Lo vedevo passare ogni giorno, più volte al giorno, davanti alla mia finestra.
Io bambino, sin da quando non andavo neppure a scuola,… lo spiavo da dietro i vetri.
Era un uomo alto, robusto, il viso duro, vestiva di nero, all’occhiello un grande distintivo a forma di scudo, le gambe rigide, i piedi rovesciati in una posizione innaturale.
Procedeva a tentoni appoggiandosi a 2 grucce di legno grezzo. Fissava quegli strani piedi uniti e rigidi per terra, spostava le grucce in avanti una alla volta, e procedeva lento al centro della strada .
Senza guardarsi intorno, ma salutando i conoscenti che incontrava.
Abitava vicino alla mia casa e ci passava davanti diverse volte al giorno per andare a far commissioni o per tornarsene a casa.
Una figura dolente, triste, mi commuoveva e mi impauriva.
Diventato più grande seppi che era un mutilato della prima guerra mondiale…… era stato richiamato a 18 anni e ne era tornato dopo pochi mesi dilaniato per lo scoppio di una mina.
Non si era mai sposato, viveva con una sorella vedova e i suoi figli dei quali, con la modesta pensione, era l’unico sostegno.
Cambiò di casa poco prima che anch’io mi trasferissi….. avevo ormai 28 anni.
Non ne sentii più parlare, e solo raramente mi è tornata in mente quella figura dolorosa che ha accompagnato molti episodi della mia infanzia.
Ieri per caso ho parlato con un uomo che si è rivelato essere uno dei suoi nipoti. Ho appreso perciò la sua fine.
Ha vissuto sino a quasi 80 anni con la sorella e il più giovane dei nipoti.
Quando morì la sorella, che lo aiutava nelle sue necessità più difficili, ha legato una fune ad un trave e si è impiccato.
Mi è dispiaciuta questa fine……. Anche se non ci ho mai parlato……come se fosse stato un amico o un mio parente.
Scusatemi se ve l’ho raccontato, ma non sono riuscito a farne a meno.