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    Predefinito Volante Rossa, i precursori delle BR?

    VOLANTE ROSSA

    La Volante Rossa fu un'organizzazione paramilitare attiva a Milano e dintorni nell'immediato secondo dopoguerra, dal 1945 al 1949. Il nome completo era Volante Rossa Martiri Partigiani, comandata dal "tenente Alvaro", soprannome di Giulio Paggio.

    La Volante Rossa era composta da ex partigiani comunisti e operai che ritenevano di proseguire con le loro azioni la Resistenza italiana. Si costituì un apparato organizzativo che discendeva da quello dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP) definito "garibaldino" e impiegato nella resistenza fino al 25 aprile 1945.

    Il nome derivava da un reparto di partigiani comunisti che operava nella zona dell'Ossola.

    Aveva base nei locali della ex Casa del Fascio di Lambrate (Milano) in via Conte Rosso 12, trasformata dopo il 25 aprile in Casa del Popolo.

    Questa forniva loro una copertura e permetteva loro di incontrarsi senza farsi notare, dato il via vai di persone.



    Svolgeva funzioni di sostegno nelle attività del partito comunista e del sindacato, in particolare durante gli scioperi e le manifestazioni operaie, durante le quali svolgeva il ruolo di servizio d'ordine e protezione dalle forze dell'ordine e dalle rinascenti organizzazioni non comuniste come il il Partito Liberale e quello dell'Uomo qualunque e dalle organizzazioni neofasciste che in quegli anni ritornavano in attività con sedi, giornali e liste elettorali. Soprattutto in questo periodo diverse organizzazioni neofasciste, come i Fasci di Azione Rivoluzionaria, operavano per mezzo di azioni violente ed attentati verso esponenti della Resistenza italiana e dell'associazionismo socialista e comunista. Da qui nasceva la necessità di dotarsi di un servizio di protezione.

    Contro esponenti delle organizzazioni neofasciste, liberali di destra o sospettati di essere tali la Volante Rossa effettuò attentati e violenze, tentando un'epurazione di tipo jugoslavo cecoslovacco albanese

    Spesso uccise donne inermi. Alvaro fu quindi anche un feroce "femminicida"?

    Creata a Milano, allargò la sua influenza appoggiandosi a strutture locali e estese la sua azione in gran parte dell'Italia settentrionale e centrale.
    Aveva alleanze e basi in tutta la Lombardia ed anche in Piemonte, nel cosiddetto "triangolo della morte" emiliano e nel Lazio.

    Fu attiva per quattro anni, fino al 1949.

    Molti dei suoi componenti furono ritenuti responsabili di una serie di omicidi e violenze a danno di persone politicamente legate al passato regime fascista, a partiti ostili a quello comunista come quello Liberale o a quello dell'Uomo Qualunque.

    Vi furono azioni anche in danno di dirigenti e capi reparto delle fabbriche milanesi ritenuti responsabili di vessazioni (vere o presunte) ai danni degli operai

    La Volante Rossa agì nel contesto di una organizzazione più ampia, di cui costituiva una parte.

    Spesso simpatizzanti e fiancheggiatori della banda contribuivano al depistaggio delle indagini (quando venivano avviate) spargendo la voce di fughe improvvise delle vittime per luoghi lontani, in genere l'Argentina (già luogo di rifugio di molti fascisti).

    Dopo le elezioni del 1948, essendo evidente che il Partito Comunista aveva perso le elezioni e che non si profilava la possibilità di conquistare il potere con la forza, l'organizzazione perse molta della sua importanza ma non cessò l'attività.

    Nel 1949, dopo che alcuni membri furono tratti in arresto, l'attività dell'organizzazione cessò.

    Il partito comunista, che li aveva a lungo sostenuti, rinnegò l'organizzazione: i vertici furono aiutati a fuggire in paesi al di là della "Cortina di ferro", mentre diversi appartenenti furono abbandonati al proprio destino.

    Dopo l'amnistia Togliatti, a cui si opposero, il "Migliore" voltò loro le spalle.

    Il processo si svolse nel 1951 presso il tribunale di Verona. Gli imputati furono 32, di cui 27 in detenzione e 5 latitanti. Le condanne furono 23, di cui 4 all'ergastolo.

    Eligio Trincheri, condannato all'ergastolo, rimase in carcere fino al 1971, quando fu graziato dal presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat.

    I tre elementi di punta dell'organizzazione - Giulio Paggio, Paolo Finardi e Natale Buratto, condannati all'ergastolo - furono aiutati a fuggire in Cecoslovacchia.

    Vennero tutti e tre graziati dal presidente della Repubblica Sandro Pertini nel 1978.
    Paggio non rientrò mai più, ma decise di restare a Praga dove morì 19 anni dopo la fine del regime cecoslovacco, in Rep. Ceca, a differenza di Achille Lollo, protagonista di una vicenda simile.

