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    "SI PUO' FARE"
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    Predefinito La Corte dei Conti attacca Tremonti

    «La Finanziaria 2004 travolge la procedura parlamentare»


    La Corte dei conti attacca il ministro Tremonti


    «Le sue prerogative non hanno riscontro in nessun Paese democratico occidentale». «Abusa delle consulenze»


    ROMA - Durissimo attacco della Corte dei conti al ministro dell'Economia Giulio Tremonti e alla politica finanziaria del governo Berlusconi negli allegati alla relazione del procuratore generale, Vincenzo Apicella, all'inaugurazione dell'anno giudiziario.

    «La sessione di bilancio per il 2004 ha travolto la procedura parlamentare condivisa, seguita dall'inizio degli anni '90,

    affidando la manovra, fuori dalla disciplina della sessione di bilancio, a un decreto legge». Lo afferma la Corte dei Conti negli allegati alla Relazione del procuratore generale Vincenzo Apicella. Quanto ai contenuti, afferma la magistratura contabile, «si è proseguito sulla strada delle misure temporanee, dell'estensione delle voci escluse dai conti pubblici, della provvista mediante cartolarizzazioni e condoni».


    28 gennaio 2004 www.corriere.it
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  2. #2
    "SI PUO' FARE"
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    Predefinito

    Ecco come gli tornano i Conti:finanza creativa ......alla parmalat.


    Politica

    28 gen 109 Corte dei Conti: coperture inconsistenti per le leggi di riforma di Welfare e fisco


    ROMA - "Nel 2003 l'approdo, di per se' positivo, dell'iter parlamentare di grandi leggi di riforma del fisco e del welfare si e' caratterizzato per formule di copertura nuove e inconsistenti, fondate su quantificazioni-manifesto degli oneri e sul mero rinvio alle successive sessioni di bilancio". Il dato emerge dagli allegati alla relazione del procuratore generale, Vincenzo Apicella, della Corte dei Conti. (Agr)




    I magistrati contabili contro la discrezionalità del ministero

    dell'Economia: "Decisioni che prevaricano il Parlamento"
    La Corte di Conti attacca Tremonti
    "Un caso unico in Occidente"

    Abuso di una tantum e di consulenze
    poca trasparanza, gravi sprechi di risorse


    Il ministro Giulio Tremonti

    ROMA - Troppa ''discrezionalità" sui conti pubblici è lasciata al ministro dell'Economia, una discrezionalità che non ha pari negli altri paesi dell'Occidente". Dopo l'attacco ieri del governatore di Bankitalia Antonio Fazio, è oggi la Corte dei Conti a dare addosso al ministro Giulio Tremonti. Nella relazione sullo stato della giurisdizione e dei controlli, svolta dal presidente Francesco Staderini, la magistratura contabile punta il dito contro il decreto cosiddetto 'taglia-spese' approvato alla fine del 2002, che ''ha spostato l'asse decisionale dal Parlamento al governo e alla Ragioneria, indebolendo la resistenza della decisione parlamentare del bilancio e delle leggi di spesa e di entrata, con l'attribuzione di una discrezionalità al ministro dell'Economia che non ha riscontro nel panorama comparatistico delle democrazie dell'Occidente''.

    Insomma, per la Corte il dicastero dell'Economia è responsabile di decisioni che spetterebbero al Parlamento. "Le ultime relazioni annuali e le audizioni rese dalla Corte sui provvedimenti di riforma del bilancio, sul Dpef e sul disegno di legge finanziaria - si legge dall'attività delle sezioni riunite della Corte dei Conti in sede di attività di controllo - pongono in rilievo seri problemi di trasparenza e significatività dei conti pubblici. Resta di difficile lettura il raccordo fra bilancio e conto delle pubbliche amministrazioni (fabbisogno e indebitamento netto). Le misure assunte in materia di patrimonio e di privatizzazioni immobiliari e il crescente ricorso ad operazioni poste al di fuori del bilancio e dei conti della P. A.
    - Pubblicità -

    hanno reso ancor più opaca la conoscibilità ex ante e la trasparenza del rendere conto, ex post".

    Da qui la necessità espressa dai magistrati contabili di "restaurare una generale cultura del controllo e della responsabilità". Lo spiega il pg Vincenzo Apicella: "Qualunque sia il settore, pubblico o privato, in cui una gestione di pubbliche risorse si trovi ad operare - dice Apicella - ciò non significa affatto che il concetto di discrezionalità amministrativa possa tramutarsi in autonomia privata e in irresponsabilità di fatto: il rispetto del cittadino contribuente, sostanziale azionista delle aziende pubbliche, moralmente e giuridicamente lo vieta".

