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  1. #1
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    Predefinito Congresso MRE Lombardia

    MOVIMENTO
    REPUBBLICANI
    EUROPEI

    Congresso
    Regionale
    Lombardo

    Milano 18 gennaio 2004
    Casa della cultura
    Via Borgogna 3
    Riferimenti per
    per maggiori informazioni

    e-mail: mremilano@yahoo.it
    siti web http://www.repubblicanesimo.it--www....opeionline.org

  2. #2
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    Predefinito

    Programma
    09,30 Elezione della Presidenza
    del Congresso
    10,00 Relazione del Coordinatore
    Regionale
    10,30 Dibattito Congressuale

    13,00 BREAK

    14,30 Dibattito Congressuale
    16,00 Replica del Coordinatore
    Regionale
    16,30 Votazione mozioni ed
    elezione degli organi regionali
    18,00 Chiusura congresso

  3. #3
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    Facciamoci da soli un bel in bocca al lupo...

  4. #4
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    Predefinito

    Ve lo faccio io un caloroso in bocca al lupo!
    Il Movimento si sta faticosamente organizzando e strutturando. Questo è positivo. Presto avremo un congresso regionale anche noi del Lazio.

    Ancora felicitazioni e soprattutto non litigate: siamo tutti fratelli.
    Ciao
    Paolo

  5. #5
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    speriamo, almeno, ci siano abbastanza persone per litigare! Il 18 c'è il blocco del traffico...

  6. #6
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    Predefinito

    A proposito, nessuno di voi viene a trovarci? Potremmo conoscerci di persona

  7. #7
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    Predefinito Relazione Congressuale del coordinatore uscente

    PREMESSA


    Carissime amiche ed amici,
    ho assunto la carica di Coordinatore Regionale circa nove mesi fa su proposta e richiesta dei delegati lombardi presenti al Congresso Nazionale svoltosi a Roma nello scorso marzo 2003.
    Ho accettato per “amore di partito” con puro spirito di servizio convinto che il mio impegno verso il Movimento sarebbe stato identico indipendentemente dalla carica offertami: ho sempre affermato, infatti, che mi credo utile alla causa e non indispensabile.
    Avendo, credo, una propensione all’organizzazione, ho pensato che per poter dare al Movimento una visibilità, oltre a fare ovviamente attività politica sui tavoli locali, fosse necessario dargli anche un minimo di organizzazione territoriale coinvolgendo quante più persone possibile. Il compito, data la scarsità cronica di mezzi a disposizione, non è stato facile; avrei voluto fare di più, ma le avverse condizioni logistiche, oggettivamente, me lo hanno impedito nonostante la buona volontà. Quel minimo di risultati che sono stati raggiunti, dei quali darò comunicazione nell’ambito dell’allegata relazione, si devono anche all’aiuto di un gruppo di amici che come me hanno profuso parte del loro tempo libero e non, all’organizzazione territoriale del nostro M.R.E.
    Oggi rimetto il mandato, come prassi richiede, ritenendomi comunque a disposizione delle volontà dell’Assemblea.
    Auguro al Segretario Politico Regionale (carica che sostituirà il Coordinatore), nonché alla nuova Direzione che usciranno eletti da questo Congresso, che abbiano ad incontrare situazioni più favorevoli si da permettere loro di aumentare le possibilità che l’M.R.E. incida sempre più nell’agone politico lombardo.
    Ringraziando di cuore tutti coloro che hanno collaborato con me in questi mesi e specialmente con l’impegno profuso ai tavoli per la raccolta firme a favore della proposta di legge per la modifica all’art. 139 della Costituzione, auguro buon lavoro a tutti i congressisti.

    Ing. Giuseppe FIANDACA

    1


    Movimento Repubblicani Europei

    “1°”
    Congresso Regionale
    della
    Lombardia
    Casa della Cultura - Milano, 18 gennaio 2004


    RELAZIONE DEL COORDINATORE REGIONALE


    1 - ORIGINE DELL’M.R.E.

