LO STERMINIO DEGLI ZINGARI DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE
di Giovanna Boursier
Studi Storici 2, aprile-giugno 1995 anno 36


LO STERMINIO DEGLI ZINGARI DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE
di Giovanna Boursier
Studi Storici 2, aprile-giugno 1995 anno 36


l'uccisione sistematica di zingari è uno dei tanti elementi che portano a dubitare del "razzismo" nazionalsocialista.
Come ho ricordato più volte sul forum, gli zingari sono degli indo-europei, appartengono quindi alla stessa famiglia etnica dei tedeschi, anche se presentano lievi mescolanze con i popoli prearii dell'India.
Del resto una bestialità ancor più grande fu quella di colpire i popoli slavi, "inferiori" solo nella mente beceramente sciovinista di piccoli borghesi prussiani ed austriaci. Queste azioni dimostrano solo una cosa: che le azioni del governo hitleriano durante la guerra furono dettate non da "razzismo" scientificamente inteso, ma da una mescolanza di mitologie etniche, sciovinismo provinciale germano-orientale, ed anche, ovviamente, da una distorsione delle teorie antropologiche dell'epoca.
Follia dunque attaccare i poveri zingari, fratelli indoeuropei minori, e doppia follia attaccare gli slavi, fratelli maggiori. Ma anche verso gli ebrei le idee erano confuse e ben poco scientifiche: la "razza" ebraica non esiste, al massimo si può riconoscere una tipologia ebraica in quanto declinazione di un popolo proveniente dal medio oriente, e quindi distinto fenotipicamente dai popoli del centro europa. Gli ebrei erano colpiti dunque non in quanto "razza" -ché tali non erano- ma in quanto etnia, e ciò viene dimostrato anche dalla tolleranza che si aveva verso i "meticci" ebreo-tedeschi (se di razza diversa si trattava, anche i presunti "meticci" avrebbero dovuto essere eliminati). Ultima considerazione per scartare il supposto "razzismo" hitleriano è l'atteggiamento tenuto verso i popoli turco-mongoli incontrati dalla Wermacht nel basso Volga. Anzichè sterminarli, come avrebbe fatto un vero razzista, i tedeschi .... li arruolarono. Persino i Calmucchi, mongoli autentici, e pertanto "non arii", furono accolti con simpatia, tanto che Stalin ordinò la loro deportazione etnica dopo la guerra "per punizione".
Per concludere, si dovrebbe evitare di attribuire al nazionalsocialismo il carattere di "razzista", perchè con ogni evidenza, la politica "razziale" tedesca in quegli anni non aveva nè i fondamenti nè la coerenza del vero razzismo scientifico.
Negli anni trenta erano molto più razzisti gli USA (dove vigevano norme e leggi razziali, queste sì rigorosamente biologiche, per evitare il contatto coi negri) della Germania...