    Delitti imputati alla Volante Rossa

    Il 21 novembre 1953, presso la Corte di Assise e di Appello di Venezia presieduta dal giudice dott. Guido Pisani, venne emessa la sentenza di II grado del processo «Volante Rossa». Dopo sei giorni di dibattimento, i componenti del gruppo Volante Rossa vennero condannati per i seguenti reati:

    • associazione a delinquere;

    • detenzione di armi;

    • 16 giugno 1947: assalto al bar di Via Pacini in Milano;

    • 29 ottobre 1947: invasione e danneggiamenti della sede del giornale «Il Meridiano d’Italia»;

    • 4 novembre 1947: omicidio di Ferruccio Gatti, responsabile milanese del Movimento sociale italiano e tentato omicidio di sua moglie Margherita Bellingeri;

    • 12 dicembre 1947: sequestro di persona (Italo Tofanello);

    • 15 luglio 1948: occupazione dell’azienda industriale «Bezzi»;

    • 27 gennaio 1949: omicidio di Felice Ghisalberti;

    • 27 gennaio 1949: omicidio di Leonardo Massaza.

    Sono questi, e nessun altro, i reati dei quali i membri della Volante Rossa sono imputati, sono stati processati e hanno subìto condanne. Qualsiasi altro delitto loro attribuito è frutto di strumentalizzazioni e speculazioni. Per comprovare questo basti consultare, come sopra specificato, la sentenza di secondo grado emessa a Venezia nel novembre 1953, a disposizione presso l'Archivio di Stato

    (fonti: tutto il materiale processuale, ivi compresi gli interrogatori; la sentenze di primo e secondo grado; il libro di Carlo Guerriero e Fausto Rondinelli "La Volante Rossa", Datanews, Roma, 1996; il libro di Massimo Recchioni "Il Tenente Alvaro, la Volante Rossa e i rifugiati politici italiani in Cecoslovacchia", DeriveApprodi, Roma, 2011)

    Appartenenti alla Volante Rossa

    Elenco di alcuni componenti dell'organizzazione comunista, tra le parentesi il nome di battaglia, la professione e l'anno di nascita:

    • Otello Alterchi (Otelin), elettricista, classe 1928;

    • Felice Arnè, nome di battaglia Ciro, operaio, classe 1930;

    • Giordano Biadigo (Tom), operaio, classe 1929;

    • Bruno Bonasio, elettricista, classe 1926;

    • Primo Borghini, custode della Casa del Popolo di Lambrate, classe 1920;

    • Mario Bosetti, classe 1926;

    • Natale Burato (Lino);

    • Luigi Canepari (Pipa), meccanico, classe 1925;

    • Camillo Cassis, (Cassis), idraulico, classe 1925;

    • Ennio Cattaneo, elettricista, classe 1930;

    • Domenico Cavuoto (Menguc), barista, classe 1930;

    • Giulio Cimpellin (Ciro), meccanico, classe 1920;

    • Ferdinando Clerici (Balilla), operaio, classe 1928;

    • Luigi Comini (Luisott), fotografo, classe 1925;

    • Walter Fasoli (Walter), disoccupato, classe 1917;

    • Paolo Finardi (Pastecca), classe 1928;

    • Mario Gandini (Milà);

    • Pietro Jani (Jani), idraulico, classe 1926;

    • Giacomo Lotteri (Loteri), meccanico, classe 1920;

    • Luigi Lo Salvio;

    • Angelo Maria Magni, elettricista, classe 1926;

    • Sante Marchesi (Santino), radiotecnico, classe 1926;

    • Antonio Minafra (Missaglia), classe 1919;

    • Enrico Mondani, tipografo e segretario della sezione Lambrate del Partito Comunista Italiano, classe 1925;

    • Mario Mondani, meccanico, classe 1927;
    • Giuseppe Morandotti;
    • Angelo Ostelli (Stuccafiss);
    • Mauro Ostelli (Maurino); ex latitante in Cecoslovacchia;
    • Giulio Paggio (Alvaro), classe 1925;
    • Ettore Patrioli (Iaia), meccanico, classe 1926;
    • Carlo Reina, conciatore, classe 1926;
    • Emilio Tosato (Lietù), elettricista, classe 1929;
    • Ferruccio Tosi (Cazzo), elettricista, classe 1929;
    • Eligio Trincheri;
    • Angelo Vecchio (Tarzan), operaio, classe 1925;
    • Dante Vecchio (Tino), meccanico, classe 1917;
    • Walter Veneri;
    • Italo Zonato (Italo), meccanico, classe 1925.





