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  1. #1
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito Il prodotto e l'impresa che c'è dietro di esso...

    Io studio economia e ho quasi finito...stò cominciando a fare una tesi sulla qualità...l'organizzazione per processi di un'impresa ed il business process reingeneering concettualmente mi affascinano, perchè in qualche modo ci vedo una certa 'creatività'...la possibilità
    di confrontarsi con un problema pratico...concreto...
    Come rendere più efficiente una operazione?
    Questo mi piace...
    Però devo dire...è già un paio di volte che la persona con cui faccio la tesi mi chiede cose del tipo 'su che tipo di impresa vuoi fare la tesi?' o 'cosa ne pensi di una impresa di X'...
    ...e io rimango lì imbambolato come se mi avesse sparato in faccia un getto d'acqua con l'estintore!
    Perchè mi accorgo che a me magari affascina un prodotto...ma se penso all'impresa che sta dietro...mi sento come non so...una persona di fronte all'infinito (o forse solo all'ignoto)...

    Mi rendo conto che non capisco affatto come sia la realtà di impresa, anche se ho mio padre che alle volte mi racconta degli episodi divertenti sul suo lavoro o mi dice come ha risolto un determinato problema...però mi rendo conto che dopo 4 anni che studio economia non ho la più pallida idea del genere di processi
    che si hanno in un'impresa...e mi sento un pò "perso"...

    Non so...ad esempio le banche e le compagnie di assicurazioni mi piacciono molto poco perchè istintivamente le percepisco come 'tese a cavillare o fregare il cliente'...sarà irrazionale, ma è così che le sento e gli ultimi scandali finanziari non hanno fatto che confermare questa mia percezione...
    ...le imprese manifatturiere le sento in qualche misura più familiari
    e 'simpatiche' perchè ne ho sentito parlare spesso da mio padre, anche se obiettivamente non so quasi una cippa di come giri una impresa manifatturiera! :-/
    ...ci sono imprese che magari mi piacciono concettualmente (per quel che producono), ma mi spaventano perchè ho paura che possano non avvertire il bisogno della professionalità che vorrei sviluppare (nel settore della qualità) o perchè io ho paura di non
    avere la più pallida idea di come girano e quindi di non essere in grado di applicare le regole che ho studiato (buona parte della visione del business che ho avuto all'Uni è bene o male quella di una impresa manifatturiera...)...

    La mia paura è di provare ad entrare e poi "perdermi" negli enormi labirinti dei processi aziendali!

    Per quelli di voi che lavorano...ma com'è un'impresa da dentro?
    Ê davvero molto complessa?
    Ci si può "perdere" in tutto quello che avviene in essa?
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  2. #2
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    Predefinito

    Dunque quest'anno ti laurei in economia. Mai pensato di farti un MBA, magari negli USA? (consiglio piu' da padre che da forumista).

    -N-

  3. #3
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    Predefinito Re: Il prodotto e l'impresa che c'è dietro di esso...

    In origine postato da Skarm
    Per quelli di voi che lavorano...ma com'è un'impresa da dentro?
    Ê davvero molto complessa?
    Ci si può "perdere" in tutto quello che avviene in essa?
    Skarm
    in italia, come ti sarai reso conto, le imprese fanno il contrario di quello che dicono, e si rischia davvero di perdersi veramente,

    l'università anche...

  4. #4
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    Predefinito Re: Il prodotto e l'impresa che c'è dietro di esso...

    In origine postato da Skarm
    Io studio economia e ho quasi finito...stò cominciando a fare una tesi sulla qualità...l'organizzazione per processi di un'impresa ed il business process reingeneering concettualmente mi affascinano, perchè in qualche modo ci vedo una certa 'creatività'...la possibilità
    di confrontarsi con un problema pratico...concreto...
    Come rendere più efficiente una operazione?
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    Però devo dire...è già un paio di volte che la persona con cui faccio la tesi mi chiede cose del tipo 'su che tipo di impresa vuoi fare la tesi?' o 'cosa ne pensi di una impresa di X'...
    ...e io rimango lì imbambolato come se mi avesse sparato in faccia un getto d'acqua con l'estintore!
    Perchè mi accorgo che a me magari affascina un prodotto...ma se penso all'impresa che sta dietro...mi sento come non so...una persona di fronte all'infinito (o forse solo all'ignoto)...

