Tra i tanti militanti della Lega Nord che domenica 25 gennaio coloreranno di verde le vie del centro storico milanese anche i Giovani Padani, previsti oltre 1.000 ragazzi, la componente giovanile del Carroccio, decisa a manifestare per difendere il proprio futuro. "Disposti a tutto per il cambiamento, padroni del nostro futuro" lo slogan della manifestazione dei Giovani Padani il cui corteo sarà preceduto da un furgoncino che trasporta una banda musicale e circondato da motociclisti.
«È giunto il momento di smetterla di prenderci in giro. Non possiamo accettare che le tante promesse avanzate in campagna elettorale dagli alleati di governo rimangano parole sulla carta mentre i fatti invece....». È duro il commento di Paolo Grimoldi, coordinatore federale del movimento giovanile leghista che una volta ancora torna a richiamare all'ordine i partiti della CdL. «I poteri forti, gli intrecci, la mala giustizia a due pesi e due misure sono il risultato della corruzione e del centralismo romano che ha fortemente minato il nostro futuro - continua Grimoldi -. Domenica saremo a Milano perché vogliamo dare a tutti un segnale forte e deciso: il momento di subire passivamente è finito. Se An, Udc e Forza Italia non manterranno le promesse che hanno spinto la Lega Nord ad entrare nella Casa delle Libertà, vorrà dire che dovremo portare avanti da soli il vento di cambiamento».
A ruota anche Igor de Biasio, coordinatore dei giovani padani della Lombardia: «Hanno deciso a tavolino di farci entrare nell'Unione Europea, di dotarci di una moneta unica... Stanno continuando a ingannarci prendendo le decisioni nei salotti romani senza nulla chiederci dimenticando però che queste poi andranno a ricadere sulla nostra pelle. Solo con un vero federalismo si pone fine al "magna magna" romano. Ecco perché domenica i giovani della Lombardia - continua De Biasio -, saranno in strada per dire no al centralismo e al potere occultato nei palazzi romani. La Lega continua la sua strada verso il vero federalismo che oggi è giunto all'ultimo capitolo, una parte di storia che noi per primi siamo chiamati a scrivere, se necessario, anche da soli».


[Data pubblicazione: 24/01/2004]