    Anche se è cosa ormai risaputa (benché i media facciano di tutto per ignorarlo), credo utile rammentare brevemente come e perché si è arrivati alla creazione del MOVIMENTO REPUBBLICANI EUROPEI e come si è operato per cercare la visibilità che ci spetta come veri eredi del pensiero mazziniano e degli oltre cento anni di Repubblicanesimo che tanto hanno contribuito alla formazione della nostra ITALIA.
    Nell’anno 2001, dopo il nefasto Congresso di Bari del PRI che ha traghettato in modo discutibile la gloriosa bandiera del Repubblicanesimo nel campo della destra, coloro che non condividevano questa scelta innaturale e del tutto estranea al DNA della nostra storia, diedero corpo all’M.R.E. per ridare ai Repubblicani uno spazio politico congruo nel quale identificarsi nell’ambito del Centro/sinistra.
    Dopo la prima presentazione avvenuta ad Ancona il 10 marzo 2001 ed una conferenza organizzativa tenutasi a Roma il 23 giugno dello stesso anno, si è giunti all’Assemblea Costituente celebratasi ancora a Roma il 21 ottobre sempre del 2001 per arrivare poi ad una Conferenza Programmatica/Organizzativa nel novembre 2002.
    Nel marzo 2003, abbiamo celebrato il Primo Congresso Nazionale, scegliendo ancora Roma come sede della manifestazione giudicando la capitale come sede migliore per interessare i media alla nostra esistenza. A tutte queste manifestazioni citate hanno sempre preso parte attiva ospiti come il sen. Angius, l’on. Rutelli, l’on Fassino, l’on. Di Pietro, il prof. Labini, l’on. Bogi, il sen Ayala, l’on. Rizzo, l’on. Maccanico, l’on. Bianco ed altri esponenti non meno importanti del centro sinistra – ULIVO.
    Anche nello scorso mese di ottobre 2003, si è tenuta un’Assemblea di varie componenti della diaspora repubblicana di sinistra, durante la quale, tra le altre cose, è stata decisa l’adesione del nostro MRE alla lista per Prodi alle prossime elezioni europee: ed anche questa volta, nonostante la presenza di altri BIG della politica, l’attenzione dei media è stata a dir poco inesistente.
    Fin dallo scorso mese di marzo 2003, è stata lanciata una raccolta firme per aumentare la tutela della Costituzione, tema molto più importante di altre raccolta firme per temi di secondaria importanza davanti al nostro: col mutismo della stampa e delle TV, coniugato alla mancanza di aiuti e partecipazione dei partners ulivisti, abbiamo dovuto subire lo smacco di non aver raggiunto nemmeno le 50.000 firme necessarie per una proposta di legge popolare, mentre altri superavano di slancio le 500.000 necessarie per un referendum.
    2
    Abbiamo profuso sforzi organizzativi e finanziari, presentato programmi degni di tale nome, ricevuto riconoscimenti e promesse altisonanti da quasi tutti i partecipanti alle nostre manifestazioni citate, ma all’atto pratico, se si escludono alcune apparizioni di secondo piano, il nostro simbolo e la nostra Segretaria Nazionale continuano ad essere praticamente ignorati dalla stampa e dalle televisioni nazionali. E’ vero: siamo ancora pochi in termini numerici e questo probabilmente ci rende pochissimo appetibili ai “venditori di notizie”, ma, e ne sono convinto, l’idea repubblicana espressione completa della democrazia laica, è non solo presente molto più di quanto s’immagini nelle coscienze degli italiani, ma è anche necessaria, oggi, per dare più concretezza al dibattito politico nazionale ed alla posizione europea dell’Italia.
    Alla luce di quanto sopra e nonostante la tenacia con cui l’on. Luciana Sbarbati, nostro Segretario Nazionale, continui a battersi al tavolo Nazionale dell’Ulivo per l’affermazione e visibilità dell’M.R.E., è quasi inspiegabile l’ostracismo strisciante cui i media ci sottopongono abitualmente. Viene legittimo il sospetto che non si voglia accreditare alla pubblica opinione una formazione politica come la nostra a causa di chissà quali timori di possibile concorrenza elettorale!
    Passando alle problematiche delle realtà locali, non è che sia stato tutto rose e fiori per coloro che hanno optato di essere congruenti con la storia repubblicana aderendo all’M.R.E. : a fronte di isole felici, come le Marche, ci sono zone e regioni dove le difficoltà per apparire ed operare sono state e sono tuttora complesse.
    In Lombardia, le conseguenze dello strappo di Bari, furono esiziali per tutti i repubblicani. La frattura verticale tra la centralità milanese, dove maggiormente militavano i seguaci di G. La Malfa, e quella delle province lombarde, dove la resistenza al mutamento di rotta era più vivace, creò scompensi notevoli che accelerarono l’abbandono di molti amici sia per traslocare in altre forze che per appartarsi, disillusi dalla politica e/o perché non si sentivano rappresentati nella composizione degli schieramenti. Il fatto è che il tutto ha influito nel fiaccare la forza delle idee del repubblicanesimo ad incidere nella vita politica regionale e locale, dando spazio a quanti hanno tentato, più o meno consciamente, di eliminare i Repubblicani per appropriarsi del loro prezioso bagaglio storico/culturale.
    Ripetendomi, devo ancora una volta affermare che si deve dare atto alla testardaggine di Luciana Sbarbati e del manipolo di irriducibili lombardi che l’hanno seguita da subito nel rifiuto del “salto della quaglia giorgiolamalfiano” , se oggi possiamo celebrare il nostro Congresso Regionale.
    Fin dalla sua costituzione, il Movimento in Lombardia si è dimostrato attivo e presente grazie agli amici delle province di Varese, Bergamo, Brescia, Lecco, Como e Milano che hanno permesso una presenza del Repubblicanesimo in regione portando nelle realtà locali la nostra bandiera ai tavoli del centro sinistra.
    L’attivismo e la presenza nelle province citate, anche se alcune organizzate ed altre meno, hanno permesso che oggi si abbiano consiglieri comunali ed amministratori locali che godono di stima e di rispetto e che fanno opera di proselitismo risvegliando coscienze sopite e che, inoltre, fungono da richiamo per quegli amici che, spaesati dalla migrazione destrorsa del PRI, cercavano un punto di riferimento coerente alla scuola di vita cui erano da sempre abituati.
    Così abbiamo potuto accogliere tra noi gli amici di Pavia, di Lodi e di altre isole felici della provincia di Milano come Cassina de Pecchi e Paderno Dugnano. Altri amici da Sesto S.G., da Monza, da Sondrio, dai sindacati UIL hanno chiesto di iscriversi o si stanno interessando all’M.R.E. Lombardo.
    Questo entusiasmo, però, benché sincero per quanto riguarda il risveglio di interesse nei confronti del nostro Movimento, non mi fa dimenticare che è controbilanciato dalle difficoltà che l’esiguità attuale degli iscritti, pone alla giusta visibilità dell’M.R.E. in regione.
    Benché le province di Brescia, Lecco, Varese e Pavia contino presenze attive ed efficaci e le province di Bergamo, Como e Lodi, meno organizzate ma con una vitalità corrispondente a molto di più che una semplice presenza, concorrano tutte a rinverdire l’idea repubblicana sul territorio regionale, è la provincia di Milano ed il Capoluogo stesso che dovranno più compiutamente ed in modo pregnante rappresentare il Movimento in Regione. Questo vuole essere un appello ed un auspicio agli amici di Milano e provincia perché si adoperino il più possibile per dare consistenza all’M.R.E. sul territorio di competenza ovviamente supportati dalla nuova Direzione che uscirà da questo Congresso e che credo non lesinerà gli aiuti necessari allo scopo.

