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    Predefinito Beppe Grillo ora è un Profeta: ma non ci si poteva Pensare Prima?

    intervista a Beppe Grillo tratta da dagospia.com

    Con il caso Parmalat lei sembra essere stato buon profeta. Cosa prova?
    Quando un comico diventa un premonitore di catastrofi di borsa vuol dire che siamo alla frutta, che il sistema è collassato. Ormai c'è gente che prima di comprare azioni del Mib 30 mi chiama a casa. Sono in imbarazzo. Nel 2001 parlando dell'economia in generale dicevo che Cragnotti e Tanzi si dividevano centinaia di miliardi pubblici. Sono loro i veri comunisti d'Italia, come tutte le grandi imprese. Lei pensi a un operaio dell'Urss di trent'anni fa: era anonimo e sostituibile, come le Spa di oggi, non si sa chi sono. Non ci dobbiamo stupire se il sistema costituito da banche, Consob, borsa e grandi gruppi aziendali sta collassando. Ora, per fallire nel latte più che essere disonesti bisogna essere scemi e spendere miliardi nei cappellini di Lauda e grandi squadre di calcio: è il complesso berlusconiano che hanno gli imprenditori di provincia. E poi l'idea di fare la Coca-cola del latte... Il latte è un prodotto perfetto con una tecnologia di un milione di anni, esce già pronto per essere consumato. Tanzi gli ha tolto le proteine e ne ha fatto una cosa a lunga conservazione che non dovrebbe più chiamarsi latte, ha studiato un prodotto per coprire gli investimenti. Faceva un latte fresco a otto giorni e con queste allucinazioni prendeva i soldi dallo Stato. Ha preso cospicui finanziamenti dalle tasse degli italiani.


    (Calisto Tanzi e Sergio Cragnotti-U.Pizzi)


    Pare che prima dello scandalo nessuno sapesse nulla e invece lei, che è un attore, un comico, sapeva. Dove trova queste informazioni privilegiate?
    Ha mai provato a leggere un bilancio? C'è da morir dal ridere. Quando andavo alle riunioni degli azionisti della Telecom per sentir leggere i bilanci c'era da sbellicarsi. Basta un ragioniere di terza categoria per capire. E poi c'è un principio: se io mi faccio una società alle Cayman sono una persona disonesta, anche se la legge lo permette. Infatti stiamo assistendo negli ultimi anni alla nascita della figura del delinquente che si percepisce come una buona persona. È il fuorilegge a norma di legge. Provi a vedere i bilanci delle società del Mib 30, uno qualsiasi: il 90% del loro patrimonio sono prestiti. Se uno possiede un'azienda sana non la va a dividere con gli altri quotandola in borsa. Applico principi di buon senso, da buon Genovese. Provengo da una famiglia di industriali, ma gli industriali non erano dei ragionieri come questi qua. Penso a Pirelli, Olivetti o Piaggio, che faceva le Vespe in Italia e le vendeva nel mondo.


    (Il Berlusca operaio...)


    Parla di un capitalismo classico al tramonto?
    Oggi sono dei principianti senza un senso etico. Prendiamo il concetto di Ford della catena di montaggio: un operaio, nel ‘30, guadagnava da Ford l'equivalente di 150 mila lire al giorno perché fosse in condizione di comprare la macchina che costruiva. Erano etiche diverse. Questi manager sono fasulli. Bisognerebbe avere il coraggio di fare nomi e cognomi tirarli fuori e mandarli via dicendo loro o rischi i tuoi soldi e metti la tua responsabilità illimitata, o resti fuori. È una regola che stanno attuando negli Stati Uniti, mentre in Italia abbiamo tolto il falso in bilancio, rendendolo un reato amministrativo. Là rischi 25 anni di carcere. Essere imprenditori è un'altra cosa, è seguire le idee di Adam Smith che parlava di etica, delle virtù del capitalista e di passioni. Lui era un umanista e non ha mai pensato a questo tipo di economia, dove chi produce la birra poi si fa le leggi sulla birra. Diceva che la tutela era nelle mani dello Stato. Quindi questi sono finti capitalisti, finti liberisti; hanno un'economia pianificata perché fanno finta di farsi concorrenza, ma la concorrenza non c'è.

