AUTORE
D - Mr Mac Michael, i governi americani sono mai stati terroristi? Hanno mai sostenuto il terrorismo?

DAVID MAC MICHAEL - ex agente della CIA, zona operativa Centro America.
Si, lo sono stati e lo hanno fatto.

D - La sua risposta è sì?

DAVID MAC MICHAEL - ex agente della CIA, zona operativa Centro America.
Sì, lo hanno fatto.

D - Possiamo dunque dedurne che questa nazione possa essere chiamata uno stato canaglia?

DAVID MAC MICHAEL - ex agente della CIA, zona operativa Centro America.
Secondo la definizione che ne dà la presente amministrazione americana, penso che sì, gli Stati Uniti possano essere definiti uno Stato Canaglia.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Un’affermazione grave, a carico del Paese che, insieme a Gran Bretagna e Russia oggi guida la guerra al terrorismo, una guerra giusta. Per vincerla occorrerebbe l’autorevolezza morale di riconoscere e perseguire tutti i terrorismi. Ora, questi Paesi lo fanno? Un argomento difficile che affronteremo solo sulla base di documenti ufficiali che abbiamo cercato e trovato negli archivi di Stato. Prima però entriamo nell’incidente di Bhopal, in India, cosa è successo dentro la fabbrica di pesticidi la notte del 2 dicembre del 1984? La parola a Marco Paolini.

Monologo con Marco Paolini dal titolo: “Bhopal 2 dic. ‘84”

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Grazie a Marco Paolini per il drammatico e preciso resoconto di un incidente e di un’ingiustizia. Ma gli orrori che avvengono o si compiono lontano da noi non esistono. Gli Stati Uniti. Non esiste un paese al mondo nel quale la libertà sia applicata in modo così esteso e la parola “legge” abbia un valore così profondo.
Un paese credibile, così è e così appare e poi…c’è anche quello che non appare.
Paolo Barnard e Giorgio Fornoni

Immagini di repertorio: discorso del presidente Bush allo State of the Union del 2002:

“Finché le nazioni ospiteranno i terroristi, la libertà sarà in pericolo.”

AUTORE
Bush dice: Finché le nazioni ospiteranno i terroristi, la libertà sarà in pericolo. Gli Stati Uniti ospitano e proteggono terroristi. Questa è Miami, questa è New York.
(L’autore si avvicina a una casa di Miami in piena notte)
Forse questa è la casa di Orlando Bosch.
A Miami mi ero messo alla caccia di Orlando Bosch, uno spietato terrorista, almeno secondo l'FBI. Le sue vittime furono cittadini americani o cubani accusati di sostenere l'odiato Fidel Castro. Il Dipartimento di Giustizia americano sostiene che Bosch fu implicato in attentati dinamitardi contro uffici e ambasciate, sequestri di persona, tentativi di omicidio, nell'affondamento di navi e nell'abbattimento di aerei. E' il principale indiziato per l'abbattimento nel 1976 di un aereo civile cubano con la morte di tutti i passeggeri a bordo e fu persino indagato per l'assassinio del presidente Kennedy. Dai documenti del Dipartimento di Giustizia e dell'FBI:

Documento:
"Per trent'anni Bosch ha propugnato la violenza terrorista in modo risoluto e senza cedimenti. Ha minacciato e portato a termine attacchi terroristici contro numerosi bersagli...Le sua azioni sono state quelle di un terrorista indifferente alle leggi e alla decenza umana, che ha inflitto violenza senza considerazione alcuna per l'identità delle sue vittime."

AUTORE
Trovarlo è stata un'impresa non facile, in una ridda di contatti e indirizzi andati a vuoto, ma poi alla fine…

(Autore suona alla porta di casa di Bosh)

Autore: Hallo.. (Salve)
(Senza aprire la porta) moglie di Bosh: Who is it..? (Chi è?)

Autore: My name is Paolo Barnard, I'm looking for Mr Orlando Bosch.. (Mi chiamo Paolo Barnard, sto cercando Orlando Bosch)

AUTORE
E' la moglie che risponde ma non apre la porta. Dice che Bosch non c'è, poi dice che è all'ospedale, poi che non sa se torna.... Bosch mi sfugge, non aprirà più la porta di casa nonostante i miei ripetuti appostamenti, poi una mattina sparisce, i vicini di casa lo hanno visto partire all'alba.

Vicini di casa: Lei è un investigatore privato?

Autore: No, no, sono un giornalista.

AUTORE
Max Lesnik vive, o meglio è ancora vivo per miracolo, a Miami. Bosch e compagni hanno tentato di ammazzarlo 12 volte, con 12 bombe. Perché?

MAX LESNIK – Giornalista Miami
Perché sono stato direttore della rivista Replica che invocava la riconciliazione fra Cuba e Washington. I terroristi del clan di Bosch nel periodo compreso fra il 1984 e il 1987 piazzarono 12 bombe nei miei uffici, nel tentativo di uccidere me e la mia pubblicazione.

AUTORE
Torniamo ai documenti. Nel 1989 il Dipartimento di Giustizia aveva deciso con chiarezza: Orlando Bosch andava espulso dall'America. Ma allora perché un terrorista così pericoloso è ancora libero e tranquillo nella sua casa di Miami?

MAX LESNIK – Giornalista Miami
E' risaputo che questi terroristi avevano mire collimanti con quelle di diversi governi americani, e infatti furono usati nelle operazioni sporche che Washington portava avanti in Nicaragua, Salvador o Cuba. Si può dire che costoro erano l'espressione del terrorismo coperto delle amministrazioni americane.