    3

    Sono tantissimi gli amici che hanno lasciato, specialmente a Milano e provincia, il Repubblicanesimo attivo ed ad essi si potrà e dovrà chiedere di ritrovare nel Movimento Repubblicani Europei le ragioni di un non inutile impegno politico in questa fase confusa, rischiosa e di transizione della vita politica ed istituzionale del Paese. Ciò andrà compiuto specialmente verso quegli amici che, vittime a suo tempo della propaganda denigratoria orchestrata ai tempi di Bari verso l’on. Sbarbati ed il nostro Dissenso, ancora oggi fanno la fronda all’interno del PRI avendo assunto la squallida ed inutile parte di novelli Don Chisciotte contro i Mulini a Vento mossi dal vento berlusconiano.
    Mi viene in mente un brano della circolare di invito al Convegno Milanese dei Repubblicani Lombardi del 1879 (organizzata presso l’Albergo Biscione in piazza Fontana, principalmente dai circoli di Brescia e Pavia ad opera di personaggi storici quali Gabriele Rosa ed Arcangelo Ghisleri) che ho trovato in uno scritto di un repubblicano e mazziniano di incrollabile fede, il prof. Tramarollo, scritto che così si esprime:
    “La disorganizzazione crescente dei partiti della rappresentanza parlamentare; la manifesta impotenza di tutti i ministeri di Destra e di Sinistra a portare rimedio al malessere economico e ad attuare quelle riforme politiche che sono reclamate dalla parte più liberale del Paese, la stanchezza, il malcontento, la sfiducia che serpeggiano visibilmente nelle popolazioni, tutti questi sintomi di una situazione tutt’altro che lusinghiera per l’attuale sistema, rendono più che mai opportuna l’organizzazione della parte repubblicana, la quale sola può attuare nella amministrazione dello Stato e nell’indirizzo della cosa pubblica quelle riforme veramente efficaci che salvino il Paese dal dissesto economico e dal morale avvilimento”.
    Lascio a voi constatare sorprendenti analogie con la situazione attuale. I nostri bisnonni e nonni repubblicani (era il 1879) pur non essendo ancora partito, (il PRI fu fondato infatti nel 1895), non si tiravano indietro davanti alle avversità cui si dibatteva il Paese, ma anzi programmavano di darsi impegno per contribuire (se non addirittura compiere, trascinando gli altri) alle trasformazioni necessarie per riformare l’Italia. Con un pizzico di malizia, faccio notare che in quel periodo storico in Italia si votava con un sistema maggioritario con l’aggravante che non votavano le donne e che gli iscritti alle liste elettorali dei comuni dovevano possedere un certo reddito ed un certo livello di istruzione. (Sigh!)


    - L’ULIVO - IL CENTROSINISTRA - IL LISTONE PRODI

    La nostra scelta di campo è stata ed è, a dir poco, scontata. Classificati fin dalla nostra costituzione come appartenenti alla sinistra, eredi di un’idea ultracentenaria che si definisce come “l’altra sinistra”, non potevamo che essere parte integrante dell’Ulivo o Centrosinistra, (il nome non è determinante). Gli altri componenti la coalizione ci hanno messo parecchio tempo ad accettare l’idea che il vero Repubblicanesimo fosse ancora vivo e vegeto, sicuri come erano di poterne saccheggiare storia ed ideologia, ma alla fine hanno dovuto riconoscere la nostra esistenza e sollecitare, almeno a parole, la nostra storica funzione propositiva.
    E’ ancora troppo presto per sentirci appagati dall’atteggiamento dei nostri partners, troppi sono ancora i tentativi per inglobarci in formazioni contenitore dove evidentemente perderemmo la nostra connotazione specifica; certo è che l’indifferenza iniziale che portò al boicottaggio del nostro simbolo nelle elezioni del 2001, ha lasciato il posto ad una più positiva attenzione verso questo gruppo di irriducibili.
    Ultimamente sono apparsi sulla posta elettronica dei nostri iscritti, alcune osservazioni personali di amici, segno che il dibattito interno c’è ed è vivo e questo è senza dubbio positivo per tutti al di la della diversità di opinioni che pur si rilevano. In tutti gli scritti c’è comunque la volontà di dare senso compiuto al nostro Movimento.
    Avendo letto con attenzione i botta e risposta degli amici di cui sopra, concordo con Vittorio Dotti che la positività del Coordinamento delle forze repubblicane nato a Roma lo scorso novembre, sta proprio nel fatto che esso ha sancito la legittimità dell’M.R.E. ad operare in piena libertà e con convinzione nell’ambito della Coalizione, ancor più ora che esso Coordinamento, ha annullato di fatto, la ricomposizione della diaspora repubblicana presente nel Centrosinistra; cosa quest’ultima che