    I CRIMINI DELLA VOLANTE ROSSA

    31 agosto 1945 - Rosa Bianchi Sciaccalunga e la figlia Liliana, uccise a Milano, perché rispettivamente moglie e figlia di Stefano Bianchi Sciaccalunga, ufficiale della Decima Mas fucilato dai partigiani il 26 aprile 1946.

    27 gennaio 1946 - Orlando Assirelli, commerciante, ucciso a Sesto San Giovanni.

    6 febbraio 1946 Enrico Meneghini, perché sospettato di appartenere alle Sam.

    gennaio 1947 – Omicidio di Eva Macciacchini e di Brunilde Tanzi, simpatizzanti di movimenti di destra.
    14 marzo 1947 – Omicidio del giornalista Franco De Agazio, direttore della rivista “Meridiano d’Italia”.

    16 giugno 1947 – Assalto ad un bar di via Pacini 32, ritenuto luogo di ritrovo di simpatizzanti di destra, a colpi di sassi e di pistola.

    6 luglio 1947 – Attentato contro l’abitazione di Fulvio Mazzetti, simpatizzante di destra, in Corso Lodi 33. La bomba a mano lanciata contro l’abitazione rimbalza contro una zanzariera e ricade in strada, ove ferisce uno degli attentatori, Mario Gandini. L’altro si chiama Walter Veneri.

    10 luglio 1947 – Attentato contro la sede del settimanale missino “Rivolta Ideale”. Qui una quarantina di persone erano radunate per ascoltare una conferenza del professor Achille Cruciani. Due terroristi lanciarono una bomba nella sala con la miccia già accesa. Uno dei presenti la raccolse e la lanciò giù dalla finestra, ove esplose danneggiando il palazzo di via Agnello 10 e tre automobili.

    27 luglio 1947 – Un ordigno al plastico viene collocato all’interno di un cinema nel quale il professor Cruciani doveva tenere un’altra conferenza. La polizia lo ritrova prima che esploda.

    11 ottobre 1947 – Assalto alla sede del M.S.I. di via Santa Radegonda, che viene devastata. Numerosi missini presenti vengono feriti.

    29 ottobre 1947 – Al termine di una manifestazione indetta dalla Camera del Lavoro, viene assalita e distrutta la sede della rivista “Meridiano d’Italia”.

    4 novembre 1947 – Omicidio di Ferruccio Gatti, responsabile milanese del M.S.I., nella sua abitazione, in viale Gian Galeazzo 20.

    4 novembre 1947 – Tentato omicidio di Antonio Marchelli, segretario della sezione del M.S.I. di Lambrate.

    5 novembre 1947 – Omicidio, a Sesto San Giovanni, di Michele Petruccelli, aderente al Movimento “Uomo Qualunque”.
    11 novembre 1947 - Giorgio Magenes Folli, agricoltore, appartenente all’Uomo qualunque, linciato da una folla di comunisti a Robbiano Mediglia (Milano) guidati dagli uomini della “Volante rossa”.

    12 novembre 1947 – Assalto alle sedi dell’Uomo Qualunque in Corso Italia, del M.S.I. in via Santa Radegonda e della rivista “Meridiano d’Italia”.

    13 novembre 1947 – A bordo di tre camion i terroristi della Volante Rossa si recano in via Monte Grappa e devastano la sede del Movimento Nazionale Democrazia Sociale.

    14 novembre 1947 – Irruzione nella sede del Partito Liberale Italiano in corso Venezia.

    27 novembre 1947 – Assalto alla Prefettura di Milano, insieme a centinaia di manifestanti che protestavano contro la sostituzione del Prefetto Troilo. Nella stessa giornata viene assalita la sede del M.S.I. e quella della RAI in corso Sempione.

    6 dicembre 1947 – Aggressione ad una guardia giurata della Breda, a Sesto San Giovanni.

    12 dicembre 1947 – Sequestro dell’ingegner Italo Tofanello, dirigente delle Acciaierie Falck, in via Natale Battaglia 29. Condotto in Piazza Duomo l’ingegnere viene costretto a spogliarsi e quindi viene rilasciato senza vestiti.

    10 aprile 1948 – Disordini durante un comizio del M.S.I. in piazza Belgioioso.

    25 aprile 1948 – Disordini durante una manifestazione non autorizzata a piazzale Loreto.

    15 luglio 1948 – Scontri con le Forze dell’Ordine durante l’occupazione degli stabilimenti Bezzi e Motta.

    13 ottobre 1948 – Aggressione ad alcuni dirigenti della Breda.

    27 gennaio 1949 – Omicidio di Felice Ghisalberti in via Lomazza
    27 gennaio 1949 - Omicidio del dott. Leonardo Massaza in piazza Leonardo da Vinci, ritenuto simpatizzante di destra.


