Per il centrodestra si complica ancora la strada della verifica
Il leader dell'Udc duro con il senatur ma anche con il premier
Follini contro Bossi e Berlusconi "Sull'euro ha ragione Ciampi".
Dal segretario centrista no al Cavaliere sui magistrati-fascisti
e sulla modifica delle leggi elettorali: "Meglio un tetto di spesa"


Marco Follini

ROMA - Follini contro Bossi e Berlusconi. Vale a dire, nel pieno della verifica, nuove polemiche che scuotono la Casa delle libertà. Il clima tra i partiti del centrodestra resta insomma molto teso, e la strada per giungere un chiarimento nella maggioranza sembra ancora molto lunga.

Le dure dichiarazioni del leader dell'Udc Marco Follini, arrivano al termine dell'ufficio politico del suo partito, e non sono tenere né con il premier né con il leader del Carroccio.

Bossi, intanto. Dopo aver dato la sua solidarietà a Ciampi in relazione alle recenti polemiche sulla moneta unica (attaccata, se pure con toni diversi, dal Cavaliere e dal Senatur), il segretario dell'Udc attacca frontalmente il ministro per le Riforme: "E' singolare che un ministro della repubblica se la prenda con la moneta del proprio Paese: chi governa ha il dovere di risolvere i problemi, non di denunciarli". Insomma, l'Udc è "in assoluto disaccordo" con le opinioni espresse ieri al raduno leghista sul Capo dello Stato, sulla moneta unica (e anche sul cardinal Ruini).

Ma ce n'è, e molte, anche per il presidente del Consiglio. Cui Follini rimprovera i toni assunti durante la manifestazione per il decennale di Forza Italia e le priorità elencate per l'azione di governo. "Il dovere di governare - sostiene a proposito del Cavaliere - viene ben prima di quello di lavorare per la campagna elettorale".

Poi, uno per uno, ecco i distinguo su ognuna delle prese di posizione assunte dal premier negli ultimi giorni. Sulla giustizia ("L'equazione che ho sentito da qualche parte magistratura peggio del fascismo non mi convince", ma anche sulle leggi elettorali ("Credo sia troppo tardi per affrontarle, e se proprio si vuol far qualcosa suggerisco di partire dalla fissazione di un tetto di spesa, perchè una campagna elettorale faraonica striderebbe con gli umori e i problemi del Paese").
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Quest'ultimo punto sembra voler toccare nella carne viva l'alleato forzista, che per le prossime amministrative ed europee si sta preparando una campagna elettorale senza certo badare alle spese.

Sul possibile giro di valzer tra ministeri e poltrone da sottosegretario, Follini resta invece molto prudente. "La verifica - dice - è un'occasione, se la si vuole cogliere, per migliorare le cose",mentre i ministeri "sono temi da trattare per ultimi: un conto se c'è un punto e a capo sulla base di un programma che viene aggiornato. Se c'è tutto questo, il resto sono conseguenze".

Dalla Lega, finora l'unica reazione è quella del capogruppo alla Camera Alessandro Ce', che definisce Follini "un perfetto conservatore che, come al solito, parla in politichese e frena il cambiamento, senza saper esprimere un'idea o un programma". Quanto all'euro - conclude- il segretario ell'Udc "è l'unico a non essersi ancora accolto dei disagi e delle conseguenze negative che sono ricadute, soprattutto sulle fasce più deboli".


(26 gennaio 2004)