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    ha avuto ulteriore conferma nell’ultima riunione romana del Coordinamento tenuta lo scorso 13 dicembre, dove gli amici trasmigrati nei D.S., hanno mostrato i limiti della loro volontà a ricomporre la diaspora facendo trasparire motivazioni inconciliabili con tale auspicata prospettiva.
    Non riesco a capire, se non facendo pensieri cattivi, le varie motivazioni addotte dagli amici, Passigli, Bogi, Battaglia ed altri che hanno di fatto rinunciato a costituire un gruppo più forte e rappresentativo del Repubblicanesimo, gruppo che avrebbe sicuramente risvegliato un gran numero di vecchi amici repubblicani in sonno e certamente attirato nuove simpatie.
    La presenza laica non è sufficientemente visibile nello schieramento del Centrosinistra perché annacquata e spalmata in formazioni diverse di nome e di fatto, dove le ideologie dominanti sono diverse strutturalmente da quella nostra repubblicana.
    Mi viene difficile accettare che queste capacissime persone non tengano conto che gli insegnamenti dei nostri grandi maestri (da Mazzini e Cattaneo fino ai più recenti Conti, U. La Malfa e Spadolini), non hanno che in una formazione coerentemente continuatrice del Repubblicanesimo storico quale è il nostro M.R.E., piena validità ed efficace attuazione non dovendo scendere a compromessi con le altre pur rispettabili ideologie del partito contenitore nell’elaborare proposte politiche nell’ambito di una coalizione.
    I tentativi di far germogliare e crescere l’EDERA Repubblicana in altri giardini, senza dubbio rispettabili e benevolmente predisposti, a mio modesto avviso confortato da pareri più autorevoli, non hanno trovato terreni di cultura idonei ad una produzione accettabile. Non sono bastate le pur amorose cure dei quei nostri “amici” che vi hanno tentato.
    Gli scritti del prof. M. Viroli, studioso e testimone del Repubblicanesimo, ci hanno caratterizzato come laici diversi per formazione dal socialismo, dal liberalismo e specialmente qualificati come non monotematici.
    L’Edera può convivere con altre piante, ma da esse si distingue per forma, colore e funzioni. Fuor di metafora, la classica pragmaticità, che da sempre ha contraddistinto l’operosità dei repubblicani coerenti al servizio e nell’interesse della Patria Italia, ma anche in ambito europeo fin dai tempi del Risorgimento, ci permette di convivere e collaborare con formazioni politiche vicine che percorrano strade dirette verso obiettivi oggettivamente comuni, ma certamente non ci permette di omologarci ideologicamente. Questo non vuol dire che in prospettiva non si possa aderire a quell’ancora futuribile partito democratico che oggi appare una auspicata chimera. A tempo debito si dibatterà e diremo anche la nostra!
    E’ necessario convincere gli amici che si dicono repubblicani, ma che militano in altre formazioni politiche, che è tempo di abbandonare la qualifica di minoranza repubblicana che ricoprono in quelle formazioni ricordando loro che sono e saranno sempre delle minoranze, tutelate fin che si vuole, ma sempre minoranze.
    Il Movimento Repubblicani Europei è una formazione viva dove il dibattito interno, almeno via internet come ho detto prima, ha preso corpo in modo spontaneo. Il dibattito cui facevo menzione più sopra tra gli amici Arsena, Finelli, Bianchi, Mosci e Dotti ne è la prova! Essi hanno sollevato e dibattuto temi che ognuno di noi sente come essenziali e per i quali ha proprie opinioni e soluzioni. Vi rimando alla lettura degli scritti citati perché non è il caso di aprire un dibattito in questa sede.
    Un argomento, però, mi intriga: Proporzionale o Maggioritario?
    Tutti noi, consciamente od inconsciamente, siamo costuzionalmente proporzionalisti. E’ la procedura elettorale che più si avvicina alla nostra idea di REPUBBLICA e di DEMOCRAZIA, ma anche se i Padri della nostra Costituzione, avevano ritenuto questa procedura più confacente alle abitudini del Popolo Italiano, oggi siamo in presenza di un sistema elettorale diverso che ci impone alleanze di campo a priori. Da tempo si è presa coscienza della cosa e ce ne siamo fatti una ragione.
    Il tradizionale pragmatismo ci ha fatto aderire, senza indugi (e speriamo non troppo presto visto le ultime vicissitudini della cosa), al listone Prodi, scelta che il nostro Segretario Nazionale ci ha motivato con una lettera, che troverete nella cartellina assieme al Manifesto Prodi. Ne deriva l’accettazione dell’opzione maggioritaria come scelta politica. Ho avvertito alcuni mugugni che capisco, ma che devo riprendere con la seguente argomentazione: la nostra consistenza attuale è tale che la possibilità di influire nelle scelte politiche della coalizione sarebbe la stessa con qualsiasi legge elettorale; ovvero possiamo influire unicamente con la forza delle nostre idee e, pertanto, invece di perdersi in discussioni di principio, sarebbe meglio impegnarsi a creare proposte politiche da dibattere

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    con i nostri partners del Centrosinistra, tallonandoli e spronandoli per la formazione di un programma qualificante la coalizione, richiamandoli all’abbandono del quotidiano scambio di contumelie a favore della ricerca di ampie convergenze nel rispetto reciproco e di una pari dignità. E’ il nostro compito istituzionale da sempre e dobbiamo perseguirlo a tutti i livelli: locali, provinciali, regionali e nazionali se intendiamo contribuire, evidenziandoci, all’auspicata vittoria sulla Destra.
    Mi piacerebbe prendere come esempio i nostri avi redattori della circolare che ho menzionato più sopra! Chissà, forse interiorizzandola meglio, potremmo darci la grinta necessaria per raggiungere obiettivi che forse oggi ci paiono troppo ambiziosi.
    Sognare non è proibito, ma se la classe non è acqua………….!


    - PROSPETTIVE POLITICHE PER L’M.R.E. IN LOMBARDIA

    I repubblicani si sono sempre distinti per le elevate capacità di elaborarazione concettuale e progettuale al passo con le esigenze di sviluppo del Paese. E’ necessario riproporsi oggi all’opinione pubblica lombarda con progetti politici e programmatici che recuperino questa immagine con la speranza di avere una maggiore ed incisiva ricaduta di consensi e visibilità.
    Sul piano politico ci si deve opporre all’incertezza, alla confusione, all’instabilità e al trasformismo cui si assiste oggi nell’agone lombardo, sviluppando rapporti ed alleanze con partiti dell’area laica, liberale e democratica sulla base di accordi programmatici ben precisi e ciò anche in vista delle elezioni amministrative in programma nei prossimi mesi.
    A tale proposito credo necessario ricordare che dove sia possibile, sarebbe opportuno presentare il nostro simbolo solo e/o accoppiato alle formazioni più a noi vicine. Senza dubbio la cosa più pesante sarà quella della raccolta firme per la presentazione delle liste. Poiché il problema è organizzativo, non è questa la sede per dibatterlo o risolverlo; credo però che si debba aver presente la cosa per far si che la nuova Direzione affronti il problema fin dall’inizio del proprio mandato.
    Molti sono i temi che dovrebbero essere affrontati per poter dire la nostra sulle necessità della regione lombarda. Il fatto di non essere rappresentati nelle istituzioni regionali ci penalizza non poco. Purtroppo per noi: dobbiamo dipendere dalle informazioni che ci passano gli altri partners, dobbiamo elaborare le notizie di stampa e dedurre possibili scenari a seguito delle riunioni in sedi locali. Possiamo però porre l’attenzione su temi che sono da sempre nostra prerogativa quali:
    - la tutela della scuola pubblica
    - l’ammodernamento delle infrastrutture: in special modo viabilità e trasporti
    - la tutela delle classi più disagiate, e ciò anche in collaborazione con associazioni di consumatori, sindacati ed organizzazioni di volontariato
    - l’ampliamento delle autonomie locali, con vigilanza su ogni tentativo di snaturare il decentramento amministrativo e le riforme necessarie con una sorta di secessione nordista
    - l’appoggio ad ogni progetto che inviti all’accorpamento di comuni in aree omogenee; area metropolitana milanese
    - la tutela del territorio
    - l’elaborazione di proposte per le problematiche della sanità regionale, degli anziani, dei lavoratori in mobilità o licenziati: troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi per riinserisi nel mondo del lavoro.
    Per essere sinceri fino infondo, stante la consistenza attuale del nostro Movimento sul territorio regionale, credo che quanto detto più sopra, non abbia prospettive immediate, ma è necessario darsi dei traguardi operativi che ci definiscano per non sparire dalla scena politica. Lo si dice da sempre ed è oggi che è necessario attuare questo proposito.
    Il tutto però non può prescindere da una organizzazione capillare del Movimento sul territorio, tema che tenterò di affrontare nel prossimo punto.




