con Alessandro Cè, capogruppo leghista alla Camera, convinto che gli alleati sono inaffidabili. E questo insospettisce gli alleati della Cdl. Lunedì faceva fuoco e fiamme per difendere il parlamentino, martedì lo butta a mare senza battere ciglio? E se fosse un grande gioco delle parti, una trappola che ci hanno teso per spiazzarci? Un senatore dei ds mormora: "Potrebbe essere". In pratica hanno chiesto la luna, il "parlamentino padano", per avere la devolution e il Senato federale. Roba da sbandierare nella prossima campagna elettorale.
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    E Bossi? Continua a sparare a zero contro amici e avversari. Denuncia che "è in atto un attacco trasversale del partito romano che vuole bloccare le riforme". Parla di "massoni deviati, una specie di nuova P2, dove è mescolata sia la politica sia l'economia, gente che si annida sotto la copertura del centralismo". Per il leader della Lega, "il meccanismo di potere di Roma ladrona un tempo era quello di essere una banca di smistamento del debito pubblico. Ora il suo meccanismo di potere ruba il risparmio del nord". Bossi alla fine arriva anche a ventilare l'idea che lui possa uscire dal governo, ma poi smentisce categoricamente. Ed esclude in maniera categorica che possa farlo la Lega. Resteremo al governo per lottare contro i poteri forti, insiste il ministro.

    In questo clima le riunione dei gruppi di An e Udc si prolungano un po'. Alla fine Follini dice: "Andiamo avanti nelle riforme, che sono di tutte e non di alcuni. Il nostro ruolo è quello di raddrizzare qualche stortura. Il Parlamento del nord non c'è, questo è un fatto. Le minacce lasciano il tempo che trovano, i fatti restano".

    Anche An canta vittoria per la difesa dell'unità nazionale. Il presidente dei senatori Domenico Nania spiega che An "voterà a favore del ddl del Consiglio dei ministri votato all'unanimità" e respinge "le norme che annacquano il premierato forte". E La Russa annuncia che pur di evitare equivoci e confusioni potrebbe slittare la verifica.


    (21 gennaio 2004)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    I poteri politico-finanziari si sono aggregati attorno ai Palazzi per difendere i privilegi garantiti dal centralismo
    Il partito della bistecca romana attacca la riforma regionalista


    GIGI MONCALVO
    --------------------------------------------------------------------------------
    Ministro Bossi, ha visto il comunicato dell'on. Cè sulla incertezza circa le riforme? Lei che cosa ne pensa?
    «A pensar male, come fa Cè, si fa peccato ma a volte ci si prende... Comunque, certi poteri romani sono non solo collegati tra di loro ma decisamente contro il Nord e più in generale contro il Paese che lavora. C'è un potere trasversale, finanzario-politico-giudiziario, che si aggrega attorno ai Palazzi e ai finanziamenti».
    Naturalmente questi poteri non vogliono che si cambi il Paese.
    «Naturalmente. Infatti i due ministeri di riforma, che sono quello della Giustizia e quello delle Riforme Istituzionali, sono quelli più bersagliati e di cui non vengono mai fatte passare le riforme. A volte si ha la sensazione di svuotare il mare con un secchiello».
    Questo partito è trasversale anche politicamente?
    «Naturalmente. Questi poteri sono legati anche alla politica e si spalleggiano a vicenda».
    Le faccio una domanda maligna: questi poteri sono i veri nemici del Nord?
    «Del Nord e non solo del Nord, ma di tutto il Paese che lavora».
    E allora, può la Lega abbandonare la lotta contro il maggior nemico del Nord?
    «Evidentemente no. Ma questa è una risposta che non le posso dare adesso. Noi saremo sempre contro Roma ladrona, non saremo mai compagni di loggia di questi qui».
    Ha visto che ieri perfino Andreotti si è messo a sparare contro di lei nel nome dell'egemonia romana?
    «Buono quello... Ma rappresenta un passato ultra-negativo per il Nord e per il Paese, è il debito pubblico fattasi persona, un passato che per fortuna è passato, anche se adesso è vicariato dal debito privato, dalle mani sul risparmio dei cittadini».
    Però Calderoli, nonostante questo evidente quadro di lotta di trincea, crede ancora che il Federalismo possa venire...
    «Questo non lo so. Diciamo che nelle lotte di trincea si avanza piano piano fino agli ultimi mesi quando in un senso o nell'altro il fronte si muove all'improvviso e con grandi sussulti. Per adesso siamo al Governo e in Parlamento con le baionette in canna».
    Quindi se non sono previste avanzate rapide vuol dire che è davvero dura?
    «Non è uno scherzo, ma se anche il cielo è tetro bisogna trovare qualche spiraglio di luce».
    Gigi Moncalvo
    --------------------------------------------------------------------------------