    L’elenco di questi crimini naturalmente rappresenta in modo assai sommario la vera attività della Volante Rossa. Si tratta degli episodi sicuramente attribuibili a questa formazione, mentre non compare una quantità di altre azioni che in quegli anni turbolenti furono commesse da estremisti di sinistra, quasi sicuramente appartenenti alla Volante Rossa, ma di cui non abbiamo documentazione certa.

    Il 17 gennaio del 1947 a Milano vengono uccise dalla volante rossa Brunilde Tanzi e Eva Maciachini.

    Brunilde Tanzi nacque a Milano nel 1912 proveniva da una famiglia fascista e dopo l’ 8 settembre si arruolò nel Servizio Ausiliario Femminile della Xª Flottiglia MAS. Finito il conflitto bellico aderì ai Fasci di Azione Rivoluzionaria e al Partito Democratico Fascista in cui ricoprì un ruolo di primo piano partecipando all'organizzazione del trafugamento della salma di Mussolini nella notte tra 22 e il 23 aprile 1946 insieme a Domenico Leccisi. Leccisi nelle sue memorie la ricordò poi come "una bella ragazza slanciata, dai grandi occhi neri" e soprattutto "decisa e instancabile nel servire la causa comune". Il 9 dicembre 1946 la Tanzi era riuscita a far inserire ad un ignaro impiegato un disco in vinile con incisa la canzone Giovinezza durante le trasmissioni pubblicitarie ottenendo di far riecheggiare l'inno del Partito Nazionale Fascista su tutta la piazza del Duomo. Il 17 gennaio 1947 l'organizzazione terroristica Volante Rossa decise la sua morte; a trentacinque anni Brunilde Tanzi venne uccisa nel centro di Milano in via San Protaso con un colpo d'arma da fuoco al petto. Nonostante tutti gli indizi e le modalità dell’esecuzione dell'omicidio indicassero come responsabili gli uomini della Volante Rossa, gli autori materiali dell'omicidio non furono mai scoperti e così non vi furono mai delle condanne. Lo stesso giorno fu uccisa anche Eva Maciachini a colpi di arma da fuoco nel quartiere milanese Venini Brianza. Era collegata, già da tempo, alle attività del gruppo “Sam”, Squadre d’Azione Mussolini. Un’organizzazione paramilitare, attiva, insieme ad altri movimenti neofascisti, dopo alcuni mesi dalla “Liberazione”. Il suo corpo fu rinvenuto in un campo nei pressi di Lambrate. La volante rossa era composta principalmente da ex partigiani comunisti e operai; fece attentati ed esecuzioni ai danni di persone legate al fascismo, di politici giudicati ostili al regime comunista e a dirigenti di fabbrica ritenuti responsabili di vessazioni nei confronti degli operai. L’organizzazione operò dal dopo guerra fino al 1949 non solo a Milano e in Lombardia ma anche in Piemonte, nel triangolo rosso e nel Lazio. La sua sede era a Milano nel ex Casa del Fascio di Lambrate in via Conte Rosso 12 rinominata casa del popolo. Questa dava loro una sicura copertura delle loro incontri per pianificare le loro azioni dato il grande via vai di gente che vi transitava.
    Il numero totale delle vittime, rimase sconosciuto. Infatti il modus operandi era quello di far sparire i cadaveri senza lasciare traccia o impedendone comunque il riconoscimento. Spesso contribuivano anche al depistaggio delle indagini, spargendo la voce di probabili fughe improvvise delle vittime per luoghi lontani, in particolare l’Argentina, meta di rifugio di molti fascisti.

