"Un libro inchiesta cerca di far luce"
Troppo spesso le verità preconfezionate divengono verità uffciali ed accettate acriticamente dai principali media e dall'opinione pubblica.
Per fortuna qualcuno resiste ed il nuovo libro di Massimo Ragnedda, già autore di Warshow, la guerra mediatica (2002) racconta una verità scomoda, quella che parte dall'11 settembre sino alla guerra in Iraq.
A più di due anni di distanza dagli attentati dell’11 settembre e due guerre che hanno insanguinato e reso meno sicuro il nostro pianeta, molti dubbi e perplessità su quegli eventi che hanno sconvolto il mondo restano. A fine gennaio in libreria troverete “Il Sacrificio” edito da Colibrì Milano; il nuovo libro di Massimo Ragnedda che parte da un’analisi attenta e scrupolosa della versione ufficiale raccontata sugli attentati alle WTC e mette in evidenza le sue incongruenza e contraddizioni, esaminando l’altra faccia del terrorismo, quello finanziario, che ha dato luogo alle operazioni di inside trading, cioè di speculazione sulla base di conoscenze pregresse relative agli attentati dell’11 settembre.

Analizza inoltre il ruolo dei Think Tank americani e di personaggi quali Brezinsky e Kissinger, la struttura oligarchica dei media internazionali e il ricatto delle lobby petrolifere e belliche nei confronti dell’amministrazione Bush.
Nell’ultima parte viene esaminata la nuova situazione geopolitica e geostrategica del pianeta dopo il sacrificio dell’11 settembre, con l’installazione di nuovi apparati militari nel cuore della terra, con nuove e importanti basi a ridosso del futuro e grande nemico cinese (dove mai erano arrivati i militari a stelle e strisce) e la conquista dell’Iraq, trasformato in protettorato USA e cavallo di Troia per il ridisignamento del Medio Oriente.

Qui di seguito alcune domande che da troppo tempo aspettano una risposta alle quali nel libro si cerca di dare una risposta:

Perché il Segretario di Stato Colin Powell, nel maggio del 2001, eroga 43 milioni di dollari USA al regime dei Talebani, al presunto scopo di aiutare gli agricoltori che stanno morendo di fame in seguito alla distruzione dei raccolti di oppio avvenuta in gennaio per ordine dei Talebani? [Fonte: Los Angeles Times, 22 maggio 2001].

Nonostante il WTC sia crollato per l’eccessivo calore che ha fatto fondere le travi di acciaio e nonostante le scatole nere appositamente costruite per reggere alle situazioni più estreme, l’FBI afferma che il passaporto del presunto capo dei terroristi Atta è stato trovato intatto tra le macerie fumanti delle torri [fonte The Guardian 19 marzo 2002]

Perché 25.000 soldati britannici (parte dell'Operazione Essential Harvest) vengono pre-posizionati all’interno e all’esterno dell’Oman, nel punto della penisola arabica più vicino al Pakistan, proprio i giorni immediatamente prima dell’11 settembre; e perché sempre negli stessi giorni antecedenti l’attentato due portaerei statunitensi arrivano nel Golfo Arabico, mentre in Egitto circa 17.000 effettivi americani si uniscono a più di 23.000 soldati della NATO per l’Operazione Bright Star?


Perché nonostante la CNN abbia dichiarato già alle 9.03 che probabilmente si sarebbe trattato di un attentato terroristico, Bush, il solo che poteva autorizzare gli aerei a decollare, non l’ha fatto, ma ha anzi continuato a giocare e scherzare con i bambini in una scuola elementare?

Perché sulla lista dei terroristi kamikaze, stilata dall’FBI, sono presenti cinque sauditi che il ministero degli esteri dell’Arabia Saudita ha invece dichiarato essere vivi?