    Quale responsabilità hanno le banche?
    Non parliamo delle banche. Dovreste analizzare un contratto, non ce n'è uno che si attenga alla legge della trasparenza. Aggirano le leggi, come l'ipoteca che dura vent'anni e loro la rinnovano tacitamente per prendere le spese di estinzione dell'ipoteca, cose da denuncia. Su tutto il risparmio assistito degli ultimi 15 anni, il 99% degli investitori ci ha rimesso i soldi; gli unici guadagni sono venuti da Bot, Cct e buoni postali. Negli Stati Uniti chi compra azioni può diventare proprietario, dire la sua, qui in Italia gli azionisti non possono dir nulla, alle riunioni nessuno può mettere in discussione alcunché. Pochi mesi fa le più grandi banche del mondo sono state multate in America con 1,4 miliardi di dollari per truffa aggravata agli azionisti e ai correntisti. Quando in un contratto si dice che la banca può rescindere, ma se lo faccio io devo pagare penali, è una truffa legalizzata. Se la banca mette delle spese solo per ricevere i soldi che le restituisco dopo un prestito, questa è una truffa. Sono tutte truffe. Ci sono persone che non hanno accesso al credito, mentre persone che non avrebbero dovuto averlo lo hanno, come questi grandi industriali.

    Cosa vuol dire tutto questo?
    Che il sistema sta marcendo, questi ne sono i sintomi: se non li curiamo adesso sarà troppo tardi. Oggi vediamo una bella vetrina, ma non c'è più il negozio. La gente arriva al 15 e non più al 30 del mese, non si ammazza più da sola, prima uccide tutta la famiglia e poi si suicida. Sono sintomi di un'umanità che non vede il futuro. Sono tutti proiettati nel passato e nessuno ha un'idea del futuro. Alla Confindustria nessuno pensa di cambiare i sistemi produttivi ed energetici. L'ambiente, fanno finta che non ci sia. Parlano di flessibilità perché pensano ancora a lungo che ci saranno poveracci che lavorano per pochi dollari la settimana. C'è ansia e rabbia nella gente. Per questo ho sempre più pubblico. Hanno tutti un'ansia e non sanno perché, sperano che io glielo dica e invece ce l'ho anche io quest'ansia.


    (Beppe Grillo)


    Dal suo teatro si aspetta una reazione o una mobilitazione della società civile?
    Direi di sì. A me piace far ridere con argomenti serissimi. È la mia caratteristica: parlo di cose di fronte a cui la gente resta stranita. Anticipo l'attualità, facendo un lavoro che dovrebbe fare ogni giornalista onesto. Lavoro quattro mesi e otto mesi giro nei teatri. Reperisco informazioni andando alla fonte, leggo i libri di gente che vede il mondo in un altro modo da anni. Perché per me il teatro è un luogo dove la gente viene, si siede e ascolta. Lo scopo è destare il senso critico, ma anche esortare tutti ad essere un po' cialtroni, anarchici e buffoni. Dico: disegnatevele voi di notte le piste ciclabili, fate qualcosa! Oggi serve una chiave di decodifica perché facciamo guerre di marketing, morti di marketing e abbiamo piazzisti ai governi che si fanno le leggi. E siamo solo all'inizio.

    Lei ha fatto televisione con eccellenti ascolti: 22 milioni al Festival di Sanremo, 15 milioni nel recital del 1994. Se dovessimo seguire le regole dell'auditel dovrebbe avere una rubrica su Rai 1 ogni prima serata.
    Se portassi in diretta su Rai 1 lo spettacolo che faccio oggi in teatro sono sicuro che cadrebbe il governo. Non perché sia io, ma perché si tratta di cose a cui basta dare una spallata e vanno giù da sole. Sono tutte costruite sul nulla: su elezioni a cui nessuno partecipa, su democrazie che sono ormai concetti vuoti e su un popolo sovrano che non c'è più. La televisione dovrebbe essere super partes, dovrebbe essere potente, far paura e riuscire a buttare giù un governo in 24 ore se non merita di stare su. Dovrebbe essere la forza dell'informazione, ma mi viene da ridere: siamo arrivati al giornalista che si autocensura per far piacere al potere.

    Che rapporto ha ora con la tv?
    Consiste nel guardare un programma con i miei cari e esclamare insieme: che culo che non ci sono! Non faccio parte di quel mondo lì e ne sono orgogliosissimo. A Milano abbiamo fatto 40.000 presenze attaccando due manifesti, a Roma neanche quelli perché i posti sono andati via in due settimane. Per me è un momento magico: più si incancrenisce la situazione più divento una belva.
    Se hai un po di tempo da perdere fai un salto qui:
    www.candidonews.wordpress.com
    Un blog in cui parlare di Politica, Informazione, Televisione, Cinema e tanto altro...