    VOLANTE ROSSA
    Questa aggregazione delinquenziale nasce poco dopo la cessazione delle ostilità belliche nell’estate del 1945, La creazione fu opera di un ex partigiano comunista, Giulio Paggio, già operativo in Valsesia nella “Banda Moranino” (zona passata alla storia per i fatti criminosi addebitati al “Moranino”, deputato comunista al Parlamento per il quale la Camera dei Deputati votò per ben tre volte l’incriminazione ed altrettante volte rifugiato in uno stato comunista dal quale rimpatriò tre volte per elezione). Il Paggio aveva operato in un gruppo chiamato “Volante Rossa” e ne conservò il nome. Lasciata la montagna era entrato a far parte della 118/a Brigata Garibaldi operante nella zona di Lambrate che conosceva molto bene avendo lavorato presso lo stabilimento “Innocenti” in quella zona cittadina. A fine guerra, contrariamente al ritorno alla normalità come quasi tutti, decise di continuare una sua clandestina lotta armata fuorilegge con scopi mai precisati. Si diede il nome di “Tenente Alvaro” e, riunendo intorno a se altri come lui, costituì una formazione che denominò, a memoria del passato,“Volante Rossa”. Questa formazione aveva come sede la “Casa del Popolo” di Lambrate, già sede fascista che ora ospitava diverse organizzazioni politiche comuniste. Con lui confluirono Ferdinando Clerici, Otello Alterchi, Natale Burato, Paolo Finardi, Giordano Biadigo, Sante Marchesi, Dante Vecchio, Eligio Trincheri e molti altri che successivamente furono tutti schedati dalla Polizia per crimini, tutti iscritti al P.C.I. (Partito Comunista Italiano) di Palmiro Togliatti.
    Verso la fine del 1945 gli effettivi del gruppo erano una sessantina circa. Il programma della Volante era specificatamente politico. Non avevano problemi per l’approvvigionamento di armi perché, a sinistra, ne circolavano in abbondanza in attesa di nuovo impiego previsto per l’occupazione dello Stato Italia che si voleva far diventare provincia sovietica. Per il finanziamento si provvedeva con azioni di rapina, Primo obbiettivo fu lo svaligiamento dell’agenzia Bancaria di Varallo Pombia della Banca Popolare di Novara.
    Venne acquistato anche un autocarro utile per le numerose trasferte. Venne anche adottata una specie di divisa consistente in giubbotti di pelle già in dotazione all’aviazione U.S.A., comperati in gran numero alla fiera “Sinigallia2 di Milano.
    A Milano esistevano due formazioni armate comuniste ma la più attiva e feroce era la Volante Rossa.
    Nel gennaio 1947 venivano uccise due nostre attiviste di destra. Eva Maciachini, attivista delle S.A.M. e Brunilde Tanzi del P.D.F. Il 14 marzo veniva ucciso Franco De Agazio, direttore del “Meridiano d’Italia”.
    La notte del 5 luglio due militanti delle V.R.(Mario Gandini e Walter Veneri) effettuarono un attentato contro la casa dell’ex fascista Fulvio Mazzetti in Corso Lodi ma la bomba lanciata contro la finestra viene respinta da una zanzariera e ricade in strada ferendo il Gandino che viene arrestato.
    Il 10 luglio avviene l’attentato di Via Radegonda (descritto in altra parte del libro) che se fosse andato a fine avrebbe fatto una carneficina
    Il 27 luglio un forte ordigno al plastico viene fortunosamente scoperto prima di un comizio politico all’interno di un cinema dove, in caso di scoppio, i morti sarebbero stati decine (io ero presente con tutta la direzione M.S.I.)
    L’11 ottobre viene devastata la sede M.S.I. di Via Santa Radegonda ferendo varie persone presenti.
    Il 29 ottobre viene distrutta e incendiata la sede del giornale “Il Meridiano d’Italia”.
    Il 5 novembre viene assassinato Michele Petruccelli.
    Il 13 novembre viene devastata la sede del Movimento Democratico in via Monte Grappa.
    Inoltre vengono assassinati Felice Ghisalberti in via Paolo Sarpi e Leonardo Massaza.
    Questo e molto altro dimostra la criminale determinazione della V.R. e la ragione per cui nacque in me la determinazione di restituire “pan per focaccia” e far capire ai capi comunisti che il “malfatto” si può anche riceverlo e perciò progettai l’attentato, poi realizzato) contro la Federazione Provinciale del P.C.I. sui bastioni Garibaldi dove si riuniva la Direzione del Partito con Longo, Paietta, Secchia, Amendola, e tutti gli altri tromboni del P.C.I. per il quale fui poi arrestato, processato e condannato.
    Alla Polizia mi dissero poi che quando arrestarono tutti i componenti della V.R. fra i documenti trovarono un elenco di nomi di persone da assassinare nel quale il mio stava al 12° posto. Non poterono realizzare il mio assassinio perché mi trovavo detenuto a San Vittore.
    Dagli incartamenti del processo alla V.R. venne alla luce senza equivoci che questa formazione era conosciuta e protetta dalla direzione del Partito Comunista.
    Da una deposizione:” EE.. e in fondo il P.C.I. ci accettava, ci teneva nel suo ambito pur sapendo di determinate nostre attività.
    Quando nella sezione eravamo armati o giravamo in camion armati, il partito
    non poteva ignorarlo”.
    Stando ad un rapporto della Prefettura la lotta politica a Milano si preparava
    ad assumere i contorni di una vera e propria guerra tre bande paramilitari
    organizzate da ogni partito politico.
    Fra queste attività ha maggior risalto quella facente capo al P.C.I. che è appoggiata e controllata da elementi slavi. Essa dispone di un numero rilevante di adepti inquadrati e sottoposti ad un regime disciplinare che nulla ha da invidiare a quello militare e dispone altresì di importanti aliquote
    di armi e munizioni.
    Purtroppo qualcosa era trapelato su questa Brigata ed il primo a pagare con la vita fu proprio il Gen.le Ferruccio Gatti che venne assassinato a casa sua da Paggio e Biadigo della Volante Rossa che, per farsi aprire la porta di casa, usarono proprio il mio nome. Questo particolare fa parte degli atti del Processo relativo. Io stesso, seppi poi, ero nell’elenco dei candidati a morte della Volante Rossa e mi salvai solo per il fatto che venni arrestato e detenuto al carcere San Vittore.
    Questo mi venne riferito dalla Polizia successivamente.



