Ragazzi, non vi sembra di essere tornati all'epoca di Mani Pulite, con la crisi economica, il governo impopolare, l'ex potente in carcere a San Vittore, interrogato dai PM di Milano che rinunciano alle vacanze, la folla di giornalisti all'entrata del carcere, la gente imbestialita che scrive ai giornali, Emilio Fede e Vittorio Feltri che tifano per la giustizia?
La Stampa, 29.12.2003
DIECI ANNI PIU’ TARDI
DALLE stelle alle stalle, tutto sommato, è un modo di dire che non gli si addice. Perché alle stalle, in fondo, Calisto Tanzi deve tutto. E poi la cella del terzo reparto di San Vittore, che condivide con altri due detenuti per reati comuni, non avrà stelle come i grandi alberghi che un tempo lo ospitavano, ma non è nemmeno una stalla. Anzi. Ristrutturata a nuovo non più di un anno fa, è considerata dagli habitués di piazza Filangieri, una vera sciccheria: pareti intonacate, bagno separato, televisione, brande comode... Sarà per questo che il suo avvocato, uscendo ieri dal carcere dopo 7 ore di interrogatorio, ha dichiarato che «San Vittore è l’ambiente che sappiamo ma per il mio cliente la sistemazione è più che dignitosa». Bisognerebbe chiederlo al cliente se si sente dignitosamente alloggiato, ma per ora non si può. Certo, adesso che rischia di passare il primo Capodanno della sua vita in prigione, prelevato dalla Mercedes con autista e trasferito a San Vittore nel giro di un paio d’ore, privato dell’azienda di famiglia e del saluto dei potenti, la parabola del grande imprenditore alimentare si direbbe compiuta. La storia però insegna. Basterebbe ricordare tutti i nomi della Prima Repubblica finiti per qualche giorno, settimane, o addirittura mesi a San Vittore, per capire che non bastano le sbarre di una prigione per dichiarare finito un uomo. Anche se avere sulle spalle una voragine di 8 o 9 miliardi di euro non è precisamente la condizione migliore per guardare con fiducia al futuro. Ma sono già al lavoro legioni di avvocati e Mister Parmalat ha una certa tempra. E poi la stagione di Mani Pulite è finita. Anche se questa sembra una riedizione triste di quegli anni concitati: gli uffici della procura aperti fino a tarda notte, i legali di grido in assetto da combattimento, il pm Francesco Greco che rinuncia alle vacanze. E il vociare dei Palazzi della politica, ancora incerti sul da farsi ma già pronti a rinfacciarsi le spoglie di un altro impero imprenditoriale che crolla miseramente. Però c’è qualcosa che stona: manca trepidazione, non c’è sorpresa, si legge tra le righe una certa rassegnazione. La stessa che i finanzieri hanno visto sulla faccia di Calisto Tanzi quando l’altro ieri gli hanno chiesto di seguirli; la stessa che s’intuisce vedendo al lavoro i pm di Tangentopoli: un po’ appesantiti, invecchiati, meno battaglieri. Stupiti in fondo anche loro di come, all’alba del 2004, ci sia ancora chi, davanti a un disastro di questo genere che coinvolge piccoli risparmiatori, allevatori, posti di lavoro, finga che tutto si possa aggiustare
Martedì 30 Dicembre 2003, 10:03
Parmalat: Probabilmente Gip Entrato a San Vittore Da Ingresso Secondario
(ASCA) - Milano, 30 dic - Non si e' ancora visto il gip Guido Piffer, davanti al quale Calisto Tanzi dovra' tenere il proprio interrogatorio odierno. Considerata l'ora, tutto lascia presupporre che il gip milanese sia entrato a San Vittore da un ingresso secondario, per eludere cosi' la folla dei giornalisti che numerosissimi si accalcano davanti l'ingresso principale del carcere, lo stesso attraverso il quale sono entrati, intorno alle 9.30 (orario in cui era fissato l'inizio dell'interrogatorio), i tre pm Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino.




Rispondi Citando
4 