da www.corriere.it
Giovanni Paolo II: rappresentazioni dannose al bene comune
Il papa denuncia: in Tv infedeltà, divorzi, aborto
Nella giornata mondiale delle comunicazioni sociali, il Santo Padre invoca una «dimensione morale» per i media

Papa Giovanni Paolo II (LaPresse)
CITTÀ DEL VATICANO - La famiglia e la vita familiare «troppo spesso vengono rappresentate in modo inadeguato dai mezzi di comunicazione». È l'allarme lanciato dal papa nel messaggio per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali, nel quale vengono giudicate duramente le rappresentazioni «acritiche» di infedeltà e di attività sessuale fuori dal matrimonio, insieme all'«assenza di una visione morale e spirituale del contratto matrimoniale». Anzi, ha sottolineato papa Wojtyla, allo stesso tempo vengono sostenuti «il divorzio, la contraccezione, l'aborto e l'omosessualità. Queste rappresentazioni, promuovendo cause nemiche del matrimonio e della famiglia, sono dannose al bene comune della società ».

DIMENSIONE MORALE - Giovanni Paolo II ha ricordato come la comunicazione sociale abbia una «dimensione morale», e che per questo «in ogni sua forma», debba «sempre ispirarsi al criterio etico del rispetto della verità e della dignità della persona umana». I mezzi di comunicazione hanno un grande potere di arricchimento personale e «perfino di crescita spirituale», e in molti casi ciò avviene, anche quando si trattano temi delicati («tensioni, conflitti, insuccessi, scelte sbagliate e atti dolorosi») ma sforzandosi di «separare ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, di distinguere l'amore autentico dalle sue imitazioni, e di mostrare l'importanza insostituibile della famiglia come unità fondamentale della società ». Ma la preoccupazione del papa nasce dal fatto che i mezzi di comunicazione hanno anche «la capacità di arrecare grande danno alle famiglie» presentando una visione «inadeguata o perfino distorta della vita, della famiglia, della religione e della moralità».


Lasciando perdere i contenuti morali della critica espressi (che la contraccezione o l'omosessualità siano contrari alla famiglia è un'idea del Papa, tutta da dimostrare), quello che mi fa specie è il fatto che il Vaticano pare non comprendere la natura del medium televisivo.
La rappresentazione della realtà in esso è quasi sempre caratterizzata da stereotipia. Non si mostra la realtà quale è, ma come la gente vorrebbe banalmente che fosse, o si immgina banalmente che sia. Rappresentare un'ipotetica famiglia cattolica altro risultato non avrebbe che trasformare questo tipo ideale di famiglia per l'appunto, in un tipo meramente e direi mediamente (nel senso di "nella media") ideale di famiglia.

Del resto lo stesso Papa ha utilizzato spesso gli stessi media che critica, e li ha utilizzati seguendo le strategie e le modalità espressive e propagandiste proprie di questi media. Come metodologia, l'azione di comunicazione di massa del Papa non si differenzia da quella di altre istituzioni o parti politico-economiche o lobby (vere o presunte).
Queste critiche, del resto, non fanno che confermare per contrasto i contenuti etici criticati, attribuendo alla rappresenntazione televisiva di questi un potere psicologicamente coercitivo deindividualizzante, massificante.