    Il pg Apicella non parla mai apertamente della vicenda Parmalat (su cui, peraltro, la Corte dei Conti non avrebbe voce in capitolo), ma sembra comunque implicitamente farne riferimento quando concorda con chi, ora più che mai, invoca "nuove procedure di controllo", anche nel settore privato ("questa parola ieri invisa sino ad essere rigettata, sembra essere stata finalmente rivalutata"). Ed estendendo il processo di rivalutazione - aggiunge il pg - "c'è chi giustamente auspica una maggiore attenzione per il perseguimento delle responsabilità dei gestori che operano nel settore dell'economia. Questo, si dice, per la tutela del cittadino, per evitare alla collettività danni economici, perdita di fiducia e caduta di immagine. Danni che, neppure tanto alla lunga, fatalmente sono destinate a produrre deleteri effetti anche sui bilanci pubblici".

    La rivalutazione del controllo, in ogni caso, "deve estendersi al campo della gestione delle pubbliche risorse, in qualsiasi forma sia effettuata". Il discorso - fa notare il pg della Corte dei Conti - "diventa delicato ma nello stesso tempo necessario" quando si tratta del controllo da esercitare "sulle gestioni di risorse pubbliche che, in quanto a struttura, rivestono quelle forme privatistiche o para-privatistiche, in origine nate dall'invasione di campo effettuato dallo Stato nel settore dell'economia e, successivamente, dall'affermarsi dell'idea che i metodi di gestione di tipo provato fossero da preferirsi a quelli soggetti al diritto pubblico".

    Ma secondo Apicella il '''controllo va inteso come strumento di civile garanzia" e "va articolato in modi, tempi, ed effetti differenziati in relazione al tipo e al livello dell'azione amministrativa cui si rivolge". Il controllo "dovrà essere poi, in ogni caso, essenziale, rapido e non vessatorio, anzi con finalità costruttive e quindi tendente a realizzare in momento costruttivo della stessa azione amministrativa: ciò per una migliore gestione della cosa pubblica. A realizzare questo disegni, occorrerà sicuramente una maggiore fiducia tra controllori e controllati". In tal senso il pg auspica "aggiustamenti e riforme delle procedure che servano ad assicurare, nel contempo, legalità ed efficienza".


    (28 gennaio 2004) La repubblica.



    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  3. #3
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    Predefinito

    In Origine Postato da ossoduro
    Ecco come gli tornano i Conti:finanza creativa ......alla parmalat.


    Politica

    28 gen 109 Corte dei Conti: coperture inconsistenti per le leggi di riforma di Welfare e fisco


    ROMA - "Nel 2003 l'approdo, di per se' positivo, dell'iter parlamentare di grandi leggi di riforma del fisco e del welfare si e' caratterizzato per formule di copertura nuove e inconsistenti, fondate su quantificazioni-manifesto degli oneri e sul mero rinvio alle successive sessioni di bilancio". Il dato emerge dagli allegati alla relazione del procuratore generale, Vincenzo Apicella, della Corte dei Conti. (Agr)




    I magistrati contabili contro la discrezionalità del ministero

    dell'Economia: "Decisioni che prevaricano il Parlamento"
    La Corte di Conti attacca Tremonti
    "Un caso unico in Occidente"

    Abuso di una tantum e di consulenze
    poca trasparanza, gravi sprechi di risorse


    Il ministro Giulio Tremonti

    ROMA - Troppa ''discrezionalità" sui conti pubblici è lasciata al ministro dell'Economia, una discrezionalità che non ha pari negli altri paesi dell'Occidente". Dopo l'attacco ieri del governatore di Bankitalia Antonio Fazio, è oggi la Corte dei Conti a dare addosso al ministro Giulio Tremonti. Nella relazione sullo stato della giurisdizione e dei controlli, svolta dal presidente Francesco Staderini, la magistratura contabile punta il dito contro il decreto cosiddetto 'taglia-spese' approvato alla fine del 2002, che ''ha spostato l'asse decisionale dal Parlamento al governo e alla Ragioneria, indebolendo la resistenza della decisione parlamentare del bilancio e delle leggi di spesa e di entrata, con l'attribuzione di una discrezionalità al ministro dell'Economia che non ha riscontro nel panorama comparatistico delle democrazie dell'Occidente''.