    Mi rendo conto che non capisco affatto come sia la realtà di impresa, anche se ho mio padre che alle volte mi racconta degli episodi divertenti sul suo lavoro o mi dice come ha risolto un determinato problema...però mi rendo conto che dopo 4 anni che studio economia non ho la più pallida idea del genere di processi
    che si hanno in un'impresa...e mi sento un pò "perso"...

    Non so...ad esempio le banche e le compagnie di assicurazioni mi piacciono molto poco perchè istintivamente le percepisco come 'tese a cavillare o fregare il cliente'...sarà irrazionale, ma è così che le sento e gli ultimi scandali finanziari non hanno fatto che confermare questa mia percezione...
    ...le imprese manifatturiere le sento in qualche misura più familiari
    e 'simpatiche' perchè ne ho sentito parlare spesso da mio padre, anche se obiettivamente non so quasi una cippa di come giri una impresa manifatturiera! :-/
    ...ci sono imprese che magari mi piacciono concettualmente (per quel che producono), ma mi spaventano perchè ho paura che possano non avvertire il bisogno della professionalità che vorrei sviluppare (nel settore della qualità) o perchè io ho paura di non
    avere la più pallida idea di come girano e quindi di non essere in grado di applicare le regole che ho studiato (buona parte della visione del business che ho avuto all'Uni è bene o male quella di una impresa manifatturiera...)...

    La mia paura è di provare ad entrare e poi "perdermi" negli enormi labirinti dei processi aziendali!

    Per quelli di voi che lavorano...ma com'è un'impresa da dentro?
    Ê davvero molto complessa?
    Ci si può "perdere" in tutto quello che avviene in essa?
    Skarm
    ____________________________
    Ha ragione Nordista. Stesse im me ti consiglierei uno stage estivo(anche gratuito) in un'azienda di dimensioni medio picole: 100-300 dipendenti per la manifatturiera, 20-50 dipendenti per un'azienda di servizi o commerciale, purchè non sia un super o ipermercato di qualunque genere. Se entri i una Fiat, prima di capirci qualcosa passano molti mesi e, forse, non riesci mai a vedere integralmente tutto il processo produttivo, parte del quale è dislocato presso terzisti o in stabilimenti lontani dal luogo in cui ti trovi.
    Negli anni sessanta, un mio cugino dell'Argentina, laureando in ingegneria, ha vinto una borsa di studio messa in palio dalla Fiat. E' venuto in italia completamente spesato e ha trascorso alla Fiat un periodo di 6 mesi. Poi, tornato in Argentina, ha vinto il concorso come direttore dell'ente per l'energia eletrica.
    Forse in America (USA) è più facile che da noi trovare possibilità del genere: meno intralci burocratici.

  5. #5
    Makeru ga, katta
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    Predefinito

    Io, al contrario del nordista e dell'Orso, ti consiglio di entrare a lavorare il prima possibile. Intanto comincia a mettere da parte dei soldini (che non bastano mai, e te ne accorgerai quando avrai famiglia...), e poi perchè fai esperienza diretta. E quella sul campo è l'esperienza migliore che puoi trovare, meglio di qualunque stage (dove non ti danno il becco d'un quattrino).

    Quando sei dentro ad un'impresa, tieni conto che la cosa più importante, al di là dei concetti e dell'organizzazione del lavoro (che cambia da azienda ad azienda), è sempre il contatto con gli altri dipendenti. Occorre trovare un equilibrio, perchè è difficile trovare l'ambiente ideale, ed andare d'accordo con i colleghi è la parte più difficile.

    Ed una volta dentro, continua a mantenere contatti con l'esterno. Basta un niente per sentirsi spaesati; occorre essere pronti a cambiare azienda dall'oggi al domani, senza remore di sorta.
    _______________________
    Gli zeri, per valere qualcosa,
    devono stare a destra.