    Rosa Bianca e Liliana Sciaccaluga.


    Milano 31.08.1945 - Le sedute pubbliche del quarto Congresso del Partito Comunista Italiano si svolsero a Milano nel gennaio del 1948. Il servizio d’ordine che proteggeva, sorvegliava e bloccava l’accesso al palco dei dirigenti nazionali e dei delegati esteri era formato da circa cinquanta persone armati e in divisa militare con giubbotto di pelle marrone, dai bordi con lana di pecora. Sulla manica destra, cucito con cura, recava un triangolo di stoffa con la scritta “Volante Rossa”. Alcuni portavano sul petto una medaglia lucida di ferro sospesa legata ad un nastrino di colore rosso. Da un lato vi erano foglie di quercia in rilievo che sovrastavano la scritta “Brigata d’Assalto”; dall’altro vi era in primo piano una figura che imbracciava e mirava con il fucile. Generalmente gli uomini si spostavano insieme, viaggiando su alcuni camion Dodge, trafugati alle forze armate statunitensi. A volte, nelle rare occasioni di parata in pubblico per le strade della città, cantavano una marcia di origine russa adattata con parole italiane. Il gruppo storico della famigerata Volante Rossa, sorse nell’estate del 1945, come risposta alle riorganizzazioni neofasciste, per volontà di alcuni ex partigiani appartenenti alla Brigata comunista Garibaldi Valgrande Martire. La sede, fu collocata presso la Casa del Popolo di Lambrate in via Conte Rosso, mentre la direzione fu affidata a Giulio Piaggio, soprannominato Tenente Alvaro, ed ex comandante della Brigata Garibaldi. Operaio elettrotecnico presso la fabbrica Bezzi, riuscì ad ottenere l’esonero dal servizio militare come elemento insostituibile per la produzione aziendale. Già a partire dalla fine di agosto del 1945 si ebbe notizia di una prima esecuzione sommaria attribuita alla Volante Rossa. Grazie alle indagini condotte dalla Magistratura e al lavoro della stampa per la divulgazione della notizia stessa, fu svelato il mistero dell’assassinio della famiglia Sciaccaluga. La signora Rosa Bianca Sciaccaluga e la figlia Liliana, fanatiche fasciste, si erano trasferite a Milano quattro mesi prima, per sfuggire alle persecuzioni dei partigiani. Il marito, Stefano, fu giustiziato il 26 aprile mentre tornava da Brescia in divisa da ufficiale della Decima Flottiglia Mas. Le due donne vivevano in una camera di pensione presso la casa in via Pindemonte, a Porta Monforte. Nel giugno dello stesso anno, avevano subito una perquisizione ad opera di presunti agenti del Commissariato di Magenta. Il 31 agosto, intorno alle diciassette, furono invitate, dagli stessi uomini, a recarsi presso gli uffici amministrativi. Di loro si persero le tracce. Entrambe furono ritrovate alcuni giorni dopo nello stagno della cava Gaslini, cinquanta metri dal cimitero di Corsico, uccise da un colpo di rivoltella sparato a bruciapelo al volto.

  2. #2
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    Predefinito Re: Volante Rossa, i precursori delle BR?

    Bibliografia

    Massimo Recchioni, Il Tenente Alvaro, la Volante Rossa e i rifugiati politici italiani in Cecoslovacchia, Derive Approdi, 2011

    Cristiano Armati, Italia criminale. Dalla banda della Magliana a Felice Maniero e la mala del Brenta

    Giampaolo Pansa, Il sangue dei vinti, romanzo-saggio, 2003

  3. #3
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    Predefinito Re: Volante Rossa, i precursori delle BR?

    Prego di non trollare su questi argomenti. Grazie.

    Furono gli equivalenti comunisti della banda Koch, se fossero andati al potere sarebbero diventati come l'NKVD

  4. #4
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    Predefinito Re: Volante Rossa, i precursori delle BR?

    a vedere le professioni degli "agenti" della volante rossa non sembrano avere fatto percorsi di studi lunghi o avere lauree mentre mi pare che le BR avessereo tra i loro militanti gente che aveva frequentato le università e che si era impregnato delle ideologie dei loro professori

    Ho sempre saputo che le BR sono nate nelle università del Nord est (Trento e Padova in particolare) vedi il teorico delle BR Tony Negri che era di Padova

  5. #5
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    Predefinito Re: Volante Rossa, i precursori delle BR?

