"...All'inizio di questa guerra, l'avevano definita 'Giustizia infinita'. Badate bene, gli attributi infiniti sono soltanto di Dio. siamo di fronte a discorsi religiosi, non politici. A quanto pare, dunque, questa gente pensa (o vuole farci credere di pensare) di essere investita di una missione morale, di un magistero religioso. Non è stato un errore, è stato un lapsus. Non so se sia peggio questo lapsus, oppure l'annuncio parallelo, ripetuto fino all'ossessione, che la guerra "durerà un'intera generazione". E perché mai? A che cosa si stanno preparando? Perché ci vogliono terrorizzare? Siccome non credo che siano né matti né ubriachi, non mi resta che pensare che stiano dicendo cose serie. Lo confermano i fatti. vedo il presidente degli Stati Uniti (che d'ora in poi chiamerò 'Imperatore facente funzione'), che a metà di novembre 2001 emette un decreto in cui si dice: che il presidente degli Stati Uniti d'america, sulla base di informazioni ricevute dai suoi servizi segreti, istituisce tribunali militari speciali segreti che potranno giudicare - senza l'obbligo di esporre le prove di fronte all'imputato e ancor meno in pubblico - cittadini stranieri catturati ovunque, anche fuori dagli Stati Uniti, senza il diritto di scegliersi l'avvocato difensore e potranno essere condannati senza appello alla pena di morte con il voto di due giudici militari statunitensi sui tre che compongono il tribunale speciale. Io leggo i giornali americani e rifletto (è opportuno rilevare che questa notizia ha dovuto faticare non poco per trovare spazio sui giornali italiani, mentre è stata totalmente ignorata dalle televisioni italiane pubbliche e private). Che cosa ha in testa l'Imperatore quando emana un decreto di questo genere, che significa, puramente e semplicemente, la fine di ogni legalità internazionale che non sia quella dell'Imperatore? Significa che è finita la sovranità nostra, la sovranità dell'Italia, della Germania, del Pakistan, dell'Iraq, di chiunque. In altre parole: è finita la nostra sovranità..."
"...non è questione di essere pro o contro gli Stati Uniti. Io ci ho vissuto e lavorato. Ho conosciuto una società dinamica e molto diversificata, ma anche molto chiusa in se stessa, e ridotta all'adorazione dell'efficienza e della carriera, nella sua grande maggioranza incapace di difendere i propri diritti... e mi è difficile sottrarmi all'impressione che milioni di americani siano ormai giunti a un elevato livello di lobotomizzazione... E' per questo che mi sembra improbabile attendersi una risposta popolare di massa negli Stati Uniti in senso ostile alla guerra. Chi è stato colpito dal virus dell'iperconsumismo, chi ha percorso fino in fondo la strada che lo trasforma in consumatore senza rimedio, trova arduo capire l'esistenza dei problemi di cui stiamo discutendo. Semplicemente non li vede. E' diventato cieco. Se è vero che - come è stato scritto molto efficacemente - in questi dieci anni gli americani si sono arricchiti dormendo, come gli si può spiegare che devono svegliarsi? E' difficile, per loro. Anche per noi, tra non molto, sarà difficile. E'anche stato detto, giustamente, che gli USA sono l'unico paese del mondo in cui il risparmio non esiste più e la gente spende di più di quello che guadagna. E' una situazione assolutamente anomala. Il debito degli Stati Uniti verso il resto del mondo equivale a circa 12.000 miliardi di dollari e continua a crescere al ritmo di 12-15 miliardi di dollari al mese. Come si può pensare di vivere in pace in un mondo dove un paese di 250 milioni di abitanti consuma da solo un terzo delle risorse del mondo e sporca l'ambiente, la nostra casa comune, per quasi un quarto?.."
"...E poiché le tv occidentali potevano far vedere poco, chiuse com'erano nei grandi alberghi accuratamente esclusi dai bersagli (poi, si sa, ci sono sempre gli errori di mira), ecco che mezzo mondo ha visto, nelle prime due settimane, le immagini dei perdenti più di quelle dei vincenti. L'effetto è stato fantastico. E' stato come vedere Hiroshima dalla parte dei giapponesi. Una primizia assoluta, anche se da quella prospettiva l'eroismo dei piloti di Enola Gay, quelli che sganciarono la Bomba, era meno visibile. Era comunque difficile interpretare quello che vedevamo come eroismo. Perché quegli attaccanti così ben equipaggiati, con tutti quegli aggeggi appesi attorno, con tutti quegli aeri sopra e quegli elicotteri accanto, avevano un aria di robot programmati per portare una libertà senza istruzioni per l'uso. come gente che scende sulla Luna dotata dell'attrezzatura completa per piantare meli e peri. E la cosa più strana era scoprire che, dagli anfratti di quella Luna, c'era qualcuno che, senza nessuna speranza di vittoria, resisteva, combatteva. Quei meli e quei peri non li voleva. Lo si poteva prevedere? Molti l'avevano previsto. Sicuramente non l'avevano previsto George Bush e Tony Blair. Mentre scrivo queste righe finali lo scandalo delle false armi di distruzione di massa, le bugie raccontate al mondo per fare la guerra in Iraq, sono già esplosi. La guerra irachena, vinta a maggio, si trasforma in sconfitta in agosto. La guerra afgana continua. L'illusione di una pace palestinese concepita come resa dei palestinesi di fronte a Sharon, è già finita. La Road Map è carta straccia. Nessuno degli obiettivi dichiarati da George Bush è stato raggiunto.L'unica , vera, guerra vinta da Bush è stata con l'Europa, dividendola (mediante la guerra irachena), e preparando i dieci cavalli che l'Europa si apprestava a far entrare tra le proprie mura. L'Europa, Troia incerta e inconsapevole, ospiterà presto dieci Achei più americani dell'America. in queste condizioni un ruolo europeo di contenimento delle strategia imperiale americana è oltre modo problematico. Francia e Germania tengono duro, ma Bush ha dalla sua parte Blair, Berlusconi e Aznar, che, nella "vecchia Europa", svolgono il ruolo di alleati dei "dieci Achei della 'nuova Europa' ". Parigi e Berlino sono schiacciate."
Giulietto Chiesa
La guerra come menzogna
48 pagine
3,00 euro
ISBN 88-7452-024-7
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