  2. #2
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    Predefinito

    e ora spuntano le responsabilità di chi non ha vigilato

    “Rientrare dai fidi concessi al gruppo Tanzi». Così si potrebbe sintetizzare un documento interno che la Direzione Crediti di Banca Intesa ha presentato al comitato fidi il 14 luglio del 2003 e di cui il Giornale è entrato in possesso. Sono dieci paginette, che interpretate con la lente di oggi, dicono molto della vicenda Parmalat.




    L’anonimo funzionario che redige il documento è preoccupato. Certo non immaginava i falsi e le truffe, ma annusava un’aria pesante. Nelle sue conclusioni scriveva tra l’altro: «Il gruppo fruisce di un plafond fiduciario di 516.5 milioni... Il comparto Hit-Parmatour denota una situazione di accentuata criticità... i bilanci denotano globalmente limitata intellegibilità... ricorrenti operazioni di window dressing... Nelle ultime cinque righe il funzionario che valuta gli affidamenti di Banca Intesa consigliava: «Per quanto sopra e considerato anche il recente intervento operato dalla nostra partecipata Nextra Sgr (integrale sottoscrizione di un bond da 300 milioni) sotto un profilo strettamente di rischio si riterrebbe opportuno un ridimensionamento del plafond creditizio attualmente in corso sul gruppo» attraverso un prosciugamento dei fidi non garantiti concessi a Tanzi.

    Il documento mette dunque in evidenza una serie di importanti questioni. Intanto una precisazione. Intesa aveva dato a Tanzi la possibilità di «tirare» risorse per più di 500 milioni, sotto diverse forme (scoperti di c/c, sconti fatture, fidejussioni), ma il furbissimo Tanzi ne usava solo 418. Dunque quando il comitato crediti di Intesa, sulla scorta del documento che abbiamo descritto, si è riunito sotto la guida di Pierluigi Saviotti ha operato in via mediata. Non ha ridotto, come consigliava il funzionario, i crediti concessi per cassa. Ma ha tagliato il massimo dell’esposizione concedibile a Tanzi: da 500 a poco più di 400. Nessun rientro di fido dunque.


    (Calisto Tanzi con la moglie Anita - U.Pizzi)


    Vi è un secondo aspetto interessante nella vicenda. Il documento fa esplicito riferimento al bond acquistato da Nextra (sottolineando anche il tasso di 305 punti base euribor, diverso, giallo nel giallo, dai 375 punti base che era il tasso poi risultato vero). Tra le «Informazioni di rilievo» si nota infatti come «nel giugno 2003 Nextra Sgr, già azionista di Parmalat Finanziaria spa - partecipazione contestualmente ridotta dal 2,1% al di sotto del 2% - ha sottoscritto integralmente un bond Parmalat di 300 milioni».

    E nelle «considerazioni finali» come già accennato si indica l’esposizione di Nextra come un fattore che aumento il rischio complessivo della Banca Intesa nei confronti del gruppo Tanzi. Nel luglio del 2003 il tema delle obbligazioni Parmalat era già caldo, i giornale ne parlavano in riferimento a operazioni annunciate e poi ritirate, e a una di queste che portò, si disse, al dimissionamento di Fausto Tonna. Ma fatte tutte queste premesse, ambientali e di circostanza, è singolare il fatto che quell’obbligazione venga considerata in un documento interno della Banca come un rischio. I 300 milioni erano infatti nei fondi comuni di investimento della Nextra.





    E dunque se un rischio c’era, esso valeva per i sottoscrittori di questi fondi comuni di investimento e non della Capogruppo Intesa. Quell’obbligazione poi, come si sa, fu rivenduta alla Morgan Stanley e attraverso di essa a un gruppo di banche. Peraltro con un interessante profitto. Ma a questo punto, non si capisce bene se esso sia finito nei fondi o in Nextra spa. Forse un dettaglio. Resta il fatto che il funzionario della Direzione crediti aveva visto giusto: i rischi che si correvano con Parmalat, come si è poi visto, erano enormi.


    Dagospia 22 Gennaio 2004


    I BUFFONI D'ITALIA

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  3. #3
    elizabeth
    Ospite

    Predefinito Re: Beppe Grillo ora è un Profeta: ma non ci si poteva Pensare Prima?