    Insomma, per la Corte il dicastero dell'Economia è responsabile di decisioni che spetterebbero al Parlamento. "Le ultime relazioni annuali e le audizioni rese dalla Corte sui provvedimenti di riforma del bilancio, sul Dpef e sul disegno di legge finanziaria - si legge dall'attività delle sezioni riunite della Corte dei Conti in sede di attività di controllo - pongono in rilievo seri problemi di trasparenza e significatività dei conti pubblici. Resta di difficile lettura il raccordo fra bilancio e conto delle pubbliche amministrazioni (fabbisogno e indebitamento netto). Le misure assunte in materia di patrimonio e di privatizzazioni immobiliari e il crescente ricorso ad operazioni poste al di fuori del bilancio e dei conti della P. A.
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    hanno reso ancor più opaca la conoscibilità ex ante e la trasparenza del rendere conto, ex post".

    Da qui la necessità espressa dai magistrati contabili di "restaurare una generale cultura del controllo e della responsabilità". Lo spiega il pg Vincenzo Apicella: "Qualunque sia il settore, pubblico o privato, in cui una gestione di pubbliche risorse si trovi ad operare - dice Apicella - ciò non significa affatto che il concetto di discrezionalità amministrativa possa tramutarsi in autonomia privata e in irresponsabilità di fatto: il rispetto del cittadino contribuente, sostanziale azionista delle aziende pubbliche, moralmente e giuridicamente lo vieta".

    Il pg Apicella non parla mai apertamente della vicenda Parmalat (su cui, peraltro, la Corte dei Conti non avrebbe voce in capitolo), ma sembra comunque implicitamente farne riferimento quando concorda con chi, ora più che mai, invoca "nuove procedure di controllo", anche nel settore privato ("questa parola ieri invisa sino ad essere rigettata, sembra essere stata finalmente rivalutata"). Ed estendendo il processo di rivalutazione - aggiunge il pg - "c'è chi giustamente auspica una maggiore attenzione per il perseguimento delle responsabilità dei gestori che operano nel settore dell'economia. Questo, si dice, per la tutela del cittadino, per evitare alla collettività danni economici, perdita di fiducia e caduta di immagine. Danni che, neppure tanto alla lunga, fatalmente sono destinate a produrre deleteri effetti anche sui bilanci pubblici".

    La rivalutazione del controllo, in ogni caso, "deve estendersi al campo della gestione delle pubbliche risorse, in qualsiasi forma sia effettuata". Il discorso - fa notare il pg della Corte dei Conti - "diventa delicato ma nello stesso tempo necessario" quando si tratta del controllo da esercitare "sulle gestioni di risorse pubbliche che, in quanto a struttura, rivestono quelle forme privatistiche o para-privatistiche, in origine nate dall'invasione di campo effettuato dallo Stato nel settore dell'economia e, successivamente, dall'affermarsi dell'idea che i metodi di gestione di tipo provato fossero da preferirsi a quelli soggetti al diritto pubblico".

    Ma secondo Apicella il '''controllo va inteso come strumento di civile garanzia" e "va articolato in modi, tempi, ed effetti differenziati in relazione al tipo e al livello dell'azione amministrativa cui si rivolge". Il controllo "dovrà essere poi, in ogni caso, essenziale, rapido e non vessatorio, anzi con finalità costruttive e quindi tendente a realizzare in momento costruttivo della stessa azione amministrativa: ciò per una migliore gestione della cosa pubblica. A realizzare questo disegni, occorrerà sicuramente una maggiore fiducia tra controllori e controllati". In tal senso il pg auspica "aggiustamenti e riforme delle procedure che servano ad assicurare, nel contempo, legalità ed efficienza".


    (28 gennaio 2004) La repubblica.
    Sono stati capaci nel volgere di 2 anni e mezzo di mettersi contro:

    Magistratura
    Corte costituzionale
    Banca d'Italia
    Corte dei conti
    Europa
    Presidenza della Repubblica (massoni...ecc...ecc..)

    Ma dove vogliono arrivare? Mah.....

  4. #4
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    Red face Dalla Corte dei Conti un caldo invito: Tremonti vatti a nascondere!





