"E' crisi sistemica globale.
Occorre una nuova architettura finanziaria: una Nuova Bretton Woods.
Dichiarazione di Paolo Raimondi, Presidente del Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà, Collaboratore dell'economista e candidato presidenziale democratico americano Lyndon Larouche

Il 14 gennaio 2004 la New York Federal Reserve, il Tesoro USA e la New York Clearing House Association hanno presentato delle mozioni (amicus briefs, in inglese) al giudice Thomas Griesa della Corte Federale di New York, che ha in mano tutto il carteggio sui bonds argentini congelati dopo il fallimento del 2001, esprimendosi a favore del blocco delle richieste di risarcimento da parte dei possessori dei bonds. I risparmiatori italiani coinvolti nel crac sono centinaia di migliaia, con una cifra complessiva intorno ai 20 miliardi di dollari. Le tre istituzioni menzionate sostengono la decisione del governo argentino di non pagare i bonds perché altrimenti non riuscirebbe ad onorare puntualmente le scadenze con il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Questo è stato ovviamente imposto dal FMI e dalle grandi banche internazionali. Dal crac del 2001, minacciata dall'isolamento finanziario internazionale, l'Argentina ha pagato ben 12,3 miliardi di dollari di interessi e di rimborsi al FMI e assolutamente niente ai detentori di bonds. La Federal Reserve di New York ha detto che la decisione di ripagare i bonds avrebbe un "effetto sulla stabilità finanziaria" globale. Il giudice Griesa, sotto pressione, ha deciso di guadagnare tempo fino al 31 gennaio.

Il FMI è stato il massimo responsabile del fallimento argentino avendo imposto, anche attraverso l'ex ministro Cavallo, una forsennata politica monetarista che ha minato la struttura produttiva della nazione.

E' ora di svegliarsi. Questi fallimenti non sono incidenti di percorso, ma manifestazioni di una crisi sistemica generata da una bolla speculativa ormai da tempo fuori controllo. Per arrivare ad una Nuova Bretton Woods i governi debbono decidere di agire insieme e seriamente. Fino ad oggi hanno messo la testa nella sabbia. Noi stiamo creando una campagna internazionale per realizzare questo progetto. E' una questione esistenziale a cui tutti i cittadini, non solo i politici, sono chiamati a rispondere.

Per saperne di più si può visitare il sito www.movisol.org o scrivere a [email protected]

Telefonare al numero 02 2613058 oppure 06 5640901