    6
    - L’M.R.E. SUL TERRITORIO LOMBARDO
    Purtroppo per noi, come ho già detto in altra occasione, anche se siamo e ci presentiamo come gli eredi legittimi di una idea ultracentenaria, siamo comunque una formazione giovanissima che sta ancora cercando di radicarsi organizzandosi sul territorio regionale con le sole forze del volontariato degli attivisti che si impegnano indipendentemente dai ritorni personali. Non sono ancora maturi i tempi di distribuzione di cariche per pavoneggiarsi negli agoni politici locali: è, per ora, necessario rimboccarsi le maniche e lavorare sul proprio territorio per diffondere notizie e prese di posizione dei vertici. E’ vero che il Nazionale non è prodigo di informazioni: la segreteria di Chiaravalle non sempre è sufficiente ad esaudire la richiesta di informazioni in tempo reale, ma questo non deve essere una motivazione per non attaccarsi al telefono e chiedere in giro fino a quando la propria necessità di informazione non sia soddisfatta. Non abbiamo un servizio stampa ed una organizzazione adeguata ai desiderata di coloro che, per organizzazione delle informazioni, pensano con invidia a quanto fa oggi il vecchio P.R.I., dove, del resto, se non ci fossero gli interventi pecuniari dello zio Silvio e le prebende dei deputati di Forza Italia (La Malfa e Del Pennino) sarebbero nel marasma che tutti abbiamo provato e conosciuto prima del nefasto Congresso di Bari.
    La comunicazione costa parecchio in termini economici ed organizzativi!
    Sono ormai diversi mesi che dibatto a voce, con parecchi amici, i concetti che esporrò di seguito, però all’atto pratico, non sono ancora riuscito a far superare la diffidenza e le incertezza per creare iniziative che potrebbero aiutare a sopperire alle innegabili necessità logistiche del fare politica. Spesso e volentieri arrivano invece le lamentele da quelli che per un motivo o per l’altro, non sono assidui frequentatori delle riunioni, dove potrebbero far sentire più proficuamente le loro argomentazioni e possibilmente essere costruttivi. Non si capisce perché loro possono avere impegni improcrastinabili che li tengano distanti dalle occasioni di dibattito del nostro Movimento ed invece debbano rimproverare ad altri eventuali ritardi, incompletezza di informazioni e/o carente organizzazione. Nessuno di noi è al servizio obbligato degli altri!
    Verranno, si spera, momenti migliori ma, ripeto, oggi o si è gruppo dove ognuno collabora all’organizzazione, oppure si rischia di combinare poco e ciò specialmente in sede locale. Noto, inoltre e con disappunto, che esistono alcune prese di posizione discutibili che desidererei fossero dibattute in sedi appropriate, invece di essere oggetto di confidenze per pochi intimi.
    Che una organizzazione politica si occupi di politica è cosa ovvia e lapalissiana. Il problema, secondo me, è come essa possa svolgere la sua alta funzione per ottenere visibilità e consenso alle proprie elaborazioni e proposte. L’ovvia risposta è :dare il massimo di pubblicità alle proprie idee, proposte e prese di posizione! Semplice no? Solo che per fare ciò sono indispensabili e per me fondamentali , alcune circostanze e realtà che riassumo nei seguenti punti:
    1) avere e contare su di un numero significativo di iscritti.
    2) disporre di una organizzazione territoriale il più capillare possibile.
    3) avere una sufficiente possibilità di accesso ai media.
    4) creare una capacità di autofinanziamento
    5) essere dotati di un gruppo di attivisti volontari, motivati ed affiatati, in grado di ideare, proporre ed organizzare e che si impegni a tenere i collegamenti tra iscritti e simpatizzanti sul territorio.
    Le mie proposte operative, per ognuno dei cinque punti elencati, si riassumono molto brevemente con un mio vecchio slogan: Creiamo i nostri “Oratori Laici”, cioè circoli, cooperative, organizzazioni di volontariato ecc, organizzazioni che sono da sempre veicoli di proselitismo e specialmente in ambito giovanile.
    Il nostro Movimento è strutturato, almeno secondo lo statuto vigente, in forma federale e questa autonomia dovrebbe permetterci di agire in modo più proficuo in sede regionale. Mi riferisco principalmente all’organizzazione di incontri, di feste, di dibattiti oppure all’organizzazione e creazione di strutture che permettano al Movimento una certa forma di autofinanziamento.
    A proposito di questa ultima possibilità, già più di un anno fa proposi al Nazionale la creazione di una cooperativa o di una SRL che acquisisse a Roma uno stabile da ristrutturare seguendo la normale prassi che le cooperative e/o le società seguono per questo genere di realizzazioni;