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    a vedere le professioni degli "agenti" della volante rossa non sembrano avere fatto percorsi di studi lunghi o avere lauree mentre mi pare che le BR avessereo tra i loro militanti gente che aveva frequentato le università e che si era impregnato delle ideologie dei loro professori

    Ho sempre saputo che le BR sono nate nelle università del Nord est (Trento e Padova in particolare) vedi il teorico delle BR Tony Negri che era di Padova
    Gallinari era contadino

    Negri era il teorico dell' autonomia, da cui sono usciti anche Battisti e co.
    I teorici delle BR erano Curcio, sociologo, Mara Cagol, studentessa cattolica, Alberto Franceschini e Enrico Fenzi, professore.

    Diciamo che c'è forse più somiglianza coi PAC, tutti di bassa estrazione (Battisti figlio e fratello di contadini e operai).

    Anche se Franceschini rivendica l'eredità resistenziale (mito della resistenza tradita):



    Alberto Franceschini nasce da una famiglia di tradizione comunista.[1] Il padre Carlo fu arrestato per attività antifascista durante il ventennio, mentre il nonno fu, nel 1921, uno dei fondatori del Partito Comunista d'Italia; entrambi parteciparono alla resistenza contro il fascismo e il nazismo.[1] Questa sua origine familiare facilita la sua entrata in politica: egli sostenne che la sua militanza brigatista era per lui un seguito della lotta partigiana[1]:
    «Agli inizi degli anni Sessanta, quando avevo quindici anni e i luoghi di socializzazione più importanti dalle mie parti erano le osterie dove si incontravano i vecchi partigiani, che poi avevano soltanto quarant’anni, e loro già si vivevano come dei finiti che ti raccontavano della Resistenza tradita.[1]»


    L'uomo di collegamento tra Curcio e frate Mitra (l'infiltrato di dalla Chiesa) condannato a pena minore, avv. Lazagna, era una medaglia d'argento, un prestigioso comandante che ricevette la resa tedesca a Genova.

  6. #6
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    Predefinito Re: Volante Rossa, i precursori delle BR?

    Cesarina Carletti nota come Cesira detta Nonna Mao (Torino, 24 agosto 1912 – Torino, 1º febbraio 1988) è stata una partigiana, antifascista e brigatista italiana.

    Biografia Modifica
    Primi anni Modifica
    Figlia di un operaio anarco-socialista, il padre la portava spesso alle riunioni clandestine del Partito Socialista e anche anarchiche. Rinunciò a prendersi il diploma per non diventare una giovane italiana dell'Opera nazionale balilla per cui non poté continuare gli studi al liceo classico.

    A 17 anni viene condannata a 5 anni di confino per aver spedito una lettera a Mussolini con scritto che "era stato un grande pagliaccio nel Partito Socialista", ma ebbe la pena scontata in 5 mesi di carcere. A dicembre del 1935 si sposa ma poco dopo il marito viene richiamato a combattere la Guerra d'Etiopia e muore in combattimento, lasciandola vedova dopo sei mesi di matrimonio[1]. Muore a Torino a 76 anni il 1º febbraio 1988[2].

    La guerra Modifica
    Il 29 ottobre 1940 muore il padre dopo esser stato malmenato dagli squadristi e nel 1942 entra nella resistenza, inizialmente con il compito di reclutare partigiani in città e portarli a combattere nelle Valli di Lanzo; dopo l'8 settembre entra nella Divisione cittadina di Giustizia e Libertà. Nell'ottobre 1943 è arrestata ma riesce a fuggire, ma il 10 dicembre 1943 è ferita in con combattimento a Mezzenile e portata nella Villa Triste di Via Asti; è torturata per 10 dieci giorni dalle SS e dalle Brigate Nere, ma non parla.

    Condannata a morte, la pena è ridotta alla deportazione ed è trasferita prima nel comando delle SS e poi alle Carceri Nuove; arriva al Campo di concentramento di Ravensbrück il 30 giugno 1944 ed è in seguito trasferita al sottocampo di Schönefeld vicino a Berlino[3], verrà liberata dall'Armata Rossa. Quando fu liberata, pesava soltanto 35 chili[4]. Dopo essere stata curata alcuni mesi in Unione Sovietica, riuscì in seguito a tornare a Torino.