    [Data pubblicazione: 21/01/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    Cè: «Quei tre poteri che guidano nell'ombra»


    «Credo che Calderoli si illuda sulle reali intenzioni degli alleati di Governo quando dice che ci può essere un accordo sul federalismo. Gli alleati infatti si dimostrano sempre più inaffidabili». A dichiararlo è Alessandro Cè, presidente del Gruppo Lega Nord Federazione Padana alla Camera. «Dopo aver votato in Commissione i coordinamenti regionali (meri organi consultivi e non certo legislativi) distribuiti su tutto il territorio nazionale e non solo al Nord Berlusconi, Fini, Casini, il giorno dopo, si sono rimangiati la parola. Contemporaneamente è partito un pesantissimo e vergognoso attacco contro la Lega orchestrato dalla mafia romana con il pretesto, assolutamente infondato, della nascita di un presunto "Parlamento del Nord". Un attacco che ha utilizzato tutti i giornali e le televisioni, compresi quelli di proprietà del presidente Berlusconi, intenti a tirare la volata al partito romanocentrico».
    Continua Cè: «Per queste ragioni, credo che l'amico Calderoli si illuda. Gli alleati fanno il contrario di quello che dicono. Personalmente ritengo non sia possibile, in queste condizioni, trovare nuovi accordi. Alla luce degli ultimi avvenimenti risulta chiaro che esiste un potere trasversale a Roma che coinvolge Quirinale, Vaticano e Bankitalia, gravitante attorno ai salotti, che non accetterà mai le riforme della Lega. È quella lobby che Bossi definisce P2 trasversale che, al contrario di quella storica, oggi è costretta a mostrarsi assieme ai politici che finanzia, siano essi di destra o di sinistra. Roma padrona e la P2 trasversale, senza un nuovo slancio verso il cambiamento, possono trionfare e questo sta facendo crescere la contestazione e l'insofferenza nella base della Lega».
    Il capogruppo alla Camera del Carroccio si rivolge ancora una volta agli alleati di governo: «Non si può fare finta di non conoscere il federalismo, firmare un patto elettorale che fa vincere le elezioni e poi sconfessarlo il giorno dopo. Se Fini e Follini non sanno queste cose hanno sbagliato a sottoscrivere un patto in cui hanno detto che vogliono cambiare il Paese, hanno raccontato bugie agli elettori. Ma se così non è, e lo spero, siano coerenti e appoggino una riforma che non è eversiva. An e Udc mistificano questa vicenda. Si tratta di assemblee consultive differenziate, perchè il nostro Paese non è uguale a tutte le latitudini. Il federalismo nasce per dare la parola agli enti decentrati. Loro, invece, vorrebbero un centralismo centralizzato». Alessando Cè, capogruppo della Lega alla Camera, replica così ai leader di An e Udc, che hanno puntato l'indice sulla Lega contro l'inesistente "Parlamento del Nord".
    «Stanno forse minimamente maturando l'idea di federalismo - spiega l'esponente del Carroccio, conversando con i giornalisti in Transatlantico, a Montecitorio - però, ogni qualvolta si interpellano la periferia, gli enti locali, le Regioni, per loro è la rottura dello Stato. Mentre il federalismo è questo: dare voce agli enti decentrati. Non si tratta del Parlamento del Nord. Parliamo di assemblee consultive, che sono un'altra cosa. Sono organismi differenziati - insiste Cè - perchè l'Italia non è uguale dappertutto. E' un dato di fatto. Chiunque è in grado di verificarlo e riconoscerlo. Il modello federalista nasce proprio perchè il Paese è diverso. An e Udc invece vogliono centralizzare anche il federalismo».