    7
    una volta ristrutturato lo stabile e ceduti gli appartamenti, sarebbero potuti rimanere a disposizione un alloggio da adibire a sede nazionale e probabilmente anche qualche possibilità finanziaria: ovviamente il tutto condotto entro i dettami della più limpida e coerente attività gestionale e nell’ambito di quanto prevedono le normative vigenti in materia. Anche di possibilità come questa testè citata, estendibile ad altre realtà locali, desidererei che si parlasse nella nuova Direzione Regionale. Oltretutto, come già dissi e scrissi in altri miei interventi in materia di cooperazione ed associazionismo, io non ho inventato nulla, ma ho solamente ripreso insegnamenti che i nostri padri fondatori, dall’ottocento in poi, hanno messo in pratica per autofinanziare le attività dei repubblicani: così sono nate le Case del popolo, circoli, attività ludiche ecc. ecc. da cui poi, sono sorte quelle organizzazioni collaterali che ancora oggi sono, in alcune regioni trainanti, un buon serbatoio di iscritti e simpatizzanti.
    Abbiamo nel nostro DNA queste possibilità che, però, non devono essere lasciate all’intraprendenza individuale, come fece a suo tempo il PRI accelerandone le possibilità centrifughe e di cui oggi se ne vedono gli effetti ( tanto per citare esempi: AGCI in mano delle destre in diverse regioni, ENDAS sulla via dell’autonomia dall’idea da cui aveva preso corpo).
    Le iniziative devono essere organizzate e create per volontà degli attivisti per dare visibilità e consenso al Movimento e da esso controllate.
    Le forme di associazionismo sono molteplici e possono dare risultati di ritorno apprezzabili anche dal punto di vista politico. L’associazionismo, infatti, si muove nel sociale e gli operatori, essendo a contatto quotidiano con l’elettorato, hanno la possibilità sia di monitorare gli umori reali della gente ( umori poi da riportare ai referenti politici per fare politica attiva), sia di rappresentare agli occhi dell’opinione pubblica, in modo reale e pratico, quella scuola di vita repubblicana, cui tutti noi ci ispiriamo per svolgere quella funzione sociale che chiamiamo attività politica.
    Molti di noi lombardi, sono, con caparbia carica di volontariato, impegnati localmente a rappresentare l’MRE nelle istituzioni, nei dibattiti, nelle competizioni elettorali riscotendo risultati ed apprezzamenti degni di nota, ma quello che mi ha spinto a dire quanto ho detto è la preoccupazione che a questo punto delle cose non ci può più essere una strategia locale affidata unicamente all’inventiva, più o meno convincente, del volontario attivista periferico, ma è opportuno, secondo me, dare corpo ad una struttura organizzativa regionale che consigli linee e strategie alle periferie provinciali.
    Questo impegno organizzativo, secondo me, darebbe un grandissimo supporto all’impegno politico, permettendo di disporre di quel tanto di logistica senza la quale è difficile e laborioso, dare visibilità al Movimento.
    Una cooperativa di servizi vari, tanto per fare un esempio pratico, oltre a poter fornire servizi ad iscritti e non, potrebbe dare corpo ad un giornalino alla cui redazione potrebbero essere chiamati giovani desiderosi di intraprendere carriere nell’informazione e da ciò si potrebbe creare quel nucleo di addetti stampa che da tempo si è auspicato avere.
    Penso che se gli amici bresciani potessero rinunciare al monopolio del “SEME NUOVO”, questo giornalino potrebbe essere acquistato dalla cooperativa di servizi e costituire, dopo essere stato fornito di una vera redazione, quel veicolo di informazioni tanto necessario ed auspicato per cementare gli iscritti lombardi ed, inoltre, la redazione del giornalino potrebbe occuparsi, anche e con profitto, dell’aggiornamento dei siti internet del Movimento.
    E’ ovvio che quanto testè detto sulla possibilità della creazione di un giornalino è comunque una esigenza che dovrà per forza di cose andare oltre il legittimo eventuale dispiacere degli amici bresciani a dover sopportare un altro giornale o a dover perdere la patria podestà sul “SEME NUOVO”, un veicolo informativo gestito dal regionale è, a mio parere, necessarissimo.
    Altro tema da affrontare è quello della necessità di aumentare il bacino degli iscritti. Seguendo una prassi collaudata dai vari “Movimenti” e “Girotondi”, ognuno dei nostri iscritti dovrebbe fare incetta di e-mail di parenti, amici e conoscenti anche occasionali e spedire loro nostri slogan e nostre comunicazioni appositamente predisposte dalla struttura organizzativa di cui prospettavo la necessità di attuazione più sopra. Probabilmente molti ci chiederanno di smettere di intasare le loro caselle mandandoci anche a quel paese, ma è probabile che qualcuno si interesserà alle nostre sollecitazioni e forse qualche percentuale di questo “qualcuno” chiederà pure di iscriversi.


    8
    Non credo che sia un gran sacrificio attuare una simile strategia! L’obiettivo è triplicare entro il 2004 l’attuale numero di iscritti: in sostanza due nuovi iscritti per ognuno degli attuali. Con la tecnica descritta è matematico che ci si riesca!
    Sono ovviamente proposte che devono essere discusse ed accettate prima di renderle operative, ma oltre ad aver toccato con mano i risultati che altre organizzazioni hanno ottenuto attuandole, vi richiamo alla memoria la nostra storia nell’ambito della quale, queste metodologie di proselitismo, hanno prove provate di riuscita.
    Chiedo, comunque, che il tema organizzativo venga affrontato in modo costruttivo dalla Segreteria organizzativa eletta e possibilmente durante una opportuna adunanza di responsabili organizzativi provinciali. Nel frattempo affido all’elaborazione dei presenti eventuali soluzioni e proposte sui punti citati.



    - CONCLUSIONI

    Con il presente documento, che pomposamente ho chiamato “RELAZIONE CONGRESSUALE” , non ho inteso atteggiarmi a navigato politico di professione, ma ho solamente espresso alcune idee e considerazioni per far nascere il dibattito congressuale.
    Non ho volutamente toccato temi di importanza nazionale quali :
    - la fecondazione assistita
    - la finanziaria e le sue deleghe
    - il necessario riordino della Borsa
    ne tanti altri temi che i media stanno dibattendo in questi giorni, né avrei potuto fare diversamente, vista l’estrema velocità con la quale si muovono gli avvenimenti sullo scenario attuale.
    Spero comunque di aver contribuito a far rinascere quella energia morale necessaria per imprimere un nuovo impulso ai nostri iscritti per seguire le orme dei nostri padri fondatori nello spirito della circolare del 1879 che ho ricordato più sopra.
    BUON LAVORO A TUTTI.

    ing. Giuseppe FIANDACA














    9

  8. #8
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    Originally posted by Paolo Arsena
    soprattutto non litigate
    No, per carità! Litigate!
    Un congresso senza liti non è un congresso.
    Abbiamo già verificato...