    Il dopoguerra e l'adesione alla sinistra extraparlamentare Modifica
    Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Apparato paramilitare del PCI.
    Nel dopoguerra aderisce al Partito Comunista Italiano e dopo l'attentato a Palmiro Togliatti il 14 luglio 1948 rimase tre giorni con il mitra ad aspettare il via libera per l'insurrezione armata contro la Democrazia Cristiana. Sempre più delusa dal PCI, dopo il 1952 si allontanò dal partito e dalla fine degli anni '60 si avvicinò a Lotta Continua e a Potere Operaio, delusa soprattutto dall'amnistia Togliatti.

    L'adesione alle Brigate Rosse Modifica
    Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Brigate Rosse.
    Nel luglio 1975 venne chiamata in questura e poi portata al carcere Le Nuove per aver distribuito volantini delle Brigate Rosse, in particolare della rivendicazione dell'assalto alla sede del Movimento Sociale Italiano di Padova del giugno 1974, dalla sua bancarella di piatti e pentolame a Porta Palazzo e per aver ospitato il brigatista Alfredo Buonavita. Venne inizialmente messa in libertà provvisoria dopo tre giorni per poter provvedere ai suoi 65 gatti nella sua casa di Porta Pila[5].

    Venne processata la prima volta nel 1976 ma venne assolta nel 1978; durante il processo disse[6]:

    «Con questa sono 21 volte che sono stata in galera. E non mi sarei mai immaginata di ritrovarmi oggi con le stesse imputazioni del tribunale speciale fascista di 33 anni fa, quando ero partigiana; appartenenza a banda armata...»

    E aggiunse:

    «Le stesse facce, le stesse divise nere, la stessa vigliaccheria di tanti anni fa... non è cambiato niente!»

    Assolta in ogni processo, è morta nella sua casa di Torino a 75 anni il 1º febbraio 1988[7].




    Era un eroina della Resistenza, di GL nemmeno comunista, assolta perché semplice simpatizzante delle BR e non coinvolta in attività terroristica

  7. #7
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    Predefinito Re: Volante Rossa, i precursori delle BR?

    Citazione Originariamente Scritto da Herr Doktor Visualizza Messaggio
    Gallinari era contadino

    Negri era il teorico dell' autonomia, da cui sono usciti anche Battisti e co.
    I teorici delle BR erano Curcio, sociologo, Mara Cagol, studentessa cattolica, Alberto Franceschini e Enrico Fenzi, professore.

    Diciamo che c'è forse più somiglianza coi PAC, tutti di bassa estrazione (Battisti figlio e fratello di contadini e operai).

    Anche se Franceschini rivendica l'eredità resistenziale (mito della resistenza tradita):



    Alberto Franceschini nasce da una famiglia di tradizione comunista.[1] Il padre Carlo fu arrestato per attività antifascista durante il ventennio, mentre il nonno fu, nel 1921, uno dei fondatori del Partito Comunista d'Italia; entrambi parteciparono alla resistenza contro il fascismo e il nazismo.[1] Questa sua origine familiare facilita la sua entrata in politica: egli sostenne che la sua militanza brigatista era per lui un seguito della lotta partigiana[1]:
    «Agli inizi degli anni Sessanta, quando avevo quindici anni e i luoghi di socializzazione più importanti dalle mie parti erano le osterie dove si incontravano i vecchi partigiani, che poi avevano soltanto quarant’anni, e loro già si vivevano come dei finiti che ti raccontavano della Resistenza tradita.[1]»


    L'uomo di collegamento tra Curcio e frate Mitra (l'infiltrato di dalla Chiesa) condannato a pena minore, avv. Lazagna, era una medaglia d'argento, un prestigioso comandante che ricevette la resa tedesca a Genova.
    il mito della resistenza tradita cioè di non essere diventata un'altra stella dell'impero sovietico staliniano

  8. #8
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    Predefinito Re: Volante Rossa, i precursori delle BR?

    La Volante Rossa era un'organizzazione paramilitare sacrosanta in un dopoguerra in cui i fascisti sono stati prosciolti e l'hanno fatta franca, era sì, giustificata. Le BR invece erano settori deviati dello Stato e dei suoi servizi segreti, col preciso scopo di creare terrore nella popolazione.

  9. #9
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    Predefinito Re: Volante Rossa, i precursori delle BR?

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    La Volante Rossa era un'organizzazione paramilitare sacrosanta in un dopoguerra in cui i fascisti sono stati prosciolti e l'hanno fatta franca, era sì, giustificata. Le BR invece erano settori deviati dello Stato e dei suoi servizi segreti, col preciso scopo di creare terrore nella popolazione.
    Avessero ucciso dei giellini diresti di no

  10. #10
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    Predefinito Re: Volante Rossa, i precursori delle BR?

    Citazione Originariamente Scritto da Herr Doktor Visualizza Messaggio
    Avessero ucciso dei giellini diresti di no
    Uccidevano i porci nazifascisti.

 

 
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