    In Origine Postato da danny78
    intervista a Beppe Grillo tratta da dagospia.com

    Con il caso Parmalat lei sembra essere stato buon profeta. Cosa prova?
    Quando un comico diventa un premonitore di catastrofi di borsa vuol dire che siamo alla frutta, che il sistema è collassato. Ormai c'è gente che prima di comprare azioni del Mib 30 mi chiama a casa. Sono in imbarazzo. Nel 2001 parlando dell'economia in generale dicevo che Cragnotti e Tanzi si dividevano centinaia di miliardi pubblici. Sono loro i veri comunisti d'Italia, come tutte le grandi imprese. Lei pensi a un operaio dell'Urss di trent'anni fa: era anonimo e sostituibile, come le Spa di oggi, non si sa chi sono. Non ci dobbiamo stupire se il sistema costituito da banche, Consob, borsa e grandi gruppi aziendali sta collassando. Ora, per fallire nel latte più che essere disonesti bisogna essere scemi e spendere miliardi nei cappellini di Lauda e grandi squadre di calcio: è il complesso berlusconiano che hanno gli imprenditori di provincia. E poi l'idea di fare la Coca-cola del latte... Il latte è un prodotto perfetto con una tecnologia di un milione di anni, esce già pronto per essere consumato. Tanzi gli ha tolto le proteine e ne ha fatto una cosa a lunga conservazione che non dovrebbe più chiamarsi latte, ha studiato un prodotto per coprire gli investimenti. Faceva un latte fresco a otto giorni e con queste allucinazioni prendeva i soldi dallo Stato. Ha preso cospicui finanziamenti dalle tasse degli italiani.


    (Calisto Tanzi e Sergio Cragnotti-U.Pizzi)


    Pare che prima dello scandalo nessuno sapesse nulla e invece lei, che è un attore, un comico, sapeva. Dove trova queste informazioni privilegiate?
    Ha mai provato a leggere un bilancio? C'è da morir dal ridere. Quando andavo alle riunioni degli azionisti della Telecom per sentir leggere i bilanci c'era da sbellicarsi. Basta un ragioniere di terza categoria per capire. E poi c'è un principio: se io mi faccio una società alle Cayman sono una persona disonesta, anche se la legge lo permette. Infatti stiamo assistendo negli ultimi anni alla nascita della figura del delinquente che si percepisce come una buona persona. È il fuorilegge a norma di legge. Provi a vedere i bilanci delle società del Mib 30, uno qualsiasi: il 90% del loro patrimonio sono prestiti. Se uno possiede un'azienda sana non la va a dividere con gli altri quotandola in borsa. Applico principi di buon senso, da buon Genovese. Provengo da una famiglia di industriali, ma gli industriali non erano dei ragionieri come questi qua. Penso a Pirelli, Olivetti o Piaggio, che faceva le Vespe in Italia e le vendeva nel mondo.


    (Il Berlusca operaio...)


    Parla di un capitalismo classico al tramonto?
    Oggi sono dei principianti senza un senso etico. Prendiamo il concetto di Ford della catena di montaggio: un operaio, nel ‘30, guadagnava da Ford l'equivalente di 150 mila lire al giorno perché fosse in condizione di comprare la macchina che costruiva. Erano etiche diverse. Questi manager sono fasulli. Bisognerebbe avere il coraggio di fare nomi e cognomi tirarli fuori e mandarli via dicendo loro o rischi i tuoi soldi e metti la tua responsabilità illimitata, o resti fuori. È una regola che stanno attuando negli Stati Uniti, mentre in Italia abbiamo tolto il falso in bilancio, rendendolo un reato amministrativo. Là rischi 25 anni di carcere. Essere imprenditori è un'altra cosa, è seguire le idee di Adam Smith che parlava di etica, delle virtù del capitalista e di passioni. Lui era un umanista e non ha mai pensato a questo tipo di economia, dove chi produce la birra poi si fa le leggi sulla birra. Diceva che la tutela era nelle mani dello Stato. Quindi questi sono finti capitalisti, finti liberisti; hanno un'economia pianificata perché fanno finta di farsi concorrenza, ma la concorrenza non c'è.

