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  1. #1
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    Predefinito Il conflitto intercapitalistico e geopolitico attorno agli attacchi al Berlusca

    I patinati quotidiani inglesi, quest'oggi, ripartono alla carica sempre più infervorati:
    parole del times, riportate da repubblica.it




    "Berlusconi è ora un imputato che affronta un processo penale. Può restare al suo posto solo se il suo partito e i suoi alleati lo sostengono - argomenta il quotidiano -, ma sarebbero sciocchi a farlo. La disintegrazione della litigiosa sinistra ha convinto molti elettori che non c'è alternativa a Berlusconi, se l'Italia vuole un governo abbastanza forte da farle attraversare l'attuale, seria crisi. Berlusconi può quindi immaginare di essere ancora piuttosto popolare. E' la classica auto-illusione di un uomo che si è convinto della propria propaganda, in larga parte portata dai giornali e dalle stazioni tv che possiede. Un'altra cosa che non ha capito è l'inquietudine generata dalla sua vicinanza con Vladimir Putin e Muammar Gheddafi, e il ridicolo che si è gettato addosso con le sue buffonate sessuali. Molti italiani hanno visto le rivelazioni sulle prostitute con indulgente divertimento. Ma il danno alla reputazione del suo paese, simboleggiato dal rifiuto di Michelle Obama di accettare il suo abbraccio, ha iniziato a mostrarsi: i suoi indici di popolarità hanno iniziato a cadere".


    Notare l'accento sui rapporti di politica estera. Come può la sinistra fingere che non esista un conflitto intercapitalistico e geopolitico alla base di tutta questa merda? Ieri Sinistra e Libertà, i sicari numero uno del democratismo (parola da leggere come la peste per il suo ruolo nella fase attuale) hanno acchittato un sit-in) davanti a palazzo chigi. Che schifo!

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il conflitto intercapitalistico e geopolitico attorno agli attacchi al Berlusca

    intanto la situazione di politica nazionale si fa sempre più ignobile e degradata su tutti i fronti. Mentre il PDL cerca di camuffare un'inesistente unità di intenti stringendosi attorno a Berlusconi (ma già Fini si distingue dal resto per il tono dei commenti) all'opposizione sinistra e libertà grida alla consueta unità antiberlusconiana d'emergenza (dall'UDC e rifondazione) invocando una sorta di fronte di cane e porci contro la montante dittatura. Come diceva bene Lagrassa ieri, si tratta di un'impostura concettuale e di un'opportunistica (forse per qualche spettatore soltanto ingenua) maniera di coprire il gioco di potere duro e puro che si cela dietro lo scontro.
    E intanto Montezemolo presenta Italia Futura...chissà sperando si crei qualche buco in cui infilarsi.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Il conflitto intercapitalistico e geopolitico attorno agli attacchi al Berlusca

    Tutto vero, tutto giusto ma "un però" è secondo me necessario. Per evitare tutto questo non sarebbe bastato evitare di farsi una legge per evitare di essere processato? Ma affrontare, come te e come me, un tribunale? Il più pulito secondo me c'ha la rogna e, così come in politica estera, non bisogna fare i tifosi.
    "Uno dei compiti principali dell'arte è sempre stato quello di creare esigenze che al momento non è in grado di soddisfare" (Walter Benjamin)

    Sito: http://comunitarismo.it
    Blog: http://cpr.splinder.com

  4. #4
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    Predefinito Rif: Il conflitto intercapitalistico e geopolitico attorno agli attacchi al Berlusca

    Concordo col compagno Rodolfo, possiamo benissimo analizzare lo scontro in atto e evidenziare l'attacco dell'altro potere a berlusconi, ma, possiamo "tifare" per uno dei due poteri?

    Viva la Comune

  5. #5
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    Predefinito Rif: Il conflitto intercapitalistico e geopolitico attorno agli attacchi al Berlusca

    Citazione Originariamente Scritto da Comunardo Visualizza Messaggio
    Concordo col compagno Rodolfo, possiamo benissimo analizzare lo scontro in atto e evidenziare l'attacco dell'altro potere a berlusconi, ma, possiamo "tifare" per uno dei due poteri?