Perché nonostante la presenza di squadriglie di F-16 pronti al decollo in varie basi aeree a 10 - 20 minuti di volo dagli aerei dirottati, (ad esempio la base presidenziale di Saint Andrew a pochi chilometri dal Pentagono), bisogna aspettare ben 75 minuti, quando ormai è troppo tardi, prima che la National Command Authority decida di far intervenire le flotte F-16 della Air Force per l’intercettazione degli aerei dirottati?

Perché i caccia sono stati lasciati a terra? Chi ha impedito loro di decollare contravvenendo alle più normali regole di prevenzione? Come mai nell’unico attacco mai avvenuto alla sede del Pentagono, con i caccia della difesa aerea in servizio permanente a soli 10 minuti di distanza, avendo almeno 40 minuti di preavviso, i militari USA permettono che il loro Quartier generale, venga attaccato senza nemmeno tentare una reazione?

Il sistema radar della più sofisticata difesa antiaerea del mondo non è in grado di intercettare un aereo grosso come il Boeing 757-200 lungo 47,32 metri e largo 38,05. È possibile che un simile apparecchio volante passi inosservato ai radar statunitensi dopo che lo stesso Bush ammette che gli USA sono bersaglio di attentati terroristici?

Bush dice di aver visto il primo aereo schiantarsi, mentre si sa che del primo aereo non vi furono immagini disponibili immediatamente, se non in serata, quando i videoamatori, che avevano girato l’unica immagine nota sul primo aereo, resero di dominio pubblico le registrazioni. Perché allora questa affermazione? È mai possibile che il Presidente abbia realmente visto lo schianto del primo aereo? E se avesse visto davvero quelle immagini a noi sconosciute, da dove sarebbero venute fuori? E soprattutto, se le ha viste, come lui stesso afferma, perché non è intervenuto immediatamente?

Perché il presidente degli USA ha fornito tre versioni diverse di quanto accaduto quel giorno?

È plausibile che il capo dei dirottatori arrivi in ritardo all’aeroporto e perda i bagagli a mano, che andranno a finire nella mani dell’FBI, all'interno dei quali saranno rinvenuti una videocassetta per imparare a volare (per dire che era un principiante), una preghiera islamica (per confermare la sua fede religiosa) e una lettera che afferma il suo intento suicida (per confermare si trattasse di un Kamikaze)?

Perché l’FBI, che pur non è stata in grado di anticipare e prevedere niente sino al giorno dell’attentato, è stata capace in soli due giorni di ricostruire il modus operandi dei terroristi e dopo solo tre giorni fornire addirittura le foto?

Perché nella lista dei passeggeri fornita dalle compagnie aeree e pubblicate da “The Guardian” il 13 settembre 2001, non compare neanche un nome mediorientale? E se fossero entrati con passaporti falsi, come è stato possibile trovare il passaporto di Atta tra le macerie delle Twin Towers?

È verosimile che a guidare gli aerei kamikaze siano stati dilettanti senza nessun supporto a terra? Infatti un Boeing 767 ha una apertura alare di 47 metri circa. La larghezza di una torre è all’incirca di 63 metri eppure tutti abbiamo visto come il bersaglio è stato colpito alla perfezione. Sarebbe bastato un piccolo spostamento o una imperfezione per mancare il bersaglio cosa assai probabile visto e considerato che la velocità media di questi aerei si aggira intorno ai 700 km/h e a questa velocità bastano pochi decimi di secondo per percorrere una sessantina di metri e dunque mancare il bersaglio. Colpire le torri con quella precisione non è cosa da dilettanti considerando anche il fatto che il secondo aereo arrivava controvento.