  9. #9
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    Predefinito Congresso Lombardo MRE

    Caro lucifero, non abbiamo assolutamente litigato.
    Ed eravamo più di 130 votanti.
    E' una buona cosa.
    Per conoscenza allego copia della mozione finale unica.
    Saluti

    "1° CONGRESSO REGIONALE LOMBARDO
    Milano 18 gennaio 2004 – Casa della Cultura - Via Borgogna, 3

    MOZIONE CONGRESSUALE N 1


    I Repubblicani Europei, riuniti in data 18-1-2004, per celebrare il loro 1° congresso regionale lombardo, nel ringraziare l’amica on. Luciana Sbarbati e tutti coloro che si sono impegnati per dar vita ad una nuova casa per i repubblicani che si sono rifiutati di trasformarsi da cittadini a servi di un padrone ed hanno pertanto aderito allo schieramento di centrosinistra e dopo aver ascoltato la relazione del coordinatore regionale Giuseppe Fiandaca e il dibattito del congresso rilevano quanto segue:

    - La globalizzazione dell’economia sta trasformando rapidamente il mondo, portando nuove straordinarie opportunità ai paesi in via di sviluppo, ma pone, al contempo, nuovi problemi ai paesi più poveri, a causa del potere delle multinazionali che si muovono in un campo sovranazionale privo di un governo politico che ne controbilanci il ruolo, regolandone l’attività.
    - La drammatica sfida del terrorismo islamico alla comunità internazionale, che va combattuto senza esitazioni e cedimenti, ha portato ad un protagonismo degli Stati Uniti che riempie il vuoto di potere internazionale. L’auspicabile riequilibrio della politica internazionale e l’istituzione di un governo dei problemi mondiali, per quanto praticabile, sarà possibile solo con un’Europa unita, anche politicamente; il cammino verso la costituzione degli Stati Uniti d’Europa va pertanto ripreso, senza tentennamenti. Con un’Europa unita in politica estera sarà possibile procedere all’indispensabile riforma dell’Onu.
    - La mondializzazione dell’economia ha portato nuove opportunità per tutti, ma ha reso più competitivo il mercato internazionale mettendo in difficoltà i paesi meno efficienti, quali l’Italia. Le storiche arretratezze italiane che hanno condotto fin dai primi anni ottanta ad una generale decadenza del Paese sono ora aggravate da una crisi economica che ha tutti i caratteri di strutturalità, perché il nostro sistema Paese, nel suo complesso, non riesce più a reggere la sfida internazionale. Le vecchie furbizie italiane e il ricorso ai continui compromessi che finora ci avevano tenuti a galla non sono più praticabili; la nuova situazione internazionale e l’introduzione della moneta unica europea obbligano tutti ad essere più virtuosi, ma l’Italia su questo fronte, da sempre, è fanalino di coda.
    - Il nostro Paese potrà invertire la rotta della decadenza e del declino economico solo attraverso una rivoluzione civica e culturale, da sempre propugnata dai repubblicani e oggi non più rinviabile, che ponga tutti, governo ed opposizione, associazioni e cittadini, di fronte alle proprie responsabilità. Senza virtù dei governanti, senso civico dei cittadini, e maggiore senso del dovere da parte di tutti l’Italia non uscirà dal tunnel in cui è entrata: diventeremo lentamente ma inesorabilmente sempre più poveri, le ingiustizie sociali aumenteranno ed il divario tra poveri e ricchi assumerà proporzioni inaccettabili.
    - Sconfiggere l’autoritarismo berlusconiano e salvare l’Italia dalla rovina sono un tutt’uno. Bisogna però dire senza infingimenti agli italiani che senza pesanti sacrifici e senza un più consapevole ruolo di ciascuno l’Italia è destinata ad un’irreversibile decadenza che la porterà agli ultimi posti fra i paesi della costituenda Unione Europea. Oltre ai governanti è necessario mettere gli imprenditori di fronte alle proprie responsabilità, riaffermando il ruolo sociale dell’impresa. Il profitto deve essere giustamente perseguito per dare continuità all’impresa, nel rispetto però delle leggi, dei dipendenti, dei risparmiatori, della società e del territorio nei quali l’impresa opera.
    I repubblicani hanno dunque il dovere di indicare la strada per la salvezza del Paese sulla base del principio mazziniano che i diritti devono essere il frutto dei doveri compiuti.
    L’esistenza del Movimento Repubblicani Europei avrà significato solo se opererà in completa autonomia e nell’esclusivo interesse del Paese, al di là di ogni personalismo.
    Va pertanto affermato a chiare lettere che il Mre è l’unica forza politica repubblicana del centrosinistra e l’unica casa per chi vuole rifarsi agli ideali repubblicani e mazziniani.
    Solo la costituzione di un grande Partito Democratico Riformatore potrà rimettere in discussione l’autonomia del Movimento.
    - Il Mre dovrà quindi darsi un programma atto a risolvere i nodi di fondo della società italiana e vincolare la sua partecipazione allo schieramento di centrosinistra all’accoglimento di alcuni punti essenziali quali l’appartenenza al mondo occidentale senza tentennamenti , la laicità dello stato, l’eguaglianza e i diritti dei cittadini, la libertà della scienza, dell’informazione e dell’espressione, la tematica ugolamalfiana in campo economico, la difesa dello stato sociale ma in presenza di una costante lotta all’assistenzialismo, secondo il principio dei doveri e dei diritti, la difesa dei principi e delle garanzie costituzionali, l’aspirazione ad un’Europa unita e federale.
    - Per promuovere la sua azione politica il Mre dovrà dotarsi di strumenti praticabili per una forza di minoranza e darsi finalmente quell’organizzazione che finora è mancata. Essendo assai difficile accedere ai mass media, si indicano nel sito Internet ed in un giornale mensile, oltre all’accesso alla stampa locale, i mezzi oggi a disposizione per motivare gli iscritti con una tempestiva informazione interna e propagandare all’esterno le proposte del movimento.
    - Sul piano elettorale va propugnata la lista unica dell’Ulivo per le elezioni europee, quale segnale forte per i cittadini, in preparazione dello scontro elettorale del 2006, cruciale per la democrazia italiana. In campo amministrativo andranno privilegiati i programmi e i contenuti, secondo la più nobile tradizione repubblicana. I repubblicani europei parteciperanno alle liste di centro sinistra e civiche che in sede locale saranno giudicate portatrici di interessi generali, trasparenza amministrativa e combatteranno l’intreccio affari-politica. Per ovvi motivi di coerenza nessuna partecipazione è possibile a liste che si richiamano allo schieramento di centro-destra.