    [Data pubblicazione: 21/01/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    «SIAMO NEL MIRINO, NON SARA' FACILE OTTENERE IL FEDERALISMO»
    BOSSI: IL PARTITO TRASVERSALE ROMANO CI ATTACCA PER BLOCCARE LE RIFORME


    «Non vogliono il federalismo, vogliono tenere il potere concentrato a Roma, questa è la verità»: lo ha detto il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, parlando ieri pomeriggio a Radio Padania . «Adesso - ha detto Bossi rispondendo alla domanda dell' intervistatore che gli chiedeva quale sarà la strada delle riforme -, è in atto il contrattacco del partito trasversale romano che vuole bloccarle le riforme. Tutto lì. Il resto è una conseguenza di questo, anche il processo per i fatti di via Bellerio è una conseguenza».
    Ma la vicenda di via Bellerio è in qualche modo collegabile alla battaglia della Lega sul federalismo? «Non so dire. Diciamo che a uno gli viene da chiedersi perché la Cassazione ha fissato la data del 9 febbraio. E il 9 febbraio era una data che lascia aperte molte domande sulla possibilità di andare alle elezioni. Vabbè, queste possono essere delle dietrologie. Il problema vero - ha proseguito Bossi - è che questi la sentenza la faranno quanto prima, non è stata una colluttazione, è stata un'aggressione da parte della polizia, davanti a tutti i giornalisti. Ma quando una cosa diventa regime, non è che va per il sottile. La persona che c'era dietro era Papalia. Papalia di Verona. La cosa, la provocazione era la rabbia contro il Nord che muoveva da questa gente, la rabbia contro il Nord che due giorni prima era andato sul Po e a Venezia. Quindi moltissime condanne sono condanne razziali. Condanna razziale di magistrati che certamente non sono il massimo dell'equilibrio.
    «Comunque - ha aggiunto il leader leghista - quella sentenza lì è arrivata alla Cassazione e adesso secondo me si riassumerà in una condanna e ci manderanno in carcere. Manderanno in carcere me, penso, come al tempo del fascismo, no?».
    Ma a questo punto ministro - è stata la domanda del conduttore di Radio Padania - il federalismo è ancora possibile? «Il problema di fondo - ha risposto Bossi - è che in questo momento il partito trasversale è un partito che vede un'aggregazione sia finanziaria sia politica e quindi può immaginarsi che cosa certi partiti, anche alleati, non voteranno facilmente. Cercano di tirare a campare perché hanno paura di andare al voto e quindi... Sono completamente contro il Nord e quindi non penso che sarà facile ottenere il federalismo. Noi lotteremo, però non so. A me pare che dopo due anni e mezzo si può dire che di riforme non ne è passata una. Dov'è la riforma contro i reati d'opinione? Dov'è la riforma per il Tribunale dei Minori? Dov'è... e si può andare avanti all' infinito. Lì c'è lo scontro in atto, va tenuto sempre presente che lo scontro in atto è lì: quello tra il partito del Paese serio, che vuole cambiare, e il partito trasversale, romano. C'è questo miscuglio di politica e di finanza, che adesso sta rivenendo all'attacco. Certo che passa anche dai tribunali questa roba. E non c'è dentro solo la sinistra, ci sono dentro un po' da tutte le parti, è trasversale rispetto ai poli. Questi qui sono quelli dei salotti romani - ha aggiunto -. Quando si toccano gli interessi loro... e interessi loro, per spiegarsi, è che loro non lavorano e fanno i soldi, portandoli via al Paese che lavora. E quando si toccano quegli interessi questi diventano delle belve hanno in mano queste macchine e le usano, non c'è alternativa per chi si oppone. Noi sappiamo, abbiamo coscienza che siamo sotto un attacco di questo tipo. Poi abbiamo persino i giornali del premier ch ci sparano addosso. Oggi guardi i giornali, e il Tg5... perché un conto è raccontare la verità un conto è falsificare tutto quanto. Bisognerebbe dire la verità, quello che c' è dietro». Però - gli ha chiesto il conduttore - i giornali raccontano di un Berlusconi molto vicino a lei, molto vicino alla Lega. Si parla di un asse Bossi-Berlusconi. E' così o lei si sente tradito dal premier? «Mah... il premier si troverà in difficoltà - ha risposto il ministro Bossi -. Non è mica facile tenere in piedi il governo in queste condizioni, con il partito trasversale romano che non sta solo a sinistra ma è anche da questa parte».
    Bossi ha puntualizzato: «Giovedì faranno passare il federalismo, poi scatterà la tagliola antifederalista: se il federalismo salta adesso si va ad elezioni e loro hanno paura delle elezioni; ma dopo cercheranno tutti i modi per fermare il cambiamento. Perché la realtà è che Roma non vuole il cambiamento. Del resto la libertà i popoli se la conquistano con la lotta. Come trovare la via per uscire da questo conglomerato politico-finanziario, dove finanzieri e politici si sostengono a vicenda, questo è il problema e non è facile risolverlo anche perché i palazzi si sono saldati insieme».


    [Data pubblicazione: 21/01/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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