    Viva la Comune

    Mai sostenuto che bisogni tifare per uno dei due poteri. Non tanto perché a priori non è possibile se non tifare quanto meno valutare con cautela il meno peggiore quanto si parla di poteri capitalistici in generale; quanto perché in questo caso si tratta di poteri egualmente nefasti per motivi diversi. Quindi non solo nessun tifo (cosa che in fondo neanche un Lagrassa fa) ma nemmeno una valutazione menopeggistica.
    Ciò che mi-ci dovrebbe interessare è l'analisi del reale, la comprensione dell'idiozia di chi oggi brinda alla possibile fine o ridimensionamento di Berlusconi, senza capire che un dopo Berlusconi eventuale (tipo governo tecnico) potrebbe essere anche e persino peggio (riforma delle pensioni,liberalizzazioni selvagge delle piccole professioni per aprirle al grande capitale, politica estera ancor più succube all'imperialsimo USA etc etc )..

  6. #6
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    Predefinito Rif: Il conflitto intercapitalistico e geopolitico attorno agli attacchi al Berlusca

    Scusate ma qui non si tratta affatto di fare il tifo per uno dei due contendenti, ma di capire come stanno le cose qui e oggi.Ora che Berlusconi sia quello che sappiamo tutti è fuor di dubbio, ma è altrettanto fuor di dubbio che certi poteri d'oltreoceano ( di qui gli articoli del Times, dell'Economist e via dicendo) in combutta con i poteri forti parassitari di questo paese e con la sinistra rinnegata e piu' servile verso gli USA stiano mettendo in atto un vero "golpe" contro il voto espresso dagli italiani due anni fa.Ora il voto a Berlusconi non penso l'abbia dato nessuno qui dentro, ma non possiamo neppure avallare chi trama nell'ombra contro quel minimo barlume di sovranita' nazionale rappresentata comunque sia dall'espressione del voto popolare.
    So benissimo che non siamo in Sudamerica dove in Venezuela c'è Chavez e qui purtroppo abbiamo un Berlusconi ma il principio è lo stesso:lorsignori quando un paese non si allinea ai diktat Usa e British( gasdotto Southstream, doppio canale di panama , accordi commerciali con Gheddafi, nuovo ri-posizionamento nell'ambito geopolitico dell'Italia) adda muri'....Do you remember Mr.Mattei? Allora in questa fase si deve prendere atto, ripeto senza fare il tifo, che il problema non è Berlusconi in quanto tale, ma la sovranita' residua di questo disgraziato paese .Se non si capisce questo si marcera' insieme ai peggiori nemici che abbiamo e non mi sembra un gran risultato.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Il conflitto intercapitalistico e geopolitico attorno agli attacchi al Berlusca

    estratto dal blog di paolo guzzanti Rivoluzione Italiana - Il blog di Paolo Guzzanti

    21 settembre 2009
    Oggi ho trascorso una giornata diplomatica. In una ambasciata che non dico con diplomatici e altri diplomatici. Mi è stata data dunque notizia che la Chiesa, dopo aver a lungo dibattuto, sembra orientata a far mancare il suo appoggio al presidente del Consiglio per i suoi comportamenti privati e pubblici e per la vicenda Boffo. La novità è che non solo la Cei, ma lo stesso papa Ratzinger dice di aver superato la soglia del sostenibile. Nel frattempo l’appoggio internazionale e non soltanto americano, viene meno ogni giorno di più. Israele non ha digerito il sostegno italiano alla nomina di un razzista egiziano alla presidenza dell’Unesco. I rapporti personali e privati, nonché pubblici ed economici con Putin sono al centro del problema, per una catena di gravi questioni legate alla natura strategica del problema energetico: nessuno vuole un’Europa sulla quale la Russia abbia “potere di rubinetto”. Energie differenziate, sì. Russa compresa. Ma preminenza di quella russa al punto da mettere l’Europa, oltre l’Italia, alla mercé di Mosca, questo no. Obama ha fatto una grande concessione ai russi sui missili antimissile in Polonia e Cecoslovacchia, ma la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato manifestano una inquietudine che non dipende dagli “interessi” americani, ma da una questione di sicurezza.

