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Obama, il pacifico censore
Mercoledì 14 Ottobre 2009 – 8:28 – Ferdinando Calda
L’amministrazione Obama dichiara guerra aperta alla tv Fox News, colpevole di criticare l’operato del neo premio Nobel per la Pace come presidente degli Stati Uniti. “Li tratteremo come un partito d’opposizione, poiché stanno conducendo una guerra contro Barack Obama e non possiamo far finta di pensare che questo sia il comportamento legittimo di un organo d’informazione”, ha detto al New York Times Anita Dunn, direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, che ha spiegato così il tentativo del governo di Washington di “non legittimare Fox in quanto organo d’informazione”.
La Dunn, in un’intervista alla Cnn, ha anche accusato l’emittente televisiva di proprietà di Rupert Murdoch di “agire spesso come una divisione di ricerca o di comunicazione del partito repubblicano”, o addirittura come “un’ala del partito repubblicano” tout court. Niente a che vedere, ha aggiunto, con “il modo in cui si comporta un’onesta azienda giornalistica come la Cnn”.
Minacce, quelle dell’amministrazione Obama, che fanno impallidire, al confronto, gli attacchi di Berlusconi a RaiTre. In questo caso, tuttavia, i “giornalisti” “intellettuali” nostrani non sono scesi in campo contro questa nuova minaccia al “diritto all’informazione” o, tanto meno, per difendere i diritti di quel Rupert Murdoch, che, come proprietario di Sky, era stato dipinto dal centrosinistra come una vittima innocente del luciferino premier. Anzi, l’inviato del Corriere della Sera accusa l’emittente televisiva di calunniare Obama, descrivendo Fox News come il canale di informazione “prediletto dai repubblicani di George W. Bush”, che “non risparmia nulla al presidente democratico, comprese le calunnie, sia pur mascherate da informazione obiettiva”.
In effetti, fin dalla campagna elettorale, la Fox, di dichiarate simpatie repubblicane, non ha mai risparmiato critiche al democratico Obama, distinguendosi in questo dal resto dei media statunitensi. “C’è una stazione televisiva interamente dedita ad attaccare la mia amministrazione, se la guardate per un giorno sarà difficile che troviate una sola storia positiva su di me”, si lamentava il presidente poche settimane dopo essere entrato in carica.
Da parte loro, alla Casa Bianca hanno sempre ricambiato la cortesia, con boicottaggi e rappresaglie, arrivando a escludere la Fox dalle interviste presidenziali, a limitare le interviste dei funzionari governativi e a negare ai suoi giornalisti la possibilità di fare domande durante le conferenze stampa. La tensione si era acuita quando la Fox, “colpevole” di non aver trasmesso gli ultimi discorsi di Obama in prime time, venne esclusa dall’imponente tour di interviste del 20 settembre scorso. In quell’occasione il presidente degli Stati Uniti, per la prima volta nella storia, apparve in ben cinque talk-show della domenica mattina (Abc, Cbs, Nbc, Cnn e il canale in lingua spagnola Univision) per parlare del suo progetto di riforma sanitaria.
Del resto sono mesi che Barack Obama e il suo staff sono impegnati a mostrare al mondo l’immagine di un presidente moderno e portatore di cambiamenti radicali. Una suggestione che è valsa a Obama il Nobel per la Pace. In quest’ottica sembrano andare anche le partecipazioni del presidente al popolare Late Show di David Letterman e al Jay Leno Show. O le foto “rubate” di Obama che mostrano gli addominali scolpiti o il suo rientro alla Casa Bianca accolto dalle figlie festanti.
Non stupisce, quindi, che alla Casa Bianca non vedano di buon occhio i servizi della Fox, che danno voce agli avversari di Obama. O i blog che cercano di sfatare il mito, alimentato da gran parte dei media statunitensi (e non), di un presidente perfetto e apprezzato in tutto il mondo. Non è un caso che, nelle scorse settimane, Obama abbia promesso ai giornali in difficoltà lo stesso tipo di aiuti che hanno salvato le banche (con il Newspaper Revitalization Act proposto dal senatore democratico Ben Cardin), mentre si è detto “molto preoccupato per il tipo di informazione che circola nella blogosfera, dove si trova ogni sorta di informazioni e opinioni senza che vengano verificate”.
“Invece di governare, la Casa Bianca si comporta come se fosse ancora in campagna elettorale. Farebbe bene a riservare le sue energie ai temi che preoccupano gli elettori”, ha ribattuto alle ultime minacce dell’amministrazione Obama il vicepresidente di Fox News, Michael Clemente, sostenendo che la Casa Bianca “non riesce a distinguere tra le notizie e i commenti”. In ogni caso, ha fatto notare uno dei dirigenti, Bill Shine, “ogni volta che ci attaccano, i nostri rating vanno su”. E in effetti gli ascolti di Fox News sono ormai stabilmente al di sopra di quelli della più “onesta” Cnn e la scorsa settimana hanno fatto registrare nuovi record. A dimostrazione che, probabilmente, negli Usa l’immagine idilliaca del primo presidente nero e Nobel per la Pace si sta già sbiadendo, nonostante il tentativo di cancellare ogni voce fuori dal coro.




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