    Quale responsabilità hanno le banche?
    Non parliamo delle banche. Dovreste analizzare un contratto, non ce n'è uno che si attenga alla legge della trasparenza. Aggirano le leggi, come l'ipoteca che dura vent'anni e loro la rinnovano tacitamente per prendere le spese di estinzione dell'ipoteca, cose da denuncia. Su tutto il risparmio assistito degli ultimi 15 anni, il 99% degli investitori ci ha rimesso i soldi; gli unici guadagni sono venuti da Bot, Cct e buoni postali. Negli Stati Uniti chi compra azioni può diventare proprietario, dire la sua, qui in Italia gli azionisti non possono dir nulla, alle riunioni nessuno può mettere in discussione alcunché. Pochi mesi fa le più grandi banche del mondo sono state multate in America con 1,4 miliardi di dollari per truffa aggravata agli azionisti e ai correntisti. Quando in un contratto si dice che la banca può rescindere, ma se lo faccio io devo pagare penali, è una truffa legalizzata. Se la banca mette delle spese solo per ricevere i soldi che le restituisco dopo un prestito, questa è una truffa. Sono tutte truffe. Ci sono persone che non hanno accesso al credito, mentre persone che non avrebbero dovuto averlo lo hanno, come questi grandi industriali.

    Cosa vuol dire tutto questo?
    Che il sistema sta marcendo, questi ne sono i sintomi: se non li curiamo adesso sarà troppo tardi. Oggi vediamo una bella vetrina, ma non c'è più il negozio. La gente arriva al 15 e non più al 30 del mese, non si ammazza più da sola, prima uccide tutta la famiglia e poi si suicida. Sono sintomi di un'umanità che non vede il futuro. Sono tutti proiettati nel passato e nessuno ha un'idea del futuro. Alla Confindustria nessuno pensa di cambiare i sistemi produttivi ed energetici. L'ambiente, fanno finta che non ci sia. Parlano di flessibilità perché pensano ancora a lungo che ci saranno poveracci che lavorano per pochi dollari la settimana. C'è ansia e rabbia nella gente. Per questo ho sempre più pubblico. Hanno tutti un'ansia e non sanno perché, sperano che io glielo dica e invece ce l'ho anche io quest'ansia.


    (Beppe Grillo)


    Dal suo teatro si aspetta una reazione o una mobilitazione della società civile?
    Direi di sì. A me piace far ridere con argomenti serissimi. È la mia caratteristica: parlo di cose di fronte a cui la gente resta stranita. Anticipo l'attualità, facendo un lavoro che dovrebbe fare ogni giornalista onesto. Lavoro quattro mesi e otto mesi giro nei teatri. Reperisco informazioni andando alla fonte, leggo i libri di gente che vede il mondo in un altro modo da anni. Perché per me il teatro è un luogo dove la gente viene, si siede e ascolta. Lo scopo è destare il senso critico, ma anche esortare tutti ad essere un po' cialtroni, anarchici e buffoni. Dico: disegnatevele voi di notte le piste ciclabili, fate qualcosa! Oggi serve una chiave di decodifica perché facciamo guerre di marketing, morti di marketing e abbiamo piazzisti ai governi che si fanno le leggi. E siamo solo all'inizio.

    Lei ha fatto televisione con eccellenti ascolti: 22 milioni al Festival di Sanremo, 15 milioni nel recital del 1994. Se dovessimo seguire le regole dell'auditel dovrebbe avere una rubrica su Rai 1 ogni prima serata.
    Se portassi in diretta su Rai 1 lo spettacolo che faccio oggi in teatro sono sicuro che cadrebbe il governo. Non perché sia io, ma perché si tratta di cose a cui basta dare una spallata e vanno giù da sole. Sono tutte costruite sul nulla: su elezioni a cui nessuno partecipa, su democrazie che sono ormai concetti vuoti e su un popolo sovrano che non c'è più. La televisione dovrebbe essere super partes, dovrebbe essere potente, far paura e riuscire a buttare giù un governo in 24 ore se non merita di stare su. Dovrebbe essere la forza dell'informazione, ma mi viene da ridere: siamo arrivati al giornalista che si autocensura per far piacere al potere.

    Che rapporto ha ora con la tv?
    Consiste nel guardare un programma con i miei cari e esclamare insieme: che culo che non ci sono! Non faccio parte di quel mondo lì e ne sono orgogliosissimo. A Milano abbiamo fatto 40.000 presenze attaccando due manifesti, a Roma neanche quelli perché i posti sono andati via in due settimane. Per me è un momento magico: più si incancrenisce la situazione più divento una belva.

    siete meditteranei gente emotiva

 

 

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