    I repubblicani europei lombardi impegnano gli organi direttivi che usciranno eletti da questo congresso ad attuare, per quanto di loro competenza, i principi e le direttive di cui ai punti precedenti in particolare per quanto riguarda le imminenti campagne elettorali per le elezioni amministrative che coinvolgono molte amministrazioni provinciali e comunali della nostra regione e per l’ancor più importante campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo. Per quest’ultima i repubblicani europei devono promuovere presso i propri alleati e presso gli elettori l’idea di una Europa unita, dotata di una costituzione, di un parlamento e di un governo realmente capaci di prendere decisioni nell’interesse dei popoli europei.
    Lo sviluppo del movimento in Lombardia deve essere l’obiettivo primario da conseguire nei prossimi anni estendendo la presenza del MRE a tutte le provincie lombarde. Ogni sforzo deve essere fatto per irrobustire la struttura (con congressi provinciali dove possibile) e la visibilità del movimento con una efficace comunicazione interna ed esterna. Il sito internet e il giornale mensile già citati devono essere potenziati così come la presenza sui giornali e media locali deve essere ricercata e intensificata.

    Firmato
    Carlo Manzoni, Pippo Fiandaca, Franco Boglioni, Carlo Zavaritt, Vittorio Dotti, Giorgio Beccaceci, Lorenzo Zampieri, Attilio Biondi, Nando Biondini e altri.




    LISTA CANDIDATI DIRETTIVO

    Beccaceci Giorgio (MI)
    Bertuletti Raffaele (LO)
    Biondi Attilio (LC)
    Biondini Nando (MI)
    Boglioni Franco (BS)
    Boni Manfredo (BS)
    Dotti Vittorio (MI)
    Fiandaca Giuseppe (LC)
    Lombardo Silvano (MI)
    Macchi Giovanni (VA)
    Manzoni Carlo (VA)
    Meli Eleonora (BG)
    Sillari Ferruccio (CO)
    Zampieri Lorenzo (PV)
    Zavaritt Carlo (BG)

    SUPPLENTI
    Lombardi Amedeo (BS)
    Martino Bianchi (MI)
    Nicora Raffaele (VA)
    Cerliani Marta (MI)
    Colangelo Gianni (BS)
    Bo Giovanni (PV)


    CANDIDATI PROBIVIRI
    Pagliarini Gastone
    Tizzoni Giuseppe
    Marucci Gino




    MOVIMENTO REPUBBLICANI EUROPEI
    Segreteria Regionale Lombardia
    Email: mrevarese@yahoo.it
    www.repubblicanesimo.it
    Tel. Cell.: 335 8063266



    COMUNICATO STAMPA


    Il Direttivo Regionale della Lombardia del Movimento Repubblicani Europei riunitosi oggi a Milano dopo il Congresso Regionale di Domenica 18 Gennaio ha eletto Segretario Regionale l’amico CARLO MANZONI di Varese, il quale sarà affiancato da una segreteria composta dagli amici:

    Fiandaca Giuseppe di Lecco
    Beccaceci Giorgio di Milano
    Biondini Fernando di Milano
    Zavaritt Carlo di Bergamo

    Nel ringraziare il Direttivo per averlo scelto a guidare il Movimento in Lombardia in un momento difficile con elezioni amministrative ed Europee alle porte, si è impegnato a far crescere il Movimento in Lombardia valorizzando i giovani così come indicato nella mozione approvata al Congresso e a battersi assieme alle altre forze dell’Ulivo per far vincere la coalizione in Lombardia nel maggior numero di amministrazioni provinciali e comunali possibile. Il combinato Polo-Lega Nord che ha occupato tutti i posti di potere possibili, sta portando avanti una politica di restaurazione e conservazione che ha già creato danni rilevanti alla sanità, ai servizi sociali, al territorio e alla qualità della vita dei cittadini lombardi, deve perciò essere fermato.
    Per le elezioni del Parlamento Europeo i repubblicani lombardi si impegnano a promuovere presso gli elettori l'idea di un’Europa unita, dotata di una costituzione, di un parlamento e di un governo europeo realmente capace di prendere decisioni nell’interesse dei cittadini europei. Bisogna riprendere il cammino di quella integrazione politica che il sogno dei padri fondatori aveva così ben prefigurato e indicato all’inizio dell’avventura europea.

    Carlo Manzoni
    Segretario Regionale MRE


    Milano 24 Gennaio 2004
    Ciceruacchio

  10. #10
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    Cari Alberich e Ciceruacchio,

    sono passato a fare una capatina su questo forum dopo molto tempo, e sono molto lieto di sapere che anche in Lombardia l'MRE ha tenuto un congresso regionale, dopo quelo che si è tenuto nelle Marche nel novembre scorso, se non erro.

    Mi fa piacere anche sapere che al congresso hanno preso parte alle votazioni circa 130 persone, un numero analogo a quello che dei partecipanti al congresso regionale delle Marche. Qualche giorno fa leggevo sul Corriere Adriatico, in occasione del congresso regionale della Margherita, che, nelle Marche, la Margherita conta circa 7.500 iscritti. Certo, i nostri sono numeri piccoli. Tuttavia, è confortante sapere che anche in Lombardia c'è una significativa presenza repubblicana. Lo è soprattutto per me che, dopo un periodo in cui sono stato "lapsus", mi sono riavvicinato ai repubblicani, e ricordo che, quando da ragazzo divenni un simpatizzante stabile del PRI, il PRI a Milano, e in altre città della Lombardia (ad esempio Brescia) aveva percentuali elevate.

    E' triste constatare che una regione come la Lombardia, e, in particolare, una città come Milano, che ha avuto sempre solide tradizioni di sinistra riformatrice, fin dall'Ottocento, con una solida presenza prima radicale e poi socialista (e a Milano si stampava il quotidiano radicale Il Secolo!), sia oggi diventata la piattaforma prima della Lega Nord e poi di Forza Italia.

    Speriamo che le cose cambino, e che cambino presto!

    Sono anche molto lieto che abbiate eletto un direttivo regionale snello, mentre noi, nelle Marche, ne abbiamo eletto uno elefantiaco!

    Che dire? In bocca al lupo, e non perdetevi (perdiamoci) d'animo.


    PS Spero di essere presente al congresso nazionale di Roma della fine di marzo. Magari con Alberich ci si rivede, e magari si conoscerà anche qualcun altro!

 

 
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