    La Chiesa da parte sua ha deciso di non ingoiare il rospo e reagire. Il combinato disposto, unito alle possibili prospettive della sentenza della Corte Costituzionale, apre nuovi e gravi scenari. La possibile fusione di una parte del Pdl (non solo ex AD) con Udc, Rutelli, Fini e, fuori, il nuovo soggetto di Luca di Montezemolo preannuncia un laboratorio in fieri.

    Proviamo a discuterne senza ficcarci le dita negli occhi, per favore.

    Oggi avevo deciso di non rivelare le mie informazioni diplomatiche, ma quando ho visto la dichiarazione di Bagnansco ho capito che il dado era tratto. Si parla di una fin de recevoir per la fine dell’anno.


    Ps
    Chiaro no?

  8. #8
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    Predefinito Rif: Il conflitto intercapitalistico e geopolitico attorno agli attacchi al Berlusca

    "Chi non fa inchieste, non ha diritto di parola" Mao

    Questa è la stessa visione di chi usa la geopolitica come "ideologia" credendosi una potenza quando si è il nulla, analizzare, valutare, in questa fase meglio il caos che appoggiare il meno peggio.
    Muntzer il Sopravvissuto

  9. #9
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    Predefinito Rif: Il conflitto intercapitalistico e geopolitico attorno agli attacchi al Berlusca

    No questo è quello che sta accadendo soto i nostri occhi...che ci piaccia o meno e non è detto caro Muntzer che si debba per forza ammantare di "ideologismo" ogni cosa.....Le cose molte volte sono molto piu' banali.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Il conflitto intercapitalistico e geopolitico attorno agli attacchi al Berlusca

    Citazione Originariamente Scritto da pietro Visualizza Messaggio
    Scusate ma qui non si tratta affatto di fare il tifo per uno dei due contendenti, ma di capire come stanno le cose qui e oggi.Ora che Berlusconi sia quello che sappiamo tutti è fuor di dubbio, ma è altrettanto fuor di dubbio che certi poteri d'oltreoceano ( di qui gli articoli del Times, dell'Economist e via dicendo) in combutta con i poteri forti parassitari di questo paese e con la sinistra rinnegata e piu' servile verso gli USA stiano mettendo in atto un vero "golpe" contro il voto espresso dagli italiani due anni fa.Ora il voto a Berlusconi non penso l'abbia dato nessuno qui dentro, ma non possiamo neppure avallare chi trama nell'ombra contro quel minimo barlume di sovranita' nazionale rappresentata comunque sia dall'espressione del voto popolare.
    So benissimo che non siamo in Sudamerica dove in Venezuela c'è Chavez e qui purtroppo abbiamo un Berlusconi ma il principio è lo stesso:lorsignori quando un paese non si allinea ai diktat Usa e British( gasdotto Southstream, doppio canale di panama , accordi commerciali con Gheddafi, nuovo ri-posizionamento nell'ambito geopolitico dell'Italia) adda muri'....Do you remember Mr.Mattei? Allora in questa fase si deve prendere atto, ripeto senza fare il tifo, che il problema non è Berlusconi in quanto tale, ma la sovranita' residua di questo disgraziato paese .Se non si capisce questo si marcera' insieme ai peggiori nemici che abbiamo e non mi sembra un gran risultato.
    Bravo Pietro!

    Io sono anni e su forum di tutti i colori che sostengo questo!

    E' una posizione ragionata e impeccabile, peccato che sia minoritaria al di fuori del PDL , e anche all'interno del PDL, a dire la verità.

 

 
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