Di Antonio Bachiorri – tratto da: www.borsari.it

Un supercomputer chiamato "Carnivore" vaglia milioni di e-mail al secondo. E sa tutto su di noi, anche se abbiamo acquistato la pizza on-line.

Le orecchie di Echelon non sono sole.
C'è ben altro a rovistare nei server dei provider e negli hard disk di milioni di americani e di navigatori di tutto il mondo, una sorta di "Echelon 2" che si aggiunge al sistema messo a punto dalla Nsa. A muoversi silenziosamente tra i cavi telefonici e le banche dati, ci sono i tentacoli di "Carnivore", un supercomputer dell'Fbi in grado di analizzare milioni di e-mail al secondo. Il suo obiettivo? Cercare prove di attività criminali negli scambi di messaggi online. E basta? Nessuno può saperlo, perché qualsiasi altra illazione entra nel campo della fantapolitica, ma quel che è certo, è che il supercomputer è attivo, funziona e fa bene il suo lavoro.

A produrlo è stata la stessa Fbi, che per questo genere di ricerche ha appositi laboratori in Virginia, a Quantico (curioso il riferimento della località ai quanti della fisica, la prossima frontiera dei computer insuperabili).
A "fare la spia" sull'esistenza di "Carnivore" è stato il Wall Street Journal, che ha avuto l'imbeccata dalle industrie private. Queste sono state sollecitate dai federali americani ad "abbassare le difese" per un certo periodo per facilitare le operazioni di controllo delle comunicazioni durante la ricerca di un criminale informatico. Ma quando si è visto cosa era in grado di fare il sistema dell'Fbi, la sorpresa dei tecnici è stata pressoché totale. Il tam-tam sulle caratteristiche del sistema è stato rapido; la notizia è ora di dominio pubblico.
Il nome del computer è indubbiamente inquietante, ma "Carnivore" è il figlio dell'altrettanto "terrificante" (ma meno efficiente) "Omnivore", che già consentiva da tempo di mirare dritto su un utente, controllarlo in ogni suo movimento nel cyberspazio e spulciarne tutta la posta elettronica.

Ed ora cosa accadrà quando sempre più persone inizieranno a sospettare che gli acquisti on-line non sono del tutto sicuri come si pensa? Ci saranno contraccolpi nello sviluppo del commercio elettronico? Indubbiamente l'Fbi non andrà a pescare i soldi del nostro conto, ma saprà - per filo e per segno - cosa abbiamo comprato: dal Cd musicale a quegli articoli che non vorremmo far sapere in giro che ci piacciono.

«Carnivore» è il nemico di tutti: cittadini e criminali

«Carnivore» non piace a nessuno: non solo a chi può delinquere, ma neanche ai difensori delle libertà civili, la cui Unione ha chiesto l'intervento del Congresso per chiarire come agisca il sistema dell'Fbi. Il sistema, dicono, equivale "alla capacità di accedere ai contenuti delle conversazioni di tutti i clienti di una società telefonica, con l''assicurazione' che l'Fbi registrerà solo i dialoghi che le interessano". A differenza delle intercettazioni telefoniche, le registrazioni non avvengono fisicamente presso la società dei telefoni: tutto è gestito in prima persona dall'Fbi.
"Questo approccio del genere 'fidatevi, siamo il Governo', è l'antitesi delle procedure richieste dalle leggi sulle intercettazioni", sostiene l'Unione per le libertà.

Il sistema dell'Fbi è attivo da qualche mese. Un provider alcune settimane fa si è opposto alla richiesta dell'agenzia di installare la 'scatola nera' nei suoi server, preoccupato di difendere la privacy dei proprio clienti, ma ha perso la sua battaglia giudiziaria.
Il maggior problema di Carnivore, secondo James Dempsey del Centro per la democrazia e la tecnologia, "è il suo mistero: l'Fbi piazza queste scatole nere dentro il network di un provider e nessuno sa bene che cosa siano". Secondo Dempsey, è "una buona notizia" il fatto che l'Fbi abbia messo a punto un sistema così selettivo, ma nello stesso tempo il mistero che circonda Carnivore fa temere che potenzialmente sia in grado di andare a frugare un po' dovunque.

Le organizzazioni per i diritti civili chiedono ora al Congresso di intervenire, sostenendo che non ci sono leggi che autorizzino l'Fbi e il suo sistema. L'agenzia, da parte sua, si limita a far sapere di aver attivato Carnivore in una cinquantina di casi, ma le richieste per l'utilizzo del sistema - alla caccia di trafficanti di droga, terroristi o criminali informatici - stanno crescendo