    Dai magistrati contabili attacco alla discrezionalità del ministero dell'Economia: "Decisioni che prevaricano il Parlamento"
    Corte dei Conti contro Tremonti
    "Un caso unico in Occidente"
    Abuso di una tantum e di consulenze
    poca trasparanza, gravi sprechi di risorse




    ROMA - Troppa ''discrezionalità" sui conti pubblici è lasciata al ministro dell'Economia, una discrezionalità che non ha pari negli altri paesi dell'Occidente". Dopo l'attacco ieri del governatore di Bankitalia Antonio Fazio, è oggi la Corte dei Conti a dare addosso al ministro Giulio Tremonti. Nella relazione sullo stato della giurisdizione e dei controlli, la magistratura contabile accusa il dicastero di Tremonti di prevaricare il Parlamemento con decreti legge e interventi una tantum, di ricorrere a troppe consulenze esterne e di gestire i conti pubblici con poca trasparenza e con gravi sprechi di risorse. I magistrati della Corte dei Conti, elencando una per una le falle dell'amministrazione pubblica, auspicano il restauro di "una generale cultura del controllo e della responsabilità". Vediamo, punto per punto, le accuse della Corte dei Conti.



    Troppa discrezionalità a Tremonti: il caso del decreto 'taglia-spese' del 2002
    "Alla fine del 2002 il decreto legge taglia-spese ha spostato l'asse decisionale dal Parlamento al governo e alla Ragioneria, indebolendo la resistenza della decisione parlamentare del bilancio e delle leggi di spesa e di entrata, con l'attribuzione di una discrezionalità al ministro dell'Economia che non ha riscontro nel panorama comparatistico delle democrazie dell'Occidente".



    Il caso della Finanziaria 2004
    La sessione di bilancio 2004 "ha travolto la procedura parlamentare condivisa, seguita dall'inizio degli Anni 90, affidando la manovra fuori dalla disciplina della sessione di bilancio, ad un decreto legge".



    Troppe misure una tantum, poca trasparenza
    "Poca trasparenza nel bilancio delle pubbliche amministrazioni, coperture finanziarie 'inconsistenti' per la riforma del fisco e per quelle del settore del Welfare, troppe operazioni una tantum, che hanno avuto la funzione di tamponare momentaneamente la situazione del disavanzo rinviando però gli oneri agli anni successivi". La magistratura contabile mette in rilievo ''seri problemi di trasparenza'' dei conti pubblici, anche a causa degli interventi in materia di patrimonio e di privatizzazioni immobiliari e a causa del ''crescente ricorso ad operazioni poste al di fuori del bilancio e dei conti della P.A.''. Tutto questo ''ha reso ancora piu' opaca la conoscibilita' ex ante e la trasparenza del rendere conto ex post''.



    Abusi consulenze private, sprechi risorse
    Una nuova forma di spreco di denaro sta prendendo sempre più piede nella pubblica amministrazione: l'abuso delle consulenze chieste ai privati, che nel 2003 sono cresciute di oltre il 50%. Nella mappa degli sprechi, i magistrati contabili ribadiscono anche quest'anno che continua a essere "forte" l'evasione fiscale, così anche le gestioni fuori bilancio, l'amministrazione del demanio e del patrimonio, quella del personale, il recupero dei crediti, la gestione della sanità. Ma il maggiore aumento quantitativo e percentuale delle ipotesi di danno è quella connessa non all'uso, ma all'abuso delle consulenze chieste dalle Amministrazioni a privati e degli incarichi ad essi attribuiti. Tutto ciò "contribuisce di conseguenza d aggravare i costi di gestione, a mortificare la professionalità di pubblici dipendenti e a far sorgere il sospetto di favoritismi". Nel 2003 il costo delle consulenze "ha raggiunto, specie negli enti pubblici economici e nelle Spa a partecipazione pubblica, punte di incremento annuale di oltre il 50%, in termini numerici e di costi".



    Condoni
    Le entrate straordinarie da condoni fiscali sembrerebbero avere "un ruolo solo in parte aggiuntivo rispetto alle entrate ordinarie". La magistratura contabile sottolinea anche che l'importo complessivamente atteso per l'esercizio finanziario 2003 da condoni e sanatorie è di 12,6 miliardi di euro.
    Il fatto che i condoni avrebbero un ruolo "solo in parte aggiuntivo" sul complesso delle entrate è collegabile, secondo la Corte, "alla fisiologica contrazione dei versamenti a titolo di accertamento e controllo".