AUTORE
Orlando Bosch e il suo terrore vengono ufficialmente perdonati dal Presidente Bush senior nel 1991, e lo scandalo non sfugge alla stampa americana.

Immagini articolo sul New York times titolato “Il caso Bosch violenta la giustizia”

AUTORE
New York. Sono sulle tracce di Emmanuel Constant, ex leader delle squadre della morte di Haiti, chiamate FRAPH, responsabili di crimini che collimano con la definizione di terrorismo dell'FBI. Constant, fuggito da Haiti, vive oggi libero a New York, nel quartiere di Queens, ma si muove perennemente da casa a casa per timore dei giornalisti e di chi lo vorrebbe processato. Gli indirizzi che ottengo sono tutti obsoleti, e alla fine trovo solo il suo numero di cellulare, sempre inattivo.
Amnesty International lo ha incluso nel suo rapporto intitolato "Stati Uniti d'America, il rifugio dei torturatori", e questo dissero di lui le massime autorità di Washington.

Documento del Dipartimento Immigrazione USA:
"Il Segretario di Stato americano ha decretato che la presenza del signor Constant negli Stati Uniti è gravemente contraria ad essenziali obiettivi di politica estera. Il governo americano ha concluso che il FRAPH è una organizzazione illegittima i cui membri furono responsabili di molte violazioni dei diritti umani ad Haiti. Come loro leader, il signor Constant è stato accusato di condotta abominevole e notoria. Egli dovrebbe rispondere di queste accuse di fronte al governo democratico di Haiti."

AUTORE
Un tribunale haitiano lo aveva infatti condannato all'ergastolo in contumacia, ma nonostante questo e l'ordine di espulsione che abbiamo visto, Emmanuel Constant rimane libero a New York. Amensty International avanza una ipotesi sui motivi: che Constant mentre ammazzava e mutilava persone ad Haiti fosse sul libro paga della CIA. Ma la cosa che più colpisce è questa: (immagini attentato Torri Gemmelle di New York). E' la fine di settembre del 2001, l'America aggredita dal terrorista Bin Laden ne chiede l'estradizione dall'Afghanistan. L'Afghanistan tergiversa, Washington lo bombarda a tappeto. Ma negli stessi giorni sul New York Times appariva questa notizia:

DA UN ARTICOLO DEL NEW YORK TIMES:
"Il presidente di Haiti, Jean Bertrand Aristide, chiede con urgenza agli Stati Uniti l'estradizione di Emmanuel Constant, che vive a New York."

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Gli Stati Uniti ignorarono la richiesta e il terrorista di Haiti rimane impunito e protetto.

NOAM CHOMSKY - Prof. MIT - Boston
Se vogliamo essere minimamente onesti, se vogliamo avere almeno uno straccio di moralità, dobbiamo applicare a noi stessi la legge che pretendiamo venga applicata agli altri. Se non siamo disposti a fare questo tanto vale che abbandoniamo ogni pretesa di distinguere il bene dal male.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Non è mai esistito un Paese, nemmeno il più liberale e democratico che non abbia intrattenuto, per convenienza o necessità, rapporti, diciamo, “amichevoli” con terroristi o Paesi governati da feroci dittature. Qui però, dobbiamo ribadire, stiamo parlando del Paese che ha dichiarato guerra al terrorismo su cui grava l’accusa di essere lui stesso un paese terrorista. E’ un’accusa fondata?
Agli Stati Uniti è stato accordato davanti al mondo un ruolo sovrano fra Stati sovrani. Sono di fatto i garanti e tutori dell’ordine mondiale . Un credito di cui tutto il mondo sente il bisogno. E’ dal dopoguerra che gli Stati Uniti sono i più accesi difensori dei principi di democrazia e dei diritti fondamentali dell’uomo, ed è anche il motivo per il quale oggi guidano la guerra al terrorismo, e in questa chiave va letto tutto quello che questa sera vi proponiamo.

AUTORE
Anno 1986, Corte Internazionale di Giustizia all'Aia. Dopo due anni di dibattimenti, i giudici del cosiddetto tribunale mondiale emettono una sentenza storica: gli Stati Uniti d'America sono colpevoli di terrorismo ai danni del piccolo stato del Nicaragua. Nella sentenza si accusa Washington di "uso - illegale - della forza", e non solo, che nella terminologia giuridico internazionale significa terrorismo. Fra l'altro anche l' FBI americana impiega le stesse parole nella sua definizione ufficiale di terrorismo : "uso - illegale - della forza".
Ma cosa era accaduto in Nicaragua?

NOAM CHOMSKY – Prof. MIT - Boston
Nel 1981 gli Stati Uniti lanciarono contro i civili del Nicaragua degli attacchi terroristici sia diretti che indiretti, spedendo laggiù le squadre della morte chiamate Contras. Il Nicaragua non reagì come fa oggi l'America, non bombardò Washington. Al contrario, denunciò gli Stati Uniti presso la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia.

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Gli attacchi terroristici contro il Nicaragua, ordinati dall'amministrazione dell'allora presidente Reagan, miravano a rovesciare il governo nicaraguense accusato di essere un pericoloso bastione del comunismo. Messa di fronte al giudizio della più alta corte mondiale, Washington si rifiutò di presentare la propria difesa.

NOAM CHOMSKY – Prof. MIT - Boston
Gli Stati Uniti reagirono alla sentenza ignorandola, e non solo, il Congresso aumentò i finanziamenti alle squadre della morte dei Contras e il generale Galwin gli diede l'ordine di attaccare i target cosiddetti "soffici" del Nicaragua, e cioè uccidere giudici e amministratori.

http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=169