  6. #6
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito

    In origine postato da nordista
    Dunque quest'anno ti laurei in economia. Mai pensato di farti un MBA, magari negli USA? (consiglio piu' da padre che da forumista).

    -N-
    Grazie del consiglio Nordista...il fatto è che non sono certo un 'luminare' dell'Economia...anzi...mi è capitato di incontrare professori che mi chiedevano cose del tipo 'ma lei come ha fatto ad arrivare sino a qui...' perchè effettivamente ho una mentalità poco 'scientifica'...
    ...sono più tendente all'umanistico e quindi per quanto mi impegni
    non vengo fuori molto bene, se escludiamo qualche eccezione...
    Insomma...non verrò fuori molto bene dall'Università temo...quindi
    credo che sia improbabile che ad un MBA mi prendano e poi mio padre vuole vedermi entrare nel mondo del lavoro il prima possibile perchè è preoccupato perchè magari lui venga a mancare e io non sia ancora in una certa misura autonomo...
    A questo punto, a 23 anni, per quanto sia stato un pò 'spensierato' finora, non posso che condividere la preoccupazione di mio padre...
    Skarm
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  7. #7
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito Re: Re: Il prodotto e l'impresa che c'è dietro di esso...

    In origine postato da Orso Brrrrr
    ____________________________
    Ha ragione Nordista. Stesse im me ti consiglierei uno stage estivo(anche gratuito) in un'azienda di dimensioni medio picole: 100-300 dipendenti per la manifatturiera, 20-50 dipendenti per un'azienda di servizi o commerciale, purchè non sia un super o ipermercato di qualunque genere. Se entri i una Fiat, prima di capirci qualcosa passano molti mesi e, forse, non riesci mai a vedere integralmente tutto il processo produttivo, parte del quale è dislocato presso terzisti o in stabilimenti lontani dal luogo in cui ti trovi.
    Negli anni sessanta, un mio cugino dell'Argentina, laureando in ingegneria, ha vinto una borsa di studio messa in palio dalla Fiat. E' venuto in italia completamente spesato e ha trascorso alla Fiat un periodo di 6 mesi. Poi, tornato in Argentina, ha vinto il concorso come direttore dell'ente per l'energia eletrica.
    Forse in America (USA) è più facile che da noi trovare possibilità del genere: meno intralci burocratici.
    Non so se conta come uno 'stage', ma probabilmente la tesi la faccio proprio su un'impresa, Orso...infatti il tipo con cui faccio la tesi mi ha detto che mi metterà in contatto con una impresa per poter fare la tesi su qualcosa di 'reale'...
    Solo che mi preoccupa di arrivare lì per cercare di capire come gira quell'impresa e sentirmi un perfetto idiota...insomma...un pò di basi teoriche credo di averle, ma se mi chiedo 'ma quanti processi ci saranno in un'impresa (anche non grande)'...mi sembra di essere di fronte ad un mare con un bicchiere in mano...
    Ho il terrore di non essere adatto...di fare casini...di fare figuracce o di farle fare alla persona che mi ha aiutato ad avere questo contatto...è proprio per questo che vi chiedevo come fosse una impresa 'da dentro'...
    Skarm
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  8. #8
    Con l'Iraq che si ribella
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    In origine postato da marcejap
    Io, al contrario del nordista e dell'Orso, ti consiglio di entrare a lavorare il prima possibile. Intanto comincia a mettere da parte dei soldini (che non bastano mai, e te ne accorgerai quando avrai famiglia...), e poi perchè fai esperienza diretta. E quella sul campo è l'esperienza migliore che puoi trovare, meglio di qualunque stage (dove non ti danno il becco d'un quattrino).
    Sì...in effetti credo che dopo la laurea, se possibile, cercherò
    un lavoro...non che pensi che i suggerimenti di Nordista ed Orso siano buoni...anzi...possibilmente se riesco a trovare un modo, mi piacerebbe riuscire ad inserirmi in o entrare in contatto con una impresa dove potrei lavorare già dal periodo di tesi...se non fosse per la mia mentalità più umanistica che scientifica probabilmente seguirei il consiglio di Nordista sul MBA, però il fatto è che effettivamente sono arrivato a questo punto con voti non eccelsi (forse anche perchè non ho studiato tutto il tempo come diceva sempre di fare mio padre...) e vorrei vedere se davvero valgo qualcosa là fuori...già mi detesto perchè a settembre non sono riuscito a dare tutti gli esami che mi restavano e ora non sono ancora laureato...poi vorrei cominciare a crearmi un pò di indipendenza...sono stanco di sentirmi un 'mantenuto'...vorrei crearmi una 'realtà' mia...insomma...non dico una 'famiglia'...
    ...però magari andare a vivere fuori di casa e poi trovarmi una ragazza graziosa ed intelligente (magari una di quelle persone che riescono a farti 'sognare'...) con cui convivere non mi dispiacerebbe...anzi...direi che è una delle mie massime aspirazioni...

