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Come essere contro il Cav. senza essere solo antiCav. per evitare la trappola del Cav
Roma. Tema: come stare contro Berlusconi senza passare per antiberlusconiani?
Non che guasti, pensano ormai nell’Ulivo, ma non basta.
Tanto più adesso che, come dice il rutelliano Paolo Gentiloni, “il centrosinistra non viene visto più come perdente, ma come possibile vincitore, candidato a tornare al governo tra un paio d’anni”.
I peccati passati dell’antiberlusconismo acceso li hanno presenti molti tra i leader dell’opposizione. L’altro giorno, dopo il comizio del Cav. per il decennale di FI, a indicare il cammino, in singolare sintonia, sono stati Francesco Rutelli (“Non accontentarsi della coperta di Linus dell’antiberlusconismo”) e Luciano Violante (“Non cadiamo nella trappola della contrapposizione a Berlusconi”).
E anche tra gli uomini di Piero Fassino, a via Nazionale, il proposito per il momento è il seguente: “Dobbiamo dimostrare che non siamo al mondo solo per fare la lotta a Berlusconi”.
E altri, tra le file dell’opposizione, definisce il discorso del capo del governo “un trappolone”.
Ammette il dalemiano Marco Minniti: “Il riflesso più facile per la sinistra, di fronte a Berlusconi che rifà se stesso, è quello di rifare la vecchia politica dell’opposizione. Il rischio più grande che corriamo è quello della reciproca delegittimazione, di farci trascinare in un corpo a corpo politico”.
La tentazione c’è, ma giurano i big del centrosinistra che stavolta non ci cadranno.
Ironizza la diessina Franca Chiaromonte: “Quando ero piccola ed ero comunista, mi ripetevano sempre: attenta a non accettare provocazioni. Regoliamoci così”.
E il vicecapogruppo della Margherita, Renzo Lusetti: “Il terreno di Berlusconi per noi è scivoloso”.
Persino sul forum dell’Unità, ieri si trovavano messaggi come questi: “Il nemico Berlusconi come programma non mi basta”.
E quindi stavolta l’opposizione giura che, davvero, sarà antiberlusconiana senza fare l’antiberlusconiana di maniera.
O, almeno, senza fare solo quello.
Perchè, confida un perplesso Marco Rizzo, capogruppo del Pdci a Montecitorio, “Berlusconi non è mica una metafora: è uno in carne e ossa, che cancella la scuola pubblica, la sanità, i diritti dei lavoratori. Non è evanescente. A meno che non si intenda che si vuole fare la stessa politica di Berlusconi senza Berlusconi. E le cose dette ultimamente da Rutelli ci portano a crederlo”. Sorprendentemente, è d’accordo con Rutelli il verde Paolo Cento, il parlamentare più no global d’Italia: “Ha ragione, è un rischio. Le elezioni si vincono con un progetto in positivo, l’antiberlusconismo da solo non basta”.
Spiega Minniti: “La partita non si giocherà su quanto saremo critici nei confronti del Cavaliere, ma su quanto saremo in grado di individuare una strada alternativa. E su questo, senza concorrenzialità tra di noi, si deve impegnare la leadership dell’Ulivo”.
“Ma voi che cosa proponete?”
Il problema è sempre quello: a) rispondere al Cav.; b) non vivere solo delle risposte al Cav.
Dice Paolo Gentiloni: “Il centrosinistra deve ribattere colpo su colpo. L’antiberlusconismo è un sentimento diffuso e giustificato. Ma altrettanto giustificato è il fatto che bisogna fare pure proposte concrete. Quindi, mettiamola così: non si tratta di non fare dell’antiberlusconismo, piuttosto di fare anche dell’altro”.
E secondo il parlamentare della Margherita, se c’è un
“trappolone” del Cav. è il seguente: “Berlusconi tenterà di rifare una campagna da leader dell’opposizione, nonostante sia il capo del governo, cercando di incastrare il centrosinistra nel ruolo di difensore dello status quo, delle banche, dei poteri forti, della grande burocrazia”.
Rischio, per Gentiloni, ben più concreto dell’antiberlusconismo di maniera. “La trappola è un pericolo reale, perché dal welfare così com’è alla Banca d’Italia così com’è all’Europa così com’è… su molte questioni sembriamo i più conservatori”.
Aggiunge Lusetti: “Si sente in giro, c’è molta gente che ci chiede:
Berlusconi è quello che è, ma voi cosa proponete? Ecco cosa occorre fare: passare dalla critica al governo alla proposizione costruttiva di un’alternativa di governo”.
E Franca Chiaromonte: “Mi auguro davvero che stavolta vada così. Perché di certa roba, francamente la gente non ne può più”.
Oh...oh, la gente non ne può più.
Ma non del governo, è stanca e stufa, ma dell'opposizione bamboccesca e girotondina.
saluti




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