    Insuccesso del governo nel sommerso
    I programmi del governo per sconfiggere il sommerso "non sembrano aver avuto molto successo". Se il programma messo in campo dalla precedente legislatura "è rimasto sostanzialmente inattuato", gli strumenti messi in campo dal nuovo governo hanno ottenuto risultati modesti". Secondo la magistratura contabile, "il fenomeno del sommerso continua ad avere in Italia dimensioni molto maggiori di quelle riscontrate negli altri Paesi dell' Ue" e "secondo studi comparativi svolti in sede internazionale, la quota sul Pil dell' economia sommersa sarebbe in Italia del 26,2%".



    Restaurare cultura controllo
    "Qualunque sia il settore, pubblico o privato, in cui una gestione di pubbliche risorse si trovi ad operare ciò non significa affatto che il concetto di discrezionalità amministrativa possa tramutarsi in autonomia privata e in irresponsabilità di fatto: il rispetto del cittadino contribuente, sostanziale azionista delle aziende pubbliche, moralmente e giuridicamente lo vieta".


    (28 gennaio 2004)


  5. #5
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    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
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    In Origine Postato da T34
    Sono stati capaci nel volgere di 2 anni e mezzo di mettersi contro:

    Magistratura
    Corte costituzionale
    Banca d'Italia
    Corte dei conti
    Europa
    Presidenza della Repubblica (massoni...ecc...ecc..)
    CEI

    Ma dove vogliono arrivare? Mah.....
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  6. #6
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    arriveranno che nessuno li reggerà piu'

  7. #7
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    dunque distribuiscono quattrini pubblici a palate. E le chiamano consulenze. Pare che in un anno siano raddoppiate. Queste consulenze rappresenterebbero una nuova forma di prebende da gratificare ai propri portaborse fedeli.
    Le solite idee creative alla Tremonti. In qualche modo è sempre il denaro pubblico a essere sperperato. Paga sempre pantalone.
    E poi si danno le arie dell'efficentismo...
    mr

  8. #8
    "SI PUO' FARE"
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    sssssssssssssssssssss ...... non fate conoscere i capolari del ns. agli italiani.





    Il sindacato dei giornalisti critica il direttore del Tg1
    "Non ha dato la notizia delle critiche della Corte dei Conti"
    "Critiche a Tremonti oscurate"
    Mimun di nuovo nella bufera


    Clemente Mimun

    ROMA - Il Tg1 è di nuovo nella bufera. Stavolta è la Federazione nazionale della stampa a criticare il telegiornale diretto da Clemente Mimun. Con una nota il segretario del sindacato dei giornalisti attacca "l'assurdo modo di concepire l'informazione" del direttore. A finire sotto accusa è il modo con cui il Tg1 ha dato la notizia delle critiche che la Corte dei Conti ha mosso all'operato del governo e in particolare all'operato del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

    "La commissione parlamentare di vigilanza - dice Paolo Serventi Longhi - nell'audizione prevista per la prossima settimana, potrà chiedere al direttore del Tg1 Clemente Mimun perché nella serata di oggi la notizia delle critiche del procuratore generale della Corte dei Conti alla politica economica del governo non sia stata fornita agli italiani dal maggiore telegiornale".

    "E' incredibile - continua Serventi - quanto sta accadendo al Tg1: tutti i telegiornali, anche del concorrente privato, hanno sottolineato le critiche di Apicella a Tremonti, mentre il telegiornale di Mimun si è limitato a generiche osservazioni su aspetti marginali della relazione. La commissione di vigilanza - conclude il segretario - potrà chiedere e ottenere facilmente la cassetta che dimostra l'assurdo modo di concepire l'informazione da parte di Mimun".

    Insomma, per il direttore del Tg1 è un periodo di fuoco. Non si sono infatti ancora spente le polemiche per le dimissioni di uno dei suoi vicedirettori in aperto contrasto con la linea filogovernativa del giornale. Dimissioni accompagnate da un documento sottoscritto dalla maggior parte della redazione.
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    (28 gennaio 2004)
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  9. #9
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    il direttore del tg1 è un velinaro militarizzato dal regime.Sta screditando la categoria di quelli che fanno il suo mestiere.
    mr

  10. #10
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    In Origine Postato da T34
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    Magistratura
    Corte costituzionale
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    Corte dei conti
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    Ma dove vogliono arrivare? Mah.....
    Aggiornamento....

    EURISPES.

 

 
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