    In origine postato da marcejap
    Quando sei dentro ad un'impresa, tieni conto che la cosa più importante, al di là dei concetti e dell'organizzazione del lavoro (che cambia da azienda ad azienda), è sempre il contatto con gli altri dipendenti. Occorre trovare un equilibrio, perchè è difficile trovare l'ambiente ideale, ed andare d'accordo con i colleghi è la parte più difficile.

    Ed una volta dentro, continua a mantenere contatti con l'esterno. Basta un niente per sentirsi spaesati; occorre essere pronti a cambiare azienda dall'oggi al domani, senza remore di sorta.
    Capisco...bè...grazie per il consiglio... ...e grazie (oltre a te) anche a Nordista, Orso e Pasquin0 per avermi risposto e per i loro consigli...
    Skarm
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  9. #9
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    a...il fatto è che non sono certo un 'luminare' dell'Economia...

    NON CREDERE CHE GLI "ALTRI" SIANO SEMPRE DEI GENI. ALAN GREENSPAN, PER ESEMPIO, HA AVUTO LA GRANDE FORTUNA DI FREQUENTARE LE SCUOLE GIUSTE, E PURTROPPO IN ITALIA NON SI ECCELLE SU QUESTO.

    ... a 23 anni, per quanto sia stato un pò 'spensierato' finora, non posso che condividere la preoccupazione di mio padre...

    BEH, MIO FIGLIO HA 2 ANNI MENO DI TE, E NELLE SCUOLE CANADESI ANDAVA COSI, COSI. DIETRO MIA INSISTENZA ORA E' IN UNA SCUOLA (universita') IN CALIFORNIA, DOVE HANNO UN PROGRAMMA DI SCAMBIO CON L'ITALIA,
    DOPO VERI SONDAGGI, ANCHE LUI SI E' CONVINTO CHE FARE UN ANNO IN ITALIA NON SAREBBE LA GIUSTA SCELTA, QUINDI IL PROSSIMO ANNO O STARA' QUI, O MAGARI IN UNO SCAMBIO COL GIAPPONE. DIMENTICAVO, ORA HA TUTTI A.

    A ME SEMBRA (e mi posso sbagliare), CHE IL TUO PIU' GRANDE PROBLEMA E' LA NON TOTALE FIDUCIA IN TE STESSO. DA QUEL POCO CHE TI CONOSCO, MI SEMBRI UNA PERSONA CHE POTRA' RIUSCIRE NELLA VITA MOLTO BENE. (oddio, non so piu' scrivere in taglian).

    -N-

  10. #10
    flemma beat
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    Predefinito

    la mia esperienza mi ha insegnato che quando usciamo dall'università siamo più o meno tutti "vergini", e l'azienda lo sa, o meglio quasi tutti lo sanno.
    quindi il mio consiglio è di non farsi troppi problemi su quello che non sai o su cosa puoi trovare (l'IGNOTO), la cosa importante è approcciarsi al lavoro con voglia di imparare.

 

 
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