I giorni immediatamente prima gli attentati e cioè il 6 e 7 settembre 2001, vengono acquistate 4.744 opzioni put (speculazioni in previsione che le borse calino) della United Airlines, a fronte di sole 396 opzioni call (speculazioni in previsione che le borse salgano), indice di conoscenza anticipata degli avvenimenti. Molte delle put di una delle due società coinvolte negli attentati, United Airlines e che subito dopo per ovvie ragioni avrebbe avuto un calo, vengono acquistate attraverso la Deutschebank/A.B. Brown. Questa società era gestita fino al 1998 A. B. Krongard, promosso a marzo del 2001 dal presidente Bush, capo esecutivo della CIA. [Fonte: The Herzliyya International Policy Institute for Counterterrorism, 21 settembre 2001, http://www.ict.org.il/; New York Times; Wall Street Journal).
Lo stesso accade con l’altra compagnia area coinvolta nello schianto, l’ American Airline. Infatti il 10 settembre 2001 vengono acquistati 4.516 opzioni put dell'American Airlines a fronte di 748 opzioni cal. Un cifra al di sopra del 600% della norma. [Fonte: ICT, www.ict.org.il].

Perché gli USA a guerra quasi ultimata contro l’Afganistan decidono di installare una megabase militare in Kirghizistan a quasi mille chilometri di distanza dall’Afganistan, senza nessuna importanza militare strategica per la guerra in corso, ma capace di colpire alcune importanti stazioni balistiche cinesi e alcuni reattori nucleari di quello che l’America aveva già identificato come nemico numero uno entro il 2017, la Cina? L’installazione di questa ed altre basi in prossimità del Celeste impero sarebbe stata possibile senza l’11 settembre? Gli USA si sarebbero mai potuti infiltrare nell’Hearthland e controllare così importanti risorse di idrocarburi e fondamentali postazioni strategiche?

La guerra in Afganistan prima e quella in Iraq poi, e presumibilmente tutte le altre guerre che verranno, sarebbero possibili senza la giustificazione e l’etichetta mediatica di guerra al terrorismo?
Nonostante i milioni di posti di lavoro persi durante l’amministrazione Bush (mezzo milione nel solo agosto 2001), nonostante gli scandali finanziari che hanno coinvolto direttamente alcuni uomini del presidente, nonostante il taglio alla spesa pubblica e la soppressione di alcuni diritti fondamentali, Bush resta in testa nei sondaggi. Tutto ciò sarebbe possibile senza lo spauracchio terroristico?

Perché anche il generale delle forze armate italiane, Fabio Mini dichiara di non credere alla versione ufficiale fornita dagli USA: “Non sappiamo quanti abbiano partecipato all’ideazione del piano. A dire il vero non sappiamo neppure con certezza che sia proprio bin Laden il principale artefice.[…] Questa è roba da raffinati giocatori di scacchi. L’attacco devastante, concertato, concentrato dell’11 settembre richiedeva una previsione fino al decimo ordine e oltre. Roba da geni della politica, della strategia e della guerra. Cosa che francamente lo sceicco del terrore non sembra proprio essere”? [Limes 4/2001, p.17]

Altra autorevole e dissenziente voce critica è quella di Stan Goff, esperto militare, stratega, e docente tra l’altro di scienza e dottrina militare alla Military Academy di West Point. Egli vanta al suo attivo la partecipazione a otto scenari di guerra e che spaziano dal Vietnam a Panama, da Grenada a Haiti.
Afferma: “Quattro aerei vengono dirottati e deviati dai loro piani di volo, sotto il controllo radar della FAA. Gli aerei sono tutti dirottati tra le 7,45 e le 8,10, ora legale occidentale. Chi viene informato? Questo è già un fatto senza precedenti. No, il Presidente non viene informato, se ne va in un scuola elementare in Florida ascoltando bambini leggere […] La versione che ci hanno dato di quel che è successo è stata costruita di sana pianta” [S. Goff, The So-Called Evidence is a Farce, disponibile all’indirizzo web: http://www.carconews.com/goff1.html]


Perché i principali media non ci aiutano a fare chiarezza su questi interrogativi?

Estratto da: Massimo Ragnedda, Il sacrificio, Colibrì, Milano, 2004, in corso di stampa. "