Cosa avranno voluto dire?
Ma l'Italia non aveva guadagnato un alto rispetto in politica estera?
Perchè non ci si fila nessuno, non avranno bisogno di intrattenitori a cena o non sono previste foto ufficiali in cui esibire corna e sberleffi?


Cosa avranno voluto dire?
Ma l'Italia non aveva guadagnato un alto rispetto in politica estera?
Perchè non ci si fila nessuno, non avranno bisogno di intrattenitori a cena o non sono previste foto ufficiali in cui esibire corna e sberleffi?


In effetti....il Presidente della "Commissione" non è stato invitato....


C'è chi racconta le barzellette e interpreta la parte di buffone e chi le barzellette le dice nei "discorsi seri" e non ha bisogno di interpretare nessuna parte, essendo per natura quello che è, in modo evidente (basta guardare le foto e la mimica nei contesti NORMALI e sentire le puttanate che dice). L'Ulivo ha la capacità di sceglierli VERI.
Saluti liberali


Bravo hai ragione, se invece avessero voluto fare una seduta spiritica avrebbero chiamato il vostro nuovo padrone. Lui di queste cose se ne intende.......In origine postato da Dario
, non avranno bisogno di intrattenitori a cena o non sono previste foto ufficiali in cui esibire corna e sberleffi?
Remember Gradoli e lo spirito di De Gasperi? (Ma presumo che tu certe cose non le abbia mai lette)


Solo i comunisti hanno padroni. E lei non è comunista. E' peggio.
Saluti liberali


Lei fa miracoli!


In origine postato da Michele S-
Bravo hai ragione, se invece avessero voluto fare una seduta spiritica avrebbero chiamato il vostro nuovo padrone. Lui di queste cose se ne intende.......
Remember Gradoli e lo spirito di De Gasperi? (Ma presumo che tu certe cose non le abbia mai lette)
un gran genio questo Prodi....una persona seria......affidabile....credibile............ quasi come il mago Othelma


Un altro che crede alle sedute spiritiche.![]()


In origine postato da antonio
..non è liftato...e non dice cazzate: e queste sono note di demerito ai vostri occhi.
ad ogni modo chiunque e' piu' serio, affidabile, credibile di quel disturbato mentale costantemente in preda a deliri ora di grandezza ora di persecuzione che guida attualmente il governo italiano.![]()
ti sbagli, non ha affatto l'aspetto del disturbato mentale. Guarda che bel sorriso sincero


Berlino. Il nuovo gioco europeo di questo inizio d’anno –il “trilateralismo” che riunisce oggi a Berlino delegazioni al vertice dei governi di Germania, Francia e Gran Bretagna – si arricchisce di varianti e schemi inattesi. Alla vigilia dell’incontro, infatti, il quotidiano Sueddeutsche Zeitung ha rivelato che il cancelliere Gerhard Schroeder intende chiedere l’appoggio di Tony Blair e Jacques Chirac per una riorganizzazione della Commissione europea che includa un super commissario all’Industria, che concentri le competenze ora divise fra Mario Monti e Fritz Bolkenstein. La Germania, beninteso, preferirebbe che il super commissario fosse tedesco, e ha anzi già un candidato, l’attuale commissario all’Allargamento Guenter Verheugen. La proposta di accorpare alcuni portafogli della Commissione non è nuova: è stata già avanzata proprio dalla Commissione, nel quadro di una riorganizzazione complessiva del collegio a 25 membri, ma senza una gerarchia interna: ciascuno dei 7/8 portafogli maggiori sarebbe assegnato a un “pool” di più commissari, anche per non intaccare il principio – legale e politico – della loro uguaglianza.
E’ stata proprio questa, del resto, la prima reazione critica venuta ieri dal portavoce della Commissione.
Anche il cancelliere dello Scacchiere, Gordon Brown, aveva sollecitato un approccio più integrato della Commissione ai problemi della competitività in Europa, anche se è dubbio che si riconosca interamente nella proposta attribuita a Schroeder.
Il governo di Berlino si è infatti distinto, dal 1999, per gli attacchi portati soprattutto a Monti ogni qualvolta le sue decisioni toccavano interessi economici tedeschi.
Sempre ieri, critiche ai possibili piani di gioco dei “trilateralisti” sono venute da diverse parti.
Dal premier Silvio Berlusconi, che ha detto:
“L’Europa non sopporta e non ha bisogno di nessun direttorio. Questo incontro mi pare solo un pasticcio, e questa mia opinione è condivisa dalla quasi totalità dei paesi europei, al di fuori di quelli interessati”.
Dall’ex premier Giuliano Amato, che ha rilevato come più si tarda ad approvare la Costituzione e più ci si divide fra europei.
E dall’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl, che ha denunciato l’ignoranza della storia da parte di chi propone il “direttorio”. Ma sono venute, in modo più indiretto ma non meno chiaro, anche da una lettera ufficiale indirizzata al premier irlandese (e presidente in carica dell’Ue) Bertie Ahern scritta dai premier di Italia, Spagna, Polonia, Olanda, Portogallo ed Estonia.
Vale a dire, i tre “quasi-grandi” che più si sentono esclusi dal gioco a tre di Berlino, più tre paesi medi o decisamente piccoli che si sono impegnati più di altri a favore della liberalizzazione economica.
Lisbona e Madrid avevano condotto questa battaglia con Londra, fino a qualche tempo fa, mentre Olanda ed Estonia hanno soprattutto praticato quello che altri predicavano.
La lettera dei sei insiste molto su mercati del lavoro più flessibili, su politiche fiscali più dinamiche, e sulla necessità di trasporre più rapidamente le direttive europee nella legislazione nazionale – Francia e Germania (ma a dire il vero anche l’Italia) sono agli ultimi posti in questa classifica – e di applicare in modo conseguente e “non discriminatorio” le regole del Patto di Stabilità per l’euro.
Il messaggio dei Sei è chiaro, così come il suo timing: tutti i membri dell’Unione europea hanno pari diritto ad avanzare proposte, e sarebbe anzi meglio se chi si presenta come leader avesse anche le carte in regola per farlo. Ma è anche il sintomo di un fastidio sempre più diffuso in Europa nei confronti dei tre. I “trilaterali” se ne stanno accorgendo, e nei mass media britannici, francesi e tedeschi cominciano a esserci voci critiche e toni più cauti.
Il rischio infatti è che, alle divisioni interne che hanno già impedito un accordo sulla Costituzione nel dicembre scorso, se ne aggiungano ora altre tali da rendere il clima all’interno dell’Ue sempre più difficile. E la guerra dei comunicati, degli editoriali e delle lettere a più autori (a tre, a sei o più) certo non aiuta, anche se rientra, come dire, nelle regole mai scritte di questo nuovo gioco.
saluti